Finalmente potremo lavorare fino a 65 ore a settimana. Evvai!
Alla fine, dalle e dalle, ci stanno riuscendo. Ormai si sono fissati sui concetti di flessibilità e di costo del lavoro. È un chiodo fisso. Obiettivo: competere con i cinesi. Ergo: superare l’assurdo e arcaico concetto delle 8 ore lavorative quotidiane. Pensateci: in media un uomo dorme 8 ore su 24. E le rimanenti 16 ore? Perché lavorarne solo 8 quando se ne possono lavorare 16? Quando si può dormire e mangiare in fabbrica? Niente più traffico, niente più automobili, niente più problemi d’affitto. Vitto e alloggio forniti gentilmente dallo schiavis… ehm, pardon, datore di lavoro. Poi chissà, magari un giorno gli scienziati riusciranno a farci dormire solo 6, 5, 4, 3 ore. Le rimanenti 21 ore si potrebbe lavorare. Evvai! Il sogno degli “imprenditori” italioti. Altro che 35 ore. Altro che vita a misura d’uomo. 27 ministri europei hanno deliberato. La Commissione europea è soddisfatta. Basta con questo assurdo limite delle 48 ore settimanali. Limite che fu raggiunto al prezzo di durissime lotte dei lavoratori (non dei sindacati papponi eh?). Non se ne poteva più di questi limiti assurdi. Già Barroso ci aveva provato nel 2003. Oggi, finalmente, i ministri europei ci sono riusciti. Pensateci: chi vuole potrà ammazzarsi di lavoro. Ragazzi, io vado a festeggiare. Non sto nella pelle.