Venerdì 28 Novembre 2008
Volevamo darvi dei soldi, ma… non ci sono fondi!
Berlusconi:
“[…] Volevo detassare le buste paga ma non ci sono i fondi. Faremo con il bonus […]”
Tremonti dice che detassare le buste paga costerebbe 6 miliardi di euro. Siccome non ci sono fondi, si farà il bonus da 200 a 1.000 euro per pensionati e lavoratori dipendenti che percepiscono fino a 22 mila euro. Nel frattempo però, si spendono 44 miliardi per le opere pubbliche. Il Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli ha infatti annunciato:
“[…] Nel piano anticrisi da 80 miliardi di euro del Governo, da varare per far fronte alla crisi economica, 44 miliardi, divisi in due tranche, saranno destinati alle opere pubbliche […]”
Questi poveracci del Governo non trovano i soldi. Loro vorrebbero aiutare chi non arriva a fine mese, ma proprio non trovano i soldi. Gli diamo un aiutino? Vediamo:
- Beni confiscati dalla mafia e non utilizzati: 40 miliardi
- Auto blu: 18 miliardi. L’Italia è il paese del mondo con maggior numero di auto blu
- Evasione fiscale: 270 miliardi. Provate a sbagliare il 740 di 10 euro: il fisco vi raggiungerà anche fuori dell’Italia. Provate invece a intestare uno yacht di lusso ad un vecchietto nullatenente di 80 anni (come fanno il 58% dei proprietari di yacht e macchine di lusso): il fisco vi ignorerà
- Senatori in pensione a 53 anni. Sapete quanto guadagna il barbiere del Senato? 133 mila euro. Già ma quelli che taglia lui mica sono capelli normali, sono capelli di monarco-politici!
- Pensioni d’oro a parlamentari ed ex-parlamentari e vitalizio percepito da questi parlamentari
. Circa 11 milioni di euro al mese di spesa. Lo sapete che Luciano Benetton - per dire - percepisce un vitalizio di 3.000 euro al mese perché è stato Senatore dal 1992 al 1994? Ecco la lista completa dei pensionati d’oro. Ma non tutti vanno in pensione eh? Ad esempio: Elisabetta Gardini oggi è europarlamentare. Iva Zanicchi è europarlamentare…
Mi fermo qui? Eh, non ci sono fondi! Ci vuol coraggio per far simili affermazioni, no?
Commenti (5)
• Permalink
Mercoledì 26 Novembre 2008
Vladimir Luxuria vince all’isola dei famosi
Vladimir Luxuria vince l’isola dei famosi. Ma la cosa più interessante non è tanto chi ha vinto e chi ha perso al reality più seguito in Italia, quanto il significato intrinseco di tale vittoria. Mi spiego. L’ultima puntata dell’isola dei famosi è stata seguita da sette milioni e 213 mila spettatori: uno share del 31% con picchi del 40%. Segno che la vittoria di Luxuria è stata seguita con interesse. Così scrive Angela Azzaro su Liberazione:
“[…] Partecipando e trionfando all’Isola, ha spiegato a milioni e milioni di italiani che la realtà è diversa e che anche questa realtà deve godere degli stessi diritti della presunta maggioranza […]”
Quoto. Massimo Cacciari invece, interpellato da Affaritaliani.it, risponde così:
“[…] Che cosa? Che cosa ha vinto? Che roba è? L’Isola dei Famosi? Non l’ho mai vista e non ne ho mai sentito parlare […]”
Dai, Massimo: ok che non guardi la tivvù, ok che non ti interessano le trasmissioni nazionalpopolari, ma almeno per sentito dire… Dai, io non guardo il Grande Fratello o Porta a Porta ma so che esistono. Mica vivrai su un altro pianeta? Eh, a pensarci bene mi sa di sì: i politici italiani vivono proprio su un altro pianeta. Infatti sono lontani anni luce dai problemi reali della gente. Per loro l’importante è chiacchierare e far finta di litigare… il loro sì che è un vero “reality”.
Commenti (6)
• Permalink
Martedì 25 Novembre 2008
I quattro che diedero fuoco al barbone: “Volevamo solo divertirci”
I Quattro giovani riminesi di 20 anni che tempo fa cosparsero di benzina il corpo di Andrea Severi (un clochard tarantino di 44 anni), per poi dargli fuoco, hanno giustificato il loro gesto con una semplice frase: “volevamo solo divertirci”. Quando hanno visto Andrea contorcersi nelle fiamme, sono scappati senza soccorrerlo. Io credo che persone simili debbano restare isolate perché pericolose per la società. No, non la galera: di delinquenti lì ce ne sono già troppi e sono un costo per la società. No, io pensavo a una bella isola deserta. Paracadutati e dimenticati in mezzo all’oceano Pacifico. Penso che lì si divertirebbero davvero da matti a nutrirsi di paguri e di noci di cocco.
Commenti (3)
• Permalink
Crisi economica: social card da 40 euro mensili per i pensionati
Pensionati: andiate a stappare una bottiglia di quello buono! Il Governo premuroso combatterà la crisi economica con una social card pazzesca: ben 40 euro mensili. Roba da caviale e champagne tutti i giorni. Certo che queste cifre stellari fanno effetto: specie se si pensa al 58% dei proprietari di yacht intestati a vecchietti nullatenenti e ai 12.000 euro minimi di stipendio dei monarco-politici. Ma andate a cagher! Tutti gli altri paesi europei, hanno una pressione fiscale minore dell’Italia e riescono a dare un sussidio più serio ai disoccupati. In Inghilterra chi non lavora riceve un’indennità di disoccupazione (jobseeker’s Allowance) di circa 70 euro a settimana. Qui in Italia, al contrario, chi è che si mangia tutti i soldi che provengono dalle tasse? Gente come Cimoli, l’amico di Prodi, che prima conduce le ferrovie dello stato al disastro economico e poi riceve una buonuscita da 6 milioni e 700.000 euro come premio per il suo operato. Sempre Cimoli, ha portato l’Alitalia al punto che vediamo tutti e come ringraziamento del suo operato ricevette ben 3 milioni di euro. Questa gente, invece di pagare per i danni commessi, riceve dei premi. Alla fine chi pagherà i disoccupati dell’Alitalia? Noi contribuenti, non Cimoli. Chi fosse interessato agli stipendi stellari dei manager italiani (i più alti d’Europa) può dare un’occhiata a questo post.
Commenti (16)
• Permalink
Lunedì 24 Novembre 2008
Italia, paese di “moderati”, aria fritta e pippe mentali a go go
Mentre su FaceBook ci si dilunga in pippe mentali su come legiferare per tutelare i blog dalla censura, i monarco-politici attaccano continuamente la libertà della Rete. Da anni. Con i decreti e i disegni di legge più disparati:
- legge 7 marzo 2001: in base a tale legge chiunque voglia pubblicare informazioni su un sito web deve ottemperare a speciali disposizioni e - se le informazioni pubblicate hanno carattere periodico - deve registrare il sito presso il tribunale come qualsiasi testata giornalistica (infatti tale legge assimila un sito web siffatto, ad una testata giornalistica). Coloro che non si adeguano a tale normativa sono puniti con reclusione fino a 2 anni
- 15 aprile 2004: legge 106/2004 dell’ex ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. Secondo tale legge tutti i siti web italiani devono depositare una copia elettronica del sito stesso presso le biblioteche centrali di Roma e Firenze. Motivo apparente della norma: “al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana”. ROTFL!
- 27 luglio 2005: decreto Pisanu . Il decreto impone i fornitori di accesso Internet a tenere traccia di e-mail, siti web, p2p - insomma di tutto il traffico generato dai loro utenti - per un periodo non inferiore a 6 mesi. Cioè tutto ciò che fai in rete viene registrato dal tuo provider per 6 mesi. Scopo del decreto? Per combattere il terrorismo!
- Finanziaria 2006: provvedimento dell’AAMS (Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato) che censura 500 siti dedicati alle scommesse ed ai giochi di azzardo online
- 2007: riconfermato il provvedimento attuato dall’AAMS e firmato decreto conto la pedopornografia in Rete dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Il decreto Gentiloni impone ai provider la censura dei siti pedopornografici. Ieri i siti di scommesse, oggi i siti pedopornografici, a quando i siti politici?
- 3 agosto 2007: ddl Levi
- 9 giugno 2008: viene ripresentato alla Camera il DDL Levi
- Novembre 2008, torna il DDL Levi
Quando qualcuno fa notare che forse l’errore sta a monte, che un paese democratico non dovrebbe prevedere alcun controllo sulla stampa tout court, gli si risponde che la questione è fuori luogo. Della serie: prima occupiamoci di Internet che è più urgente, poi - forse - parleremo della stampa in generale. Pippe mentali appunto. L’Italia credo sia l’unico paese al mondo dove le testate giornalistiche debbano essere registrate presso un tribunale e dove per fare giornalismo si debbe essere iscritti ad un Ordine apposito. Chi fa giornalismo senza essere registrato rischia 2 anni di carcere. Non so se mi spiego. In Italia se non sei registrato e fai il giornalista, commetti il reato di stampa clandestina. Anche se parli bene di Berlusconi, per dire. Ma allora a che serve l’articolo 21 presente nella Costituzione della Repubblica italiana? Sono solo parole vuote? Suppongo di sì. A che serve discutere su come migliorare un decreto (quello Levi) o il suo contro-decreto (quello del quale si sta occupando Cassinelli)? Si crea una legge per rattoppare i danni di un decreto (quello Levi) il quale a sua volta rattoppa i danni della legge sulla stampa del 1948. Ma invece di produrre leggi a rotta di collo, non sarebbe il caso di abrogare semplicemente quella ignobile legge del 1948 che prevede il reato di stampa clandestina? Chiunque deve essere libero di dire quello che pensa, senza dover essere registrato presso un tribunale o appartenere ad un Ordine. Semplice. Ma la legge del 1948 non verrà mai abrogata dai monarco-politici, perché loro, senza tivvù e giornaletti compiacenti, non esistono più. Uno dei grossi problemi del nostro paese è la presenza di troppi “moderati”. Le soluzioni invece, devono essere radicali. Ecco due punti che non andrebbero mai dimenticati:
- esiste già un sistema di controllo e di censura preventiva in Italia. Esistono già apposite sezioni della polizia postale che quando trovano un sito pedopornografico, terroristico o che tratta giochi d’azzardo, se ne prendono cura chiudendolo. Quindi non serve alcuna ulteriore tutela su questo punto.
- chiunque esprima dei pareri sia verbalmente che per iscritto è già responsabile di quello che dice. Ciò significa che chiunque si ritenga danneggiato dalle affermazioni di un giornalista, di un blogger o di qualsiasi cittadino residente nel territorio italiano, può sporgere querela per diffamazione. Quindi non serve alcuna ulteriore tutela su questo punto.
Perciò per favore, smettiamo di essere “moderati” e di discutere di aria fritta. Andiamo al sodo. Snelliamo il sistema normativo italiano togliendo un po’ di leggi assurde ed evitiamo di complicarlo ulteriormente.
Commenti (1)
• Permalink
12 Dicembre: sciopero generale di “almeno 4 ore”. Roba da paralizzare il Paese!
La CGIL decide uno sciopero generale per il prossimo 12 Dicembre. Io aderirò, anche se uno sciopero edulcorato, proclamato da un sindacato all’acqua di rose, non serivirà a nulla. Ben 4 ore di sciopero. Roba da paralizzare il paese. Io so già che nessuno dei miei colleghi parteciperà allo sciopero. Come la maggior parte degli italiani, andranno al lavoro anestetizzati. Ma ci rendiamo conto? 4 ore di sciopero! Roba che ci sarebbe da metter mano ai forconi, altro che scioperi annacquati di qualche ora. Queste manifestazioni di dissenso producono gli stessi effetti dei due minuti di raccoglimento. Stiamo tutti in silenzio per due minuti, contro le guerre nel mondo. Ecco, gli effetti sono gli stessi. Inesistenti. No, secondo me gli scioperi devono essere proclamati con una durata di 8 ore come minimo. Ad oltranza. Della serie: cari monarco-politici che ci succhiate il sangue, o cambiate rotta o qui si blocca il paese. Vi ricordate gli scioperi degli autotrasportatori? Quelli sì che sono efficaci. Quegli scioperi lì, costringono il governo a prendere atto della situazione di crisi. Gli scioperi di 4 ore proclamati dalla CGIL? Una puntura di zanzara sull’epidermide di un elefante. Effetti praticamente nulli. Epifani dice che ci sono 400.000 lavoratori precari a rischio. Cazzola dice che sono dati esagerati. Io dico che sono dati molto ottimistici. Tra breve i disuccupati saranno milioni. In Italia ancora non abbiamo visto nulla della crisi economica. Il “bello” lo inizieremo a vedere nel 2009. Perché si tratta di un effetto domino che parte dalle grosse finanziarie e arriva alle piccole e medio imprese passando per le banche. Oggi stiamo vedendo gli effetti su alcune banche, ma molte aziende stanno già chiudendo. Domani molti lavoratori saranno a spasso. Si tratta di crisi grossa, si tratta di qualcosa che non si vedeva da decenni. In risposta a questo gigantesco problema, cosa fa la CGIL? Proclama uno sciopero di “almeno” 4 ore. Sono stufo di vivere in un paese del terzo mondo. Vorrei evitare di emigrare, se possibile.
Commenti (0)
• Permalink
Venerdì 21 Novembre 2008
Presidenza della Commissione di Vigilanza RAI: Villari non si dimette
Da Repubblica.it:
“[…] Nel vocabolario di un democristiano la parola dimissioni non esiste […]
Beh, che dire… scuola democristiana: mai lasciare la poltrona. Andreotti docet.
Commenti (13)
• Permalink
Mercoledì 19 Novembre 2008
Blogger italiano rapito a Gaza dagli israeliani
Infopal:
“Sono stati rilasciati questa notte i 15 pescatori palestinesi rapiti ieri mattina dai militari israeliani nelle acque gazesi. I tre pacifisti - tra cui l’italiano Vittorio Arrigoni (Guerrillaradio, nda) -, che si trovavano sulle stesse imbarcazioni attaccate dalla Marina israeliana, sono ancora in mano ai loro sequestratori: ieri sera sono stati trasferiti dal Ben Gurion Airport a Ramle. Anche le barche palestistinesi sono ancora in stato di sequestro. Ricordiamo che le forze israeliane hanno compiuto un’azione illegale, aggredendo e imprigionando - in realtà, si è tratta di un vero e proprio rapimento, in quanto le imbarcazioni si trovavano in acque gazesi - 15 pescatori palestinesi e 3 attivisti internazionali. […]”
Si legge sull’ Unità:
“[…] Ma guerrigliaradio diventa anche un taccuino su cui annotare la disperazione, un tramonto di piombo, quello di Gaza, appunto, quella pace che non arriva e che Vittorio racconta in video seguiti da commenti e poesie. Ma soprattutto c’è la cronaca in diretta sul blog: «Accompagniamo i pescatori palestinesi a pescare al largo. Ogni volta siamo assaliti da navi da guerra israeliane che ci bersagliano con tutto il loro arsenale, ultimamente hanno iniziato a tirarci addosso persino armi chimico – biologiche. Tutto per impedire alla povera gente di procurarsi di che sfamare le loro famiglie». […]”
Mi chiedo perché certe notizie non vengono date alla tivvù. In Rete, solo l’Unità ne parla. Intanto i pescatori palestinesi sono stati rilasciati mentre i 3 osservatori internazionali presenti sul peschereccio sono ancora all’interno di un carcere israeliano. Diffondiamo la notizia nei blog. Su Indymedia (una rete di giornalisti indipendenti, nda) la notizia completa. Qui la notizia tradotta in italiano.
Commenti (0)
• Permalink
Danni della stupidità umana

L’immagine qui sopra, secondo alcuni benpensanti è offensiva. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione sulla violenza verso le donne. Il comune di Milano però, non è d’accordo a concedere gli spazi per esporre il manifesto perché lo ritiene offensivo per la tradizione cristiana. Ok, pubblichiamolo sui blog, allora. Il mondo virtuale - a differenza di quello reale - è ancora libero. Ah, a proposito: ma la politica non dovrebbe essere laica?
Commenti (4)
• Permalink
Restare o emigrare?
Non guardo più Report - la trasmissione di denuncia di Rai3 - da una vita, perché quel programma prima mi fa incazzare e dopo mi lascia con un senso di impotenza e di frustrazione. Leggendo i giornali sto cominciando a provare lo stesso effetto di repulsione. Ecco le parole di Marco Cattaneo:
“[…] stiamo assistendo a un flusso migratorio imbarazzante per un paese che si vanta di essere nel G8: all’inizio del Novecento, l’italiano che emigrava era quello con le scarpe bucate e la scatola di cartone; oggi sono i dottori di ricerca, gli ingegneri, i fisici, i matematici. In cambio importiamo – e continueremo a farlo, checché lo vogliano i leghisti – badanti, ambulanti e manodopera non qualificata. […]”
Ma in realtà il problema non riguarda solo i ricercatori. Il problema riguarda tutti: chi non trova lavoro in Italia, emigra. Chi è emigrato racconta di aver riscoperto all’estero la gioia di vivere:
“[…] Da 4 anni vivo e lavoro a Londra che non cambierei per nessuna altra citta’ al mondo. Quando torno in Italia in vacanza mi rendo conto che gli italiani sono come quelli che stando in una stanza che puzza dopo un po’ non sentono piu’ la puzza. Provate ad uscire dalla stanza e con orrore vi renderete conto che state vivendo un incubo […]”
Vediamo… 4 milioni di lavoratori precari che tra breve diventeranno disoccupati definitivi. 7,5 milioni di poveri e altrettanti milioni che tra breve lo diventeranno. Quarantenni che hanno perso lavoro e non lo ritroveranno mai più perché i datori di lavoro li rifiutano. Sei donna? Devi essere giovane e carina, altrimenti non trovi lavoro. Ma questi “datori di lavoro” che ci devono fare con le donne giovani e carine? Devono farle lavorare o se le devono portare a letto? Aziende che chiudono e licenziano centinaia di lavoratori perché per loro il problema fondamentale è il “costo del lavoro”. Nelle strade negozi che chiudono uno dietro l’altro. Disoccupati quarantenni costretti a fare i “bamboccioni” a casa dei genitori. E i monarco-politicanti cosa fanno? Una mini-amnistia. Siete stati condannati per corruzione o falso in bilancio? No problem: ci pensa Alfano con il suo ddl. Si cancella anche il reato dalla fedina penale. Che paese di merda che è diventato l’Italia. Lasciatemelo dire di cuore. Ma i monarchi-politicanti non la sentono la puzza che stanno creando? E gli italiani dalla memoria super-corta cosa fanno? Si dichiarano favorevoli al nucleare. Ma come, 20 anni fa, con il referendum del 1987, eravamo tutti contrari! Cosa è successo nel frattempo? Beh, i monarco-politicanti sanno essere molto persuasivi. Si avvalgono soprattutto della tivvù. Conoscono l’arte del lavaggio del cervello perfettamente. E gli italiani abboccano. I monarco-politicanti riescono a persuadere la gente su qualsiasi cosa. Anche a votare contro la scala mobile (che verrà poi abolita). Chi non è giovanissimo ricorda bene quel referendum e sa di cosa parlo. Se gli italiani neanche si rendono conto di vivere in un paese di schiavi, se non si rendono conto di vivere sotto monarchia, se si affannano in fiaccolate per proteggere Mastella, se votano ancora Berlusconi dopo 15 anni di sfasci, se si lasciano persino convincere a votare contro i propri interessi, se non riescono a ragionare con la propria testa, potrà mai cambiare l’Italia? Forse, per chi non è lobotomizzato e possiede ancora un barlume di lucidità, l’unica salvezza è l’emigrazione. Fuggire dall’Italia o vivere da schiavi: queste sono le opzioni possibili.
Commenti (7)
• Permalink
Pagina successiva »
Funziona con WordPress
|