Lo scandalo delle poste italiane
Tempo fa tentai un’avventura con un’amica: il commercio elettronico. Alla fine abbandonai l’impresa. Due le mie maggiori perplessità: costi troppo alti e problemi con le spedizioni. Avviare un’attività di e-commerce non è difficile se inizialmente ci si appoggia a siti come Ebay. Per quanto riguarda i costi, il continuo calo del volume delle vendite ha fatto riflettere i gestori di Ebay, che tra costi per le inserzioni e le transazioni e percentuali sui pagamenti tramite Paypal, si erano trasformati in perfette sanguisughe. Ma una delle mie perplessità maggiori riguardava le spedizioni. Inizialmente non puoi rivolgerti ad un corriere privato a causa dei costi troppo alti. L’alternativa era rivolgersi al servizio postale statale. Beh, che te lo dico a fare… Le poste italiane sono famose per due motivi: ritardi o pacchi mai arrivati. I miei dubbi si concretizzano leggendo un articolo apparso oggi su Repubblica. Su Ebay 37.000 inserzioni contengono la clausola “do not ship to Italy” (non spediamo in Italia). Già perché i venditori ci rimetterebbero (se il pacco non arriva devi rimborsarlo). Un utente di Ebay scrive:
“Spedisco da otto anni in 89 nazioni. In 88 nazioni sono andate a buon fine il 100% delle spedizioni e solo in una, l’Italia, il tasso di successo è del 47%”Non male vero? Un altro venditore è lapidario:
“Diversi pacchi di valore che ho spedito in Italia non sono mai arrivati. Non so se sia vero, ma chiedendo sui forum in internet mi hanno detto che il vostro sistema postale è corrotto e gli impiegati aprono i pacchi e li rubano”Altro che rifiuti della Campania. L’Italia all’estero è vista come un paese di furbi, truffatori, corrotti e ladri. Come dargli torto? Il volume del commercio elettronico italiano è 10 volte inferiore a quello inglese, 6 volte a quello tedesco e 3 volte a quello francese. Come può decollare l’economia in Italia se non si fa nulla per incentivarla e si fa molto per ostacolarla? Brunetta? Fannulloni a parte, perché non ci occupiamo anche dei ladri?