Berlusconi: Non sapevo nulla della norma salva manager!
Anche Tremonti era all’oscuro. Afferma infatti indignato:
“O va via l’emendamento, o vado via io”
e mentre
su Repubblica si chiedono quale sia il mandante, io mi chiedo: tutte le volte è la stessa storia, possibile che “loro” non sappiano mai nulla? Tutte le volte che passano certe norme e che vengono scoperti, cadono dalle nuvole. Insomma, nessuno ha mai voluto far passare una norma che impedisse ai faccendieri di essere processati. Nossignore. Ma allora la domanda sorge spontanea:
chi vota queste leggi? Si tratta di pianisti? No, perché per passare al Senato, una legge deve essere votata. O no?
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Carfagna vs Guzzanti: chiesto un milione di euro di danni

IL Ministro per le Pari Opportunità
Mara Carfagna (qui sopra), ha chiesto a Sabina Guzzanti
un milione di euro di danni a causa della “diffamazione” da parte dell’attrice nei confronti del ministro. Non ripeto ciò che penso nei confronti della Carfagna (che in virtù della lunga carriera di modella e valletta e delle sue apparizioni in calendari sexy, diventa addirittura ministro), non ripeto ciò che penso del suo decreto nei confronti della prostituzione (che incentiva quella nascosta e non risolve il problema ma lo nasconde esattamente come fanno coloro che per sbrigarsi nascondono la polvere sotto il tappeto), vi riporto solo ciò che
ha scritto Sabina Guzzanti nel suo blog:
“È arrivata la citazione della Carfagna il 7 ottobre. Aveva tempo fino all’8 agosto per querelarmi. Ci ha pensato bene. Poi ha optato per una causa solo civile. Strano per una preoccupata di essere stata diffamata no? (la diffamazione è un reato penale).”
e ancora:
“Anche se le intercettazioni davvero non esistessero, ed esistono state tranquilli, le foto del suo calendario già solo quelle sarebbero un argomento sufficiente a dire che non può fare il ministro delle pari opportunità. Spero che le donne italiane si sveglino e colgano l’occasione per difendere la dignità calpestata da anni di incoraggiamento alla prostituzione mentale oltre che fisica propagandata dalla finivest a tutte le ore del giorno. Il ministero delle pari opportunità esiste per agevolare le donne a farsi strada nel mondo del lavoro, negli studi e nella vita privata senza dovere accettare condizioni disagiate rispetto agli uomini. Senza accettare stipendi più bassi e va da sé senza dovere utilizzare il proprio corpo o diventare l’amante di qualche vecchio flaccido miliardario col trapianto. Mettendo la Carfagna al ministero delle pari opportunità, berlusconi ha offeso tutte le donne italiane ancora una volta e in modo definitivo.”
Sono d’accordo su tutto quanto, ma in particolar modo con quest’affermazione:
“Mettere la Carfagna alle pari opportunità è inaccettabile come era inaccettabile Previti alla giustizia.”
Parole sacrosante: 1 anno e mezzo ci siamo dovuti sorbire Previti. Anzi,
gli abbiamo pagato lo stipendio. Sono anche d’accordo su quest’affermazione riguardo a certe trasmissioni pseudo-giornalistiche:
“Ieri con il tipico stile di giornalismo americano che contraddistingue i nostri ancor man (ancora uomini?) Mentana dava per scontato che le intercettazioni non esistono senza menzionare il fatto che di queste intercettazioni se n’è parlato sia sui giornali italiani che su quelli stranieri e che poi è stato scritto da più parti che sono state distrutte. Come si distrugge una cosa che non esiste? Mentana non se l’è chiesto.”
Porsi tali domande richiede intelligenza, cara Sabina. Queste domande se le pongono i giornalisti.
Enrico Mentana è un giornalista? Io non l’ho mai ritenuto tale. I giornalisti veri son ben altri. Mi vengono in mente Fabrizio Gatti, Riccardo Iacona, Milena Gabanelli, Ilaria Alpi, Marco Travaglio. Ma di certo non considero giornalisti Mentana o Fede o Floris o peggio ancora Vespa. Le loro trasmissioni (Matrix, TG4, Ballarò e Porta a Porta) sono solo varietà. Prendi Ballarò ad esempio: intervengono sempre le solite persone. Il canovaccio poi è sempre lo stesso: un esponente di destra che dà la colpa a quello di sinistra e viceversa. Mai che venga fatta una domanda che metta a disagio l’interlocutore (cosa che dovrebbe fare un giornalista serio). Niente. Si tratta solo di una passerella per i politici di turno. Del resto la tivvù ormai è uno strumento usato per ottundere le coscienze, mi sembra evidente. Sono d’accordo anche su quest’affermazione della Guzzanti:
“intanto come prevedevo mi hanno negato i fondi per il film “l’internazionale della satira” grazie ai dictat di bondi e al coraggio dei commissari che finanziano quest’anno solo filmacci di bassa propaganda di fascisti o di gente che ha abiurato pubblicamente da tempo.”
Storie
vecchie e
stravecchie. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Certo che ne ha fatta di strada la Carfagna eh? La foto sopra è “prima della cura”, la foto qui sotto invece, è “dopo la cura”. Che carriera eh?
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