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Lunedì 3 Novembre 2008

Il deputato Luca Barbareschi ci educherà

Archiviato in: Politica, Moralismo, Musica, Diritto d'autore, Pirateria, Educazione, P2P, Giustizia — Maurizio ( 07:06 )

Siccome non ci sono grossi problemi in Italia, il neodeputato del PDL Luca Barbareschi, organizza convegni contro la pirateria audiovisiva. All’auditorium Parco della Musica di Roma, il 30 ottobre si è tenuto il convegno “pirateria e criminalità audiovisiva, quando la copia danneggia il mercato”. Presieduto e coordinato appunto, dall’On. Luca Barbareschi. Nel convegno si è parlato della prossima strategia che verrà adottata dai nostri politici per “educare” la gente. Prima di tutto si inizia con l’uso corretto della terminologia. Non si parlerà più di “pirati” ma di “criminali”. Poi si spenderanno 5 milioni di euro per fare spot educativi che - sostengono gli esperti - si diffonderanno in Rete in modo virale. Ma io dico, perché se un ragazzo scarica un mp3 lo dobbiamo chiamare criminale e uno che fa falso in bilancio, che froda il fisco, che è colluso con mafiosi lo dobbiamo chiamare politico? Solo questo vorrei sapere. Perché chi è stato condannato dalla giustizia italiana può tranquillamente sedere in Parlamento senza che nessuno abbia qualcosa da ridire? Cesare Previti lo abbiamo stipendiato noi contribuenti - e che stipendio - per un anno e mezzo. Ma questi 5 milioni di euro prelevati alla fonte, cioè dagli stipendi dei lavoratori dipendenti (gli unici che non possono evadere in Italia), non potevano essere spesi meglio per la ricerca? Nossignore, la ricerca è un costo e come tale va tagliato. Al convegno erano presenti tra gli altri, Giorgio Assumma della SIAE ed Enzo Mazza, della FIMI. Gente che vive del lavoro degli altri. Si potrebbe dire che è sacrosanto scaricare un file mp3, perché 20 euro per un CD audio sono un furto. Si potrebbe dire che la musica che viene propinata e diffusa dai federati della FIMI è spazzatura e non vale i soldi spesi. Si potrebbe dire che se il biglietto del cinema non costasse 7 euro uno ci andrebbe pure. Si potrebbe dire che i figli degli stessi produttori sono stati sorpresi a scaricare musica. Si potrebbe dire che non vengono prodotti film di qualità perché si tende ad “agevolare” amici e parenti con i finanziamenti pubblici mentre agli autori esordienti non viene dato nulla. Si potrebbe dire che Barbareschi è proprietario della Casanova Entertainment, una casa di produzione di contenuti e format per il cinema e la televisione. Si potrebbe dire molto altro. Per quanto riguarda la musica scaricata invece, mi limito a citare Franco Battiato:
“e sommersi soprattutto da immondizie musicali,
Sul ponte sventola bandiera bianca…”
Solo che al posto delle bandiere che sventolano, ci vorrebbero i forconi. Ma a Barbareschi non bastava fare trasmissioni e film di bassa lega? Si doveva proprio candidare tra le file dei monarco-politici nostrani?

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