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Giovedì 9 Ottobre 2008

Ad personam’s saga: niente processi per Tanzi, Cragnotti e Geronzi

Archiviato in: Politica, Scandali, Etica, Lobby, Aziende, Giustizia, Mafia, Economia — Maurizio ( 09:21 )

In sordina, nelle pieghe del decreto Alitalia, il Governo vara una norma che salva dal processo Tanzi e Cragnotti per i crack Parmalat e Cirio. Idem per l’ex presidente di Capitalia Cesare Geronzi. In sintesi: se l’impresa non fallisce, i responsabili del crack non possono essere perseguiti penalmente. Non male no? Legge passata al senato il 2 ottobre, sotto gli occhi sonnecchianti dell’opposizione. Veltroni e il suo governo ombra (più che ombra, sarebbe più corretto definirlo “governo fantasma”) dorme profondamente. RONF. RONF. Il decreto è firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Il fior fiore, insomma. La notizia è stata data durante la trasmissione di RAI3, Report. Intanto Ricucci (lo scalatore di Rcs-Corriere della Sera, Antonveneta, accusato di corruzione aggravata, appropriazione indebita, aggiotaggio) vola verso l’indulto e Coppola (imputato di bancarotta fraudolenta e falso per il fallimento della societa’ Micop) viene scarcerato e “obbligato” a stare a casa sua a Grottaferrata (delizioso e tranquillo comune romano alle porte della capitale). Tutta gente che fa parte del gruppo dei furbetti del quartierino. Insomma, ricapitoliamo: in Italia se fai il faccendiere, non rischi nulla. Puoi anche far fallire un’azienda, tanto non vai in carcere. Se poi non la fai fallire e riesci a diventare “importante” e bene apprezzato nei salotti buoni, allora magari vieni messo a capo di aziende come Telecom Italia. Non importa se non hai soldi, te li danno gli amici banchieri. Se poi l’azienda dovesse proprio andar male, non importa: vieni salvato a suon di casse integrazione. Proprio oggi la Fiat ha dichiarato di dover ricorrere a ben due casse integrazione: 4.700 operai staranno a casa. Colpa della crisi economica. Per carità: non si tratta di aiuti dati agli amici, si tratta di ammortizzatori sociali. Io però ho un dubbio: si tratta di crisi economica o di incapacità imprenditoriale? No, perché la lista è lunga: Montedison, Olivetti, Alitalia, Fiat, Cirio, Parmalat, Ferruzzi… tutte aziende fallite o con problemi. Telecom Italia e RAI sono vive e vegete grazie al canone. Facile no? Non serve produrre beni o servizi di qualità, basta attingere al grande fondo comune: le tasche degli italiani. Ma che ce fregaaa, ma che ce importaaa…

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Venerdì 26 Settembre 2008

Rapporto mondiale sulla corruzione: Italia al 55mo posto

Archiviato in: Politica, Società, Disservizi, Aziende, Giustizia, Mafia, Corruzione, Costi della politica — Maurizio ( 08:53 )

Secondo il rapporto 2008 sulla corruzione redatto da Transparency International, un’organizzazione internazionale indipendente che annualmente stila dei rapporti sulla corruzione nel mondo, l’Italia risulta essere un paese… come dire… “poco trasparente”. lo studio coinvolge 180 stati e vede l’Italia posizionarsi al 55mo posto. In un anno l’Italia è scesa di ben 14 posizioni. Osservando la tabella, troviamo la Somalia all’ultimo posto, mentre ai primi posti si collocano paesi più virtuosi come la Danimarca, la Nuova Zelanda e la Svezia. Quali sono i paesi più trasparenti e meno corrotti dell’Italia? Sopra di noi ci sono il Sud Africa (54), il Costa Rica (47), la Corea del sud (40), il Botswana (36), il Cile (23). In altre parole, nel Botswana sono molto più onesti di noi (SIC!). Ok, si tratta della corruzione percepita, ad ogni modo è pur sempre un indice molto eloquente che mostra lo stato in cui versa il nostro paese. In questa indecorosa classifica, l’Italia risulta ultima tra i paesi avanzati. Io lo dico da tempo che ormai siamo un paese del terzo mondo. Del resto non servono studi e indici per capirlo. La corruzione e il malgoverno è qualcosa di tangibile, che si tocca con mano. Prendiamo ad esempio la situazione dei disoccupati “over 40″: migliaia di persone sfruttate da decine e decine di aziende nullafacenti che campicchiano sfruttando le sovvenzioni e i finanziamenti statali. Soldi dei contribuenti che vengono utilizzati per produrre il nulla. Con il beneplacito di politici e politicuzzi vari. L’Italia è un paese di faccendieri, questa classifica non mi sorprende minimamente.

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Giovedì 18 Settembre 2008

Castelli di sabbia

Archiviato in: Politica, Aziende, Economia, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 09:16 )

Il sistema capitalistico sta crollando. Effetto domino e sfiducia degli investitori. Da uomo della strada dico che secondo me siamo arrivati al punto di non ritorno. Merito della stupidità umana. Tentare di arginare la crisi è come tentare di bloccare una bomba un attimo dopo che è esplosa: impossibile. Si tratta infatti di una reazione a catena: A non si fida più e toglie i soldi. B vedendo A fa la stessa cosa. C vedendo A e B si preoccupa ancora di più e fa la stessa cosa. Tolti tutti gli investitori, i colossi di argilla della finanza si sgretolano come castelli di sabbia. Su Repubblica un’analisi lucida della situazione. Fannie Mae, Freddie Mac, Bear Stearns, Lehman Brother, AIG: stanno crollando una dopo l’altra. In un sistema globalizzato, la crisi di un paese si ripercuote ovunque perciò prima o poi toccherà anche all’Italia. Per ora ci stiamo “sollazzando” con la crisi delle grosse aziende nazionali. Domani toccherà a banche e finanziarie. Nel frattempo in Italia, la gente acquista allegramente a credito cellulari costosi e televisori al plasma. Ma alla fine i nodi arrivano al pettine. Sempre.

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Mercoledì 17 Settembre 2008

La fine del capitalismo

Archiviato in: Aziende, Economia, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 09:19 )

Effetto domino: dopo Fannie Mae e Freddie Mac (i colossi dei mutui ipotecari), è toccato alla banca Lehman Brothers (altro colosso finanziario). Ora si teme per l’AIG (American International Group, un colosso delle assicurazioni). Gli emblemi del capitalismo americano, stanno venendo giù come pere mature. Draghi dice che è una delle crisi peggiori, il mago Tremonti dice invece che l’Italia ne uscirà vincitrice e che sarà più forte di prima. ROTFL! :-D Bizzarro… l’11 settembre, l’euro, i cinesi, a turno furono additati come colpevoli della crisi economica internazionale e - di conseguenza - italiana. Oggi crollano tutte le maggiori aziende finanziarie americane e Tremonti ci dice che la crisi non toccherà l’Italia! ROTFL al cubo con doppio avvitamento carpiato! Io, da uomo della strada, dico che speculare sul nulla, anzi, tentare di speculare persino sui debiti, è stata la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Il capitalismo sta vacillando. La pacchia sta finendo per tutti i capitalisti senza capitali. Ieri interveniva lo stato assistenzialista, oggi intervengono le cordate di privati. Domani anche i privati resteranno senza soldi. Quando ciò accadrà, allora forse qualcuno inizierà a capire. Allora qualcuno inizierà a dubitare della solidità di questo sistema. Se tiri troppo, alla lunga la corda si spezza…

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Macerie da tutte le parti: ma il lunedì si parla di calcio

Archiviato in: Politica, Società, Riflessioni, Aziende, Xenofobia, Tasse, Economia — Maurizio ( 08:16 )

Mi sono davvero stufato della stupidità umana. Torna il razzismo, tornano i venti di guerra (il controllo del petrolio la causa principale), colossi finanziari come FannieMae e FreddieMac inondati di debiti, banche che dichiarano fallimento, compagnie di bandiera in crisi (i vecchi amministratori delegati, dopo aver fatto danni, hanno ottenuto buonuscite milionarie, mi viene in mente un nome: Cimoli), emergenza prezzi, blog oscurati, ICI che ritornano, nullatenenti con lo yacht, incassi record per il fisco (no, non sono i proprietari degli yacht, sono i poveracci che chiudono bottega perché divorati dalle tasse), inflazione in crescita. Ma quando la finiremo di sopportare tutto questo? Quando usciremo dal letargo? Quando finiremo di farci imbambolare dalla tivvù? E mentre accade tutto questo, il lunedì - immancabilmente - nei posti di lavoro si discute di calcio. CALCIO. Questo è l’unico dio degli italiani. Io invece mi sento uno schiavo sfruttato da troppo tempo ormai. Qui occorre mettere mano ai forconi. Ma qualcosa si muove: alcuni cittadini iniziano a controllare i prezzi per denunciare gli aumenti irregolari. Visto che i politici DORMONO

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Mercoledì 6 Agosto 2008

Faccendieri

Archiviato in: Scandali, Disservizi, Lavoro, Monopolio, Lobby, Aziende, Giustizia, Tasse, Economia — Maurizio ( 08:00 )

Perché Telecom Italia ha 23 milioni di linee telefoniche e 4 milioni di guasti? Perché ci sono molti comuni italiani che viaggiano ancora con i modem a 56 kbps? Perché il 187 non funziona? Perché non abbiamo una banda larga decente in Italia? Perché non riusciamo a colpire i grandi evasori fiscali italiani? Perché Telecom Italia annuncia 5.000 esuberi entro il 2010 (ma i sindacati ne temono 10-12.000)? Perché l’economia italiana è in crisi? Per via del costo del lavoro? A causa dell’euro? A causa dei cinesi? No. La colpa è che ormai in Italia non esistono più gli imprenditori. Sapete, quelle persone che investono in risorse, ricerca ed innovazione. Quelle persone che sviluppano un’idea geniale e producono qualcosa di buono. Ormai in Italia esistono i faccendieri. Gente che non riutilizza gli utili delle aziende per fare ricerca e innovare ma unicamente per profitto personale. Gente che compra e vende titoli senza pagare un euro di tasse. Gente che possiede conti cifrati all’estero. Gente che utilizza aziende off shore per gestire montagne di denaro che non si sa da dove vengono e non si sa dove vanno a finire. Gente che non viene mai perseguita dai magistrati e dalla Guardia di Finanza. Insomma, gente come questa.

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Venerdì 1 Agosto 2008

Perché in Italia i “responsabili” non sono mai responsabili?

Archiviato in: Scandali, Disservizi, Aziende — Maurizio ( 08:53 )

In un paese del terzo mondo come l’Italia, se vai su una carretta di stato, ti becchi le zecche. In un paese del terzo mondo come l’Italia, la posta non arriva. Dopo 10 giorni, ancora non ho ricevuto il certificato assicurativo della macchina. Spedito da Genertel il 19 luglio e mai arrivato a destinazione. Merito delle Poste Italiane. Grazie! Se ci si prende la briga di leggere sui forum di Ebay, si scopre che molti venditori italiani utilizzano i corrieri privati. Si scopre anche che molti venditori stranieri spediscono ovunque tranne che in Italia. Motivo? I pacchi spariscono, vengono aperti e trafugati, non arrivano a destinazione, arrivano dopo settimane. Ci sono depositi enormi pieni di pacchi mai arrivati. Giacciono lì da anni. Cose così, insomma. Però c’è Brunetta che se la prende con i fannulloni, cazzo! Eh! Brunetta? Perché non ce la prendiamo con i manager? Con i dirigenti? Con i responsabili? Un pacco non arriva a destinazione? Una bella lettera di richiamo al responsabile dell’area. Al terzo pacco non arrivato, il responsabile viene licenziato. Vogliamo scommettere che le Poste Italiane diventano migliori dei corrieri privati? Altro che colpire i fannulloni.

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Giovedì 31 Luglio 2008

Carbone pulito: il Co2 fa paura? Nascondiamolo!

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Salute, Energia, Aziende — Maurizio ( 09:28 )

Ecco le parole di Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico:
“[…] Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro […]”
Dai, non stiamo a sottilizzare. Qualche vita umana in più, qualche vita umana in meno… che vuoi che sia! Del resto siamo 6 miliardi di individui sulla terra. L’importante è andare avanti con le tecnologie “pulite” (carbone, nucleare). Qualcuno dica a Scajola che il carbone è il combustibile fossile più inquinante che c’è, per favore.

Ecco ora le parole di Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica:
“[…] Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso […]”
Ma chi se ne frega del parere di un premio nobel: noi abbiamo Scajola! Insomma, siamo alle solite: mentre negli USA abbandonano il carbone pulito, in Italia lo si fa partire. Ricapitoliamo: emissione di nanopolveri nell’atmosfera (roba che fa venire i tumori, per intenderci), emissione di Co2 (il biossido di carbonio che produce l’effetto serra e che il trattato di Kyoto vuole ridurre). Loro però, lo chiamano: “carbone pulito”. Per il Co2 infatti, state tranquilli. Nessun problema: lo stocchiamo sotto terra! Un po’ come le scorie radioattive delle centrali nucleari. Sì, esatto, quelle che hanno contaminato le falde acquifere di Tricastin. Sì, quelle che hanno contaminato 100 operai francesi. C’è un dato di fatto indiscutibile però: su questa terra, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In altre parole, dove c’è una combustione, si brucia ossigeno e si crea anidride carbonica (Co2). Lo sanno anche i bambini. Eccole le politiche energetiche ecosostenibili italiane. Il Co2 è pericoloso? NASCONDIAMOLO sotto terra. In altre parole: occhio che non vede, cuore che non duole.

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Martedì 29 Luglio 2008

Le zecche delle carrette di stato

Archiviato in: Politica, Scandali, Disservizi, Aziende — Maurizio ( 08:54 )

Una passeggera su una nave della Tirrenia è stata assalita dalle zecche:
“Sentivo prurito su un braccio - racconta - e mi sono accorta che ero completamente coperta da zecche dalla testa ai piedi. Ce n’erano a centinaia, di tutte le dimensioni. Ho sempre avuto cani quindi ho capito subito che erano zecche” (Repubblica.it)
la risposta della compagnia è stata:
“La società è molto dispiaciuta per quanto successo alla passeggera, è la prima volta in assoluto che, in tanti anni di navigazione, si manifesta una cosa del genere”
in effetti sembra una storia da terzo mondo, non è vero? Eppure la cosa non mi stupisce. Circa un anno fa, il buon Fabrizio Gatti (un vero giornalista) scriveva un reportage sulla situazione delle “carrette di stato” della Tirrenia. Questo è il sottotitolo:
“Traghetti vecchi, nessun controllo, informazioni oscure, ruggine e incuria persino sulle scialuppe. In viaggio sulle carrette di Stato della Tirrenia”
La Tirrenia di Navigazione S.p.a. è una compagnia di navigazione italiana controllata dalla Fintecna. La Fintecna a sua volta, è controllata direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Ministro: Giulio Tremonti). lo scopo della Fintecna? Si legge su Wikipedia:
“Fintecna Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi SpA, è stata costituita nel 1993 (Governo Ciampi: DC-PSI-PLI-PSDI) con il compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell’ingegneria civile e impiantistica facenti capo all’IRI.”
Insomma, noi paghiamo le tasse, il Ministero dell’Economia e delle Finanze prende i nostri soldi e crea Fintecna, con lo scopo di ristrutturare aziende come la Tirrenia. La Tirrenia non ristruttura una mazza. C’è qualcosa che non va in questo meccanismo o sbaglio? Perché gente come Cimoli distrugge Ferrovie e Alitalia e viene premiata con buonuscite milionarie? Poi dice che uno s’incazza. Brunetta? Invece di pensare agli impiegati fannulloni, perché non ti occupi dei dirigenti ladroni?

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Martedì 22 Luglio 2008

Tutta colpa di Tavaroli. Tronchetti-Provera estraneo?

Archiviato in: Scandali, Sicurezza, Aziende, Giustizia — Maurizio ( 14:35 )

Il Corriere sottotitola: “Chiusa l’inchiesta, in 34 verso il processo: corruzione e appropriazione. Indagate Telecom e Pirelli, non gli ex manager Tronchetti Provera e Buora”. La Repubblica invece titola: “Tavaroli: «Tronchetti mi ordinò un dossier sui soldi ai ds»”. L’Unità invece, titola: “Caso Telecom, i pm: la società non impedì i reati”. Insomma, alla fine si chiude l’inchiesta e Tavaroli risulta indagato, a Telecom Italia viene contestata la violazione della legge 231 del 2001 (della serie: “dovevate stare più attenti e controllare i vostri dipendenti”) e Tronchetti-Provera risulta estraneo alla vicenda, ignaro di tutto. Insomma, si raccolgono qualcosa come 5.000 dossier illegali, si scopre un network clandestino di intercettazioni immenso, si spendono milioni di euro per alimentare il network e Marco Tronchetti-Provera, l’ex Presidente di Telecom Italia, nonché azionista di maggioranza è ignaro di tutto. Dobbiamo crederci?

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