Pronto il grande bavaglio alla Magistratura: stop alle intercettazioni
Le prime pericolose mosse della destra stanno per affacciarsi sulla “ribalta” della politica italiana. Quanto promesso da Berlusconi in campagna elettorale sta per essere attuato: il mega grande bavaglio alla magistratura troppo operosa. Dopo le prime azioni di governo specchietto per allodole, ecco la prima vera mossa berlusconiana: la “regolamentazione” delle intercettazioni. Dopo l’eliminazione di ICI e parcometri ecco il grande “divieto”. Ora che gli italioti sono felici perché non pagano ICI e parcometri infatti (tasse che verranno prontamente sostituite da altre molto più trendy di sicuro), è il momento giusto per azioni pesanti come questa. Sì, perché i sondaggi di Repubblica dicono che il gradimento degli italiani nei confronti del Governo Berlusconi è in aumento. È proprio il momento giusto. Ed ecco la mossa-bavaglio: cinque anni di carcere a coloro che utilizzeranno o diffonderanno i risultati di intercettazioni che non coinvolgono terrorismo e criminalità organizzata. Tradotto in italiano spicciolo, significa: chi si azzarderà ad intercettare un politico andrà in carcere. Le dittature iniziano così, con bavagli e censure. Infatti saranno colpiti dal provvedimento sia magistrati che giornalisti. L’Associazione Nazionale Magistrati ovviamente insorge: le intercettazioni sono uno strumento indispensabile e fondamentale per le investigazioni, anche in caso di reati meno gravi del terrorismo, come ad esempio l’estorsione. Ma chi se ne frega degli altri reati no? L’importante è che nessun politico venga mai intercettato, in modo da poter svolgere - come se non accadesse già - tranquillamente i propri affari privati. Cari italiani, avete voluto la bicicletta? Beh, ora vi aspettano almeno 5 anni di dure pedalate in salita. Buon “giro” d’Italia. E intanto Rete4 continua a trasmettere.