I giudici sono costretti a scarcerare gli ultrà teppisti?
Premetto che non mi interessa il calcio. In Italia poi, lo vedo come uno strumento di ottundimento delle coscienze, come una macchina lava-cervelli. Già nell’antica Roma, Giovenale si era accorto che panem et circenses era un buon metodo per ottenere il consenso popolare. Distraiamo la gente dai problemi veri con un po’ di calcio. Facciamoli discutere e azzuffare per questa o quella squadra, così non si accorgono di essere degli schiavi sfruttati. Oggi Maroni dice che ci vuole il pugno duro contro i tifosi ultrà che provocano danni ai treni per 500.000 euro. Contro quei facinorosi che in realtà sono da considerare come vere e proprie associazioni a delinquere. Giusto: in carcere e buttare la chiave. Anzi no, le chiavi si fondono e si ricicla il metallo per scopi più utili alla collettività (panchine, pali della luce, ponti, etc.). Bene, sono d’accordo con te Maroni. Giusto. Però se proprio vogliamo essere precisi, ecco quanto afferma Antonio Di Pietro:
“se i politici non hanno riserve sulle norme che costringono i giudici a provvedimenti di scarcerazione perché stabiliscono maglie così larghe a favore di delinquentoni che fanno falso in bilancio o corruzione poi non si devono la mentare se quegli stessi parametri vengono valutati erga omnes”In altre parole: troppo comodo far finta di fare la voce grossa. Troppo comodo fare i fascistoni con i manganelli. No, cerchiamo di non scarcerare coloro che assaltano i treni, invece. O meglio: se gli operai del nord votano la lega perché hanno paura degli extracomunitari, poi accade che quando la Lega è al governo, passino al Senato leggi blocca-processi come queste. Leggi che per salvarne UNO, ne salvano tanti altri. I teppisti ad esempio. Poi allora non ci lamentiamo. Poi allora mandiamo a cagare certi politici che usano il pugno duro. O no?