I cognomi tracciano i destini delle persone
Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera:
“Quella che l’opposizione, utilizzando un lessico demagogico, chiama anti-precari è in realtà una misura equa per entrambe le parti perché avere giustizia dopo decenni non agevola né il lavoratore né l’azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese” (fonte Repubblica.it).che tradotto significa: se una causa dura più di dieci anni, alla fine è meglio abbandonare, perché altrimenti è uno spreco di soldi inutile. Calcolando che le cause civili in Italia durano almeno 10 anni, il messaggio di Italo Bocchino è chiaro: sperare di ottenere giustizia in Italia è solo un inutile spreco di soldi. Complimenti! A volte, i cognomi segnano la vita delle persone che li portano (vedi ad esempio Vittorio “Sgarbi”). Il cognome del signor Italo la dice lunga: Bocchino.
3 commenti »
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nomen omen, lo so che è irrazionale ma alle volte è irresistibile. Come certe volte si vorrebbe quasi quasi rivalutare Lombroso: ricordo una vecchia copertina di Avvenimenti che riportava il faccione di Gava e semplicemente la domanda “comprereste una macchina usata da quest’uomo?”
Nel tempo ho immaginato tante facce al posto di quella di Gava con la stessa domanda, molte di quelle facce ora si vedono in Parlamento. Vuol dire che la risposta a quella domanda per tanti è stata incredibilmente “sì!”
PS. a proposito di nomi e destini, non sempre va così male: alessandRO MANZOni
Commento di viviana — 30 Luglio 2008 @ 10:45
Guarda che è una scienza esatta eh?
Prendi ad esempio Antonio Manganelli: è capo della polizia!
Commento di Maurizio — 30 Luglio 2008 @ 14:50
ma no ma no, qui c’è un errore: il capo della polizia al massimo può chiamarsi Scappellotto, non l’hai sentito Maroni?
Commento di viviana — 31 Luglio 2008 @ 09:32