Chi abbandona i rifiuti per la strada, ora rischia il carcere. Sì, ma solo se abita in Campania.
Chi abita in Piemonte o in Calabria, può tranquillamente continuare a gettare materassi e figoriferi. Tranquilli: tutto normale. I soliti due pesi e due misure italici.
Ci riprovano. Prima hanno tentato di infilarla nel decreto per salvare l’Alitalia, ora tentano di inserirla nel DDL “Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali”. Secondo me prova e riprova alla fine ci riescono. Dai, ci sono delle persone “troppo importanti” che vanno salvate. Con questi qui, come ti distrai un attimo te lo infilano da qualche parte. Il DDL ovviamente…
Ci risiamo, questa storia mi ricorda il G8. Studenti che manifestano pacificamente e che vengono caricati da altri “studenti” di destra fatti arrivare apposta per fare casino. Lo scopo è quello di far passare il concetto: “gli studenti fanno casino”. Invece, leggo su Repubblica:
“[…] Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove. […]”
Certo: la polizia non si muove perché così è stato ordinato. Non devono intervenire. E ancora:
“[…] Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano «Duce, duce». […]”
Ma non c’era la legge Scelba? Inneggiare al duce non era apologia di fascismo? Non era vietato dalla legge? Ma stiamo scherzando? Quella è una legge finta e mai applicata, non solo, ecco le parole di Cossiga:
“[…] Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì […]”
Mi viene da vomitare a sentire queste parole. Fa parte della cosiddetta “strategia della tensione”. Il terrorismo degli anni di piombo. Il fatto è che in Italia metà delle persone sono di destra. In Italia si ha nostalgia della dittatura fascista. Una sorta di masochismo generalizzato. La polizia usa i manganelli sulle persone inermi, vi ricordate il G8? Mi viene in mente l’esperimento Milgram del 1961. Quell’esperimento dimostrò che la maggioranza delle persone può compiere atti di una crudeltà incredibile se ciò viene chiesto - non imposto, solo chiesto - da un’autorità. Questa gente è stata votata dalla metà degli italiani. I miei sentimenti sono un misto di schifo e di rabbia. Io questa gentaglia non l’ho votata.
Chi se ne frega se migliaia di studenti di tutta l’Italia hanno manifestato. Chi se ne frega se migliaia di genitori hanno manifestato. Chi se ne frega se migliaia di professori hanno manifestato. Loro continuano per la loro strada. I feudo-politici, o politici-monarchi, come preferite, non hanno tempo per ascoltare i bisogni della gente. Del resto si sa: è per il loro bene. Il fatto è che tutta questa gente, è stata ingannata dalla sinistra: sempre loro, questi comunisti bastardi. Ma non era morta la sinistra? Dopo il voto, 162 favorevoli e 134 contrari, la Gelmini ha stretto la mano agli altri monarchi. Sono soddisfatti: hanno schiacciato la rivolta. Io dico che tira tira la corda si spezza. Io dico che dovrebbero ascoltare le proteste della gente. Attenzione, c’è un limite per tutto. Prima o poi, i forconi arrivano.
Una cosa della quale sono molto convinto è la seguente: spesso, i problemi ce li creiamo da soli. Ci costruiamo un muro intorno a noi e chiudiamo l’uscita con una porta blindata psicologica. Siamo noi i primi nostri ostacoli. Se ci pensate, la maggioranza degli uomini eccezionali, ha due gambe e due braccia come noi. Coloro che hanno ottenuto il successo, coloro che sono arrivati alla notorietà, coloro che sono rimasti nei libri di storia, si differenziano da noi solo mentalmente. Non hanno 4 mani o dei superpoteri particolari. No, hanno solo degli schemi mentali diversi. Loro non si pongono ostacoli mentali e riescono nei loro intenti. Noi no. Noi abbiamo dei problemi. Noi abbiamo delle barriere psicologiche che devono essere abbattute. La prossima volta che pensate di non riuscire ad imparare una lingua, la prossima volta che vi ritenete negati con la musica, la prossima volta che “no, l’esame per la patente non lo supererò mai”, la prossima volta che “no, mi manca il fisico”, la prossima volta che “purtroppo il destino ha voluto così”, la prossima volta che “sono troppo idiota, non ci riuscirò mai”, beh, la prossima volta, guardate questo video. Spesso, tutto quello che ci serve lo abbiamo già: è dentro di noi. Questa può sembrare una frase fatta ma non lo è. Non sto dicendo che dobbiamo ignorare i nostri limiti, per carità. Anzi, dobbiamo imparare a conoscerli e ad accettarli. Io dico solo che spesso tendiamo a sopravvalutarli. Mark Goffeney, Balboa Park, San Diego, California:
(questo post è dedicato a tutti coloro che si sono rassegnati e che non hanno più la forza di combattere. A loro dico: “forza!”)
Quando argomento la mia disillusione nei confronti della politica italiana, di solito vado indietro nel tempo fino al 1861, cioè a partire dalla costituzione del regno d’Italia. Di solito affermo che già da allora si parlava di corruzione, truffe ed evasione fiscale. Bene, lo ammetto: mi sono sempre sbagliato. Di grosso pure. Già, perché leggendo l’articolo di Sergio Rizzo sul Corriere, scopro che i condoni fiscali li inventò - udite udite - l’imperatore Adriano:
“Tutto è cominciato con l’imperatore Adriano. Iberico d’origine, non soltanto si adattò fulmineo ai costumi italici. Li precorse addirittura. Il primo provvedimento economico che adottò dopo aver conquistato il potere fu un condono di massa che cancellò i debiti con il Fisco degli ultimi sedici anni di tutti i cittadini dell’impero. Poco importa se, rinunciando a riscuotere 900 milioni di sesterzi, pari al gettito di un anno intero, l’Erario imperiale rischiò la bancarotta.[…]”
sempre sul Corriere, l’articolo continua:
“[…] Diversamente non si spiega come mai, stando ai dati di una tabella pubblicata dall’Espresso un paio d’anni fa, i gioiellieri abbiano dichiarato al fisco, nel 2004, mediamente 16.644 euro lordi: 1.280 euro lordi per tredici mensilità. Cifra oggettivamente modesta, non soltanto perché inferiore di ben 5 mila euro al reddito dei falegnami, e addirittura alla retribuzione di un operaio, ma anche in rapporto ai redditi di 12 anni prima […]”
Insomma, gli italiani l’evasione fiscale ce l’hanno nel sangue. Del resto, i politici italiani sono avvezzi all’uso ed abuso del condono. Si va dal condono edilizio a quello fiscale. Della serie: italiani, comportatevi pure da criminali che tanto prima o poi vi si perdona. Questo spiega perché il 58% dei proprietari di yacht di lusso sono vecchietti nullatenenti (SIC!). Questo spiega il proliferare di costruzioni abusive. C’è qualcosa che non va. L’Italia è un paese bizzarro: è sorretto dai lavoratori dipendenti. Già, perché i lavoratori dipendenti non possono evadere il fisco: i soldi vengono prelevati alla fonte, ancor prima di arrivare in busta paga. Però vorrei dire una cosa ai vari Tronchetti-Provera, Benetton, Armani e via dicendo: state attenti. La crisi implica licenziamenti e casse integrazioni. Quando la maggioranza dei lavoratori dipendenti - cioè di coloro che pagano le tasse - verrà licenziata, chi finanzierà la politica sprecona e corrotta dello stato italiano? Qualsiasi corda, tira tira si spezza. Ai politici italiani invece, vorrei dire: continuate pure ad aiutare banche e grosse imprese. Fregatevene pure dei lavoratori dipendenti. Poi però state attenti alla crisi: se il lavoratore dipendente è alla fame, non compra più. Se il lavoratore dipendente non compra più, le aziende che producono beni non vendono più. Se le aziende che producono beni non vendono più, chiudono. Se le aziende chiudono, aumentano i disoccupati che non comprano. Si tratta di un ragionamento talmente semplice che lo capirebbe anche un bambino. Loro però, i politici di qualsiasi colore, non recepiscono. Governo Prodi: cuneo fiscale a favore delle grandi imprese (e non dei lavoratori). Governo Berlusconi: aiuti alle banche e alle grandi imprese (e non ai lavoratori). Sindacati: sono secoli che ormai fanno i politici e strizzano l’occhietto a politici e imprenditori. La crisi insomma, solitamente riguarda Alitalia, Fiat, Telecom, ma mai i lavoratori dipendenti che sorreggono l’Italia. State attenti però: quando i nodi arriveranno al pettine, anche i ricchi piangeranno. Quando ciò accadrà, sarà il “crollo del muro di Berlino” del capitalismo.
Ciavarro è stato vittima di un’ulcera perforante e ora i famigliari intendono far causa alla RAI. Andiamo, l’ulcera non viene improvvisamente. Minimo si passa dalla gastrite prima. Non è che Ciavarro avesse già dei problemi prima ancora di partecipare al reality? Visti i malori che si sono susseguiti nell’isola (Giucas Casella colpito da ischemia, Antonio Cabrini con l’ernia del disco e via dicendo), mi chiedo: ma non era meglio buttarsi in politica come fanno tutti gli altri? Come quali! Ramona Badescu, Caterina Caselli, Iva Zanicchi, Elisabetta Gardini, Mara Carfagna, Gabriella Carlucci, Franca Rame… Ora è ancora più facile. Basta essere ex sportivi o ex veline o ex showgirl. Certo, magari occorre impegnarsi un po’, ma di sicuro non si rischia la vita. O no?
E’ iniziato a Milano il processo relativo alla tentata scalata della banca Antonveneta. 19 imputati, tra i quali figurano l’ex amministratore delegato della banca popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, i vertici di Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, il presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Luigi Grillo e l’ex governatore della Banca d’Italia Antono Fazio, accusato di aver aiutato Fiorani per l’acquisto di Antonveneta a spese dell’altro concorrente interessato all’acquisizione: la banca olandese Abn amro. Quasi tutti gli imputati hanno patteggiato (58 persone fisiche e 6 società). L’associazione dei consumatori Adusbef ha chiesto di citare in giudizio anche la Consob. In aula solo il consulente finanziario Bruno Bertagnoli. Fiorani - tanto per cambiare - ha depositato una nuova richiesta di patteggiamento a 2 mesi e 20 giorni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. Patteggia qui, patteggia lì, con l’indulto di mezzo, vuoi vedere che alla fine tutta questa gente non farà neanche un giorno di carcere?
Da un po’ di tempo a questa parte, in Italia si sentono sempre più spesso episodi di razzismo, intolleranza razziale o xenofobia. Le motivazioni sostenute dalle persone intolleranti sono le più varie: si va dai problemi di sicurezza, alla sottrazione di lavoro agli italiani. La motivazione più bizzarra che mi è mai capitata di sentire però, è la tutela della biodiversità. Secondo quest’ultima bislacca tesi, ogni etnia se ne deve stare a casa sua, altrimenti alla lunga, diventeremo tutti uguali, parleremo la stessa lingua, adotteremo gli stessi usi e costumi e le tradizioni secolari spariranno. Beh, che dire: questa tesi è dettata dall’ignoranza più profonda ed è mia intenzione dimostrarlo in questo post.
Noi italiani, siamo il frutto di una commistione di etnie millenaria. Noi italiani, siamo così perché in passato il nostro paese è stato attraversato da popolazioni come gli etruschi, i greci, i fenici, i barbari, etc. Noi italiani siamo così perché in passato abbiamo conquistato i paesi stranieri. Siamo noi che - invadendo gli altri paesi - ne abbiamo successivamene importato usi e costumi. Prendiamo la cosiddetta dieta mediterranea ad esempio. Forse non tutti sanno che la maggior parte degli alimenti con i quali ci nutriamo oggi, hanno origini straniere. Vediamo:
Grano - La prima coltivazione di grano sembra sia avvenuta circa 8000 anni fa in Palestina e Siria. Gli italiani coltivavano il farro. Per la sua duttilità e la eccezionale attitudine alla panificazione il grano ha finito per soppiantare, in Europa, tutti gli altri cereali. Solo il frumento infatti possiede un glutine in proporzioni tali (10-15%) da consentire un pane leggero e ben lievitato. Comunque il farro ancora esiste e non è scomparso (fonte: Il Canestro)
Riso: Indiani e cinesi lo coltivavano già intorno al 3000 a.C. e sembra che sia stato introdotto in Occidente da Carlo Magno. Gli Arabi ne diffusero la coltivazione in Sicilia (fonte: Il Canestro)
Mais: originario del Sud America, fu introdotto in Europa nel 16° secolo successivamente alla scoperta dell’America ad opera di Cristoforo Colombo (fonte: Il Canestro)
Soia: pianta originaria dell’Asia. Coltivata sin dai primordi della civiltà
cinese oltre 4500 anni fa, in Europa e in America comparve solo tra il 18° e il 19° secolo (fonte: Il Canestro)
Pomodoro: originario dell’America sud-occidentale (in particolare Cile, Ecuador e Perù). A farlo conoscere in Europa furono gli Spagnoli nel XVI secolo. Solo agli inizi del 1800 cominciò ad essere impiegata in Italia come condimento (fonti: Di Wine Taste e Agraria.org)
Patata: originaria del Perù, fu introdotta in Italia dopo la conquista del Sud America da parte degli spagnoli. Inizialmente la patata destò scarso interesse in Italia. La sua utilità si rivelò solo secoli dopo “grazie” alle carestie. (fonte: Bonduelle.it)
Fagiolino: Originario delle regioni calde dell’America, dell’India e della Cina, in Europa fu introdotto grazie alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo (fonte Bonduelle.it)
Melanzana: originaria delle zone calde di Cina e India (fonte Bonduelle.it)
Spinacio: Originario della Persia (l’attuale Iran), del Turkestan (Asia Centrale) e dell’Afghanistan (fonte Bonduelle.it)
Zucca e zucchina: originaria dell’America centrale (i semi più antichi sono stati ritrovati in Messico tra 7000 e 6000 AC) (fonte Bonduelle.it)
Uva: La Vitis Vinifera, o uva “europea”, venne coltivata per la prima volta 8000 anni fa in Asia, nelle terre comprese tra il Mar, nero, il Mar Caspio e l’Iran settentrionale (fonte: Alimentipedia)
Caco o Kaki: originario della Cina e del Giappone (fonte: Alimentipedia)
Noce di Cocco: frutto originario dell’arcipelago indonesiano (fonte: Wikipedia)
Melone: Di probabili origini africane (secondo alcuni invece dall’Asia, nell’antica Persia), nel V secolo a.C. il popolo egizio iniziò ad esportarlo nel bacino del mediterraneo e arrivò in Italia in età cristiana, come documentato da Plinio (I secolo d.C.) nel suo libro Naturalis Historia (fonte: Wikipedia)
Banana: La domesticazione del banano avvenne nell’Asia sud-orientale in epoca preistorica. Alessandro Magno scoprì il sapore della banana nelle valli dell’India nel 327 a.C. (fonte: Wikipedia)
Ananas: originaria del Brasile, della Bolivia, e del Paraguay (fonte: Wikipedia)
Arachide: originaria del Sud America (fonte: Wikipedia)
Caffè: Il 1615 è considerata la data in cui il caffè fece la sua comparsa in Europa grazie ai commercianti veneziani seguendo le rotte marittime che univano l’Oriente con Venezia e Napoli ed il merito di averlo introdotto spetta al botanico Prospero Alpini. Ci sono molte leggende sulla sua origine. Forse proviene dall’Abissinia, forse dallo Yemen, forse in Etiopia. Oggi i maggiori paesi produttori di caffè sono il Brasile e la Colombia. Di ottima qualità quello prodotto in Guatemala. Altri paesi produttori sono India, El Salvador, Costa Rica, Messico, Panama e Honduras (fonti: Chococlub, Caffe.it e Illy)
Ora, come sarebbe l’Italia senza questi cibi provenienti dall’estero? Avremmo mangiato solo farro e cavoli! Ma siamo sicuri che i “paesi invasori” stiano distruggendo la nostra identità? Non è che invece integrazione tra paesi e culture diverse vuol dire arricchimento? Non è che invece questi siano falsi problemi creati ad arte? Il populismo prende piede dove regna l’ignoranza. Infatti lo scopo che Berlusconi e Gelmini si prefiggono con le loro riforme scolastiche è proprio questo: diffondere l’ignoranza per avere maggior controllo delle masse. Gente, c’è Internet. Impariamo ad usarlo.
“Dalla sinistra solo bugie”, dichiara la Gelmini. Dice che non è vero che ci saranno dei tagli alla scuola per 8 miliardi di euro. Del resto, il decreto Gelmini è al rush finale: entro il 31 deve essere convertito in legge. Intanto gli studenti non demordono e mirano alla grande manifestazione nazionale del 30 ottobre che si terrà a Roma. Anche la Rete si mobilita, con lo slogan “Teniamo la Gelmini fuori dalle nostre scuole”. Io, nel mio piccolo, contribuisco a diffondere la notizia. La Gelmini e Berlusconi dicono che la sinistra fa propaganda e racconta bugie, ma non tutti evidentemente sono dello stesso avviso. Il Collettivo Autonomo Grizzana ha infatti stilato un documento di contestazione dei decreti 133/2008 e 137/2008, dove sono spiegate le ragioni del dissenso. Il documento è molto interessante e merita una lettura. I decreti in questione sono visionabili qui e qui.