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Giovedì 25 Ottobre 2007

Ma cancellarlo proprio no, eh?

Archiviato in: Blog, Censura, Informazione — Maurizio ( 06:28 )

Ricardo Levi riassesta il tiro. Basta aggiungere al DDL un comma, sostiene:
“sono esclusi dalla registrazione al Registro degli operatori (presso l’Agcom, ndr.) i soggetti che accedano a Internet in forma o prodotti come siti personali o ad uso collettivo che non siano frutto di un’attività imprenditoriale”
Hmmm, posso dire che non va bene per niente? Vediamo, metti che il mio blog inizi ad essere trafficato; metti allora che decida di piazzare della pubblicità per ripagarmi dei costi. Anzi, no, esagero: metti che io diventi famoso come Beppe Grillo e - grazie alla pubblicità - una passione si trasformi in lavoro. Il blog diventa di fatto un’attività imprenditoriale. E allora? Sono per caso un giornalista per il semplice motivo che ci guadagno? Sono un editore? Non vedo il nesso. Potrei guadagnare con un blog dove racconto i sogni che faccio la notte! Oppure un blog dove racconto barzellette. Ah, Levi, Levi! Ma cancellare quella porcata di DDL dalla faccia della terra no, eh? Si vede proprio che lei è un ex-giornalista. Un tecnico informatico come me, conosce la storia della Internet (con la ‘I’ maiuscola) che - proprio per i suoi scopi originari in ambito militare - è nata ANARCHICA (protocolli a parte) e decentralizzata. Internet si è sviluppata così come la conosciamo oggi, proprio grazie all’assenza di controlli e regolamentazioni che tanto piacciono ai burocrati come lei. Burocrati che insistono da anni a volerla controllare, regolamentare. Vogliamo dirla tutta? A me, questa AGCOM che è stata creata nel 1997, non va proprio giù. Non so che farmene. Se fosse un ente davvero indipendente, oggi in Italia non esisterebbe il Digital Divide. Non avremmo l’oligopolio dei gestori telefonici, non avremmo il monopolio di fatto delle linee ADSL e non ci sarebbero aziende costrette ad impugnare il regolamento del bando di gara delle licenze Wimax. Io spero nel TAR, visto che l’AGCOM tutela gli interessi di pochi a discapito della collettività. Ooooh!!! Mi sono sfogato ora che posso ancora farlo!!!

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Venerdì 19 Ottobre 2007

Petizione contro la censura ai blog

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 21:07 )

Firma la petizione contro il DDL di Ricardo Franco Levi che impone ai siti web la registrazione presso il ROC equiparandoli a delle testate giornalistiche (firmate con Nome e Cognome, non con uno pseudonimo).

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CENSURA: il bavaglio ai blog è ancora in agguato!

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 15:25 )

Chi come me frequenta la Rete da un po’, è a conoscenza dei vari attacchi alla libertà di informazione che i Governi hanno tentato al fine di controllare l’informazione che circola su Internet. Forse non tutti sanno che negli USA esiste una legge che impone una tassazione sull’accesso ad Internet (ricerca di informazioni, download, mail, commercio elettronico etc.). Attualmente tale legge non viene applicata in quanto esiste una moratoria firmata dall’ex Presidente Clinton nel 1998. Il primo novembre di quest’anno scade la moratoria. Potenti lobby sentono come una minaccia tecnologie come il VOIP (telefonare tramite Internet), IPTV (televisione su Internet) e blog (informazione tramite Internet). In pratica, le lobby dei grandi operatori telefonici e dei grossi editori spingono per ottenere la tassazione sull’uso di Internet. Forse la moratoria verrà estesa, ma la legge sulla tassazione di Internet non verrà eliminata definitivamente perché ciò non è in discussione. La scusa come al solito è un paventato pericolo. Così come le guerre vengono motivate per combattere il terrorismo, la tassazione di Internet viene motivata dalla perdita di 20 miliardi di dollari di introiti tributari. In poche parole, il legislatore dice: se Internet resta libera, il Paese perderà miliardi di dollari, perciò occorre mettere delle tasse. La verità è un’altra: negli USA più del 70% della popolazione usa Internet e alcuni sondaggi evidenziano come gli americani considerino i blog autorevoli quanto giornali come il New York Times. Bene direte voi, ma noi siamo in Italia, che ci frega? Ci frega, ci frega: il 12 ottobre scorso il Governo ha approvato e mandato all’esame del Parlamento un testo di legge presentato il 3 agosto (in sordina) che tenta di imbavagliare i blog. Secondo tale legge – siamo alle solite – i siti amatoriali (quindi anche i blog) devono essere equiparati alle testate giornalistiche. Cosa significa ciò? Significa che chi gestisce un blog, essendo equiparato ad un giornale, è tenuto alla registrazione presso il ROC (Registro degli Operatori delle Comunicazioni), con tanto di pagamento di bollo, presentazione di certificati e altre pratiche burocratiche. Non solo, con tale legge, la diffamazione tramite blog ora prevede sanzioni penali. L’autore di tale magnifica legge liberale è Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questi sono attacchi pesanti alla libertà di espressione. Le tasse significano una cosa sola: potrà fare informazione solo chi ha i soldi per farla. La registrazione presso il ROC significa controllo dell’informazione. Nel 2004 ci provò l’allora Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani con la sua legge 106/2004. Ricordate? Tale legge imponeva la registrazione del sito presso la Biblioteca Nazionale di Roma e quella di Firenze a tutti i gestori di siti web. Una legge folle alla quale tutti si opposero. Poi ci furono tutta una serie di censure a siti web, attuate con la scusa di combattere terrorismo e/o pedofilia. Ricordate il Decreto Pisanu? Ricordate la censura di Gentiloni e dell’AAMS? Ricordate la proposta di censura di Frattini? A me sembra evidente che sono anni ormai che si tenta di imbavagliare l’informazione che viene dal basso, cioè i blog. Evidentemente blog come quello di Beppe Grillo o di Piero Ricca sono troppo fastidiosi. Occorre impedire che tali leggi passino. Dobbiamo ribellarci. Serve una petizione. Per favore, non facciamo come con le altre petizioni (vedi il Wimax). E’ importante evitare questo bavaglio. Facciamo circolare questa notizia e boicottiamo i tentativi di controllo dell’informazione. Io annuncio già da adesso che non registrerò mai alcun sito e/o blog presso il ROC. Questi qui stanno tirando troppo la corda…

AGGIORNAMENTO:

Su Panorama si legge la replica di Levi:
“Abbiamo pubblicato uno schema di legge e un questionario sul nostro sito internet, abbiamo ascoltato e incontrato tutti gli operatori del settore (gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicita’, i distributori, gli edicolanti, i librai), ci siamo fatti aiutare da esperti dell economia e del diritto”
Ma se è notorio che giornalisti et similia NON CONOSCONO LA RETE E LA DEMONIZZANO (non tutti ovviamente, ci sono anche quelli intelligenti). Ma ecco la ciliegina sulla torta:
“Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”
Cioé: non vi preoccupate, decide l’AGCOM chi deve essere registrato nel ROC e chi no. Certo, l’AGCOM, quella che ha partorito il regolamento per il bando di gara Wimax A FAVORE DI TIM, WIND, TRE E VODAFONE!!!! Gente, come sono inc…to!!!

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Giovedì 12 Luglio 2007

Come farsi censurare il blog in 3 mosse

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 09:31 )

Il blog di Piero Ricca è stato censurato dalla Guardia di Finanza. O meglio, la GF ha cancellato due post del suo blog. Così chi visita il blog non si accorge della censura. Il sito è stato messo sotto sequestro preventivo - udite udite - a seguito di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei confronti di Piero Ricca. La querela è scattata a seguito di una discussione avvenuta al circolo della stampa di Milano tra Ricca e Fede. La discussione verteva sulla questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete4. Riassumo:

1 - il cittadino privato A chiede chiarimenti sulla questione Rete4 al cittadino privato B
2 - il cittadino privato B querela il cittadino privato A
3 - la GF mette sotto sequestro il blog del cittadino privato A!!!!

Non entro nei dettagli, hai visto mai che la GF mi intercetti e venga a casa mia!!!! ;)

Ad ogni modo, per chi volesse saperne di più, consiglio di effettuare:

1 - una ricerca su YouTube digitando: Ricca Fede
2 - una ricerca su Google digitando: Ricca Fede

Usciranno fuori qualcosa come 725.000 risultati. Beh, la GF non può sequestrarli tutti, no? ;) Ah, tra i risultati usciranno fuori anche i due post cancellati dalla GF. Già, merito della cache di Google! ;)

Ora sono stanco di scrivere, vado a vedere quel fantastico spettacolo di cabaret che è il TG4. Due risate e mi rilasso un po’! ;)

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Giovedì 17 Maggio 2007

Oddio ho cancellato un commento!

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 17:42 )

Per la prima volta, dopo quasi un anno di vita di questo blog, ho cancellato un commento. Non l’ho mai fatto in passato, perché sono contrario ad ogni forma di censura. Questa volta però è capitato. Il commento si riferiva ad un mio precedente post, dove mi lagnavo e parlavo di cuscini consolatori. Nel commento si dicevano varie amenità, ma la cosa che più mi ha colpito è stata questa: “mi sembra la sagra dei luoghi comuni, una trasmissione per teenager stile Maria De Filippi”. Ora, io ho cancellato il commento non certo perché non condivido le tesi esposte (per quanto altamente opinabili). Io ho cancellato il commento perché volevo ricordare (soprattutto a me stesso) che i blog sono *anche* dei diari personali. Blog è la contrazione di Web Log. Un log è un diario appunto, una registrazione puntuale dei fatti (questo è il vero significato informatico della parola). Il mio blog mi ha sempre lasciato perplesso, perché di mio non dicevo mai nulla. Mi limitavo a commentare i fatti del giorno. Ora però non vorrei cadere dall’altra parte e scrivere un blog troppo egocentrico. L’altro motivo che mi ha spinto alla cancellazione del commento è il seguente: vorrei dimenticare quanto ho scritto in quel post.

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Venerdì 13 Aprile 2007

Blog, post e…robot

Archiviato in: Blog, Tecnologia — Maurizio ( 06:26 )

Ho letto di alcuni blogger che lamentano una carenza di idee nei loro post. Beh, devo dire che da quando scrivo questo blog, a me capita l’esatto contrario. Ho sempre decine di post in testa, e spesso ne scrivo più di uno in parallelo. Purtroppo - come la stragrande maggioranza dei blogger - questa non è la mia professione. Il mio lavoro è ben altro (molto più noioso), perciò scrivo qui sopra nei ritagli di tempo (scarsi). Ad ogni modo, nessuno dei post che sto scrivendo è terminato. Poiché noto ormai un discreto numero di visitatori giornalieri, ho deciso di scrivere tutti i giorni. Il fatto è che non mi va di deludere gli affezionati lettori (GRAZIE) saltando anche un solo giorno. Però mi sono solo autoimposto sabato e domenica liberi! Beh, riposo…settimanale! ;-) Quindi, in attesa del proseguimento dei post ‘a puntate’, della nuova ’serie’ di post a puntate che ho in mente, dei vari post che sto scrivendo da un po’, beccatevi questo video:

Asimov non era un semplice scrittore di fantascienza. Asimov era uno scienziato. Lo sapevate? Asimov era un biochimico, divulgatore scientifico, membro del Mensa, nonché - ovviamente - un grandissimo scrittore. Avete presente le famose 3 leggi della robotica? Beh, sapevate che gli odierni scienziati ed esperti di robotica (i giapponesi vanno per la maggiore) si ispirano proprio a tali leggi?

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Giovedì 12 Aprile 2007

Esplorazioni

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 06:28 )

Ho deciso di darmi all’esplorazione. Tutti i giorni vado su Blogitalia e cerco nuovi blog italiani. Ho iniziato con quelli della mia città (Roma). Ne leggo un po’ e poi metto nei preferiti il punto dove sono arrivato. Il giorno dopo ricomincio da quel punto. La cosa interessante è che ogni giorno c’è un blog nuovo. Oggi ce ne sono 2518. Certo, si trovano parecchi blog insulsi, ma si trovano anche delle perle. Con questo sistema ho scoperto alcuni blog davvero interessanti. Ah, fate come me, usate anche GeoURL (guardate l’icona in fondo a destra, sotto il blogroll, nella sezione ‘antipixel’). Con GeoURL si possono conoscere tutti i blog che si trovano geograficamente vicini! E così, di blogroll in blogroll, si esplora la blogosfera…

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Domenica 25 Marzo 2007

Lezione numero 2: controllare 3 volte prima di postare!

Archiviato in: Blog, Informazione — Maurizio ( 19:26 )

Ok, dopo la lezione numero 1 sui backup, ho imparato la lezione numero 2 sui blog che si scrivono. A seguito di un mio errore, ho fornito un’informazione errata in un post precedente. Quel post ha scatenato un putiferio. Non appena me ne sono reso conto - leggendo i commenti - ho corretto le informazioni errate, ma ormai la notizia era volata qua e là. Ecco perché questo post di spiegazione si rende doveroso. La morale di questa seconda lezione è: controllare sempre 3 volte ciò che si scrive, sia nei post che nei commenti scritti sui blog degli altri. E’ una cosa che ho sempre affermato, ma, evidentemente, ciò non è sufficiente per garantirmi l’esenzione da eventuali errori. Infatti errare humanum est, e, beh, io sono…molto umano ;-) (ovviamente occorre attenzione, perché è anche vero che…perseverare autem diabolicum)! Come si è generato l’errore:

giorni fa, una curiosità personale, mi spinse ad indagare sulla carta stampata. Scopo: scoprire chi possiede cosa e chi scrive dove. Non si trattava di una indagine che aveva la pretesa di essere esaustiva, perciò ho preso in considerazione esclusivamente le testate a tiratura nazionale, tanto per avere una idea di massima. Il caso volle che Il Gruppo Editoriale L’Espresso, fosse in passato di proprietà di Berlusconi (tramite Mondadori). Successivamente però, Carlo De Benedetti ne acquisì la percentuale di maggioranza (dati CONSOB). Scartabellando i dati delle varie testate, la distrazione, un copia ed incolla sbagliato, causarono l’immissione di dati vecchi nel calcolo del grafico. Ricontrollando più volte, non mi accorsi dell’errore. La conseguenza nefasta fu: grafico errato che vedeva Berlusconi proprietario della maggioranza della stampa italiana! Stesso errore (per non farci mancare nulla) fu ripetuto nella relativa scheda di dettaglio.

Ad ogni modo, come evidenziato nel post, la mia non era un’analisi politica: non ho mai parlato né di destra né di sinistra. La conclusione finale del post rimane ancora valida: alcune aziende private controllano economicamente l’informazione in Italia. Se vogliamo parlare di controllo dell’informazione in senso stretto, cioè come capacità di condizionare l’opinione pubblica, allora occorre prendere in considerazione vari parametri. Primo: quanti sono gli elettori in Italia? Di questi, quanti leggono i giornali? Già, perché se sommiamo tutte le copie vendute di tutte le testate (comprese quelle locali), si raggiunge un numero che è molto al di sotto del numero totale degli elettori. A fronte di circa 47 milioni di aventi diritto al voto, vengono vendute (non lette) circa 6 milioni di copie (compresi i giornali locali e più piccoli). Questi sono dati indicativi, prendeteli senza troppe pretese, solo per avere un’idea di massima. In Italia infatti, sono ancora pochi quelli che leggono (sia cartaceo che elettronico ovviamente). In Italia l’opinione pubblica si condiziona in altri modi (oggetto di un prossimo post). Secondo: per fare un’analisi seria, occorre prendere in considerazione tutti i media: giornali, radio, televisioni, libri. Altrimenti si tratta solo di dati parziali. Terzo: a prescindere dal proprietario di un dato gruppo editoriale, le informazioni le fanno ancora i giornalisti. Perciò occorre considerare anche l’orientamento politico del direttore del giornale e quello del giornalista che scrive. Infatti ci sono giornalisti che scrivono su più di una testata. Ad ogni modo sono abituato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, e, in questo caso, sono contento di osservare che chi legge lo fa con spirito critico. Occorre controllare sempre le fonti dalle quali vengono i dati (io le cito sempre per questo). Anche perché, si possono dire fesserie anche non volendo…

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Domenica 18 Marzo 2007

Ancora su stampa e blog…uffa!

Archiviato in: Blog, Informazione — Maurizio ( 10:34 )

Mi scoccia terribilmente parlare di blog e di giornalismo (dico davvero), ma qui mi ci sento tirato per i capelli. Prendo spunto ancora una volta da un post di Biagio per scriverne uno io. Ma che è colpa mia se per sviscerare la mia opinione non mi basta scrivere un commento sui blog altrui? Ma veniamo al punto. Su ‘Il Manifesto’, qualche giorno fa esce un articolo di Franco Carlini (persona che ho sempre stimato) che - al solito - fa discutere parecchi blogger. Ovviamente l’articolo originale non è reperibile in rete, poiché - com’è sua consuetudine - Il Manifesto non pubblica gli articoli in Rete (così come fanno già parecchie testate). Per poter leggere gli articoli, occorre comprare una copia in formato cartaceo, abbonarsi, oppure visitare questo blog. Sorvolo sull’opportunità di tale posizione - a mio avviso totalmente anacronistica - e cito un passo ‘illuminante’ dell’articolo:
“Sulle forme della democrazia e ancor più sull’illusione del voto in rete su ogni possibile decisione, la discussione è finita da tempo, dopo le ventate tecno-utopiche dei primi anni ‘90 e chi frequenti l’insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all’insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da ». Ma fai il tuo mestiere, viene da dire: dammi le notizie e il loro contesto, ché delle tue telefonate mi importa assai.”
Beh, devo dire che sono rimasto sbigottito. E’ incredibile. Sono andato a leggere l’articolo originale, perché non volevo credere che l’avesse scritto proprio Carlini. Quanto pressapochismo. Quanta arroganza. Quanto qualunquismo. Quanto anacronismo! E’ il tipico discorso dell’impiegato dell’informazione che si sente attaccato, minacciato. E’ il tipico discorso di chi parla senza conoscere. Di chi ancora non ha ben chiaro cosa sia la Rete (vedi i politici italiani). Ma il Carlini che conoscevo io è sparito? Riguardo all’autoreferenzialità, ai blog monomaniacali, all’insulto, ai giudizi approssimativi, viene da chiedere: Carlini, ma che razza di blog hai letto? Guarda che ce ne sono a centinaia di blog validi. Riguardo alla democrazia…ho appena scritto un postone sul mondo della carta stampata in Italia. Certo, non è un’inchiesta giornalistica (perché giornalista non sono), certo, potrà essere approssimativo, potrà contenere degli errori, potrà essere scritto in tono colloquiale (piaga davvero terribile!) però intanto se ne parla… e la cosa bella è che se scrivo una stupidaggine, chiunque potrà commentare dicendo: a Maurì, ma che diavolo stai farneticando? Sulla carta stampata ciò non è possibile. Più democrazia di così! L’informazione fornita dai blog, viene ‘dal basso’. Analizziamo l’etimologia della parola ‘democrazia’: dal greco, ‘demos’ che significa ‘popolo’ e ‘cratos’, che significa ‘potere’. Cioè potere che viene dal popolo (contrapposto all’oligarchia, cioè il potere di pochi). E quindi? I blog sono in perfetta sintonia con il significato del termine ‘democrazia’. In Rete chiunque può scrivere - liberamente - ciò che meglio crede. Non affidiamoci ai discorsi del Papa che ribaltano completamente la realtà. L’atteggiamento di Carlini in questa vicenda, è a dir poco anacronistico. I blog devono essere considerati complementari ai giornali classici. I blog non sono dei giornali. La professione dei giornalisti veri, come ad esempio Ilaria Alpi, Daniele Mastrogiacomo, Giuliana Sgrena, Riccardo Iacona (enumero i primi che mi vengono in mente) non verrà mai minacciata dall’avvento dei blogger. E soprattutto nessuno la mette in discussione. Possibile che ancora non sia chiaro? Certo, i blog stimoleranno i giornali (che saranno solo online, caro Il Manifesto) a produrre informazione di qualità, a migliorarsi. I giornalisti ‘impiegati’ dell’informazione, coloro che si limitano a copiare ed incollare pedissequamente i dispacci di agenzia, beh, costoro sì, soccomberanno. Ma i giornali resteranno in vita. E poi, oltre alla democrazia, io parlerei anche di pluralismo dell’informazione (chiunque può aprire un blog facilmente ormai). Ma leggiamo un altro passo ‘illuminante’ dell’articolo di Carlini:
“Di recente anche la giusta indignazione per lo scadente sito del turismo italiano (il famoso www.italia.it presentato da Rutelli a fine gennaio e criticato anche qui) è in larga misura diventata una sequenza di indignazioni a costo zero. Per esempio il fatto che la gara per quel portale fosse stata vinta dalla Ibm, quando ministro dell’innovazione era Lucio Stanca, che dalla Ibm veniva, è stata presentata come il solito favore tra politica e aziende. Il che non è vero, dato che si trattò di una gara vera, dove Ibm vinse per il costo più basso offerto; ogni giornalista per bene l’avrebbe verificato, ma i commentatori estemporanei, quelli che «ogni uomo è un reporter» non ci provano nemmeno, non ci si pone il problema, essendo sempre e comunque più suggestive le teorie del complotto.”.
Beh, anche quest’affermazione sul portale Italia.it non ha senso. Che vuol dire che IBM vinse per il costo più basso? Ipotizziamo che un ente indica una gara pubblica per l’appalto sullo sviluppo di un portale sul turismo. Ipotizziamo che a tale gara partecipino solo pochi soggetti. Ipotizziamo ancora che tali soggetti si mettano d’accordo prima della gara in modo da presentare offerte artificiosamente ed inverosimilmente alte. Sono solo ipotesi eh? Un buon Governo, di fronte a tale ipotesi, come dovrebbe reagire? Dovrebbe forse limitarsi alla scelta dell’offerta più conveniente? Non credo. Il Governo è dotato di apparati di controllo? Sono presenti nel suo organico dei consiglieri tecnici incaricati di esprimere dei pareri? Se è così, allora qualcosa non ha funzionato (e infatti, i nostri parlamentari, come minimo si interrogano sui requisiti di accessibilità del portale in questione; certo, magari chiedersi anche come mai è stato bruciato tutto quel denaro pubblico non farebbe male). E’ lecito che un cittadino italiano si ponga delle domanda in merito all’uso del denaro pubblico? Cioè se io noto che si spendono 13 miliardi di euro per acquistare 133 aerei da combattimento dagli americani, che 45 milioni di euro vengono buttati per sviluppare un portale sul turismo, che solo 5 miliardi vengono stanziati per le pensioni, beh, sarò padrone di scriverlo sul mio blog personale? Certo, sarebbe da chiedersi: come mai quando D’Alema è al governo nel 1998 si firmano accordi con gli americani sugli armamenti (maggiori informazioni su questi ‘traffici’ sono reperibili qui e qui), poi si ripudiano quando Berlusconi è al governo nel 2002 e poi si rispolverano quando Prodi è al governo nel 2007? Qualcosa non quadra, ma questa è un’altra storia…
P.S.: in questo post i termini anacronismo e anacronistico si sono sprecati…come mai?

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Mercoledì 14 Marzo 2007

Mai sottovalitare i backup!

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 09:35 )

Ok, diciamo che a seguito di un mio comportamento alquanto maldestro, mi sono fumato tutto il database che conteneva post e relativi commenti di tutto il blog. Un disastro. Subito dopo aver cliccato su AGGIORNA, mi sono reso conto che era rimasto selezionato ‘cancella tutti gli articoli’. E’ stata una frazione di secondo: ho bloccato il browser ma…non c’è stato nulla da fare. Database azzerato. Blog disintegrato. Non volevo crederci, eppure era accaduto. Sono stati secondi di puro terrore! La mia grossa fortuna è stata quella di aver cambiato la versione di Wordpress il 3 marzo, perciò disponevo di un backup fino al 2 marzo. Ripresomi dal brutto colpo, Faccio il restore del database e sembra andare liscio, ho nuovamente il mio blog, con i post fino al 2 marzo. Come fare a recuperare i post dal 3 marzo al 13 marzo? Per fortuna che esiste la cache di Google! Ho fatto alcune ricerche su Google ed ho ‘recuperato’ tutti i post fino al 12 marzo. Mi mancano ancora gli ultimi 2 post. Li devo riscrivere. Per i commenti invece, non c’è nulla da fare. Bene, da questa vicenda ho appreso che:
  1. L’errore è dietro l’angolo: mai cliccare in modo ‘disinvolto’
  2. Fare il backup del database TUTTI I GIORNI!
Se avessi fatto il backup tutti i giorni, sarei riuscito a rimediare all’errore in un paio di minuti al massimo. I miei backup al contrario, risalivano a circa 10 giorni fa! In virtù del lavoro che svolgo, dovrei essere avvezzo al concetto di salvataggi dei dati, perciò il mio errore è stato duplice ed imperdonabile. Questo post è dedicato a tutti i blogger. Salvare tutti i dati del blog TUTTI I GIORNI! L’errore fatale è dietro l’angolo!

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