Domenica 30 Marzo 2008
BlogBabel, OKNOtizie, Kilombo: i “servizi” 2.0 degli italiani
Nel 1995 scoprii Internet. Ne rimasi affascinato. Cominciai a studiarne i protocolli e i servizi, gli RFC, i FYI, a leggere riviste del settore, libri specializzati. Allora non c’era ancora il web, meno che mai il “web 2.0″. Allora tutto era rigorosamente testuale, Google non esisteva, c’erano Gopher e Veronica, non esistevano le chat, ma esisteva IRC, i newsgroup. La Rete era anarchicamente democratica. Poi arrivò Google, arrivarono i blog, il web 2.0. Grandi innovazioni insomma. Poi però… arrivarono anche gli italiani. Gli italiani con tutta la loro carica di individualismo e di “furbizia”. Gente scaltra che alla collettività non pensa minimamente. Gente che privilegia l’interesse personale. Gente che si fa avanti grazie alle amicizie. Gente che non conosce la meritocrazia. Spuntarono così “servizi” come BlogBabel, Kilombo e OKNOtizie. Iniziarono così i dolori. Qualcuno dirà che sono polemico ed ingiusto nei confronti di chi si “fa il mazzo” per “il bene della collettività”. È vero, sono polemico. Ma è più forte di me: dico sempre quello che penso. Ho molti difetti e la sincerità estrema è uno di questi. Lasciatemelo dire con forza: la collettività non ha bisogno di questi “servizi”. Anzi, ritengo che tali “servizi” la danneggino. Non visitavo più BlogBabel da tre mesi. Stessa cosa con Kilombo (dove scrissi 3 o 4 post). Ad OKNOtizie hanno pensato direttamente loro a “bannarmi”. Già, perché quando sento puzza di bruciato, lo dico ai 4 venti. Di sicuro non ho i peli sulla lingua. La gente non ama molto sentirsi dire le cose, preferisce evitare. Se non ci riesce, ti impedisce di parlare tout court. La Rete è libera? Non lo so, fatevelo raccontare da quelli che hanno messo il video su Youtube e se lo sono visto far rimuovere. Per ora, reggono ancora i blog. I politici sono anni che tentano di imbavagliare la Rete. In Italia ci hanno provato con 3 o 4 decreti. L’ultimo è quello Levi. Fino a quando i blog saranno liberi però, ognuno potrà esprimere la propria opinione. Scopro oggi che BlogBabel ha intenzione di riaprire in Spagna. Dopo l’esportazione della mozzarella di bufala (con annessa diossina), ora tocca ai “servizi 2.0″. Che dire? Secondo me il commento più azzeccato lo ha espresso lui. Qualcuno poco informato, leggendo questo mio post potrebbe chiedersi: “perché mai questo qui ce l’ha a morte con quei siti?”. La risposta è semplice: perché odio censure, bavagli, epurazioni, privilegi, raccomandazioni, “amichetti”, furbetti del quartierino, arrivismi, trucchetti. Perché amo la libertà di espressione e la meritocrazia. Perché amo l’informazione vera.
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Martedì 25 Marzo 2008
Avevo detto che non facevo nomi, ma sono uno scellerato
Nel post precedente, ho parlato di BlogBabel. Poi ho anche detto di aver riscontrato anomalie su alti siti, ma senza fare nomi. Il motivo? Correttezza. Ma poi sapete, più ci penso e più ci rimugino e meno mi pare giusto. Allora diciamo di chi si tratta. In Italia c’è un sito di social network molto trafficato. Forse è il più trafficato. Si chiama OKNOtizie. Lo frequentavo saltuariamente da circa un annetto. Da ieri ho deciso di non frequentarlo più. In passato, altri utenti hanno abbandonato quel sito. Io ho riscontrato delle anomalie nel servizio e delle combriccole che ne impediscono un uso democratico e meritocratico. L’ho fatto notare e sono stato condannato e trattato da pazzo o ubriaco. Bene, dovete sapere che in privato o nei commenti, alcuni singoli utenti ammettono di aver riscontrato anomalie, ma purtroppo se ne guardano bene dall’ammetterlo pubblicamente. Devo dire che li capisco, visto il trattamento che mi è stato riservato. Ti senti solo contro tutti, nessuno ti appoggia, eppure sai che certe opinioni sono condivise da molti. Ad ogni modo, non voglio fare una polemica nel mio blog. Voglio solo elencarvi un po’ di link. Link a post scritti da utenti di OKNOtizie. Post di lamentela. Eppure da questi utenti non ho ricevuto sostegno (nel senso di voti OK, per chi frequenta OKNOtizie). Ecco perché ho deciso di non scrivere più su un sito che - francamente - mi ha disgustato. Ecco i link:
Sento spesso le persone dire frasi del tipo: “ma che ti frega, ci sono cose più importanti nella vita”. Bene, queste persone non hanno capito che non si sta parlando di giocattoli, si sta parlando di democrazia e di principi. Sapete, la situazione di alcune parti della blogosfera italiana, rappresenta perfettamente l’Italia. Poi però non ci lamentiamo dei politici corrotti, di Berlusconi, di Prodi o D’Alema! Già, perché questa gente è stata votata, non è scesa sulle poltrone per opera dello Spirito Santo. Inoltre questi politici rappresentano bene gli italiani che, nel loro piccolo, fanno le loro piccole porcate. Basta visitare siti come BlogBabel od OKNOtizie.
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Cronaca di una morte annunciata: Blogbabel sospende il servizio
Blogbabel ha chiuso temporaneamente i battenti. Blogbabel è una raccolta di blog italiani (circa 12.000). All’interno di Blogbabel è presente una classifica dei blog registrati nel sito. La classifica di Blogbabel - è bene dirlo subito - non è attendibile. Il problema è che da molti Blogbabel viene considerata la classifica ufficiale dei blog italiani. La stampa ufficiale considera tale classifica come la rappresentazione della blogosfera italiana. Niente di più falso. I blog italiani non sono 12.000 ma molti di più. Blogitalia ad esempio, ne conta più di 28.000. Escludendo Beppe Grillo, nelle prime posizioni erano presenti blog con un migliaio di visitatori giornalieri (questo almeno qualche mese fa). Vi dico solo che ho un sito che non è un blog e che non aggiorno più da un anno forse, che viaggia ancora sui 1.500 visitatori al giorno. Arrivare a quelle cifre, con un blog non è difficile. Ma il punto è che una classifica dei blog più autorevoli o più letti, dovrebbe essere stilata prendendo in considerazione parametri come il numero dei visitatori di ciascun blog oppure i voti dei visitatori. Invece Blogbabel prendeva in considerazione il numero di link in entrata di ciascun blog. Bizzarro. È come se al festival di S. Remo, Ramazzotti vincesse non grazie ai voti della giuria e del pubblico ma grazie a quante persone parlano di lui. Davvero folle. Questi criteri hanno creato due effetti collaterali: una classifica distorta e il proliferarsi di trucchi e stratagemmi vari per scalare la classifica stessa. Infatti, visto che l’unico criterio per arrivare in cima alle classifiche è il numero di link, alcune persone hanno pensato bene di promuovere concorsi e catene di S. Antonio. Della serie: vuoi vincere un telefono cellulare da 500 euro? Piazza un bel link sul tuo blog al mio blog. Ci sono stati poi gli alberi di Natale, gli auguri con i cin cin e via discorrendo. La cosa ancora più bizzarra poi è che il tuo blog poteva essere “catturato” all’interno della classifica di Blogbabel a tua insaputa. Non basta: qualora ti fossi accorto di essere stato “risucchiato” ti dovevi mettere l’anima in pace, perché era impossibile farsi cancellare dai loro archivi. Certe situazioni accadono solo in Italia. Chissà perché. Forse perché in Italia, ognuno si crea dei giardinetti felici e intreccia “rapporti di amicizia”. Si creano piccole cricche e mafiette che non hanno nulla da invidiare - nello spirito - a quelle grosse e decisamente più dannose. Poi è inutile essere ipocriti e prendersela con i politici nostrani: costoro sono lo specchio dell’Italia. Gente individualista ed ipocrita. Non entro nella polemica che - vi assicuro - è andata avanti per mesi. I gestori del servizio hanno effettuato degli aggiornamenti e in un giorno ci sono stati blog che hanno scalato o perso 600 posizioni. Vi dico solo che non visito più Blobabel da 3 mesi. Blogbabel ha sospeso il servizio - con una manovra ad effetto - dopo mesi e mesi di polemiche. Beh, ma se vi siete stufati delle polemiche, perché sospendere il servizio quando lo si può chiudere definitivamente? Ora sto notando delle anomalie similari su altri siti di cui non faccio il nome. Gente, queste cose richiedono tempo, ma alla lunga, i nodi arrivano al pettine.
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Lunedì 11 Febbraio 2008
Ebbene sì, alla fine, gira e rigira è capitato anche a me
Lo sapevo che non scappavo. Se hai un blog, mettiti il cuore in pace: prima o poi ti tocca. Ho appena ricevuto la nomination al premio “D eci e lode”. Si tratta di un premio che chiunque può dedicare a qualsiasi blog che ritiene meritevole di citazione. La motivazione è libera. Audrey ha pensato bene di assegnarlo anche a me. Ma non è tanto il premio che mi lusinga, quanto la sua motivazione (visitate il link qui sopra per scoprirla). Eh! Queste donne mi mettono sempre in imbarazzo.
Ora, come da regolamento, devo premiare almeno un blog. Avrei voluto inserire Terrorpilots, ma lo hanno già citato in tanti, perciò evito di segnalarlo anch’io. Ecco le mie nomination:
- Il Pane e le Rose, che ha chiuso da poco e ha aperto una nuova casa. Oggi si chiama Bread & Roses. Gli appassionati di cinema avranno già capito dal titolo, lo spessore di questo blog. La motivazione: uno dei migliori blog politici gestito da una ragazza, di tutta la blogosfera italiana. Questo blog riesce a coniugare intelligenza politica con sensibilità femminile. Ho esagerato? Beh, visitatelo. Iniziate dal primo (il Pane e le Rose), perché quello più nuovo è aperto da pochi giorni.
- Unoenessuno. Motivazione: volete un riassunto dettagliato delle puntate di Report, AnnoZero o Ballarò? Volete leggere un blog sempre aggiornato politicamente e attento ai fatti politici quotidiani? Visitatelo. Un blog intelligente e interessante. Lo consiglio.
- Aghost. Motivazione: uno dei migliori blog generalisti che abbia mai letto. Intelligente, arguto e con opinioni spesso identiche alle mie. Lo consiglio a tutti coloro che non lo conoscono ancora.
- Last but not least, Susanita. Che dire di questo blog? È essenzialmente un photoblog, ma non solo. L’autrice è una meravigliosa giornalista fotografa imprenditrice precaria. Se non ti colpiscono le sue fotografie, allora ti colpiscono i suoi post. Io la definisco una donna-bambina, perché ha mantenuto nel tempo la fantasia e la creatività tipiche dei bambini. Le storie che scrive, le leggi incantato come un bambino che ascolta per la prima volta una fiaba. Già, perché tu diventi bambino quando la leggi, è assicurato. Attenzione: il rischio di innamorarsene è molto alto. Siete stati avvertiti.
Ora, miei cari nominati, tocca a voi. I gestori dei blog che ho citato, sono tenuti a continuare la catena delle nomination. Non potete sottrarvi. Non ci sono riuscito nemmeno io. Queste cose sono come il trenino che si fa l’ultimo dell’anno: volente o nolente ti coinvolgono. Quindi, cosa dovete fare? Ecco il regolamento:
- esporre il logo del “Premio D eci e lode” con la motivazione per cui si è ricevuto il premio
- linkare il blog di chi ti ha assegnato il premio (questo)
- inserire il regolamento (questo)
- premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione
Ora però devo dire una cosa da perfetto bastian contrario (visto che mi definiscono tutti a tal guisa, allora almeno approfittiamone). Dunque, siccome sono contrario alle catene di S. Antonio, siccome sono contrario a linkare il primo blog, quello che ha dato origine alla catena (per motivi che non vi sto a elencare qui), non vi dico come fare per reperire il logo del premio. Chi è fortemente motivato a far proseguire il MLM del link, se lo cerchi da solo. Ho aderito solo perché trovo utile far conoscere blog interessanti. Se volete, potete scoprire tutti i blog che partecipano all’iniziativa: basta seguire i link a ritroso (partendo da questo).
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Giovedì 10 Gennaio 2008
Casta vs Grillo: 1-0
Ormai sono rassegnato. L’Italia è un paese irrecuperabile. Una nazione dove i mafiosi governano a suon di leggi ad personam. Una nazione dove “onorevoli” condannati siedono in Parlamento. Una nazione dove le “emergenze” durano 15 anni. Una nazione dove i politici e i conflitti di interessi sono una cosa sola. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per evitare accuratamente di legiferare sul conflitto di interessi. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per consentire l’entrata in politica di persone colluse con la mafia. Una nazione dove magistratura ed esecutivo non sono indipendenti. Una nazione dove la Costituzione viene calpestata quotidianamente. Una nazione dove i magistrati onesti vengono denigrati ed ostacolati. Una nazione dove chi commette reati non viene condannato. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione fa disinformazione. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione denigra i magistrati onesti (vedi De Magistris o Forleo). Una nazione dove la criminalità organizzata non è estirpabile in quanto è un tutt’uno con la politica. Una nazione con 4 milioni di lavoratori precari. Una nazione che ha il record mondiale di auto blu (che costano mezza finanziaria). Una nazione che è al 35o posto come libertà di stampa (fonte RSF). Una nazione che è alll’84o posto come pari opportunità (fonte WEF). Una nazione dove tv e giornali mostrano i cittadini esasperati come dei “ribelli” che appiccano il fuoco ai rifiuti. Una nazione dove tv e giornali non denunciano le vere cause di un problema che in Campania dura da 15 anni. Un problema dove aziende, camorra e amministrazioni locali sono invischiati in sordidi traffici. Una nazione ridotta al lastrico a causa di politiche criminali. Politiche “legittimate” da tv e giornali accondiscendenti, che invece di occuparsi dei problemi qui esposti si occupano di temi futili. Ecco l’ultima “agghiacciante” inchiesta dell’Espresso: l’intervista mancata a Beppe Grillo. Questa è l’informazione di qualità (prendo a prestito il titolo del blog dove l’ho letta) che c’è in Italia. Informazione che fa riflettere. Informazione che scava all’interno dei problemi. Ebbene, Beppe Grillo è un comico. Non è un politico. Non è un giornalista. Un comico che con la satira scuote le coscienze assopite degli italiani. Un comico che ogni tanto dice qualche stupidaggine, per carità. Io stesso le ho evidenziate in alcuni miei post. Qual è il problema? Non esiste uomo che non abbia mai detto qualche stupidaggine nella sua vita. Basti considerare i politici dei governi passati e quelli che governano in questo momento. Si va dalle frasi sui kapò a quelle sui bamboccioni. Errare è umano. Un comico - a differenza di un politico - può permettersi di dire qualche sciocchezza. Un comico può anche rifiutare le interviste. Semplicemente non è tenuto a rilasciarle. Ma in questo caso commette un errore di valutazione grossolano. Già, perché l’astuto “giornalista” gli tende la trappola e lui ci casca. Scatta subito il post “punitivo”. Domande tendenziose e pretestuose che dovrebbero far indignare qualsiasi persona onesta. Il condizionale è d’obbligo, perché a leggere i commenti qua e là, per molti le cose stanno diversamente. Un post dal cui titolo già si evince l’opinione di parte del giornalista che - ricordo - dovrebbe fare informazione in modo imparziale, neutrale. Scevro da pregiudizi. Ma credetemi, la cosa che più mi rattrista non è l’operazione marchettara di chi deve difendere la poltrona dal terribile attacco del V-Day del 25 aprile. No, la cosa che più mi rattrista sono gli italiani che commentano estasiati il magnifico post del “giornalista”. Italiani che pretendono spiegazioni dal comico. Come se rilasciare interviste fosse cosa dovuta. Italiani che non si rendono conto della discarica di disinformazione all’interno della quale sguazziamo noi tutti. Italiani abilissimi a contemplare il dito ma totalmente incapaci di intravedere la luna. I giornalisti hanno un potere enorme. Forse più dei politici. I giornalisti possono prendere un magistrato onesto come la Forleo e farlo diventare una persona pazza furiosa agli occhi dell’opinione pubblica. Una persona ridotta all’impotenza. Oppure prendere un mafioso e mostrarlo come un benefattore. Un comico ha l’ardire di difendere tali magistrati. Un comico e pochi sparuti giornalisti veri. Un comico ha l’ardire di parlare dei problemi reali dell’Italia. Un comico osa fare un po’ di quanto dovrebbero fare i giornalisti: informare. Un comico osa attaccare la casta dei giornalisti. Errore imperdonabile. La casta si difende. E ci riesce benissimo, accidenti. Del resto è forte di decenni di esperienza in tal senso. Sa come manipolare l’opinione pubblica. Così quanto accadde alla Forleo (la gogna mediatica), oggi è accaduto a Grillo. E gli italiani hanno applaudito. È uno strano paese l’Italia: i veri giornalisti come Travaglio vengono denigrati e i falsi giornalisti (che non cito) vengono idolatrati. Si, idolatrati è il termine più appropriato in questo caso.
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Sabato 5 Gennaio 2008
I blogger italiani furbetti ignorano lo scopo e la funzione del LINK
Comincio ad avere la nausea degli italiani. Noi abbiamo politici corrotti perché votati da italiani corrotti o idioti. Nella blogosfera italiana accade la stessa cosa. Orientalia4All è giunta alla mia stessa conclusione: la furberia malsana e dannosa degli italiani imperversa anche nei loro blog. Alcuni blogger furbetti danneggiano tutti gli altri con sporchi e - lasciatemelo dire - PUERILI trucchi. Il danno che arrecano è enorme, non si tratta semplicemente di scalare la classifica di Blogbabel. Siccome alcuni mi hanno suggerito di fregarmene delle classifiche, vorrei prima di tutto chiarire una cosa: a me non frega una mazza della classifica di BB, non mi ha mai interessato e mai mi interesserà. Chiaro? Il punto è un altro. Questi “blogger” danneggiano tutti gli altri su Google, altro che BB! Cerco di spiegarmi meglio. Vi ricordate dello scandalo del sito di turismo “italia.it”? Un sito che ci è costato 45 milioni di euro. Bene, molti blogger si arrabbiarono moltissimo di questi soldi spesi male. Giusto. Io mi indignai dal 2004. Per protesta, alcuni di loro usarono un “trucchetto” - la tecnica del Googlebombing - grazie al quale quando una persona andava a cercare la parola “italia.it” su Google, come primo risultato, al posto del sito italia.it, appariva una pagina che parlava di escrementi, di deiezioni, di merda via. Come sono riusciti a far questo? Usando i link in modo opportuno. I blogger in questione, organizzandosi con il passa parola, scrissero tutti un post su italia.it e piazzarono un link ad una pagina ben precisa. Una pagina che parlava di escrementi. Per caso questa situazione vi ricorda gli alberelli di Natale o gli auguri di fine anno? Bravi, avete afferrato il concetto. La conseguenza di questi trucchetti è la seguente: ipotizziamo il blog A che cazzeggia e parla di aria fritta e ipotizziamo il blog B che parla di cani. Il blog B è una vera enciclopedia sui cani, mentre il blog A ha scritto 2 anni fa una post dove racconta del Labrador di un suo amico. L’unica volta in vita sua che ha parlato di cani. Ci siamo fin qui? Bene, ipotizziamo ancora che il blog A sia dedito ai trucchetti con i link. Ora ipotizziamo che tizio sia interessato ai cani. Tizio va su Google e digita la parola “Labrador”. Cosa accade? Apparirà al primo posto il blog A cazzeggione, mentre il blog B enciclopedia, magari si troverà alla posizione 5.672. Quando fate una ricerca su Google, vi limitate a visitare i primi siti che vi vengono riportati o vi andate a leggere tutti i siti fino a quello numero 5.672? È chiaro, no? Il blog B, quello enciclopedia, sarà invisibile. Il blog A cazzeggione sarà visitato. Alla fine della fiera, Tizio esclamerà: “cazzo, non riesco a trovare un blog che parla di cani manco a pagarlo!”. È un po’ più chiaro perché sono incazzato con questa gente? Appello rivolto a tutti i tecnici che ottimizzano i siti (SEO, Search Engine Optimizer), a tutti gli smanettoni, a tutti i furbetti, a tutti i super-mega-espertoni: la mia spiegazione è volutamente grossolana e quindi imprecisa, perché questo post non è indirizzato ai tecnici ma a tutti. Anche alla signora di 70 anni che parla del suo gatto e non sa neanche cosa sia un SEO. Quindi, per favore, evitate commenti tecnici del tipo: “le cose non stanno esattamente così” o “Google ha posto rimedio al problema del Googlebombing” o roba del genere. I dettagli tecnici non interessano. Qui interessa solo evidenziare il problema. Gli algoritmi di ranking di Google, sono segreti come la ricetta della Coca Cola. Al massimo si può intuire qualcosa. Però di sicuro un uso scorretto dei link danneggia tutti. Grazie.
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Venerdì 4 Gennaio 2008
Ma Blogbabel, rappresenta la blogosfera italiana?
Un interessantissimo post di Enrica (che condivido al 100%) ha fornito lo spunto per alcune riflessioni sulla rappresentatività di BlogBabel della blogosfera italiana. Ogni giorno, nascono nel mondo qualcosa come 175.000 blog. È una stima, in quanto il numero esatto non è dato saperlo. Infatti, forse non tutti sanno che lo stesso Google riesce a scandagliare solamente l’1% del web esistente. Il 99% rimanente, il cosiddetto deep web (o web invisibile) è praticamente irraggiungibile tramite una ricerca su Google. Ora, se parliamo di blog o di siti web, poco cambia. Non conosco il funzionamento di Blogbabel (compresi eventuali crawler utilizzati) ma dubito che ciò che non riesce a Google possa riuscire a Blogbabel. Questo per dire che, pur riconoscendo l’utilità di Blogbabel, pur riconoscendo lo sforzo degli sviluppatori che hanno creato la relativa classifica, bisogna riconoscere che la blogosfera italiana non può essere rappresentata da Blogbabel. Ci sono troppi blog italiani non presenti in quella classifica. Da una rapida ricerca con Blogsearch di Google, in circa mezz’ora ecco cosa ho trovato:
Blogbabel ignora l’esistenza di questi blog. Cercandoli nel suo database, ottengo la seguente risposta: “nessun risultato trovato per il termine di ricerca”. E sono blog attivi da mesi. Aggiornati ad oggi. Non sono blog aperti anni fa e mai aggiornati. Ma io sono un uomo, non un computer. Non sono uno ’spider’, un ‘robot’ che scandaglia la rete 24 ore al giorno. A mano è molto più difficile trovare nuovi blog. Infine vorrei evidenziare un’altra cosa. Secondo la classifica di Blogbabel, in 19 giorni il mio blog è passato dalla posizione 1.677 alla 2.749. Ha perso più di 1.000 posizioni. Non male no? Calcolate che le statistiche presenti sul mio server (quelle sì che sono attendibili al 100%) mi dicono che i visitatori del blog sono rimasti costanti. Bizzarro, vero? Tutto questo discorso nasce da un punto fondamentale: purtroppo, per quotidiani come Repubblica e Corriere, Blogbabel rappresenta la blogosfera italiana. Se permettete, dissento.
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Giovedì 3 Gennaio 2008
Appunti di grammatica italiana
Uno dei motivi che mi ha spinto ad aprire questo blog è il piacere di scrivere. La soddisfazione massima la raggiungerei scrivendo un libro, ma non credo sia il caso di avventurarsi in storie troppo complicate e probabilmente fuori dalla mia portata: accontentiamoci di qualche post, almeno per ora. Ad ogni modo, anche la scrittura di un semplice post è un’attività che richiede un discreto impegno. Tralasciando per il momento i contenuti, vorrei soffermarmi sulla forma. Una cosa che viene spesso sottovalutata è sicuramente la grammatica italiana. Anche se può sembrare un problema facilmente aggirabile con un semplice correttore ortografico, spesso la soluzione non è così semplice. Per questo motivo, ho deciso di rimettermi a studiare la grammatica italiana! Il mio metodo di studio preferito è imperniato sugli appunti. L’idea che sta alla base è quella di creare una sorta di piccola guida, annotando di volta in volta le cose nuove che apprendo. La prima cosa da fare quando si inizia lo studio di qualsiasi cosa è stabilire il proprio livello di dimestichezza con la materia in questione. Effettuando alcuni test, mi sono reso conto del livello non troppo entusiasmante della mia grammatica. Vi propongo un piccolo test:
“Bhe, devo dire che é facile fare errori di ortografia, sopratutto se non si utilizza un correttore ortografico. La cosa più insidiosa però non è tanto l’ortografia quanto la grammatica italiana . Un po’ per distrazione, un pò per ignoranza, e ecco che l’errore è dietro l’angolo …. In questo piccolo testo, ci sono alcuni errori ortografici. Errori che si riscontrano spesso nei blogs italiani. Li avete trovati? Non vi serve un’orologio: metteteci tutto il tempo che volete”
Allora, quanti errori avete trovato? Ce ne sono 9. Se vi è scappato qualche errore, ecco il testo corretto:
“Beh, devo dire che è facile fare errori di ortografia, soprattutto se non si utilizza un correttore ortografico. La cosa più insidiosa però non è tanto l’ortografia quanto la grammatica italiana. Un po’ per distrazione, un po’ per ignoranza, ed ecco che l’errore è dietro l’angolo…. In questo piccolo testo, ci sono alcuni errori ortografici. Errori che si riscontrano spesso nei blog italiani. Li avete trovati? Non vi serve un orologio: metteteci tutto il tempo che volete”
Alcuni utilizzano be’ al posto di beh. Forse sarebbe più corretto be’, in quanto evidenzierebbe maggiormente il troncamento o apocope (da non confondere con l’elisione) della parola ‘bene’, ma io preferisco usare beh, in quanto si tratta pur sempre di un’interiezione. Del resto anche il correttore ortografico segnala be’ come un errore.
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Mercoledì 2 Gennaio 2008
SEO, link, classifiche, social network, barcamp. Poi alla fine, se avanza tempo, magari scrivo anche dei contenuti…
Insomma, questi ragazzi della blogosfera italiana mi sorprendono ogni giorno. Ho già parlato in un mio vecchio post dei trucchetti per scalare le classifiche dei blog italiani più letti (leggi: ‘Blogbabel’). Confesso che ogni tanto la sbircio pure io la classifica perché più sei in alto e più sei visibile. Più sei visibile e più hai possibilità di essere letto. Però non ho mai - e dico mai - partecipato a contest, ‘giochi di link’ et similia. Anzi, li trovo dannosi: un marasma di link che inquinano i CONTENUTI VERI della Rete. Ogni giorno nascono qualcosa come 175.000 nuovi blog. Vi immaginate se lo sport più diffuso fosse il ‘linkami tu che ti linko io’? Solo per poter scalare le classifiche? 175.000 siti che parlano - si spera - di 175.000 cose diverse ma che sono tutti collegati, che si citano l’un l’altro. Già, si fa proprio un bel servizio alla Rete. All’inizio, certe sedicenti blogstar erano dei dilettanti con questi trucchetti, poi si sono specializzati sempre di più. Sono spuntati concorsi a premi, finti-meme, alberi di natale linkanti, linkatori-incazzati-agli-alberi-linkanti, auguri-di-buon-anno-linkanti. Insomma, una sorta di MLM dei link. Tutti questi giochetti sono spesso portati avanti da persone che sono letteralmente ‘web2.0-addict’. Non sono persone normali alle quali piace scrivere e che quindi aprono un blog. Nossignore. A loro non basta. Loro: bloggheggiano, oknotizieggiano, tumblireggiano, flickereggiano, twittereggiano, linkdedinano, facebookkano, barcampano e chi più ne ha ne metta. Nel tempo libero? Si leggono i blog degli altri e si commentano. A me però, alla fine della fiera, sorge sempre un piccolo dubbio: ma con tutte queste attività frenetiche, dove cazzo lo trovano il tempo per scrivere i loro post? Mah! Sarà che io, dopo le canoniche 8 ore di lavoro, se riesco a trovare un paio d’ore libere per scrivere è grasso che cola…
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Martedì 18 Dicembre 2007
10 anni di blog e 10 suggerimenti sull’uso dei link nei post
Sono passati 10 anni da quando Jorn Barger coniò il termine weblog (diventato poi ‘blog’): era il 17 dicembre 1997. Per l’occasione, su Wired, Jorn Barger elenca i 10 principi che un vero blogger non dovrebbe mai dimenticare quando utilizza i link nei suoi post:
- un vero blog è il ‘diario di bordo’ dei link che si vuole salvare e/o condividere (non sarà un tantino riduttivo?)
- ciò che scrivi in un post, sicuramente è già stato scritto da qualche altra parte, perciò se hai più post che link ad altri post, probabilmente hai bisogno di prendere qualche lezione di umiltà (mi torna alla mente il concetto di autoreferenzialità, approvo in pieno)
- se spendi un po’ di tempo con qualche ricerca, probabilmente troverai già la tua idea ben articolata da qualche altra parte (spesso è vero, però altre volte - scusatemi - si tratta di considerazioni così personali ed originali che è difficile ritrovare la tua idea ‘riprodotta’ da qualche altra parte)
- essere davvero se stessi è più di moda dell’omettere un link solo perché quel link non è abbastanza di moda. I tuoi lettori hanno bisogno di conoscerti (lo penso anch’io: è importante essere sempre se stessi)
- quando inserisci un link, considera che è sempre possibile migliorare il titolo originale della pagina che stai citando, in modo da evitare al lettore di seguire link che ha già letto (è una cosa che faccio spesso)
- includi sempre degli aggettivi che descrivano la tua reazione alla pagina citata. Qualcosa come ‘grandioso’, ‘utile’, ‘intelligente’, etc. (questo è un suggerimento che terrò presente)
- considera la fonte che ti ha guidato al link, così i lettori avranno l’opzione di ‘risalire il flusso’ della navigazione dei siti che ti hanno condotto a quel link (cui prodest? Mi verrebbe da pensare. No, non sono d’accordo)
- diffida da bizzarre formattazioni, post su più di una pagina, post lunghi et similia. Non mimetizzare il link principale tra altri link non necessari o descritti male (questo mi sembra ovvio)
- prendi alcuni dei tuoi autori preferiti e crea un feed di notizie, in modo da tenerne traccia tu e i tuoi visitatori (serve? Ai miei lettori, interessano i miei autori preferiti? Boh!)
- ogni tanto, posta nuovamente i tuoi link preferiti, in modo da agevolare chi li ha persi la prima volta che li hai messi (ma così non si rischia di essere ripetitivi?)
Posso - con molta immodestia - dare un suggerimento pure io? Eccolo:
Fatti conoscere. Metti un link ad una pagina dove ti descrivi. Molte persone sono esageratamente sintetiche nella pagina ‘chi sono’ (che secondo me non dovrebbe mai mancare in un blog). Non so voi, ma se a me piace un blog, ho voglia di conoscere meglio anche chi lo scrive. O no?
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