Visto come stanno andando le cose qui in Italia…
Tratto dall’handobook for bloggers and cyber-dissidents:
- Usare uno pseudonimo al posto di nome e cognome (non so… Berlusconau, Urbanosky, Levinsky, PostalPoliceman et similia)
- Usare un fornitore di posta elettronica gratuito come Yahoo, Hotmail o Hushmail
- Usare una piattaforma di blogging gratuita come Blogger
- Siccome l’indirizzo IP del computer dal quale si scrive il blog può essere tracciato, non postare mai da casa ma andare presso un luogo pubblico come un cybercafe o una biblioteca
- Usare un proxy anonimo per accedere al web (su publicproxyservers.com c’è una lista di server proxy pubblici, scegliere tra quelli segnalati come “high anonymity”). Il proxy è un server che richiede le pagine al posto tuo. Tracciando gli indirizzi IP di un blog, si arriverebbe al proxy. Un giudice potrebbe però costringere il proxy a rivelare la tua identità, perciò, per essere più sicuri, magari conviene utilizzare TOR
- Utilizzare GPG per la posta elettronica (le mail vengono crittografate)
- Utilizzare Mixmaster
- Non registrare mai un blog con un nome di dominio .it
- Registrare il blog con dominio .com utilizzando un registrar straniero che consenta l’anonimato (impedendo la consultazione dei dati del dominio con Whois). Ad esempio Katzglobal
- Utilizzare un provider straniero per l’hosting (lo spazio su disco dove ospitare il blog)
- Qualora venisse compromessa la propria anonimità e un giudice intimasse di fornire userid e password per accedere al blog, ricordarsi che è sempre possibile non fornire questi dati, rispondendo: “mi avvalgo della facoltà di non rispondere” oppure “oops, non ricordo più la password”
- Visitare questo sito: EFF
Per rendere nulli gli effetti della censura, quando un blog viene oscurato occorre fare una cosa molto importante: comunicare la cosa via mail al maggior numero di blogger presenti in Rete. Si otterrà l’effetto opposto di quello voluto dai censori: tutta la Rete parlerà della faccenda.