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Martedì 3 Giugno 2008

Le passioni vanno coltivate!

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 11:19 )

Conosco Internet dal 1995. Ne fui subito affascinato. Cominciai a studiarla, comprando libri e riviste specializzate, leggendo le FAQ e le RFC (cosa sono lo trovate spiegato qui e qui). Poi decisi di passare da semplice spettatore ad attivo attore. Nacque così Wowarea, il mio primissimo sito web. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 12 dicembre 1998. Oggi ci sono i blog. Fu così che il 29 luglio del 2006 iniziai a scrivere questo blog. Adoro scrivere, ma adoro ancor di più divulgare. Continuerò a scrivere qui del più e del meno, ma sento la necessità di sviluppare alcuni argomenti a me molto cari. Sento di dover condividere alcune mie passioni. Ecco perché ho deciso di aprire un altro blog.

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Reato clandestinità: due pesi e due misure?

Archiviato in: Politica, Giustizia, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 11:10 )

La verità non si trova quasi mai da una parte sola: di ciò ne sono fermamente convinto da tempo. Partendo da questo postulato, risulta spesso difficile prendere posizione su questioni complesse e delicate. Prendiamo ad esempio il problema dell’immigrazione e l’introduzione del reato di clandestinità in Italia. Il fenomeno crescente dell’immigrazione in Europa non va sottovalutato. Il rischio xenofobia però è reale. Infatti l’Italia si colloca appena al dodicesimo posto nella classifica dei paesi europei che ospitano il maggior numero di immigrati. In altre parole, gli immigrati non vengono tutti in Italia e negli altri paesi ci sono molti più immigrati di quanti non ce ne siano da noi. Ciò significa che il problema immigrazione, in Italia è stato ingigantito ad arte dalle campagne xenofobe della Lega per scopi meramente elettorali. Insomma, la caccia al rom rappresenta un brutto e pericoloso trend che va combattuto con forza. Ad ogni modo, non dobbiamo correre il rischio di esagerare nel senso opposto, permettendo l’accesso nel nostro paese a chiunque e senza alcuna regolamentazione. Siamo arrivati al nocciolo della questione. Il Governo ha recentemente introdotto il reato di clandestinità e personalmente la ritengo una misura necessaria e giusta. Immediatamente è arrivata la condanna dell’ONU per bocca dell’Alto Commissario per i diritti umani, Luoise Arbour. Beh, questa volta non mi trovo d’accordo con questa presa di posizione. Condivido le preoccupazioni di Amnesty International sui rischi di intolleranza razziale e xenofobia che stanno montando in Europa e in Italia, condivido la posizione della Chiesa, però non approvo la condanna ipocrita dell’ONU. Già, perché le regole servono, altrimenti si garantisce l’impunità a chi delinque. Ma la condanna dell’ONU desta ancor più perplessità in quanto risulta diretta esclusivamente verso l’Italia. Si legge infatti sul sito della Camera:
“[…] il servizio studi della Camera riferisce che negli Stati Uniti è previsto l’ingresso illegale nel territorio, al quale per la prima volta si applica una sanzione pecuniaria di massimo 5 mila dollari o la detenzione fino a 6 mesi, oppure entrambe; in caso di recidiva, la sanzione pecuniaria sale a 250 mila dollari, oltre, naturalmente, alla detenzione. Questo degli Stati Uniti non è un caso unico, perché paesi ad alto livello di democraticità, come Canada, Francia, Germania e Inghilterra, sempre secondo la fonte del servizio studi della Camera, prevedono nel loro ordinamento il reato di immigrazione clandestina […]”
La domanda sorge allora spontanea: perché l’ONU condanna l’Italia e contemporaneamente tollera Francia e Germania? Due pesi e due misure? C’è qualcosa che non quadra o sbaglio?

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