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Mercoledì 14 Maggio 2008

Petrolio, acqua o cibo?

Archiviato in: Ambiente, Energia — Maurizio ( 09:14 )

Petrolio sopra i 126 dollari al barile: è il prezzo della benzina il problema che dovremo affrontare prossimamente? Macché. Il problema vero sarà la crisi alimentare. La popolazione aumenta e il cibo scarseggia. La Cina sta investendo molto sulle risorse agricole. L’ONU chiede una moratoria di 5 anni sulla produzione di biocarburanti. Sì, perché se aumenta il prezzo del petrolio, ci si riversa sui biocarburanti. Se si destinano ampie distese di terreno per coltivare cereali dedicati alla produzione di biocarburanti, conseguentemente diminuiranno le risorse necessarie alla produzione di cibo. O bruci biocarburanti o mangi grano. Intanto scoppiano le rivolte. Alla fine moriremo per mancanza di energia, di fame o di sete?

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Mercoledì 30 Aprile 2008

Ad Arezzo il primo idrogenodotto del mondo

Archiviato in: Ambiente, Energia — Maurizio ( 07:00 )

Oggi si inaugura ad Arezzo il primo idrogenodotto del mondo. Si tratta di energia pulita. L’idrogeno è ricavato mediante elettrolisi dell’acqua, utilizzando l’energia ricavata dai pannelli solari. Il gas viaggerà all’interno di condotte interrate nel sottosuolo alla profondità di circa un metro e raggiungerà aziende e abitazioni. Le automobili potranno usufruire dell’idrogeno veicolato all’interno dell’idrogenodotto. Ormai non ci sono più scuse: produrre energia pulita è possibile. Speriamo che questo non sia l’ennesimo caso di sperimentazione iniziata e poi abbandonata.

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Martedì 22 Aprile 2008

Il Giorno della Terra

Archiviato in: Ambiente, Energia, Feste, Economia — Maurizio ( 13:34 )

Oggi è il 38mo anniversario dell’Earth Day, il Giorno della Terra. Lo scopo di questa festività è quello di richiamare l’attenzione sulla necessità di conservare e tutelare le risorse della terra. Il famoso sviluppo sostenibile. Sarà, ma a 38 anni dalla sua nascita, non mi sembra sia cambiato molto.

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Venerdì 21 Marzo 2008

Le micidiali polveri della metropolitana di Roma

Archiviato in: Ambiente, Salute — Maurizio ( 10:15 )

Ne hanno parlato così tanto che ormai le conoscono anche i bambini. Sto parlando delle famigerate polveri sottili. Le polveri sottili sono delle particelle di sostanze tossiche così piccole da superare i filtri dei bronchioli e penetrare nel sangue. Qualsiasi particella tossica che viene inalata, entra nei polmoni, arriva nei bronchi e resta lì a vita. La conseguenza è il cancro ai polmoni o l’enfisema polmonare. Ma se le particelle sono piccolissime, non si fermano più nei bronchi, raggiungono i bronchioli e da lì entrano nel sangue e - attraverso la circolazione sanguigna - raggiungono qualsiasi organo del corpo umano. Ecco perché sono così micidiali. Bene, ma allora mi chiedo: come mai nelle città vengono adottate le targhe alterne e nessuno parla mai delle polveri contenute all’interno della metropolitana di Roma? La CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), l’azienda che ha costruito i nuovi treni della linea A di Roma, denuncia il pericolo polvere generato dai treni. Secondo la CAF, i frequenti guasti che affliggono la linea A, sarebbero prodotti proprio da tali polveri. Il problema è che non c’è un adeguato sistema di areazione e di depurazione dell’aria. L’ATAC ribatte che i guasti sono calati rispetto a quando c’erano i vecchi treni. Beh, vi posso assicurare che - causa problemi con la mia auto - recentemente ho dovuto prendere per due settimane la metropolitana. Ci crederete? In due settimane ho visto 2 guasti. Del resto, i macchinisti lamentano “improvvise sonnolenze per mancanza di ossigeno”. Se poi prendete la linea A e scendete alla fermata Ottaviano o prendete la linea B e scendete alla fermata Magliana, noterete con stupore che piove dentro la stazione. Bello no? A Magliana, sulle scale hanno piazzato un cono per non far passare la gente. Già, perché altrimenti vi cade l’acqua in testa. Chissà come saranno le metropolitane delle città straniere? Quelle dei paesi civili, intendo, come Francia e Inghilterra. Roma ha 2 sole linee metropolitane. A Roma non puoi circolare con l’auto a causa dei divieti (ZTL) però la metropolitana chiude alle 22. Cioè se vuoi andare a mangiare una pizza al centro, scordati della metropolitana. Certo, ci sono gli autobus. Beh, ritengo che una metropoli come Roma, si meriti delle linee metropolitana decenti. Linee che permettano di raggiungere qualsiasi punto della città. Linee che non si guastino così frequentemente. Vicino casa mia c’è la stazione della metro Colli Albani. Sono mesi che campeggiano le scritte: “lavori urgenti”. Questi lavori urgenti che durano anni, mi ricordano tanto, ma proprio tanto l’emergenza rifiuti campana che dura da 15 anni. Allora, se non vogliamo farci prendere in giro, riconosciamo il livello da terzo mondo della metropolitana di Roma. Checché ne dica l’ATAC. Quindi mi chiedo: un sindaco che non riesce a gestire una città come Roma, come può essere credibile? Come può illudere di poter gestire un intero paese? Veltrusconi? No grazie.

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Venerdì 11 Gennaio 2008

Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Salute, Lobby, Informazione, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 09:23 )

A proposito dei giornalisti e della disinformazione…
ADNKRONOS:
“Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) - Nessun danno alla salute umana legato all’attuale emergenza rifiuti in Campania. Lo assicura oggi il ministero della Salute che in una nota assicura di seguire “costantemente l’evoluzione della situazione sanitaria nella Regione”.”
CNR:
“Uno studio fatto in Campania, presentato oggi a Napoli, conferma che lo smaltimento abusivo dei rifiuti rappresenta un fattore di rischio rilevante per la salute: +9-12% di mortalità, +84% di malformazioni
Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

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Giovedì 10 Gennaio 2008

La Lombardia non vuole i rifiuti campani: inquinano!

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Moralismo, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 09:10 )

Prodi chiede l’aiuto di tutte le regioni italiane per far fronte all’emergenza rifiuti in Campania. Il governatore della Sardegna Soru è disponibile e 1.500 tonnellate di rifiuti sono in partenza per Cagliari. Quattro regioni non sono disponibili ad aiutare: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Basilicata. La motivazione logica e comprensibile della Lombardia:
“il sistema di smaltimento lombardo è parametrato sui bisogni della regione e che i termovalorizzatori non possono bruciare rifiuti ‘tali e quali’ come quelli campani”.
Giusto. Significa che le “ecoballe” create dalla Impregilo sono “finte” e non possono essere trattate dai termovalorizzatori. Le ecoballe campane, non sono altro che rifiuti impacchettati con la plastica così come sono stati raccolti. Se venissero bruciati nei termovalorizzatori, inquinerebbero. Ecco perché i cittadini campani non vogliono i termovalorizzatori. Spero di aver risposto a certi commenti che ho letto su questo blog e su altri. Commenti di persone “pulite del Nord”. Commenti di questo tipo:
“la colpa dei rifiuti in Campania è dei cittadini campani perché insistono a non volere i termovalorizzatori dicendo che inquinano. Balle. A Milano c’è un termovalorizzatore e tutti questi problemi non esistono”
Questo commento è qualunquismo, non quanto afferma Beppe Grillo. ;-)
Ad ogni modo, anche se tutto fosse a norma di legge:
“I termovalorizzatori sono responsabili della diffusione di idrocarburi aromatici policiclici, di policlorobifenile (PCB), di metalli pesanti, quali piombo, zinco, rame, cromo, cadmio, arsenico, mercurio e di furani; inoltre, come qualsiasi processo di combustione, rilasciano nell’aria polveri sottili, la cui quantità emessa aumenta al crescere della temperatura (specialmente il particolato ultrafine PM.” (fonte: Ecce Terra)
Il “qualunquista” Grillo riporta i dati sull’incidenza dei tumori in zone dove sono presenti i termovalorizzatori. Invece chi dovrebbe fare informazione (giornali e televisioni) non lo fa. Perché?

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Mercoledì 9 Gennaio 2008

Microcar e gadget elettronici in auto: un mondo alla rovescia

Archiviato in: Ambiente, Società, Salute, Automobili, Tecnologia — Maurizio ( 09:18 )

È un mondo al contrario quello nel quale viviamo. Prima notizia. Le “microcar”, le piccole automobili che si possono guidare già dall’età di 14 anni, sono sotto accusa: i sindaci di molti comuni le odiano perché nei centri storici, causano il doppio degli incidenti delle auto normali. Ovviamente, se chiedi il parere a Stefano Casalini, presidente del Gruppo Quadricicli dell’ANCMA (l’associazione ciclo motociclo e accessori), la risposta non può che essere questa:
“C’è molta confusione sulle vetturette e tutto nasce dal fatto che si continuano a paragonarli alle auto. Ma le microcar sono ciclomotori, solo molto più sicuri: io li definisco “scooter con il casco integrale”, che in questo caso non protegge solo la testa ma tutto il corpo”.
Già, perché queste “vetturette” non superano i 50 km/h. Altra notizia. Le auto saranno sempre più infarcite di gadget elettronici. La parola d’ordine è interattività. Non bastano cellulari e navigatori, in futuro ci sarà anche la possibilità di aggiornare il blog direttamente dalla propria auto. Bene, su queste due notizie vorrei fare alcune riflessioni. Primo: solo in Italia (ma la situazione ritengo sia analoga a quella di altri paesi) c’è un rapporto tra numero di abitanti e di auto circolanti, assurdo. Ci sono 58 milioni di abitanti (vecchi e bambini compresi) e 23 milioni di auto circolanti. Il mercato non dovrebbe essere saturo? Infatti è così, e se non fosse per gli “aiuti” governativi, le aziende costruttrici di automobili, sarebbero fallite da un pezzo. La FIAT è sopravvissuta grazie alla cassa integrazione – denaro pubblico – alle marmitte catalitiche (che alla fine inquinano di più di quelle normali) e ai vari euro 3-4-5-6-7-8-9 (ad libitum) che impongono l’acquisto di una nuova auto ogni due anni (altrimenti non puoi circolare). Invece di disincentivare l’uso dell’auto, lo si incentiva (microcar e gadget elettronici). Invece di limitare le vendite di auto, si studiano sistemi per aumentarle (leggere stenografico delle commissioni parlamentari per credere). Non va. Le microcar sono dei ciclomotori più sicuri, si dice. Bene, ma i ciclomotori – per definizione – sono meno sicuri delle auto. A prescindere. A 14 anni non ragioni come a 18 (ma secondo me anche a 18 non si scherza). Sei più incosciente e meno responsabile. Ma le microvetture non superano i 50 km/h, si dice. Bene, ma i crash test (andare su YouTube e vedere i filmati) dimostrano che a velocità inferiori di 50 km/h, se ci si schianta contro un muro, si schizza fuori dall’auto attraversando il parabrezza. No, tanto per dire. Ma siccome in fatto di incidenti automobilistici ci vogliamo proprio male, aggiungiamo nelle auto una miriade di fonti di distrazione. Non bastavano i cellulari. No, ora si naviga su Internet e si aggiorna il blog. Mi sembra quasi di vederli certi blogger “web 2.0 addict”. Sapete, quelli che non solo bloggheggiano ma twittano, flickereggiano, facebookkano, tumblireggiano… Quanta attenzione porranno alla guida? Hmmm, prevedo per il prossimo futuro, un aumento pauroso di incidenti automobilistici. Insomma, si inquina di più, si crea più traffico, ci si stressa di più e si rischiano più incidenti. È proprio un mondo al contrario. Un mondo più vero dovrebbe essere diverso. Mezzi pubblici efficientissimi e meno auto in circolazione, meno traffico, meno inquinamento e più soldi in tasca. Io sogno una casa in campagna e una vita all’aria aperta. Sogno un mondo dove i costruttori di auto non ti fregano con la truffa dei filtri antiparticolato (in città accumuli le particelle nocive e quando esci in campagna le liberi nell’aria). Sogno di respirare aria pura al posto del piombo e del Co2. Questo è il mondo che vorrei. Altro che gadget elettronici in auto e microcar.

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Martedì 8 Gennaio 2008

Emergenza rifiuti in Campania: questi pezzenti di napoletani!

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Moralismo, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 11:43 )

Una cosa che mi fa incazzare di brutto è leggere su blog e giornali, post e articoli che sparano a zero contro i napoletani. Passino i giornali e i telegiornali di regime, il cui scopo è mostrare “ribelli” che incendiano rifiuti, ma i blog proprio no. Non li tollero. Passino i finti reportage dei giornali (che mostrano solo teppismo e non spiegano i reali motivi), ma i blogger sono persone informate, non possono parlare per luoghi comuni. Ok, non volete leggere quello che dice Beppe Grillo sul suo blog perché lo ritenete un qualunquista che non propone nulla di costruttivo, va bene, ma almeno informatevi prima di sputare sentenze. A parte il fatto che Grillo propone delle idee per risolvere il problema dei rifiuti (quindi NON è un distruttore aizza popoli come viene spesso dipinto), ma ok, voi non vi fidate. Allora andate su Google, troverete un sacco di documenti in merito. Vi fidate di Peacelink? Di Legambiente? Cercate, informatevi, ma per favore non sputate sentenze in modo gratuito. Siccome mi sono stufato di leggere questi apprezzamenti gratuiti da parte di cittadini “puliti” dell’Italia (specie quelli del Nord) ho fatto una rapida ricerca in Rete. Sottolineo il termine RAPIDA, perché un’inchiesta approfondita richiede tempo (che non ho). Le informazioni che seguono le ho tratte da Wikipedia, Peacelink, Legambiente, Il Sole 24 Ore. La situazione dei rifiuti in Campania viene definita emergenza, eppure si tratta di problemi che durano da 15 anni. 14 anni di commissariamento straordinario che ha consentito ciò che oggi è sotto i nostri occhi. Ecco la storia.
  • 11 febbraio 1994 il Governo si accorge del problema. Viene nominato il Prefetto di Napoli come organo in grado di sostituirsi ai vari enti territoriali, per gestire l’emergenza rifiuti.
  • Marzo 1996: si affianca al Prefetto, il Presidente della Giunta della regione per pianificare un piano per lo smaltimento dei rifiuti
  • Giugno 1997: viene pubblicato il piano regionale che prevede la realizzazione di 2 termovalorizzatori e di 7 impianti per la produzione di CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti)
  • Luglio 1998: una commissione parlamentare constata che in 4 anni nulla è cambiato
  • 2001: entrano in funzione 3 impianti di produzione di CDR (Caviano, Avellino e Santa Maria Capua Vetere
  • 2002: altri 3 impianti CDR entrano in funzione (Giugliano, Casalduni e Tufino)
  • 2003: entra in funzione l’impianto CDR di Battipaglia. Arrivano alla Procura di Napoli numerose denunce, in relazione al funzionamento del trattamento rifiuti, alle discariche, ai siti di stoccaggio
  • 27 giugno 2007: la Commissione europea avvia una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la cronica crisi dei rifiuti in Campania.
  • 31 luglio 2007: la procura di Napoli deposita le richieste di rinvio a giudizio per 28 indagati, tra i quali Antonio Bassolino (commissario straordinario per l’emergenza dal 2000 al 2004), Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti (ai vertici della società Impregilo, azienda affidataria dell’appalto per la gestione dei rifiuti)
  • 28 dicembre 2007, Amato dice: “2 commissari e risolveremo il problema in 11 mesi”
Questi impianti di CDR, non sono in grado di produrre ecoballe che possano essere effettivamente eliminate in impianti di termodistruzione o termovalorizzazione (che tra l’altro non sono operativi). Perciò in tutti questi anni gli impianti di CDR hanno prodotto milioni di tonnellate di ecoballe che non si possono bruciare (in quanto produrrebbero esalazioni pericolose). La Campania rappresenta il 43% del territorio italiano inquinato e i napoletani “ribelli e pezzenti” pagano il 40% in più - rispetto alla media nazionale - come tassa sui rifiuti. L’azienda Impregilo ha creato gli impianti di CDR irregolari (che non producono vere ecoballe lavorabili ma semplicemente impacchettano i rifiuti), commissari e presidenti di regione non hanno controllato e la camorra guadagna milioni di euro. In merito al contratto firmato con la Impregilo, Bassolino risponde:
“ho firmato il contratto senza leggere”
Intanto le ecoballe non possono essere trattate nei termovalorizzatori, non possono andare nelle discariche e non si sa cosa farne. In Campania nel 1998 erano 2.456.081 le tonnellate di rifiuti. L’1,5% era raccolta differenziata. Nel 2005, su 2.806.113 tonnellate di rifiuti, solo il 10,6% è raccolta differenziata. Nel 2004 la Protezione Civile ha commissionato uno studio scientifico sulle conseguenze sanitarie della mancata gestione dei rifiuti in Campania. Ecco i risultati:
  • +9% l’aumento della mortalità maschile
  • +12% l’aumento della mortalità femminile
  • +84% l’aumento dei tumori al polmone e al fegato, linfomi e sarcomi, malformazioni congenite
Cosa si è fatto fino ad oggi? Ecco:
  • trasferimento dei rifiuti fuori dalla regione, sia in Italia che all’estero (Germania)
  • apertura di discariche, anche in deroga alle leggi vigenti
Da uno stralcio tratto da una commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti si capisce che “[…] La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di denaro […]”. I rifiuti non sono raccolti perché le aree di raccolta sono sature oppure poste sotto sequestro dalla magistratura perché fuorilegge. I rifiuti sono dati alle fiamme dai cittadini esasperati e causano emissioni di diossina e casi di intossicazione. Intanto c’è stata l’interdizione per la Impregilo. Ipotesi di reato: truffa aggravata. Bloccati 750 milioni di anticipo dovuti alle aziende dai comuni o come anticipi del commissariato emergenza rifiuti per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Stando alla Corte dei Conti si sono spesi 1,8 miliardi per l’emergenza rifiuti. La produzione giornaliera di rifiuti in Campania e di circa 8000 tonnellate. I termovalorizzatori (che poi sono degli inceneritori) non sono la soluzione perché producono micidiali polveri sottili. Molto pericolose per la salute. Ecco alcune soluzioni del “qualunquista” Beppe Grillo:
  1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
  2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
  3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
  4. impianti di bioessicazione
  5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato, il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare e il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
  6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari
Si legge su Peacelink:
“Da ormai 15 anni, la Campania è il crocevia dello smaltimento dei rifiuti provenienti da ogni regione, affare che ha fruttato, e frutta, enormi guadagni alla camorra ma anche alle altre organizzazioni criminali e ad altri individui, ci si riferisce ai cosiddetti criminali dal colletto bianco: amministratori, chimici analisti, impiegati. Per anni hanno escogitato un trucco molto semplice, chiamato in gergo “giro bolla”, che consiste nel falsificare il modulo di identificazione dei rifiuti, il Mud; formalmente loro sversano in discariche lecite, ma in realtà gettano i rifiuti in cave, fiumi e laghi. Solo nel casertano sono state sequestrate qualcosa come 1.000 discariche abusive. Ma c’è anche chi, in modo illegale e criminale, si è sbarazzato di autentiche bombe gettandole nelle discariche autorizzate per lo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani. Fin dai primi anni novanta una vera e propria holding composta da imprenditori, clan criminali, soggetti affiliati a logge massoniche e politici corrotti, ha gestito il trasporto, dal centro-nord verso il Mezzogiorno, di rifiuti industriali e urbani. Da Lombardia, Piemonte ma anche Toscana verso la Campania ma con propaggini significative nel Lazio, in Calabria, Basilicata e Puglia, TIR carichi di rifiuti finivano il loro tragitto presso discariche non autorizzate a riceverli e, soprattutto cave abusive, terreni scavati per l’occasione, riempiti di immondizia e ricoperti, aree dell’entroterra disabitate.”
Eh, sì, sono proprio dei pezzenti questi napoletani. Mica sono “puliti” come quelli del Nord…

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Mercoledì 28 Novembre 2007

MagLev Wind Turbine: i cinesi creano un eolico a levitazione magnetica che costa solo 0,7 centesimi di euro al Kw!

Archiviato in: Ambiente, Energia, Tecnologia — Maurizio ( 10:26 )

Si chiama MagLev Wind Turbine la prossima rivoluzione nel settore dell’energia pulita. Negli impianti eolici classici, gran parte dell’energia viene sprecata a causa dell’attrito delle parti meccaniche. Nella MagLev Wind Turbine, l’attrito viene quasi del tutto eliminato, grazie alla levitazione magnetica. Il risultato? 1% di energia eolica sprecata dall’attrito e 99% utilizzata per produrre energia elettrica. Una brezza di 1,5 metri al secondo è sufficiente per produrre energia elettrica. La manutenzione è ridotta ai minimi termini ed un impianto del genere può funzionare per 500 anni. 1 Kw di energia costa solo 0,7 centesimi di euro. Una turbina in grado di produrre 1 Gigawatt di energia elettrica, potrebbe alimentare ben 750.000 abitazioni. Ma chi ha ideato una tale meraviglia? Udite, udite: i cinesi! Come feci notare in un mio precedente post, i cinesi non si limitano più a copiare: ormai fanno anche innovazione, creano. I faccendieri nostrani (qualcuno ancora li chiama imprenditori) sono ancora convinti che la crisi economica dipenda dalla globalizzazione, dai cinesi, dall’euro, dal costo del lavoro. I faccendieri nostrani vedono nella flessibilità (leggi ‘precariato’) l’unica via d’uscita. Di innovazione, investimenti nella ricerca, piani industriali di sviluppo, non se ne parla. La politica ha una grave responsabilità in questo senso. Mentre noi riduciamo i costi alle imprese con il cuneo fiscale (leggi ‘regaliamo i soldi ai faccendieri’), gli altri Paesi iniziano a considerare la tutela dell’ambiente come un vero e proprio business. Vedi ad esempio il caso di Google. Infatti Google ha iniziato ad investire parecchi milioni di dollari nel settore delle fonti di energia rinnovabile. Ad ogni modo, tornando alla MagLev Wind Turbine, occorre dire che non è tutto oro ciò che luccica. La MagLev Wind Turbine infatti, è ancora a livello di concept. Ci sono problemi di natura tecnica e di impatto ambientale. Sembra infatti che per produrre i potenti magneti utilizzati da questa turbina, sia necessario utilizzare il Neodimio, un elemento chimico abbastanza raro in natura. Inoltre, una turbina da 1 Gigawatt, occuperebbe uno spazio di 100 acri (un ‘quadrato’ di quasi 633 metri per lato!?). Intanto, quelli dell’Enel, sono molto attenti ai problemi di natura paesagistica.

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Mercoledì 3 Ottobre 2007

La politica secondo me (sfogo lungooooooooo)

Archiviato in: Politica, Ambiente, Energia, Privilegi, Lobby — Maurizio ( 20:02 )

Secondo me questa finanziaria non è tutta da buttare. No. Però devo dire che si poteva fare molto ma molto di più. La mia impressione è che si stia usando la scopa molto delicatamente, mentre in realtà ci sarebbe bisogno dello spazzolone e di un detergente con forte azione sgrassante. Cosa ci si auspica da una buona politica?

Rendite finanziarie: quando i ricchi non piangono mai

Credo che nella finanziaria si sarebbe potuto aggiungere la tassazione sulle rendite finanziarie. Già, perché in media un dipendente paga alla fonte circa il 33% dello stipendio. E non può evadere. Il 33% viene sottratto direttamente dalla busta paga. Chi invece specula su azioni, compra e vende per milioni di euro, paga il 12%. Non è sperequazione? E non mi si dica che aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie si colpiscono i risparmiatori. No. I risparmiatori non esistono più da un pezzo in Italia (visto che non si riesce ad arrivare alla fine del mese, diciamo più o meno dall’entrata nell’area dell’Euro). Le rendite finanziarie perciò sono una prerogativa dei ceti ricchi, degli speculatori, dei faccendieri. Insomma, di gente come Marco Tronchetti Provera, via. Altro che lotta all’evasione fiscale!

Welfare: il pacchetto che istituzionalizzò il lavoro precario

Che altro si poteva aggiungere nella finanziaria? Una bella ritoccatina al pacchetto sul welfare? Una sistematina a quell’obbrobrio del pacchetto Damiano? Direi di si. Ormai sono in molti a dirlo: la flessibilità non riduce la disoccupazione. Il problema vero in Italia è la mancanza di lavoro. Il problema è la carenza sul versante degli ammortizzatori sociali. Il problema è il lavoro precario. Il pacchetto Damiano istituzionalizza il lavoro precario. La legge 30 (alcuni la chiamano legge Biagi) ha prodotto il lavoro precario. C’è poco da fare. Ai politici che dicono che la flessibilità è necessaria, vorrei dire: impieghiamo Maroni a progetto. Assumiamo Mastella a tempo determinato. Licenziamo De Mita perché ora dovrebbe andare in pensione. No? Beh, è facile dire “armiamoci e partite”.

Cuneo fiscale: la colpa è dei cinesi e dell’Euro

Ma io vado oltre. Secondo me il cosiddetto cuneo fiscale è stata una grossa truffa a carico dei più deboli. Già, perché sono stati dati tanti soldi agli industriali e quasi nulla ai lavoratori. Quel poco che è stato dato ai lavoratori è stato azzerato da cosette come le addizionali regionali, provinciali e comunali. Quanti soggetti ci sono che ‘addizionano’ in Italia eh? E noi a sottrarre dalla busta paga. E la Confindustria non smette mai di chiedere. Ma dico io, cari pseudoindustrialotti da due soldi, finiamola con la storia del costo del lavoro! Già, perché quando c’è crisi, la colpa è dell’Euro o dei cinesi. Ma un po’ di sana autocritica no? Allora, cominciamo con il dire che se noi inseguiamo la Cina, adottando le stesse strategie, siamo morti in partenza. In Italia il lavoro costa di più che in Cina. E’ un dato di fatto che non si può né discutere né modificare. A meno che, i nostri industriali, non vogliano far lavorare gli italiani a metà stipendio e per 12 ore al giorno. A meno che non si voglia far abitare i lavoratori all’interno dei capannoni e delle fabbriche. No, inutile tentare di mutuare i cinesi. A me sembra evidente che la strada per uscire dalla crisi economica non sia quella di ridurre il costo del lavoro ma quella dell’innovazione. E qui c’è da dire qualcosa. Già, perché i cinesi sono famosi per l’arte di saper copiare. Non per le loro idee, giusto? No. Sbagliato! I cinesi stanno cominciando a fregarci anche con l’innovazione! Tanto per fare un esempio, tempo fa i cinesi frequentavano le università americane. Beh, da un po’ di tempo sta accadendo il contrario! Già, perché gli americani si stanno interessando alle innovative strategie didattiche dei cinesi. Quanto alla tecnologia, navigando in Rete si cominciano a vedere dei prodotti tecnologici innovativi made in China. Quindi basta con i luoghi comuni. Già, e in Italia? In Italia non esistono più i Leopoldo Pirelli, gli Enzo Ferrari, i Camillo Olivetti. Quelli erano imprenditori. Senza contare quelli che ci sono stati ‘rubati’ dall’Italia. Federico Faggin (l’italiano che ha inventato il microprocessore, il cuore dei computer) ha fatto la fortuna di un’azienda che si chiama Intel. E se fosse rimasto in Italia? Gente come Faggin ha fatto ricerca negli USA. Molti ricercatori sono italiani che vivono negli USA. Già, la solita storia dei cervelli in fuga. In Italia non esistono più gli imprenditori classici. Intesi come gente che investe in idee, ricerca ed innovazione. Gente che rischia di tasca propria (e non solo con l’aiuto dello Stato). Negli altri paesi, le banche finanziano i progetti dei giovani. In Italia, le banche non vogliono rischiare neanche un centesimo di euro. In Italia ormai esistono solo i faccendieri. Gente che compra e vende aziende. Gente che specula finanziariamente. Come Tronchetti Provera per intenderci (cito sempre lui perché lo considero l’emblema del faccendierismo italiano). In Italia non c’è innovazione. In Italia le regole le dettano le banche. In Italia la politica è assoggettata ai forti poteri economici (banche e faccendieri). Altro che cuneo fiscale!

Costi della politica: è tutto un magna magna

Dopo il boom mediatico scatenato da Beppe Grillo, i politici stanno cominciando a pensare che si, forse è il caso di ridure i costi della politica. E allora cosa mettono in finanziaria? Una bella riduzione degli stipendi dei parlamentari. Ma dico io, a me non frega nulla se un Cirino Pomicino qualsiasi guadagna 20.000 euro al mese. Quelle sono briciole. A me interessano le centinaia di migliaia di addetti che gravitano intorno alla politica. Regioni, province e comuni. Con tanto di assessori, consiglieri et similia. Quando c’è da costruire un ponte, non si sa mai di chi è la competenza. Si rimpallano le competenze ed il ponte non viene costruito. Ci sono comuni con 33 abitanti dove abbiamo 1 sindaco, 1 vicesindaco, 3 assessori e 9 consiglieri comunali. Quasi la metà sono politici! Ma servono tutti? In Italia ci sono più di 8.000 comuni. Fate voi i conti. Le province servono? Non bastano regioni e comuni? Che dire dei ministeri? Non ce ne saranno un po’ troppi? Credo che quello attuale sia il Governo con il numero più alto di ministeri. Mi chiedo se – in un periodo di crisi economica – fosse davvero necessario un Ministero delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive. Mi chiedo se fosse davvero necessario un Ministero sulle Politiche per la Famiglia. Ma se in Italia non si creano più famiglie! Se fino a 35 anni i giovani restano a casa perché non trovano un lavoro fisso! Quanto costa un ministero? Quanti addetti ci gravitano intorno? Che dire dei carrozzoni come Sviluppo Italia? Sviluppo Italia non si sa bene a cosa serva. Lo scopo originario era la promozione degli investimenti dall’estero. Intanto si occupa di cosette come ‘italia.it’, un sito turistico pensato nel 2004 e nato nel 2007 che è costato 45 milioni di euro ai contribuenti. Una cifra spropositata. Enorme. Inverosimile. E di siti turistici sull’Italia ce n’erano già. Vedi l’ottimo ENIT ad esempio. Già, ma a quei tempi c’era qualcuno che doveva mangiare con italia.it. Una trasmissione televisiva come Ballarò fa un’inchiesta sull’azienda Stretto di Messina SPA e si decide di eliminarla. Un’azienda che è nata nel 1981 e per 26 anni ha bruciato milioni di euro. L’idea del ponte sullo stretto risale al 1866 e vari Governi hanno caldeggiato tale opera. Anche il Governo Prodi (che ora la ripudia). Serviva una trasmissione televisiva per accorgersi di questo spreco di soldi pubblici? Personaggi come Giancarlo Cimoli, hanno danneggiato aziende come le Ferrovie dello Stato e l’Alitalia. Queste aziende sono allo sfascio e mentre l’Alitalia riduce i costi, lui si aumenta lo stipendio a 3 milioni di euro. E siccome è riuscito a sfasciare per bene le Ferrovie dello Stato, gli hanno dato una buonuscita di 6 milioni e 700 mila euro. Ma non basta. Queste grandi aziende (ENI, ANAS, et similia) hanno dei consigli di amministrazione. I consiglieri che ne fanno parte percepiscono delle retribuzioni da capogiro. Sappiamo tutti che come cambia un Governo si cambiano anche queste poltrone. Questi sono i costi della politica. Altro che lo stipendio di Mastella. E qualunquismo affermare che è tutto un magna magna?

Risparmio energetico e fonti alternative: la centrale a carbone di Civitavecchia

Sono anni ormai che è stato ratificato il trattato di Kyoto relativo alla riduzione delle emissioni di CO2. Ormai tutti si sono accorti che i fiori sbocciano anche in inverno. E noi cosa facciamo? Bersani dice che non possiamo rinunciare al carbone per poter essere competitivi. Ma il carbone non era il combustibile fossile più inquinante? Niente da fare, la centrale di Civitavecchia deve essere a carbone. Dopo anni di battaglie, spunta una tecnologia che promette il carbone pulito. Sarà vera? Ma invece di produrre energia con il carbone o il petrolio, non potremmo consumare di meno? Il comune di Bressanone ha sostituito le lampadine dei semafori con dei LED. Prima spendeva 7.000 euro l’anno, ora ne spende 1.000. Ma Bressanone è un comune piccolo. Pisa spende 50.000 euro l’anno con i semafori. Quanto potrebbe risparmiare mettendo i LED? Quanto potrebbero risparmiare città come Milano o Roma? L’eolico non è sviluppato come dovrebbe, anzi, viene penalizzato. E il termosolare? Rubbia dovette andare a Barcellona per poter sviluppare la sua idea delle centrali termosolari. Il prototipo della centrale era già bello pronto alla Casaccia. Ma le idee di Rubbia non erano gradite al precedente Governo. Vedi il caso della centrale termosolare di Priolo Gargallo: sei anni per far decollare il progetto! Rubbia dice che una mega centrale termosolare nel deserto del Sahara può soddisfare il fabbisogno energetico di tutta l’Europa. E noi cosa facciamo? Le centrali a carbone! C’è ancora chi ipotizza il nucleare, nonostante un referendum abbia stabilito che gli italiani non lo vogliono (senza parlare di problemi come lo smaltimento delle scorie). In Inghilterra esiste un kit eolico che è alla portata di qualsiasi cittadino. Lo vendono nelle ferramenta. Lo installi sul tetto come se fosse un’antenna televisiva. E ottieni corrente grazie al vento. Avevo letto che Blair pensava di renderlo obbligatorio a Londra. Già, ma in Italia non abbiamo vento, vero? E lo sfuttamento delle biomasse? Perché non lo incentiviamo? E le auto ad alcool? In Brasile è dal 1970 che le automobili vanno ad alcool. Alcool prodotto dalla canna da zucchero, quindi pulito. Costa la metà della benzina ed inquina la metà. Il Brasile ne produce così tanto che lo vorrebbe esportare. Ma la Comunità Europea gli impone dei forti dazi per disincentivare questa sua propensione. Perché? E il biodisel? Il motore ad olio di colza?

Rifiuti ed inceneritori

In Campania i rifiuti arrivano al terzo piano. E’ per via della camorra e delle associazioni degli ambientalisti che mettono i bastoni tra le ruote alla politica. Certo. Ma una piccolissima colpa un po’ anche Bassolino la avrà? O no? Bassolino ha amministrato la regione Campania per anni. Cosa ha fatto di concreto contro l’emergenza rifiuti? Bassolino, Chiamparino, dal sud al nord, tutti sono favorevoli agli inceneritori. Quelli nuovi però eh? E non chiamiamoli più inceneritori per carità: ora si chiamano termovalorizzatori! Certo, quelli nuovi non inquinano e non producono particelle sottili, vero? Ma incentivare la raccolta differenziata no? Ridurre i rifiuti alla fonte no eh? Ad esempio: perché il dentifricio deve essere venduto all’interno di una scatola di cartone? Vendiamolo sfuso. Riduciamo gli imballaggi. Vietiamo le buste di plastica. Già, ma questo è qualunquismo alla Grillo.

Libero mercato

In Francia hanno la fibra, noi il doppino. Per chi non è un tecnico: in Francia hanno la banda larga a 100 Mbps (larga sul serio quindi) noi abbiamo l’ADSL sul cavo del telefono (i 20 Mbps di Telecom Italia). Già, perché il cavo del telefono è di proprietà del monopolista Telecom Italia. Il Wimax potrebbe ridurre il Digital Divide (molti comuni italiani non hanno l’ADSL e Telecom Italia non gliela porta perché non gli conviene investire). Il Wimax permetterebbe di telefonare via Internet con la tecnologia VOIP (che esiste da anni). Ciò significa prezzi bassi per tutti. Ma il Governo (anzi, i Governi) invece di incentivare lo sviluppo del Wimax, vorrebbero consegnarlo nelle mani dei 4 operatori telefonici (Tim, Vodafone, Tre e Wind). Negli altri paesi il Wimax non è stato dato agli operatori telefonici, noi predisponiamo dei bandi di gara che ‘regalano’ le licenze Wimax ai 4 gestori telefonici. E’ già accaduto con il WLL e l’UMTS. I gestori telefonici - che non hanno interesse ad incentivare lo sviluppo - hanno affossato queste tecnologie, imponendo prezzi vergognosamente alti. E mentre Nokia pianifica un cellulare Wimax per il 2008, noi si discute con i bandi di gara per concedere le frequenze del Wimax (dopo anni di discussioni per strappare le frequenze al Ministero della Difesa). Si sta sviluppando la TV via Internet (IPTV) da tempo. Sono varie le tecnologie che sono in ballo. In Italia? Si incentiva il Digitale Terrestre!

Conclusioni

Queste sono le cose che non vanno in Italia. Queste sono le cose che si potrebbero fare e che nessun Governo vuol fare. Governi di destra e governi di sinistra. Il DTT (digitale terrestre) è una tecnologia morta. Capisco quando venne finanziato da Berlusconi: il fratello produce i decoder. Ma perché il DTT viene finanziato anche dall’attuale Governo? Perché l’attuale Governo invece di pensare al DTT non si occupa del Wimax? Qualcuno gli dica che esiste l’IPTV, per favore, altro che canone RAI.

Ecco perché non credo più alla politica in Italia. Di destra, di centro e di sinistra.

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