I-doser: roba vecchia, l’hanno inventata i Pink Floyd
Si torna a parlare di i-doser: le droghe virtuali. Si tratta di file audio che - se ascoltati - produrrebbero effetti simili alle droghe vere e proprie. Beh, i giornali dovranno pur acchiappare l’interesse dei lettori in qualche modo, no? Se non ci riescono con i problemi economici e politici che affliggono il belpaese, perché non provare con notizie più “stupefacenti”? Se non vi fermate agli articoli che trovate su Repubblica, Corriere e Messaggero, facendo una rapidissima ricerca in Rete, arriverete subito all’articolo di Paolo Attivissimo. Senza scomodare espertoni del CNR o alti dirigenti del GAT (Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza). Ma io dico, voi che siete “vecchietti” come me, vi ricordate i Pink Floyd? Facevano musica psichedelica già allora. Vi ricordate di quei brani che - se ascoltati al contrario - riproducevano messaggi diabolici? Avete mai sentito parlare dell’effetto Mozart? Insomma, la storia è vecchia. Intanto cominciamo a dire che apparse un articolo sull’effetto Mozart persino sulla prestigiosa rivista Nature, ma successivamente venne contestato da molti (nessuno riuscì più a produrre quei risultati). Poi continuiamo con il dire che non ci sono studi che dimostrino in modo inequivocabile gli effetti di queste droghe musicali. Al contrario, gli effetti di droghe come la cocaina e l’eroina sono ampiamente dimostrati da tempo e se ne conoscono anche i meccanismi di azione. In fondo, basterebbe usare un po’ di buon senso e di spirito critico: la suggestione e l’effetto placebo - è risaputo - possono produrre effetti mirabolanti. L’effetto placebo è conosciuto da anni: infatti quando si studia un nuovo farmaco, si somministra sempre il principio attivo ad alcuni soggetti e contemporaneamente un placebo inerte ad altri soggetti. Questo per capire quanto sia efficace il principio attivo e quanto l’esito della ricerca possa essere influenzato dall’effetto placebo. Perciò di cosa stiamo parlando? Se leggete i blog o i newsgruppi che parlano di i-doser, troverete degli scettici da una parte e uno stuolo di persone che giurano di aver provato effetti “sballanti” dall’altra. Dipende da quanto sia suggestionabile e “recettivo” chi ascolta questi mp3. Ma non bastava Wanna Marchi a far credere al malocchio e alle maledizioni alla gente? Dai, che siamo nel 2008 e non nel 1300.