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Martedì 3 Giugno 2008

Reato clandestinità: due pesi e due misure?

Archiviato in: Politica, Giustizia, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 11:10 )

La verità non si trova quasi mai da una parte sola: di ciò ne sono fermamente convinto da tempo. Partendo da questo postulato, risulta spesso difficile prendere posizione su questioni complesse e delicate. Prendiamo ad esempio il problema dell’immigrazione e l’introduzione del reato di clandestinità in Italia. Il fenomeno crescente dell’immigrazione in Europa non va sottovalutato. Il rischio xenofobia però è reale. Infatti l’Italia si colloca appena al dodicesimo posto nella classifica dei paesi europei che ospitano il maggior numero di immigrati. In altre parole, gli immigrati non vengono tutti in Italia e negli altri paesi ci sono molti più immigrati di quanti non ce ne siano da noi. Ciò significa che il problema immigrazione, in Italia è stato ingigantito ad arte dalle campagne xenofobe della Lega per scopi meramente elettorali. Insomma, la caccia al rom rappresenta un brutto e pericoloso trend che va combattuto con forza. Ad ogni modo, non dobbiamo correre il rischio di esagerare nel senso opposto, permettendo l’accesso nel nostro paese a chiunque e senza alcuna regolamentazione. Siamo arrivati al nocciolo della questione. Il Governo ha recentemente introdotto il reato di clandestinità e personalmente la ritengo una misura necessaria e giusta. Immediatamente è arrivata la condanna dell’ONU per bocca dell’Alto Commissario per i diritti umani, Luoise Arbour. Beh, questa volta non mi trovo d’accordo con questa presa di posizione. Condivido le preoccupazioni di Amnesty International sui rischi di intolleranza razziale e xenofobia che stanno montando in Europa e in Italia, condivido la posizione della Chiesa, però non approvo la condanna ipocrita dell’ONU. Già, perché le regole servono, altrimenti si garantisce l’impunità a chi delinque. Ma la condanna dell’ONU desta ancor più perplessità in quanto risulta diretta esclusivamente verso l’Italia. Si legge infatti sul sito della Camera:
“[…] il servizio studi della Camera riferisce che negli Stati Uniti è previsto l’ingresso illegale nel territorio, al quale per la prima volta si applica una sanzione pecuniaria di massimo 5 mila dollari o la detenzione fino a 6 mesi, oppure entrambe; in caso di recidiva, la sanzione pecuniaria sale a 250 mila dollari, oltre, naturalmente, alla detenzione. Questo degli Stati Uniti non è un caso unico, perché paesi ad alto livello di democraticità, come Canada, Francia, Germania e Inghilterra, sempre secondo la fonte del servizio studi della Camera, prevedono nel loro ordinamento il reato di immigrazione clandestina […]”
La domanda sorge allora spontanea: perché l’ONU condanna l’Italia e contemporaneamente tollera Francia e Germania? Due pesi e due misure? C’è qualcosa che non quadra o sbaglio?

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6 commenti »

  1. In Francia, Germania e Gran Bretagna non esiste il reato d’immigrazione clandestina, c’è solo il reato di chi aiuta un clandestino ad entrare illegalmente in questi paesi.

    Commento di autore — 4 Giugno 2008 @ 17:03

  2. “il problema immigrazione, in Italia è stato ingigantito ad arte dalle campagne xenofobe della Lega per scopi meramente elettorali”
    Errore. Non è così, anche se tu ti ostini a volerlo credere. Il problema immigrazione ha cominciato ad essere sentito spontaneamente dal popolo, che per questo ha votato Lega, e non il contrario come vuoi pensare tu (parlo sempre di “volere” credere, perché ritengo che sia una questione proprio di voler credere).
    La caccia al rom è solo un sintomo, una valvola di sfogo di un malessere più complesso attinente alla più o meno inconscia percezione dell’invasione.
    Per il resto, … condivido.

    Commento di Marco — 4 Giugno 2008 @ 19:12

  3. In Francia non esiste il reato di immigrazione? Allora devo aver detto una str… pidata. Vado ad informarmi (però sul sito della Camera sparano str… pidate?).

    Commento di Maurizio — 4 Giugno 2008 @ 19:21

  4. ….infatti, anche io ero rimasto (piacevolmente?) sorpreso dalla notizia.
    Ma ora, comunque sia, non puoi rimangiarti tutto! :-))

    Commento di Marco — 4 Giugno 2008 @ 19:26

  5. Confermo: in Francia l’ingresso clandestino è considerato reato. Così come in Germania. In molti paesi viene colpito duramente chi entra senza regolari documenti (Francia, SPAGNA DI ZAPATERO, Germania, Inghilterra, Grecia, USA, Australia e via dicendo). Relativamente alla Francia:

    http://sos-net.eu.org/etrangers/interne/peinsej.htm
    http://www.senat.fr/lc/lc34/lc344.html

    “Etre en situation irrégulière est un délit. Vous pouvez être condamné à une peine de prison et/ou à payer une amende et/ou forcé de quitter le territoire”

    Quindi non si capisce perché invece in Italia non debbano esistere regole. Davvero sorprendente. Questa volta concordo con Frattini e Maroni.

    Marco, io non rimangio nulla. L’informazione poteva anche essere sbagliata (e non lo è) ma le opinioni restano. Io sono per proteggere chi fugge da paesi dove non si riesce a vivere, però non è possibile - per salvaguardare quei poveracci - far entrare criminali senza controllo. Io sono per le impronte digitali e la banca del DNA (proposta dal Governo Prodi). La maggioranza dei paesi si sta orientando in questo senso. Marco, non è che tutte le cose che dicono “quelli di sinistra” siano sempre corrette per forza eh? ;-)

    Commento di Maurizio — 4 Giugno 2008 @ 20:27

  6. …comunque, caro Maurizio,. questo presunto reato che vorrebbero introdurre, è una vera bufala, in quanto è un falso. Si, perchè NON E’ PUNITA LA CLANDESTINITA’, ma appunto la immigrazione clandestina! Cioè devi essere colto sul fatto, cosa pressocchè impossibile, e comunque marginalissima,…anche 5 minuti dopo essere entrato in Italia il tipo potrà sempre dire di esserci già da anni, e non gli si potrà fare nulla in quanto il reato entrerebbe in vigore da oggi, mentre allora non c’era, e la legge penale non è retroattiva…
    Il tanto celebrato reato di clandestinità per gli immigrati, che dovrà garantire grande sicurezza ai cittadini italiani, perché finalmente adotterà la linea dura nei confronti di chi circola per l’Italia senza i documenti e il permesso di soggiorno, in realtà non esiste! Lo dicono il professor Valerio Onida, che è l’ex presidente della Corte Costituzionale e, il giudice, procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti.
    Che cosa dicono? Che il reato di clandestinità è stato annunciato, ma nell’articolato di legge che è stato presentato da Maroni e dal governo Berlusconi non c’è il reato di clandestinità, cioè di permanenza clandestina in Italia. Ce n’è un altro che sembra la stessa la cosa ma è completamente diverso. Dice l’articolo incriminato: “Ingresso illegale nel territorio dello Stato. Lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni della legge Bossi-Fini è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e deve essere obbligatoriamente arrestato e processato per direttissima.” Intanto non sarà mai processato per direttissima perché per le direttissime nei tribunali sono intasate per reati ben più gravi, tipo spaccio di droga, tipo omicidi ecc. e poi soprattutto non prevede la presenza sul territorio. Prevede l’ingresso da uno Stato straniero all’Italia. Che cosa vuol dire l’ingresso? Che, o lo prendi mentre entra, l’immigrato, e allora non si vede per quale motivi lo devi arrestare e processare andando a intasare la macchina della giustizia: lo respingi direttamente alla frontiera. Basta la polizia. Basta la guardia di frontiera. Non c’è bisogno che intervengano la magistratura, gli avvocati, gli interpreti, i cancellieri, ecc. Se lo prendi mentre entra, lo rimandi indietro. Viceversa, se lo trovi già mezz’ora dopo che è entrato, come fai a sapere che è entrato dopo l’entrata in vigore di questa legge, e che quindi ha commesso il reato? Perché naturalmente il reato è nuovo e si applica solo da oggi in poi, non può essere applicato retroattivamente. Lui naturalmente non avendo un bollino di ingresso sulla pelle, per fortuna, potrà raccontare di essere entrato in Italia, un mese fa, 6 mesi fa, 2 anni fa, quando non era ancora reato entrare clandestinamente in Italia. E quindi che cosa succederà? Che non sarà né processato, né arrestato, né condannato. Semplicemente gli verrà detto di andarsene. Lui non se ne andrà perché o il Paese d’origine non lo vuole, visto che non si riesce a dimostrare che lui arrivi proprio da lì, oppure non se ne andrà perché gli dicono di andarsene e lui non ha i mezzi per pagarsi il biglietto aereo per tornarsene al suo Paese, dovrebbe pagarglielo una questura, o una prefettura ma come è noto non hanno i mezzo per finanziare tutti quelli che se ne devono andare. E quindi resterà qua a ingrossare le schiere dei clandestini che molto spesso sono semplici irregolari perché poi lavorano cono l’unica differenza che appunto sono al nero.
    Ecco questo è un esempio tipico di come si fa a prendere in giro la gente raccontandole una cosa che non esiste ma dando degli annunci altisonanti usando delle parole molto feroci in modo che la gente si senta rassicurata.
    Rassicurata!!! Vogliono rassicurare la gente e non aizzarla come pensi tu!
    “Tolleranza zero”, “Reato di clandestinità”. Il reato di clandestinità non esiste. Esiste un reato impossibile da provare perché è difficilissimo prendere l’immigrato nel momento stesso in cui immigra nel nostro Paese. È l’effetto placebo per i gonzi, per coloro che non leggono le leggi ma ne parlano. E questo riguarda molti politici di destra e di sinistra che hanno esultato o che hanno maledetto questa legge senza mai andare a vedere che cosa succede. Lo hanno fatto l’ex presidente della Corte Costituzionale e il giudice Tinti e ne hanno ricavato l’impressione che non cambierà nulla se non aggravare un po’ la macchina della giustizia che è già al collasso.
    Ringrazio Marco Travaglio per avermi dato queste informazioni.

    Commento di Marco — 4 Giugno 2008 @ 21:00

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