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Lunedì 26 Novembre 2007

Gli animali nei circhi? Forse non tutti sanno come vengono ammaestrati…

Archiviato in: Animali — Maurizio ( 07:31 )



In Italia ci sono più di un migliaio di animali prigionieri in circa 130 circhi. Quello che vediamo noi, sono animali ammaestrati che sembrano divertirsi eseguendo stupidi esercizi comandati dall’ammaestratore. I bambini che li vanno a vedere, ovviamente non hanno colpa. La colpa è degli adulti. Già, perché forse non è molto noto come gli animali vengano costretti ad eseguire quegli esercizi. Prima di tutto occorre chiarire che gli animali devono poter vivere in libertà e non segregati all’interno di gabbie. C’è chi dice che gli animali non soffrono in quanto sono nati in cattività e non conoscono la vita in libertà. Bene, mi viene spontanea una riflessione: ipotizziamo una persona nata in carcere. Non è mai stata libera. sarà una persona felice perché inconsapevole della bellezza della natura al di fuori della cella? Non credo. E allora, visto che gli animali non sono diversi dagli uomini (gli uomini sono infatti una specie animale), perché non dovrebbero patire la cattività? Ma riflessioni a parte, i fatti sono abbastanza eloquenti. Gli animali dei circhi vengono maltrattati. Vengono costretti ad eseguire stupidi esercizi con la violenza. Non ci credete? In Rete si trovano dei resoconti agghiaccianti sulle tecniche di addestramento utilizzate dagli addestratori sugli animali. Tratto dal dossier sui circhi della LAV (Lega Anti Vivisezione):
“Se un leone ti attacca e tu gli punti la forca, lui le si butta contro e si punge; lo fa una, due, tre volte, ma poi capisce che avventandosi sulla forca si punge e allora cerca di aggirare l’ostacolo. In questo caso gli arriva la frustata una prima volta, una seconda e così via, finché si rende conto che non può attaccarti e tu lo domi gradatamente con il condizionamento” (Liana Orfei)
e ancora:
“Ma l’elefantessa, impaurita, si rifiutò. Allora, sia l’addestratore che Louis Knie persero la pazienza e ricorsero ad una asta metallica portante all’apice un uncino, il quale fu spinto e poi tirato sull’elefantessa. Si cercava di far svolgere l’esercizio in maniera corretta nel più breve tempo possibile, ma l’elefante rimaneva incapace di eseguirlo. Era giunto il momento di iniziare un piccolo inferno nella pista. Il domatore iniziava a colpire l’elefante sulle zampe fino al sanguinamento” (Hans Falk, circo austriaco Knie)
e ancora:
“Afferro una barra di metallo ed inizio a bastonare gli elefanti sulla testa con tutta la mia forza” (Jean Richard, domatore francese)
e ancora:
“Gli si danno alcuni pezzettini di carne e gliene si mettono altri davanti al naso; lei sente la carne, ma non può prenderla e il domatore centimetro per centimetro, si sposta in modo che, per addestrarla, la belva si avvicina allo sgabello fin quando, sempre inseguendo la carne, è costretta a salirvi sopra. Quando arriva sullo sgabello il domatore gliene da dieci-dodici di pezzettini. La belva va giù? Il domatore le dà la frustatina, perché ha fatto male a scendere. Poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, se va giù la picchiano, e allora va su” (Liana Orfei)
si legge sempre sul dossier della LAV:
“L’addestramento avviene condizionando i comportamenti degli animali grazie alle violenze fisiche e/o psichiche. Il risultato è un animale automizzato costretto a sottostare al gioco della frusta.”
sul sito oltrelaspecie.org, si legge:
“Durante l’addestramento gli animali vengono ‘addomesticati’ con scariche di corrente, per non parlare dei forconi e degli uncini usati per far fermare gli elefanti: sulle gambe e su altre parti molto più sensibili. I metodi crudeli vengono utilizzati dall’addestratore proprio per far capire all’animale chi è che comanda, cosa impossibile con un semplice ‘premio’ a fine esercizio.” (Paride Orfei)
ecco altri esempi agghiaccianti tratti da oltrelaspecie.org:
“La prima cosa che gli scimpanzé devono imparare è che l’uomo è il padrone assoluto. Nessuno scimpanzé, all’inizio sopporta di essere vestito, solo le punizioni lo porteranno alla sottomissione e alla perfetta obbedienza. Quando l’animale, al termine dell’esercizio, getta le braccia al collo di chi lo ammaestra è come se dicesse: “Ho fatto quello che volevi, per favore non mi castigare” Parola di addestratore. E se il babbuino osasse ribellarsi e mordere l’addestratore? Il signor Munslow, ex dipendente di un grande circo internazionale, ci spiega come risolsero la questione: strappandogli i denti con una pinza, senza anestesia. Le urla di dolore e l’impossibilità di mangiare durarono diversi giorni e la lezione servì perfettamente allo scopo. Il famoso “sorriso” che lo scimpanzé rivolge all’addestratore, non è altro che una smorfia di ansia e tensione. Parola di Desmond Morris, il più famoso etologo vivente.”
In Italia, alcune leggi ci sono, ma riguardano solo i maltrattamenti, perciò i circhi con gli animali ancora continuano ad esistere. I circhi poi, vengono sovvenzionati cospicuamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Già, perché quella dei circhi è un’attività con introiti in forte calo. Io credo che gli acquapark, gli zoo, i circhi che impiegano animali, siano tutte attrazioni diseducative. Da abolire. Sarebbe auspicabile una normativa che abolisca gli spettacoli con animali tout court. Gli animali devono vivere in natura e vanno osservati nei documentari, non nelle gabbie. Noi cosa possiamo fare? Evitare di assistere agli spettacoli proposti da circhi che utilizzano animali. Vogliamo fare di più? Ecco un volantino da distribuire.

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Lunedì 19 Novembre 2007

Io tifo per l’orca

Archiviato in: Animali — Maurizio ( 16:18 )



Io tifo per l’orca, per due motivi:
  1. è stata strappata dall’oceano per far divertire gli umani
  2. se avesse voluto, avrebbe ucciso la ragazza
Non sei d’accordo sul primo punto? Prova ad immaginare che ora, mentre mi stai leggendo, irrompono a casa tua alcuni signori minacciosi. Ti catturano. Ti portano all’interno di uno zoo con muri trasparenti. Se vuoi mangiare, li devi assecondare. Devi fare tutti gli esercizi più stupidi che ti richiedono. Che ne pensi? Quanto al secondo punto, immagina la potenza che può avere un’orca. Se solo avesse voluto, quella ragazza sarebbe stata troncata in due. Invece nel video, si vede chiaramente che la gamba della ragazza non ha riportato neanche un graffio. L’orca ha usato modi davvero gentili. Immagina quanta concentrazione occorra ad un animale di quelle dimensioni per evitare di provocare il minimo graffio. E’ come se l’orca avesse voluto dire: “vuoi giocare con me? Ora ti faccio giocare io”. Ci vuole intelligenza. Intelligenza che gli uomini non possiedono, a volte.

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Giovedì 3 Maggio 2007

I rottweiler sono cattivi?

Archiviato in: Riflessioni, Educazione, Luoghi comuni, Animali — Maurizio ( 06:41 )

Da piccolo ho avuto un sacco di animali e ‘da grande’ ho maturato la convinzione che gli animali debbano vivere liberi, non dentro quattro mura domestiche. A tutti gli ‘amanti degli animali’ che tagliano orecchie e coda ai loro cani vorrei dire: tagliatevi le vostre di orecchie: sarete più fighi! Parliamo di una razza di cani particolare: il rottweiler. Il rottweiler appartiene al gruppo dei molossi, una razza di cani selezionata dall’uomo con degli scopi ben precisi: guardia, difesa personale etc. Nei molossi viene esaltata infatti forza e resistenza. Un rottweiler maschio pesa intorno ai 50 Kg. Tratto da wikipedia: “Attenzione con i bambini:Anche se generalmente docile e amabile,se non abituato,i bambini data la loro statura possono essere scambiati per un’altro cane che minaccia il suo territorio!Inoltre il cane riconosce nel bambino una preda in quanto l’odore è diverso da quello dell’uomo adulto.”. E ancora (sempre da wikipedia): “Essendo un cane da difesa è anche da compagnia ed è indispensabile che stia vicino al padrone che lo deve educare (più che addestrare)facendolo socializzare, già da cucciolo, con altri cani, persone, anziani, bambini ed altri animali. Anche se perfettamente in grado di svolgere attività da guardia si sconsiglia di abbandonarlo a se stesso relegandolo in un giardino, recinto o appartamento per troppe ore della giornata. Il cane rischierebbe di diventare eccessivamente aggressivo e incontrollabile anche con le persone che non minacciano la sua proprietà.”. Ora vorrei dire la mia. Non è un caso che sia stata emessa un’apposita ordinanza anni fa. In questa ordinanza sono presenti 18 razze canine potenzialmente pericolose (tra cui i rottweiler). Tralascio la ’scientificità’ (tutta da dimostrare) di tale lista, però sempre di molossi si parla. L’ordinanza vieta l’addestramento di tali razze ai fini dell’esaltazione dell’aggressività. Ciò significa che questi cani sono come delle armi. Se si possiede un’arma in casa, questa può essere innocua o pericolosa. Se una pistola è custodita in un cassetto con sicura attivata, scarica e i proiettili sono chiusi in un altro cassetto, allora è innocua. Se al contrario, la pistola viene tenuta carica e senza sicura, inizia a diventare pericolosa. Io sono contrario assolutamente alla detenzione di pistole, sia cariche che scariche, anche perché è fonte di potenziali problemi. Se chi detiene la pistola è un poliziotto che osserva scrupolosamente le norme di sicurezza, allora la pistola diventa innocua. Ricollegando il discorso ai rottweiler, se questi animali vengono educati correttamente ecco il risultato che si ottiene:

Vorrei dire però un’altra cosa. Secondo me sempre di razze potenzialmente pericolose si tratta. Pare che in Italia le statistiche dicano che la razza di cani che morde di più non sia il rottweiler ma il pastore tedesco. Beh, presto spiegato: è la razza di cani più diffusa in Italia, perciò statisticamente sono più i pastori tedeschi che i rottweiler i cani che mordono. Però un rottweiler è un molosso (di 50 Kg), è un cane con caratteristiche particolari (vedi quanto detto sopra). Se vi fate influenzare troppo dal video che ho messo sopra, allora vi dico che io un cucciolo come quello che si vede nel prossimo video non lo terrei mai in casa. Fate voi…


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