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Sabato 7 Giugno 2008

Perché le donne vanno al bagno sempre in coppia?

Archiviato in: Donne, Umorismo — Maurizio ( 08:34 )

Diciamocelo: noi uomini, le donne, non le capiremo mai fino in fondo. Tempo fa azzardai un tentativo di spiegazione ipotizzando una sorta di pensiero circolare femminile. Contrapposto a quello lineare maschile. Quella tesi spiegava discretamente il seguente fenomeno molto noto ai maschietti: parli con una donna del più e del meno, quando lei – improvvisamente – ti rivolge una domanda che non c’entra nulla con il contesto della discussione. Apparentemente. Già, perché grazie a tutta una serie di associazioni mentali a te ignote (tipiche del pensiero circolare femminile), loro riescono a saltare di palo in frasca e se azzardi una vaga espressione perplessa, replicano seccamente: “voi uomini non capite mai una mazza”. Le mie tesi volte a capire l’universo femminile, sono il frutto di lunghi studi e notti insonni. Però c’era ancora una cosa che non avevo mai capito. Una cosa che ho scoperto oggi, casualmente, grazie alla Rete. Il mistero che mi assillava era il seguente: perché le donne vanno al bagno sempre in due o tre? La spiegazione – come dicevo – si trova su Internet. Molti blog la pubblicano immutata. Potevo esimermi dal riproporvela? Certo che no. Eccovela:

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: ‘MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto’ e poi ti mostrava ‘la posizione’ che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza. ‘La posizione’ è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, ‘la posizione’ è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando ‘devi andare’ in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di ‘me la sto facendo addosso’. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con ‘la bambina piccola che non può più trattenersi’ e ne approfittano per passare avanti tutte e due! A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non importa… Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta… dato che non c’è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni e assumi ‘la posizione’… AAhhhhhh… finalmente… A questo punto cominciano a tremarti le gambe… perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa ‘non sederti mai su un gabinetto pubblico!’, così rimani nella ‘posizione’, ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere ‘la posizione’ richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo…! non ce n’è…! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli ‘O-CCU-PA-TOOO!!!’, continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l’altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze… il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero ‘non sai quante malattie potresti prenderti qui’. Ma la débâcle non è finita… sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. ‘Perché ci hai messo tanto?’ ti chiede irritato. ‘C’era molta coda’ ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere ‘la posizione’. E la dignità.

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8 commenti »

  1. Non credo ci sia differenza tra il capire le donne, ed il capire qualsiasi altra cosa, compreso il capire gli uomini.
    Certo, noi siamo uomini e ci capiamo meglio, ma la difficoltà è la stessa.
    Il pensiero “circolare”, come lo chiami tu, è il pensiero normale, e più è circolare (cioè più fa associazioni e collegamenti) più è di qualità.
    E’ un tipo di pensiero che probabilmente utilizza maggiormente il contributo dello stimolo istintuale.
    I salti improvvisi, non mi risultano siano tipici del pensiero femminile, io direi piuttosto che siano tipici di un certo modo di pensare, che a mio avviso è quello di maggior qualità.
    Dunque, chi ce l’ha o chi non ce l’ha, non c’entra essere uomini o donne.
    Il fatto di andare al bagno in coppia, beh, la divertente spiegazione che hai riportato la ritengo solo un raccontino finalizzato al sorriso, e non certo la vera spiegazione.
    Innanzitutto perchè è evidente (e noi tutti lo sappiamo) che gli stessi identici problemi nell’andare in un bagno pubblico ce li hanno anche gli uomini, e sicuramnte anche noi ci siamo riconosciuti in quella descrizione!
    La spiegazione è molto più semplice:
    le donne, in quanto donne, si sentono spesso deboli e insicure (non che lo siano realmente e più degli uomini, ma in quanto donne sono caratterialmente e socialmente autorizzate a mostrarlo tranquillamente, mentre noi uomini dobbiamo far finta di essere sicuri, così ci vogliono loro stesse), cosicchè quando si tratta di “affrontare” qualcosa, preferiscono essere “aiutate”,..ecco così che vanno al bagno insieme, semplicemente per solidarietà e per sostenersi a vicenda in questa “ardua” impresa.
    Tutto qui.
    Spesso le cose sono molto più semplici di quanto appaiano, tutto sta proprio nel cogliere questa semplicità,
    evitando la tentazione pregiudiziale di ricorrere ai massimi sistemi, in questa come in altre questioni.

    Commento di Marco — 7 Giugno 2008 @ 09:04

  2. Cmq questo post era sotto la categoria UMORISMO… ;-)

    Commento di Maurizio — 7 Giugno 2008 @ 10:45

  3. E certo! E che non l’avevo capito?!?
    E certo che l’avevo capito, … eh!
    Figuriamoci!
    ……………
    :-/
    :-)

    Commento di Marco — 7 Giugno 2008 @ 11:24

  4. Sarà che noi utilizziamo un pensiero circolare (segno di maggior qualità come riporta Marco con cui condivido il fatto che non dipenda dal sesso),ma la descrizione riportata in questo post, anche se in alcuni tratti un po’ esasperata, riporta la realtà nell’ andare in bagno da sole.
    Non so se ci sia un significato sociale o speudo profondo nell’andare in bagno in coppia di noi donne e ci rifletterò su, ma sicuramente ci facilita dal punto di vista pratico insomma è più comodo!Perchè fare da soli quello che si può fare in due con un sostegno?Meno male che la società ci autorizza a chiedere aiuto…
    Scopro di avere delle idee preconcette sul bagno degli uomini perchè mai avrei creduto che anche per voi fosse così complesso,sempre secondo Marco!

    Commento di vivi — 8 Giugno 2008 @ 17:35

  5. Vabbè dai, gli uomini non vanno al bagno con la borsetta, non si incipriano il naso e non fanno gossip. O no? :D

    Commento di Maurizio — 9 Giugno 2008 @ 08:20

  6. …..sì, gli uomini non vanno al bagno con la borsetta, non si devono abbassare per fare pipì, sono girati di schiena rispetto alla porta che molti lasciano anche semiaperta, non si puliscono la punta dell’uccello con la carta igienica e solitamente non si lavano neppure le mani. semplice no?

    Commento di elisa — 9 Giugno 2008 @ 19:25

  7. Elisaaa… ma si devono abbassare per fare popò!
    E poi certamente SI che si puliscono la punta d u., e si lavano le mani etc etc etc…, ma che uomini conosci???
    E se non hanno la borsetta hanno comunque altri impicci, anzi peggio! Voi almeno avete le borsette per portare le cose, noi manco quella.

    Commento di Marco — 10 Giugno 2008 @ 18:43

  8. E’ inutile ragazzi: io sono convinto che noi maschi abbiamo avuto un mazzo così a nascere uomini. Andatevi a leggere il post “Donne, non vi mascolinizzate” sul blog http://miscredente08.blog.kataweb.it

    Commento di Guisito — 13 Giugno 2008 @ 12:42

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