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Mercoledì 12 Novembre 2008

I monarco-politici delle democrazie rappresentative

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 12:18 )

Leggendo i commenti sul forum di Punto Informatico, in merito al recente DDL “anti-blog”, vedo che le persone ancora sono convinte che in Italia la causa di tutti i mali sia la destra o la sinistra. Non è così: la causa di tutti i mali del nostro paese si trova all’interno della testa degli italiani stessi. In Italia siamo ancora tutti convinti che sia meglio questo o quel partito politico. Beh, io la penso diversamente. Aristotele diceva che sono possibili 3 forme di governo: monarchia (o governo di una sola persona), aristocrazia (o governo di poche persone), democrazia (o governo del popolo). Le prime due le escluderei a priori, poiché non ritengo esistano delle persone migliori di altre che possano arrogarsi la falcoltà di governare un paese. Cosa rimane? La democrazia. Però le cose non sono così semplici, perché molte persone non desiderano affatto una forma di governo democratica. Se così non fosse, nessun monarca sarebbe mai stato eletto e nessuna dittatura sarebbe mai salita al potere. Molte persone non desiderano partecipare attivamente alla cosa pubblica. Queste persone, preferiscono essere guidate da una figura carismatica (sia esso re o dittatore). La dimostrazione di ciò l’abbiamo avuta durante il referendum del 1946, dove gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere se era meglio la monarchia o la repubblica. Nonostante la fuga del re (che consegnò l’Italia in mano ai tedeschi), ben il 45,7% degli italiani votò a favore della monarchia. Segno inequivocabile del desiderio di essere guidati. Discorsi similari si possono fare per le dittature. Molti italiani ancora rimpiangono Mussolini. Molti italiani desiderano una destra forte che “raddrizzi la schiena” alla gente. Ecco perché oggi abbiamo Berlusconi al governo. Queste dicotomie (destra e sinistra, dittatura e democrazia) sono presenti nella testa della gente da sempre. I primi condoni li inventò l’imperatore Adriano, non Berlusconi. Gli scandali esistevano già dopo l’unità di’Italia (1861). Allora c’erano i Tabacchi e la Banca Romana, oggi c’è Parmalat e BNL/Unipol. Ad ogni modo, la maggioranza degli italiani (anche se con uno scarto ridotto), preferisce la democrazia. Purtroppo però, la democrazia rappresentativa è fallita. Le persone che vengono elette dal popolo infatti, non lo rappresentano più. Chi governa pensa esclusivamente agli interessi personali e non si cura di quelli della collettività. Questa è la chiave di volta che non ha mai permesso al comunismo vero di diffondersi. Semplicemente l’uomo è troppo egoista per preoccuparsi dei più deboli e di portare avanti discorsi di solidarietà. Il termine comunismo, di per sé carico di significato positivo, oggi fa paura a molti. L’egoismo dell’uomo è riuscito a trasformare una parola positiva in una negativa. Si confondono spesso le ideologie con i totalitarismi. Il capitalismo è la massima espressione dell’egoismo umano, perché permette ad alcune persone di arricchirsi a danno di tutte le altre. Non esisterebbero ricchi senza i poveri da sfruttare. Ecco perché esistono i cosiddetti paesi del “terzo mondo”. Sulla terra miliardi di persone sopravvivono o muoiono di fame mentre alcuni milioni fanno la bella vita. Perché? E’ un discorso di equilibri. I poveri servono per essere sfruttati dai ricchi. Non si scappa. L’unica alternativa è il comunismo. Ora noi viviamo l’illusione di una democrazia rappresentativa, mentre in realtà siamo governati da un manipolo di “aristocratici” che non sono affatto persone migliori delle altre (come l’etimologia della parola vorrebbe). Anzi, al contrario. Spesso sono persone corrotte e assetate di potere e di soldi. Questa è la situazione. Quali alternative abbiamo allora? La democrazia partecipativa. Non vedo altre alternative. La gente deve partecipare attivamente alla cosa pubblica. Non è utopia, in Svizzera ci riescono benissimo.

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