Intercettazioni: c’è fretta di concludere
A volte, persino su Repubblica, spuntano degli ottimi articoli. Forse si tratta di isolati “ribelli” che sfuggono al controllo centrale, fatto sta che oggi sul secondo quotidiano più letto d’Italia Liana Milella scrive:
“Il nodo è tutt’altro. Il Cavaliere vuole evitare che i processi di Milano arrivino a sentenza. È irritato per l’accelerazione imposta nel procedimento Mills in cui è imputato per corruzione giudiziaria per via della falsa testimonianza dell’avvocato londinese. Per fermare le toghe c’è una sola via: prima bloccare il processo poi ricorrere a un nuovo lodo Schifani.L’articolo è una lucida e fredda analisi che fa riferimento all’ultimo tentativo di scardinare la giustizia italiana, bloccando le intercettazioni. Per accelerare i tempi, al posto di un DDL (Disegno Di Legge) era spuntato un DL (Decreto Legge):
Il piano di Ghedini era perfetto. Intrecciato con le norme sulla sicurezza. Poiché i tribunali sono intasati e la polizia si lamenta che ladri e scippatori, una volta arrestati, ritornano liberi, l’unica via è anticipare quei processi. Per farlo bisogna bloccare, per un anno, tutti gli altri. Compresi quelli del Cavaliere. Quando Maroni si è visto mettere sotto il naso il progetto lo ha bloccato. La strategia giudiziaria del Cavaliere ha subito una battuta di arresto.”
“Il decreto legge è un atto con forza di legge che può essere adottato dal governo (cioè dal Consiglio dei Ministri) in casi straordinari di necessità e urgenza.” (Wikipedia)Evidentemente c’è fretta di superare certi “fastidiosi intralci”. Del resto Berlusconi espresse le sue intenzioni già in campagna elettorale. Non c’è niente da fare, queste toghe lo perseguitano e vanno bloccate. Sempre su Repubblica si leggono i commenti degli esponenti del Governo sulla vicenda.
- Sandro Bondi: “parlo solo di cultura”
- Franco Frattini: “bella domanda, vorrei saperlo anch’io”
- Ignazio La Russa: “non so niente”
- Roberto Calderoni: “Mi date una notizia, non ne so nulla”