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Giovedì 4 Settembre 2008

La pubblicità è un demone da combattere ad ogni costo?

Archiviato in: Web, Internet, Economia — Maurizio ( 09:28 )

È uscito Google Chrome, il browser web di Google. L’ho installato ma lo devo ancora provare. Però non ho intenzione di parlare di browser ma di pubblicità. Ho letto in qualche commento che Google Chrome non permetterebbe di bloccare la pubblicità presente nei siti web. Qualcuno ha detto:
“continuerò ad usare Firefox perché così posso bloccare la pubblicità con Adblock”.
Bene, posso incazzarmi un pochino? Solo un pochino, dai. La motivazione la spiego subito. Sta prendendo piede la mentalità del “tutto gratis a tutti i costi”. Beh, cari visitatori, capisco che la pubblicità possa essere fastidiosa per un visitatore, ma mettiamoci per un attimo dalla parte del webmaster, ossia di colui che il sito web lo crea e lo aggiorna. Creare dei contenuti richiede tempo, occorre documentarsi. Creare un sito web richiede tempo e lavoro. Le pagine di un sito web “serio” sono ospitate su computer il cui affitto ha un costo (hosting). In altre parole: il lavoro di colui che gestisce un sito web, lo vogliamo considerare, sì o no? Se tutti – e dico tutti – bloccassero tutta la pubblicità presente in Rete, beh, milioni di siti – sì, avete letto bene, MILIONI – sparirebbero di colpo. Forse rimarrebbe in piedi solo Wikipedia e altri pochi progetti collaborativi che si basano sull’operato di volontari sparsi per il mondo. No, cari miei: la pubblicità è necessaria. Anzi, secondo me è miglior modello di business esistente. Prendiamo ad esempio gli mp3: ascoltare musica quando, quanto e come si vuole senza pagare un centesimo. Sarebbe possibile, ma il prezzo da pagare è proprio la pubblicità. Certo, magari senza esagerare (decine di finestre che appaiono improvvisamente, banneroni giganteschi che se non li clicchi non vai avanti, etc.), ma la pubblicità a mio avviso è necessaria. Doverosa oserei dire. Voi che ne pensate?

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4 commenti »

  1. Obiezione logica la tua, Maurizio, ma il problema della pubblicita’ online (e in generale di tutti i contenuti “terzi” di un sito) e’ piu’ complesso e articolato di cosi’.
    Magari un sito si limita a visualizzare dei link pubblicitari a terze parti (realizzando un utile se io clicco quel link), ed e’ per esempio il caso di Google, che a fronte di una mia ricerca mi restituisce insieme ai risultati una serie di link pubblicitari attinenti all’argomento della ricerca stessa. Questo mi puo’ stare bene: chiamo il sito A e il sito A mi risponde con una pagina in cui c’e’ anche un link che punta al sito B. A quel punto sono io che decido se visitare o meno il sito B.
    Le cose diventano un po’ piu’ complicate se il sito A, nella sua pagina, ospita un IFRAME (una sorta di “sotto-pagina”, per i lettori che non masticano web) che contiene pubblicita’ proveniente dal sito B. Questo e’ piu’ conveniente dal punto di vista sia di A che di B, perche’ in questo modo A non deve star li’ a generare/mantenere i link giusti, ed e’ piu’ conveniente per B, che invece di un semplice link puo’ inviare all’utente qualcosa di piu’ evoluto come un’animazione in Flash. Questo pero’ introduce una serie di problemi e di rischi per me (l’utente). Piu’ specificatamente:
    1. Io volevo collegarmi al sito A, ma il mio computer improvvisamente si collega al sito A e anche al sito B. Ecco che una parte del controllo del mio computer improvvisamente mi e’ stata sottratta. Ok, nulla di che, ma vediamo gli altri punti.
    2. Il collegamento a B richiede banda, e magari parecchia se B ha un contenuto grafico/multimediale elevato. Se banda ne ho poca (es: GPRS), la mia navigazione diventera’ piu’ lenta. Questo non succede per gli altri tipi di pubblicita’: se mettono un cartellone pubblicitario accanto alla strada, non e’ che di colpo la mia macchina perde velocita’.
    3. Il collegamento a B trasferisce dati, e magari parecchi (per le stesse ragioni di prima). Se pago il mio collegamento in funzione dei dati che trasferisco (come per molti contratti 3G), ecco che la pubblicita’ diventa per me un costo. Per tornare all’esempio di prima, e’ come se il cartellone pubblicitario mi facesse consumare un po’ piu’ di benzina.
    4. Questo e’ il punto piu’ importante: la sicurezza. Le vulnerabilita’ dei browser e dei loro plug-in quasi non si contano piu’. Collegandomi ad un sito, io decido di riporre fiducia nel sito stesso, sperando che non contenga “malware” che tenti di prendere il controllo del mio browser. Se decido di fidarmi del sito A, non vuol dire che io mi fidi del sito B, che puo’ decidere di abusare della fiducia che gli utenti ripongono in A per attaccarli. L’attacco viene chiamato “malvertising”, e un esempio recente e’ qui: http://blogs.zdnet.com/security/?p=1815

    Insomma, per chiudere il post chilometrico: add-ons come Adblock non mirano a distruggere la pubblicita’ su Internet (io ho Adblock, ma gli sponsored link di Google li vedo lo stesso), ma solo a proteggere gli utenti contro possibili abusi.

    Ciao!

    Commento di ice — 4 Settembre 2008 @ 11:56

  2. Ciao ice, ti ringrazio per il commento informativo.
    Non conosco Adblock ed evidentemente non è così ingiusto come pensavo.
    Ad ogni modo non me la stavo prendendo tanto con il plugin - che appunto non conosco - quanto con la mentalità del “gratis ad ogni costo” di certi utenti che non considerano il lavoro dei gestori dei siti web. Ben vengano tutti quei software che bloccano il malvertising. :-)
    Quanto allo spreco di banda, non sono d’accordo. Il problema non è tanto nei siti quanto nei gestori che, per consentire l’accesso ad Internet, propongono tariffe assurde a traffico. Se ci fossero delle tariffe flat convenienti, il problema non si porrebbe minimamente. Altrimenti se consideriamo lo “spreco” di banda, dovremmo abolire tout court video, animazioni flash e quant’altro.

    Commento di Maurizio — 4 Settembre 2008 @ 12:38

  3. Problema interessante quello di cui parli. Ti volevo rispondere con un commento, ma poi è diventato così lungo e articolato che ne ho fatto un articolo sul mio blog. Ti invito comunque a leggerlo e a rispondere. Ciao.

    Commento di stargazer — 4 Settembre 2008 @ 15:30

  4. Il tema è molto complesso, e richiede una conoscenza piuttosto approfondita, anche tecnica, del mondo della pubblicità. Ho letto l’articolo molto interessante di Stargazer.
    Verso pubblicità posso dire che ho una grande diffidenza,…come verso un animale che già ti ha morso altre volte in precedenza, per cui temi molto a provare nuovamente a dargli una carezza.
    La pubblicità, e quello che essa rapresenta, l’affare, è assurta a valore primario e incontrastato, legittimato a travolgere qualsiasi altro valore che non sia quello del profitto (è la stessa logica che ispira il sistema) e ha reso il popolo italiano sempre più quella mandria di bufali ignoranti che è diventato.
    Istintivamente non la voglio e la elimino quando posso. Per eliminarla dalla tv uso il timer della cucina,…programmando su 6 minuti (il minimo di durata…anche se il più delle volte si superano i sette) godendomi così alcuni minuti di lussurioso silenzio nei numerosissimi intervalli, quelle rare volte che decido di guardare qualcosa.
    Se fosse possibile inquadrarla in un equilibrato codice etico e dosarla in modo ragionevole, potrei anche non essere contrario.
    Ma è sempre un brutto mostro da cui guardarsi con mooolta cura!

    Commento di Marco — 4 Settembre 2008 @ 19:10

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