A zonzo per la città/2
Secondo giorno di tour. Rione Celio. Bellissima la chiesa di San Clemente, ma, al solito, c’era qualcosa che non andava. Prima tappa: Domus Aurea. Il biglietto non si fa - ovviamente - presso il monumento. No, un’addetta di Pierreci ci fa sapere che solo per oggi si può prenotare al Colosseo, da domani invece al Foro Romano. Però, se non ti va di fare la fila, puoi telefonare e pagare con carta di credito. La fila al Colosseo è inverosimile, decidiamo di rimandare ad un altro giorno. Al solito, io considero i monumenti dei beni di dominio pubblico. Se voglio pago la guida, altrimenti ne faccio a meno. Invece no, se vuoi vedere la Domus Aurea devi pagare. Il problema è che ogni monumento che vedi, sono 5 euro. Se si è in due diventano 10 e se si hanno due figli, diventano 20. Per vedere un solo monumento. Insomma, la cultura è roba per ricchi. Gli orari? Assurdi. Devi fare lo slalom: oggi è aperto il tal monumento, domani l’altro, quell’altro ancora è chiuso fino a fine agosto. Al Ludus Magnus si viene a sapere che per visitarlo devi prenotare la visita presso una sede in tutt’altra zona di Roma. Però in compenso, guardando da fuori, si notano parecchi rifiuti tra gli antichi resti romani. Un cartone della pizza, svariate bottiglie di vetro e di plastica. Proseguendo lungo via Labicana, vicino al Colle Oppio, una balaustra fa ampia mostra di sé con gli annessi graffiti in vernice. Arte moderna. A me sembrano semplici atti vandalici e di teppismo, ma io non sono un esperto di arte moderna. Io sono all’antica e visito i resti degli antichi romani. In questi giorni scopro che le chiese chiudono a mezzogiorno. Non pensare di visitarle di pomeriggio. Proseguiamo lungo via di San Gregorio, raggiungiamo la Fons Mercurii, antica sorgente di Mercurio. È chiusa da inferriate e al suo interno una discarica: vecchi indumenti abbandonati, bottiglie di vetro, lattine, uno schifo insomma. Però se vuoi visitare un monumento devi cacciare la pecunia. Riprendiamo la metropolitana e, mentre aspettiamo il treno, la voce suadente degli altoparlanti ci intima: “è severamente vietato fotografare all’interno della metropolitana”. Forse hanno paura che i turisti possano immortalare per sempre l’efficienza, la pulizia e lo splendore della metropolitana di Roma?