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Venerdì 30 Maggio 2008

Leggere i giornali non basta più: prendiamo lezioni da Tom Ponzi

Archiviato in: Ambiente, Informazione, Giustizia, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 09:30 )

Una volta, per informarsi, bastava leggere i giornali. Ora non è più così. Oggi, se vuoi davvero essere informato, ti devi improvvisare investigatore. Allora devi leggere i giornali con spirito ipercritico. Devi usare la Rete. Devi indagare. Riguardo allo scandalo dei rifiuti campani, è scattata ultimamente quella che viene definita da molti giornali un’inchiesta ad orologeria. In altre parole, cambiano i governi e scattano le inchieste giudiziarie. In realtà le cose non stanno esattamente così. Le inchieste ci sono da una vita, solo che certi personaggi vengono coinvolti nelle indagini in concomitanza con determinati eventi politici (elezioni, cambi di governo, finanziarie e via dicendo). Considerando che la verità non si trova quasi mai da una parte sola, determinati dubbi risultano leciti. Come diceva Andreotti:
“a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”
Una volta i politici si occupavano dei cittadini, la magistratura della giustizia e le forze dell’ordine dei delinquenti. Forse. Oggi si scopre che queste entità “collaborano” tra loro per tutelare determinati interessi economici privati a discapito della collettività. Gli intrallazzi avvengono nell’oscurità, televisioni e giornali non informano e per i cittadini è dura. Chi si vuole informare deve utilizzare la Rete prima di tutto. Ma non basta: si deve improvvisare investigatore, dicevo. Fino ad oggi mi sono limitato ad analizzare le votazioni dei parlamentari. Spulciando i siti della Camera e del Senato si possono infatti analizzare le votazioni dei singoli parlamentari (in quanto pubbliche). Si scoprono così fatti interessanti. Scopri ad esempio il tal politico che mentre in tivvù racconta alcune cose, quando vota si comporta in modo esattamente contrario. Si tratta di un’attività investigativa interessante. Ma non basta più. Non basta seguire i singoli politici. No, ora occorre seguire anche i magistrati. I casi Forleo e De Magistris sono solo la punta dell’iceberg. La magistratura non è affatto neutrale ed indipendente. Politica e magistratura vanno a braccetto. Ecco alcuni nomi da seguire da vicino: Alessandro Pansa (prefetto di Napoli), Rosanna Saraceno (gip), Giuseppe Novello (pm), Paolo Sirleo (pm), Aldo De Chiara (procuratore aggiunto), Guido Bertolaso (sottosegretario alla presidenza del Consiglio), Marta Di Gennaro (responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione Civile), Giandomenico Lepore (procuratore della Repubblica di Napoli). Ma non è che con la scusa dei rifiuti campani si continua con l’operazione di delegittimazione della magistratura? Non è che stiamo per assistere ad una maxi operazione contro la magistratura? Una di quelle operazioni “legali” che servono ad imbavagliare certi magistrati scomodi? Domando eh?

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