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Venerdì 6 Giugno 2008

Marocchina violentata da un italiano: articolo da incorniciare

Archiviato in: Politica, Società, Perbenismo, Moralismo, Sicurezza, Donne, Informazione, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 09:30 )

Non parlo mai di cronaca nera, ma questa volta faccio un’eccezione. Oggi infatti la Repubblica titola: “Marocchina 14enne violentata da un italiano”. Sì, avete letto bene. Annotatelo nel calendario perché titoli come questo sono da considerarsi un evento come la caduta di un meteorite o l’avvistamento di un UFO. Tempo fa ci fu un caso simile: una romena violentata da un italiano. Su Articolo 21 scrissero: “Si accettano scommesse sullo spazio che sarà riservato alla notizia di Roma.”. Evidentemente non sono l’unico ad aver notato certe discriminazioni razziali nella diffusione delle notizie. Eppure i dati ISTAT parlano chiaro:
“Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei
e ancora:
“Il 68,3% delle violenze domestiche avvengono in casa”
o meglio:
“Tra gli autori della violenza al primo posto si collocano gli ex mariti/ex conviventi (22,4%), seguiti dagli ex fidanzati (13,7%), dai mariti o conviventi attuali (7,5%) e infine dai fidanzati attuali (5,9%).”
Una stima evidenzia che 10 milioni di donne tra i 14 e i 59 anni sono state molestate (dati del 2006). Non solo, sempre l’ISTAT afferma che solo il 7,3% delle violenze che avvengono in famiglia viene denunciato. Il 92,4% non viene denunciato, quindi le violenze sono molte ma molte di più. Questi dati vorrei stamparli a fuoco sulla fronte degli esponenti della Lega. Quegli esponenti che hanno incentrato la campagna elettorale sul tema sicurezza. Quegli esponenti che grazie alla demagogia hanno conquistato le ambite poltrone. Certo, i giornali li hanno aiutati eh? Già, perché pur di vendere una copia in più si sono guardati bene dal diffondere i dati del Viminale. Dati che evidenziano il calo dei reati in Italia. Sempre giornali e tivvù, si sono guardati bene dal diffondere in maniera martellante ciò che afferma l’ONU: l’Italia è il paese più sicuro d’Europa. Lo rivela uno studio dell’UNICRI (Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia). Anche un rapporto Eures-Ansa conferma questo dato. Per fortuna che mentre tivvù e giornali sono pervicacemente impegnati nell’opera di disinformazione, in Rete ci sono degli ottimi blog che agiscono in maniera specularmente opposta.

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Giovedì 5 Giugno 2008

L’informazione “trendy” italiana

Archiviato in: Ambiente, Energia, Sicurezza, Nucleare, Informazione — Maurizio ( 09:28 )

La centrale nucleare slovena-croata di Krsko è attiva da 25 anni e si trova a 130 km da Trieste. Ieri in quella centrale c’è stato un incidente. Espressi il mio parere negativo nei confronti del nucleare nel referendum del 1987, però oggi non voglio parlare di questo. Oggi non posso fare a meno di notare ancora una volta come funziona l’informazione in Italia. Il Ministro Scajola annuncia il ritorno al nucleare? Spunta subito l’incidente di Krsko. Ora parleranno di incidenti nucleari per giorni, poi ci sarà nuovamente il silenzio. Attenzione, non sto dicendo che stampa e televisioni si siano inventate l’incidente di Krsko, no, ci mancherebbe. Quello che noto è l’assenza dell’informazione su tutti gli altri incidenti che sono accaduti fino ad oggi nelle centrali nucleari sparse nel mondo. Ecco quelli degli ultimi anni (a partire da Chernobyl):
  • 1986, Chernoby, Ucraina, ex-URSS (INES 7)
  • 1987, Hartlepool
  • 1987, Super-Phénix, Francia
  • 1991, Mihama, Giappone
  • 1992, Kursk
  • 1992, Ignalina, Lituania
  • 1992, Sosnovy Bor, ex-URSS (INES 2)
  • 1992, Forbach, Francia
  • 1992, Kuzloduy, Bulgaria
  • 1992, Beloyarsk, Urali
  • 1993, Barsebaeck, Danimarca
  • 1993, Tomsk-7, Siberia, ex-URSS
  • 1993, Chernobyl, Ucraina
  • 1993, Zaporizha, Ucraina
  • 1994, Biblis, Germania
  • 1994, Petropavlosk, ex-URSS
  • 1994, Mihama, Giappone
  • 1995, Chernobyl, Ucraina, ex-URSS
  • 1995, Monju, Giappone
  • 1996, Dimitrovgrad, ex-URSS
  • 1997, Tokaimura, Giappone
  • 1997, Arzamas, ex-URSS
  • 1997, La Hague, Francia
  • 1997, Urali, ex-URSS
  • 1997, Sellafield, Inghilterra (INES 2)
  • 1999, Tokaimura, Giappone (INES 4)
  • 1999, Wolsong, Corea
  • 1999, Loviisa, Finlandia
  • 1999, Superphenix, Creys-Malville (Isere), Francia
  • 1999, Zaporozhe, Ucraina, ex-URSS
  • 1999, Rokkasho, Giappone
  • 2000, Blayais, Francia (INES 2)
  • 2000, Indian Point (USA)
  • 2002, Beznau, Svizzera
  • 2003, Pask, Ungheria (INES 3)
  • 2003, Kozloduj, Bulgaria
  • 2004 Mihama, Giappone
  • 2004, Stimane, Giappone
  • 2004, Ekushima-Daini, Giappone
  • 2005, Sellafield, Inghilterra (INES 3)
  • 2005, Braidwood, Illinois, USA
  • 2006, Erwin, Tennessee, USA
  • 2006, Laboratori Enea di Casaccia, Italia
  • 2006, Oskarshamn, Svezia (INES 2)
  • 2006, Kozlodui, Bulgaria
  • 2007, Kruemmel, Germania
  • 2007, Kashiwazaki, Giappone
INES sta per International Nuclear Event Scale (una specie di scala Mercalli degli incidenti nucleari) e va da 0 a 7. Allora la domanda sorge spontanea: dov’erano televisioni e giornali in questi anni? Troppo impegnati con la love story tra Carla Bruni e Sarkozy? E ho elencato solo gli incidenti delle centrali nucleari, omettendo tutti gli altri. Uno per tutti, quello del 17 ottobre 2003, arcipelago della Maddalena, Italia: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci, disastro nucleare sfiorato per un soffio.

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Mercoledì 4 Giugno 2008

La FAO: gli scarafaggi sono buoni, altro che pane e pasta!

Archiviato in: Ambiente, Energia, Economia — Maurizio ( 09:36 )

A casa mia siamo 12 persone: io, mia moglie e i nostri 10 figli. Abbiamo l’abitudine di lasciare accese le luci giorno e notte. Il frigorifero è sempre aperto anche d’estate. Possediamo anche un orto, lo coltiviamo noi e mangiamo quello che riusciamo a produrre. Lavoro solo io, perché mia moglie è disoccupata, così come i miei 10 figli. Siccome non ce la facciamo più a pagare le bollette, l’anno scorso abbiamo deciso di coltivare metà orto a grano. Pensavamo di utilizzarlo per produrre energia elettrica. Così è stato. Le bollette dell’ENEL si sono praticamente dimezzate, però i miei figli si sono denutriti. Sì, perché abbiamo iniziato a produrre energia elettrica con il grano dell’orto. Prima quel grano ci serviva per fare il pane e la pasta. Oggi mangiamo meno pane e meno pasta ma paghiamo le bollette. I miei figli hanno incominciato ad ammalarsi. Un giorno un mio vicino di casa, vedendoci così disperati, ci ha fornito una soluzione. Non ci avevo mai pensato, ma in effetti è un’idea fantastica: mangiare gli insetti. Nell’orto abbiamo parecchi insetti e dobbiamo usare i pesticidi per proteggere le nostre coltivazioni. Certo, i ragni fanno un po’ schifo, ma una volta assaggiati, scopri una prelibatezza incredibile. Io sono anche diventato goloso di scarafaggi: non riesco ad andare a dormire se non ne sgranocchio due o tre. Ecco, questo vi sembra un racconto kafkiano? Pensate che sia impazzito di botto? No, questo è il quadro che viene dipinto nelle conferenze mondiali della FAO (Food and Agricolture Organization). Ieri c’è stato un vertice al quale hanno partecipato 4.749 rappresentanti di vari paesi. Erano presenti per l’esattezza 183 paesi. 400 giornalisti. Di cosa hanno parlato? Beh, del costo del petrolio, della crisi alimentare, dei biocarburanti e di cavallette. Di tutto e di più. Allora mi sono chiesto: forse a casa mia c’è qualcosa che non va. Forse dobbiamo iniziare a spegnere la luce, almeno di giorno. Forse dobbiamo tenere chiuso il frigorifero. Magari riusciamo a risparmiare e così dimezziamo le bollette. Così il grano prodotto ce lo mangiamo tutto. Poi ho pensato un’altra cosa: se i miei 10 figli lavorassero, avremmo ben 10 stipendi e saremmo ricchi. Così potremmo evitare di mangiare insetti, che – diciamocelo – fanno davvero schifo. Ecco, così dovrebbero ragionare quelli della FAO. Ma la FAO, si sa, è un carrozzone mangiasoldi come l’ONU e tanti altri. Queste organizzazioni mi ricordano tanto Sviluppo Italia. Ma porca miseria, ci dicono che il petrolio costa troppo e che dobbiamo usare fonti energetiche alternative. Poi, quando iniziamo ad usare le fonti energetiche alternative, ci dicono che non va bene, che se usi il mais per produrre corrente elettrica, poi non ci sarà più nulla da mangiare. Alla fine ci dicono pure che l’unica soluzione è cibarsi di cavallette. Ma non è che si sbaglia da qualche parte? Il Brasile produce alcol dalla canna da zucchero dagli anni ’70. In Brasile sono 40 anni che le automobili usano l’alcol al posto della benzina. Sapete? Le canne da zucchero entrano nella fabbrica, dalla quale esce zucchero e alcol. Metà raccolto diventa zucchero e metà diventa alcol. Il Brasile ne produceva così tanto che lo voleva vendere, ma l’Europa impose forti dazi per evitare che ciò accadesse. Che c’entrano le canne da zucchero con il mais? Per raffinare e trasformare le canne da zucchero in alcol serve energia, ma questa viene prodotta bruciando gli scarti delle canne. Insomma, una produzione energetica sostenibile. Ma perché alla FAO, invece di parlare di cavallette, non dicono che forse è meglio cambiare sistema? Magari invece di trasportare energia da un paese all’altro, forse è meglio produrla in loco. Magari utilizzando i rifiuti domestici. Sì, perché con i rifiuti urbani (che vanno nelle discariche) si può produrre biogas. Il biogas è un’alternativa ai carburanti fossili (carbone, petrolio et similia). Alla FAO dovrebbero dire che occorre risparmiare. Occorre costruire case ecocompatibili. Case a risparmio energetico. Occorre avere i pannelli fotovoltaici sul tetto e isolare termicamente i muri. I rifiuti? Quelli umidi producono biogas e gli altri si riciclano. Poi – sempre la FAO – dovrebbe dire ai produttori di evitare il polistirolo negli imballaggi. Sapete? Una volta ho comprato un lettore mp3 tascabile: la scatola che lo conteneva non passava dalla porta di casa. Me l’hanno fatta entrare dalla finestra. Poi un’altra cosa: le risorse del pianeta sono finite. FINITE, non infinite. Allora perché 800 milioni di persone vivono decentemente e 5 miliardi e passa muoiono di fame? Gli sceicchi arabi sono riusciti a coltivare il deserto. I pascoli che hanno creato sono utilizzati dalle mucche, le quali producono latte. Lo stesso latte che viene esportato in tutto il mondo. Allora perché non coltiviamo i deserti? Perché non usiamo le fonti energetiche alternative che già esistono? Fotovoltaico, termosolare, eolico, energia dagli oceani, biomasse etc. Perché non torniamo a costruire oggetti che non si rompano dopo due mesi? Meno oggetti usa e getta. Prendiamo esempio dal comune di Lestizza: loro, non buttano via nulla. Forse dobbiamo cambiare sistema, forse è il caso di guardare un po’ meno al profitto e un po’ di più alla vita. Una vita a misura d’uomo. Questo dovrebbero dire alla FAO. Invece non lo dicono, perché chi vende petrolio deve arricchirsi a dismisura. Già, ci dicono che ci dovremo abituare a mangiare insetti:
“Buoni e saporiti, forniscono un elevato apporto nutriente”
Io non ci sto. A me gli scarafaggi fanno schifo. A me piacciono i pomodori. A voi?

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Martedì 3 Giugno 2008

Le passioni vanno coltivate!

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 11:19 )

Conosco Internet dal 1995. Ne fui subito affascinato. Cominciai a studiarla, comprando libri e riviste specializzate, leggendo le FAQ e le RFC (cosa sono lo trovate spiegato qui e qui). Poi decisi di passare da semplice spettatore ad attivo attore. Nacque così Wowarea, il mio primissimo sito web. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 12 dicembre 1998. Oggi ci sono i blog. Fu così che il 29 luglio del 2006 iniziai a scrivere questo blog. Adoro scrivere, ma adoro ancor di più divulgare. Continuerò a scrivere qui del più e del meno, ma sento la necessità di sviluppare alcuni argomenti a me molto cari. Sento di dover condividere alcune mie passioni. Ecco perché ho deciso di aprire un altro blog.

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Reato clandestinità: due pesi e due misure?

Archiviato in: Politica, Giustizia, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 11:10 )

La verità non si trova quasi mai da una parte sola: di ciò ne sono fermamente convinto da tempo. Partendo da questo postulato, risulta spesso difficile prendere posizione su questioni complesse e delicate. Prendiamo ad esempio il problema dell’immigrazione e l’introduzione del reato di clandestinità in Italia. Il fenomeno crescente dell’immigrazione in Europa non va sottovalutato. Il rischio xenofobia però è reale. Infatti l’Italia si colloca appena al dodicesimo posto nella classifica dei paesi europei che ospitano il maggior numero di immigrati. In altre parole, gli immigrati non vengono tutti in Italia e negli altri paesi ci sono molti più immigrati di quanti non ce ne siano da noi. Ciò significa che il problema immigrazione, in Italia è stato ingigantito ad arte dalle campagne xenofobe della Lega per scopi meramente elettorali. Insomma, la caccia al rom rappresenta un brutto e pericoloso trend che va combattuto con forza. Ad ogni modo, non dobbiamo correre il rischio di esagerare nel senso opposto, permettendo l’accesso nel nostro paese a chiunque e senza alcuna regolamentazione. Siamo arrivati al nocciolo della questione. Il Governo ha recentemente introdotto il reato di clandestinità e personalmente la ritengo una misura necessaria e giusta. Immediatamente è arrivata la condanna dell’ONU per bocca dell’Alto Commissario per i diritti umani, Luoise Arbour. Beh, questa volta non mi trovo d’accordo con questa presa di posizione. Condivido le preoccupazioni di Amnesty International sui rischi di intolleranza razziale e xenofobia che stanno montando in Europa e in Italia, condivido la posizione della Chiesa, però non approvo la condanna ipocrita dell’ONU. Già, perché le regole servono, altrimenti si garantisce l’impunità a chi delinque. Ma la condanna dell’ONU desta ancor più perplessità in quanto risulta diretta esclusivamente verso l’Italia. Si legge infatti sul sito della Camera:
“[…] il servizio studi della Camera riferisce che negli Stati Uniti è previsto l’ingresso illegale nel territorio, al quale per la prima volta si applica una sanzione pecuniaria di massimo 5 mila dollari o la detenzione fino a 6 mesi, oppure entrambe; in caso di recidiva, la sanzione pecuniaria sale a 250 mila dollari, oltre, naturalmente, alla detenzione. Questo degli Stati Uniti non è un caso unico, perché paesi ad alto livello di democraticità, come Canada, Francia, Germania e Inghilterra, sempre secondo la fonte del servizio studi della Camera, prevedono nel loro ordinamento il reato di immigrazione clandestina […]”
La domanda sorge allora spontanea: perché l’ONU condanna l’Italia e contemporaneamente tollera Francia e Germania? Due pesi e due misure? C’è qualcosa che non quadra o sbaglio?

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Lunedì 2 Giugno 2008

2 giugno 1946: nasce la Repubblica italiana

Archiviato in: Feste, Eventi storici — Maurizio ( 10:50 )

Oggi si celebra la festa della Repubblica italiana. Il 2 giugno 1946, esattamente 62 anni fa, con un referendum a suffragio universale, agli italiani venne chiesto di scegliere la forma di governo da dare all’Italia (monarchia o repubblica). Dopo la caduta del fascismo e dopo 85 anni di regno, gli italiani - con 12.717.923 voti a favore e 10.719.284 voti contro - optarono per la repubblica. I Savoia vennero mandati in esilio:



Viene spontanea una amara riflessione: è dal 1946 che l’Italia si divide a metà quando si tratta di votare. Ancora sento qualcuno dire: chi vota Berlusconi, lo fa perché non è a conoscenza delle sue malefatte. Io invece sostengo che in Italia, se un Berlusconi qualsiasi ammettesse le proprie malefatte in tivvù a reti unificate, otterrebbe ugualmente il voto di metà degli italiani. Un re che ha portato l’Italia in guerra e poi l’ha abbandonata scappando, ottenne infatti il voto di metà degli italiani. Dopo 62 anni, è cambiato forse qualcosa?

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