Impronte digitali obbligatorie. Lo dice la UE. Ma siamo sicuri?
Su tutti i giornali vengono riportate le dichiarazioni di politici di destra e di sinistra. Maroni, Casini, Misiani, Calvisi. Tutti si affannano ad affermare che:
”Il nostro via libera all’emendamento è stato dato perché in linea con un progetto dell’Ue. La direttiva ancora non c’è, ma è una questione che sta maturando in Europa”In sostanza, sembrerebbe che esista (o sia in via di discussione) una direttiva europea che renda obbligatoria l’introduzione delle impronte digitali sulla carta d’identità. Questo è il messaggio che sta passando in questi giorni. Siccome fino a ieri la UE condannava il prelievo delle le impronte ai bambini Rom, qualcosa non mi torna. Visitando il sito della UE, quello dell’Europarlamento e quello del diritto comunitario, non sono riuscito a trovare traccia di questa fantomatica direttiva. Non vorrei che si faccia riferimento alla convenzione di Dublino e all’Eurodac, il database europeo delle impronte digitali. No, perché in questo caso, stiamo parlando di raccogliere le impronte digitali di coloro che richiedono asilo politico e di coloro che entrano nel territorio dell’Unione europea in modo clandestino. Tutto qui. Quindi, allo stato attuale delle cose, credo che non esista alcuna direttiva europea che obblighi il prelievo delle impronte digitali di tutti i cittadini dei vari paesi UE. Né tantomeno credo che se ne stia discutendo in sede Ue. Non sono un giurista, perciò se sbaglio, qualcuno mi fornisca cortesemente il link al documento comunitario che tratta la questione delle impronte digitali obbligatorie. Se invece non sbaglio, allora tutti - destra e sinistra - stanno facendo passare una falsa verità. Insomma, mentono sapendo di mentire.
2 commenti »
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e trovi un pezzo inetressante sulle impronte digitali. Alla fine c’è una ricostruzione che mi pare ben fatta e documentata sull’attività dell’Unione Europea.
Un saluto
Martina
Commento di Martina — 1 Agosto 2008 @ 10:17
Martina, la schedatura dei cittadini è un controllo promosso a livello nazionale, non europeo. Ho letto quel post ma non concordo con il contenuto. La E-justice è una cosa diversa. Si parla di un portale europeo accessibile in Rete e fruibile da tutti i cittadini europei. Si parla di un database dove sono registrati i reati compiuti dai cittadini europei. Non si parla però di schedatura con impronte e/o DNA di tutti i cittadini europei. Far rientrare le norme italiane all’interno di quel contesto europeo è pura strumentalizzazione a mio avviso. Ripeto: se qualcuno è a conoscenza di normative comunitarie che parlano di schedatura dei cittadini, fornisca un link a tale normativa o un documento attendibile.
Commento di Maurizio — 1 Agosto 2008 @ 11:10