Venerdì 1 Agosto 2008
Per fortuna che c’è l’AGCOM
L’AGCOM, l’Autorità Garante per i Cartelli, gli Oligopoli e i Monopoli, indaga sui costi di SMS e MMS. In un paese serio, un’Antitrust che si rispetti, un’Autorità garante delle comunicazioni che si rispetti, tutelerebbero i consumatori, non le lobby. 10 anni per capire che i costi delle ricariche esistevano solo in Italia, 10 anni per capire che le tariffe sono criptiche ed esose. Anni per affossare l’UMTS (se un servizio costa cifre assurde, è normale che poi non si sviluppi). Anni ed anni di doppino Telecom Italia in regime di monopolio. Interi comuni a 56 kbps (altro che banda larga). Anni ed anni di 899 e chi più ne ha ne metta. Anni ed anni di 187 inutile e di disservizi. Anni di bollette con le ultime cifre dei numeri telefonici asteriscate. Ma andate a cagher! Di cuore.
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Venerdì 16 Maggio 2008
Ma l’AGCOM per chi lavora?
L’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni), l’ente inutile che ha sonnecchiato per anni sul monopolio Telecom Italia, sulle linee “naked“ e il relativo canone, sull’affossamento dell’UMTS, del Wi-Fi, sul letargo del Wimax, sui costi di ricarica dei cellulari, sull’offerta Alice 20 Mega in regime di monopolio, sulla mancanza di trasparenza delle tariffe dei gestori telefonici, sul cartello di dette tariffe (che alla fine si somigliano un po’ tutte), sulla questione dell’occupazione abusiva delle frequenze di Rete 4, sul conflitto di interessi, sulle truffe 899 e le bollette Telecom gonfiate, sulla riattivazione delle numerazioni tipo 899 all’insaputa dell’utente, sulle ultime 3 cifre dei numeri telefonici nelle bollette oscurate “per motivi di privacy”, sui 4 milioni di guasti delle linee telefoniche Telecom, insomma, su tutte le questioni che le competono, ora cosa fa? Si occupa del giornalista Marco Travaglio, reo di aver “accusato” Renato Schifani di aver avuto rapporti con persone legate alla mafia. Però. Occuparsi di problemi che riguardano 58 milioni di italiani no, occuparsi di problemi che riguardano una persona sola, sì. Complimenti vivissimi.
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Venerdì 16 Novembre 2007
Concorso Android rivolto a tutto il mondo. Italia esclusa. Google spaventato dalla nostra burocrazia
Dopo una buona notizia, una cattiva. Google ha indetto un concorso indirizzato a tutti i programmatori del mondo, per sviluppare applicazioni per la nota piattaforma Android (il software open source che Google pensa di installare nei prossimi cellulari). E’ previsto un premio di 10 milioni di dollari. Bene, a tale concorso non sarà ammessa l’Italia (insieme a Cuba, Iran, Corea del Nord, Myanmar, Siria e Sudan). Il motivo? Troppa burocrazia. Google non ha intenzione di impelagarsi in lungaggini legislative farraginose in materia di concorsi. Insomma, l’Italia è nota in tutto il mondo per i suoi cavilli e legacci normativi. Il Fisco ad esempio, è l’emblema della burocrazia in Italia. E mentre nei paesi civili, un giovane compila un modulo e apre una azienda, in Italia lo stesso giovane deve interpellare un esperto di diritto per capire come si deve muovere per non essere fuorilegge. In Italia c’è il problema della disoccupazione, dei lavori precari, della crisi delle aziende. Un giovane potrebbe mettere su un’impresa oppure lavorare in un call center. Beh, di solito opta per il call center, perché mettere su un’impresa, da noi è un’impresa nel vero senso della parola (il gioco di parole è voluto). Ad esempio, se l’attività è poco conosciuta, sarà difficile capire quale codice attività usare all’atto della registrazione dell’impresa alla Camera di Commercio. Se poi l’attività viene svolta su Internet (oggetto misterioso sconosciuto ai legislatori) sono dolori. In Italia c’è poi il problema delle banche: nei paesi civili, le banche finanziano l’idea. Così, se tu vuoi creare qualcosa dal nulla ma non hai i soldi, la banca te li presta. Questo non è possibile in Italia, dove le banche non rischiano un centesimo di euro e preferiscono dare soldi a noti faccendieri o fregare i propri clienti con Bond argentini e azioni Parmalat. Morale? Negli USA i giovani aprono continuamente nuove aziende (le chiamano start-up), in Italia, regna sovrano l’immobilismo e le manovre dei faccendieri (Tanzi, Fiorani, e compagnia).
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Sabato 27 Gennaio 2007
Nokia N95 in arrivo a marzo
E’ ormai questione di giorni. Il Nokia N95 arriverà in Inghilterra all’inizio di marzo. Un paio di settimane più tardi la commercializzazione dovrebbe essere estesa anche al resto dell’Europa. Questo stando alle notizie che si leggono qua e là sulla Rete. Anche se il sito Nokia recita ancora “first quarter of 2007″, che tradotto potrebbe significare i primi di aprile. Stando a Darla Mack invece, si parla del 7 marzo. Insomma, siamo lì. Nel frattempo ci si può rilassare gustandosi il video di Steve Garfield intento a scartare l’imballaggio del Nokia N95. Oppure si possono leggere le prime impressioni su questo gioiello della tecnologia. Non male anche il classico spot Nokia. Ma visto che si è parlato tanto di iPhone, vediamo le caratteristiche di un vero cellulare innovativo, il Nokia N95:
- GPS integrato
- Fotocamera da 5 megapixel, risoluzione massima 2592 x 1944, ottiche Carl Zeiss, autofocus e zoom digitale. Supporto Flickr. Videoregistrazione di qualità simile al DVD, 640 x 480 a 30 fps
- Wifi 802.11b/g con WPA, WPA2
- HSDPA (3,6 Mbps di velocità di download)
- GPRS classe B (296/177 kbps)
- GSM a 4 bande: 850, 900, 1800 e 1900 MHz
- video TFT da 2,6 pollici QVGA (320 x 240), 16 milioni di colori
- uscita TV
- memoria interna da 160 Mb espandibile fino a 2 Gb con schede microSD
- jack audio da 3,5 mm
- lettore mp3. Supporta MP3, WMA, Realaudio, MIDI, AAC+, EAAC+, AMR, M4A (questi ultimi due neanche li conosco!)
- altoparlanti stereo
- microfono stereo
- registratore vocale
- supporto cuffie wireless
- radio FM
- porta USB 2.0
- porta ad infrarossi
- Bluetooth 2.0
- batteria agli ioni di litio da 950 mah (hmmm…a me sembrano pochini però)
- durata batteria in stand by 215 ore, telefonando 160 minuti
- sistema operativo Symbian S60 3.1
Insomma, non male per essere un ‘cellulare’ no?
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Giovedì 25 Gennaio 2007
Inviare fax dal cellulare
Dobbiamo inviare un fax urgentemente ma non ci sono ‘faxari’ nel raggio di qualche km: come fare? Semplice, basta avere un cellulare con fotocamera che permetta l’invio della posta elettronica (di ’serie’ su ormai quasi tutti i cellulari). Fotografando un documento con un cellulare ci si accorge dei risultati deprimenti (scarsi risultati anche con la mia fotocamera casio exilim ex-z3 da 3 megapixel), perciò l’idea di inviare la foto via fax viene subito scartata, in quanto il testo risulta praticamente illegibile. Oggi però leggo su AB Techno Blog che esiste ScanR, un servizio che consente l’invio di fax tramite e-mail. Certo, di servizi di questo tipo ne conoscevo già alcuni, ma questo ha una marcia in più: rende leggibile la foto scattata dal telefonino. Stando a quanto leggo sul post infatti, “il servizio si basa su tecnologie di elaborazione delle immagini sofisticate, e può beneficiare di tutta l’esperienza del team managment proveniente da Hewlett-Packard, Intel, Internet Pictures e Lodak”. Non prendetevela con me se poi non funziona.  Comunque, vediamo l’intera procedura. Occorre prima di tutto fotografare il documento con il cellulare (minimo 2 megapixel). La risoluzione minima richiesta è 1600 x 1200, perciò abbondiamo. Il formato deve essere JPEG. E’ possibile verificare i risultati ottenibili con varie marche e modelli di cellulari qui. Una volta scattata la fotografia, occorre inviarla via e-mail al sito ScanR, specificando il numero del fax nel subject della e-mail. Usare il numero di telefono internazionale, compreso il numero del paese (0039 per l’Italia). Una volta che il fax è arrivato a destinazione, ScanR ci invierà una e-mail di conferma. Facile no?
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Martedì 16 Gennaio 2007
Basta parlare di iPhone!
Non vorrei più parlare dell’iPhone della Apple, ma questa cosa la devo dire proprio. Ho letto decine di commenti sul nuovo telefonino Apple ma la perplessità più diffusa in Rete riguarda il prezzo. Il commento tipico recita più o meno così: “costa troppo, non lo comprerà nessuno!”. Beh, purtroppo devo dire che non c’è commento più sbagliato. Il ‘gingillo’ costa un patrimonio in effetti, ma verrà venduto, eccome se verrà venduto. Agli scettici consiglierei di leggere quanto dice lo stesso Steve Jobs: i-love-all-this-whinging-about-iphone.html. Ecco un passo degno di nota:
“Cracks me up to read this articles where these broke-ass reporters wring their little hands and wonder if the “high price” of the iPhone will hurt demand. Have you idiots not figured it out yet? Higher prices make people want things more. Jesus. Have you learned nothing?”.
Cioè più o meno: “mi schianto a leggere questi articoli dove questi BIP di reporter si torcono le mani chiedendosi se l’alto prezzo dell’iPhone limiterà la domanda. BIP, non l’avete ancora scoperto? I prezzi più alti fanno desiderare di più le cose alla gente. Gesù. Non avete capito nulla?”. E ancora:
“per alcune fasce di persone, i prezzi incredibilmente alti non sono un freno, all’opposto, sono un incentivo. Prendi gli orologi Rolex. Non sono migliori dei Timex. Probabilmente sono peggiori. Ma poichè loro spendono così tanto per i Rolex, qualsiasi nuovo BIP arricchito del mondo scopre che ne deve avere uno.”.
Sembra che ai tempi di NeXT, una volta stabilito il giusto prezzo, tale prezzo venne volutamente quadruplicato! Ma la gente non comprava. Alla fine il grande Steve scoprì il numero magico: un rincaro forzato del 50%. Beh, devo dire che leggendo questo post ho avuto due dubbi: 1) non si tratta del vero Steve Jobs 2) si tratta di un blog quantomeno ironico. A prescindere dalla fondatezza o meno di quanto scritto in quel blog, ecco come la penso: non comprerò mai un iPhone (ammesso che continuerà a chiamarsi così), comprerò un Nokia N95 (lo ‘coltivo’ da un anno ormai), le macchine Apple non sono più le stesse (da quando sono passate da IBM ad Intel). I miei iMac ed iBook sono rigorosamente PPC IBM. Sono dei veri RISC. Speriamo che il microprocessore duri in eterno…Di Intel mi basta e mi avanza il Celeron del mio Toshiba…
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Mercoledì 10 Gennaio 2007
Apple presenta finalmente il suo iPhone
Sono mesi che attendo la commercializzazione dell’N95 della Nokia. Si tratta di un cellulare - o computer multimediale, come dicono alla Nokia - di terza generazione (3G). Annunciato l’anno scorso dalla Nokia, continua ad esserne posticipata l’uscita nei negozi. Le ultime notizie danno per certa la commercializzazione entro il secondo quadrimestre di quest’anno. Appena l’ho visto e ne ho scoperte le caratteristiche mi sono detto: “sarà mio di sicuro! Non potrà mai uscire un cellulare migliore che mi farà cambiare idea”. Questo è quanto pensavo fino a ieri…già, perché oggi le cose sono cambiate. L’ iPhone della Apple - che era ormai diventato una leggenda per quanto se ne parlava - è diventato realtà. Ieri, al MacWord Expo 2007, Steve Jobs (CEO di Apple) lo ha presentato! Nell’introdurlo ha parlato di 3 dispositivi in uno: un iPod widescreen sensibile al tocco, un cellulare con fotocamera ed un communicator Internet. Beh, devo dire che vedendo questo gioiellino in azione, il Nokia N95 passa subito in secondo piano. Anche se, ad essere obiettivi, il Nokia N95 ha delle caratteristiche che mancano all’iPhone della Apple. Ma andiamo con ordine. L’iPhone è un telefono cellulare senza tastiera. Qualsiasi operazione viene effettuata interagendo con il suo fantastico schermo MULTI-TOUCHSCREEN da 3,5 pollici. Esatto, proprio così: non si tratta di un normale schermo sensibile al tocco, in quanto è possibile usare più dita contemporaneamente! Scorrere l’elenco dei nomi della rubrica o l’elenco dei brani memorizzati all’interno è un attimo: solo un colpetto con il dito e l’elenco di voci scorre sotto i nostri occhi. Per zoomare una foto servono due dita: allargandole si allarga la foto, restringendole si rimpicciolisce la foto. Davvero ingegnoso. La tastiera virtuale è qwerty, vale a dire come la tastiera di un computer o di una macchina da scrivere. Inoltre è ‘predittiva’, nel senso che appena si inizia a digitare qualcosa, il software ci propone le parole più probabili. Una sorta di T9 insomma. Con l’iPhone si può ascoltare musica come con l’iPod, vedere un video, navigare in Internet, inviare mail, fotografare e…telefonare ovviamente. Il dispositivo ha dei sensori sensibili all’accelerazione che gli permettono di modificare all’istante la modalità di visualizzazione del video: da ritratto a paesaggio e viceversa. Basta girare l’iPhone in un verso o nell’altro. Inoltre possiede un sensore di prossimità che gli permette di capire quando viene avvicinato all’orecchio per spegnere il video (per evitare contatti accidentali e per ridurre il consumo energetico). Ecco le caratteristiche in dettaglio: schermo da 3,5 pollici, risoluzione da 320×480 (a 160 pixel per inch), sistema operativo Os X (si, proprio così!), memoria da 4/8 Gbyte, fotocamera da 2 megapixel, GSM quadriband, Wifi (802.11b/g), EDGE e bluetooth. E qui arriviamo alle dolenti note…già perché l’iPhone non è un cellulare 3G. Ahi, ahi! Questa proprio non ci voleva. Non è un telefono UMTS…ma come! Il Nokia N95 non solo è 3G ma è anche HSDPA (il cosiddetto super-UMTS). Questa pecca proprio non l’ho capita. Anzi, siccome per natura sono malizioso, l’ho capita perfettamente: la seconda versione dell’iPhone sembra che sarà 3G (ormai ci sono abituato a questi ’simpatici’ scherzi della Apple). A questo punto il confronto con il Nokia N95 si impone doverosamente. Vediamo. Il Nokia N95 ha lo schermo da 2,6 pollici *non* touchscreen. L’iPhone ha lo schermo da 3,5 pollici MULTITOUCHSCREEN. 1-0 per Apple. Il Nokia N95 è 3G (HSDPA) l’iPhone della Apple no. Pareggio. Il Nokia N95 ha la fotocamera da 5 megapixel con ottiche Carl-Zeiss. 2-1 per Nokia. Il Nokia N95 ha un modulo GPS interno, l’iPhone no. 3-1 per Nokia. Entrambi sono Bluetooth e Wifi ma il Nokia N95 è anche USB. 4-1 per Nokia. Non so se l’iPhone sia dotato di radio stereo AM/FM (il Nokia N95 si). Memoria dell’iPhone da 4 a 8 Gbyte (mentre il Nokia N95 160 Mbyte espandibili fino a 2 Gbyte con le schede di memoria esterne). Sistema operativo: Symbian OS S60 rel. 3.0 per Nokia e…udite udite…Os X per Apple (che guadagna così un punto). Giudizio estetico: propenderei per Apple ovviamente. Punteggio finale: 4-3 per Nokia. Ok, ok, giudizio personalissimo il mio. Insomma, IMHO! Hmmm…ma perché non fanno mai un cellulare come dico io? Passi per la fotocamera, passi per il GPS (anche se il navigatore satellitare lo trovavo così utile), ma il 3G…no, su quello non transigo, Steve! Chi volesse godersi le immagini ed i filmati dell’iPhone, può collegarsi al sito della Apple. Nokia o Apple? Quale scegliere?
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Sabato 6 Gennaio 2007
Ancora sui cellulari che cuociono le uova
C’è un argomento del quale mi preme parlare. E’ un argomento vecchio che tempo fa venne nuovamente trattato in un post di Beppe Grillo: i telefonini che cuociono l’uovo. Lo so, lo so, è roba stravecchia, ma vorrei dare anch’io il mio apporto. Allora, come molti sanno già, si tratta di una bufala, evidenziata anche dal mitico Attivissimo. La bufala ha origine grazie ad un ironico articolo (in perfetto stile british humor) di Charlie Ivermee. Il post di Grillo ha subito scatenato le ire dei vari lettori, i quali hanno prontamente riportato quanto detto dall’ottimo Paolo Attivissimo. Bene: non ho mai considerato Beppe Grillo un divulgatore ma l’ho sempre stimato come comico. Probabilmente l’intento di Grillo era provocatorio (ho troppa stima dell’intelligenza di Grillo per poterla pensare diversamente). Però…al solito, c’è un però. Infatti secondo uno studio condotto dal Karolinska Institute di Stoccolma, l’uso prolungato del cellulare (si parla di minimo 10 anni) aumenta il rischio di neuroma acustico (un tipo di tumore)! Lo studio è stato pubblicato su Epidemiology. Per poterlo leggere per intero occorre essere registrati, ma facendo le opportune ricerche lo si trova disponibile in Rete. Un piccolo riassunto dello studio (in italiano) è reperibile qui. Ci sono anche studi secondo i quali le emissioni elettromagnetiche dei cellulari hanno effetti sull’eccitabilità del cervello umano. Questo stando allo studio condotto da Paolo Rossini dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. L’articolo originale è stato pubblicato su Annals of Neurology. Al solito, occorre essere registrati per poterlo leggere (purtroppo non ho trovato il PDF relativo in Rete). Stando alle fonti, sembrerebbe trattarsi di notizie attendibili (e non ho alcun motivo di dubitarne). Però - ricollegandomi ad un mio precedente post sugli studi scientifici creati ad arte - attenzione a ciò che si legge in Rete o sui giornali. Conviene sempre dare un’occhiata al sito Urbanlegends oppure nell’omonimo newsgroup alt.folklore.urban. Infine controllare sempre l’attendibilità delle fonti che originano la notizia. Basta usare la Rete con spirito critico.
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Sabato 18 Novembre 2006
X-series e costi sulle ricariche: si smuove qualcosa?
Sono notizie di questi giorni l’annuncio del servizio x-series del gestore telefonico TRE e quello delle Authority (Antitrust ed Agcom) che hanno concluso l’indagine sui costi di ricarica e ora chiedono una rimodulazione, anche totale, del costo delle ricariche dei cellulari. Che si stia smuovendo qualcosa nel torbido panorama dei cartelli e dei monopoli italiani? Ma andiamo con ordine. L’offerta/servizio x-series del gestore telefonico TRE. Secondo quanto annunciato dal gestore, dal primo dicembre prossimo verrà lanciato questo ’servizio’ in Gran Bretagna, mentre negli altri paesi (quindi verosimilmente anche in Italia) ciò avverrà all’inizio del 2007. Grazie a x-series sarò possibile parlare gratis utilizzando il famosissimo programma Skype con tutti coloro che l’utilizzeranno sia su PC che su cellulare (attualmente sembrano supportati solo 2 cellulari, il Nokia N73 ed il Sony Ericsson W950i). Sempre grazie a x-series sarà possibile navigare su Internet, vedere la televisione sia analogica che digitale che via satellite su cellulare. Sarà inoltre possibile collegarsi al proprio PC e scaricare file multimediali (foto, video, mp3). Sarà possibile effettuare operazioni su ebay. Insomma, tutti servizi che esistono già da un pezzo. Bene, ma allora dov’è la novità? Semplice, tutto questo verrà offerto al prezzo di una classica flat ADSL. Un abbonamento mensile insomma. Niente più tariffe al minuto, scatti, scatti alla risposta e via dicendo. Sembrerebbe una rivoluzione, ma aspettiamo di apprendere i dettagli prima di gioire. Una cosa che non è ben chiara ad esempio è se sarà possibile collegarsi ad Internet da PC utilizzando questo servizio. Sembra più plausibile che l’accesso ad Internet sia possibile unicamente da cellulare.
Per maggiori dettagli: http://xseries.three.com/. Per quanto riguarda la gabella italiana dei costi di ricarica, sembra muoversi qualcosa anche su questo versante. Il merito però non è certo dell’Antitrust o dell’AGCOM, né tantomeno - occorre sottolinearlo - delle associazioni dei consumatori. Il merito va ad un italiano che - stufo di questa assurda gabella - ha creato un sito web per la raccolta delle firme necessarie per una petizione da inviare alla Commissione Europea. Il sito di questo cittadino italiano si trova qui: http://www.aboliamoli.eu/. La cosa veramente ignobile l’hanno fatta le associazioni dei consumatori.
Infatti ora litigano per la paternità dell’iniziativa ma se non fosse stato per l’iniziativa personale di Andrea D’Ambra, nessuna associazione di consumatori si sarebbe mossa prima. Tutto questo è scritto nel sito di Andrea D’Ambra: http://www.aboliamoli.eu/. Visita il sito per aggiungere la tua firma alla petizione, io l’ho già fatto mesi fa. Io sono ancora scettico, in quanto in Italia di solito niente si muove a favore dei cittadini. La situazione statica di monopolio e i vari cartelli sono voluti dai vari governi che si sono avvicendati a partire dall’unità d’Italia ai giorni nostri. L’Antitrust in Italia è infatti una farsa. Negli Stati Uniti l’Antitrust è una realtà da parecchi anni (vedi ad esempio il caso dello smembramento dell’AT&T ad opera dell’Antitrust nel 1984 che creò concorrenza e diede l’avvio alla reale liberalizzazione dei telefoni, il caso Microsoft oppure il caso Rockefeller). Ma l’Italia si sa, è il paese dei cartelli (banche, assicurazioni, gestori telefonici etc). Altro che tassisti e farmacisti caro Bersani. Non ci prendiamo in giro per favore. Ma forse l’entrata in Europa dell’Italia qualche vantaggio lo porta con sè…chissà. Il mio sogno comunque, quello di città disseminate di hotspot WiFi - o meglio WiMax - rimarrà un sogno. Solo con il WiMax si potrà avere accesso alla banda larga ovunque ci si trovi per poter navigare e telefonare a costi davvero democratici e liberali. Il monopolio e i cartelli sono delle piaghe difficili da estirpare qui in Italia…
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