Home - Chi sono - Contattami

Sabato 15 Dicembre 2007

Invece di indignarci per la pseudo-censura di Luttazzi, il 25 aprile, combattiamo la censura vera

Archiviato in: Censura, Informazione — Maurizio ( 13:27 )

Il 25 aprile prossimo, ci sarà il secondo V-Day. Verrà chiesta l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. L’Ordine deve essere abolito, perché consente il consolidamento della Casta. L’informazione deve essere libera (guardate il sottotitolo del mio blog) da qualsiasi controllo di qualsiasi sorta. Invece di preoccuparvi per la pseudo-censura di Luttazzi (nel suo blog non ho trovato un commento negativo neanche a pagarlo oro: fossero censurati?), preoccupatevi della DISINFORMAZIONE che prolifera in Italia. Preoccupatevi delle cose che non vengono dette dai giornali di regime. Preoccupatevi della disinformazione pilotata per creare il consenso dell’opinione pubblica. Preoccupatevi dell’inondazione di notizie di cronaca nera usata per evitare di disquisire di altro. Insomma, preoccupatevi delle cose serie:



Ecco la censura vera:
  • Il 15 maggio 2007 Dell’Utri viene condannato in appello a 2 anni di reclusione per tentata estorsione. Dell’Utri è attualmente Senatore della Repubblica
  • Luigi Cascioli è un avvocato e studioso italiano autore del libro ‘La Favola di Cristo’. Sostiene che la figura di Cristo non sia mai esistita. Il 13 settembre 2002 Cascioli denunciò la Chiesa per il reato di ‘abuso della credulità popolare’. Questa notizia destò enorme scalpore all’estero. Cascioli venne intervistato dalla BBC. Fuori dei confini italiani, tutti i giornali ne parlarono. In Italia c’è il silenzio stampa. Anzi, per essere più precisi, in Rete erano presenti dei video che ora sono stati cancellati.
  • Il V-Day venne totalmente ignorato dalla stampa e dalle televisioni italiane. Solo l’8 settembre si iniziò a parlarne (denigrandolo). Ma in Rete se ne parlava da mesi.
  • Le armi vendute all’Iran dall’Italia. I bolidi marini, le tecnologie nucleari e i progetti missilistici finanziati dal CNR, gli elicotteri Augusta, i propulsori Isotta Fraschini e via discorrendo. Gli USA vogliono mostrare l’Iran come un mostro da combattere e contemporaneamente la Halliburton commercia con l’Iran nonostante le sanzioni.
  • Le micidiali bombe a grappolo (cluster bomb), che pure essendo vietate, vengono prodotte in Italia dalla Simmel Difesa S.p.A. L’Italia si colloca all’ottavo posto nell’elenco mondiale dei paesi esportatori di armi. È il secondo esportatore al mondo di armi leggere. Le bombe a grappolo sono come le mine antiuomo e sono bandite dalla Conferenza di Ottawa dal 1997.
  • Il fosforo bianco usato a Falluja.
  • Le conferme dei danni provocati dai cibi geneticamente modificati (OGM).
  • Il genocidio in Congo per produrre i cellulari che in Italia anche i bambini di 4 anni possiedono. Milioni di morti.
  • Lo scandalo della pedofilia nella Chiesa, uscito fuori solo dopo mesi che in Rete circolava il famoso video della BBC.
  • Lo scandalo di Italia.it. 45 milioni di euro per un sito web sul turismo. Lo scandalo è venuto alla luce solo grazie alla Rete.
  • Il decreto Levi che ha tentato di imbavagliare i blog.
  • L’incidente nella base USA a La Maddalena che nell’ottobre del 2003 ha rischiato di causare un disastro ambientale terrificante.
  • Tutti gli incidenti delle basi NATO che vengono taciuti. In Italia ci sono 90 ordigni nucleari: tempo fa un fulmine ha rischiato di causare un’esplosione. 90 ordigni nucleari che esplodono. Avete presente cosa sarebbe potuto accadere? 90 Hiroshima.
In questo link trovate le 25 notizie più censurate del 2007. Questa è censura.

Commenti (0)Permalink

Lunedì 10 Dicembre 2007

Se questa è satira…

Archiviato in: Censura, Umorismo — Maurizio ( 12:17 )

Delicatezza, eleganza, finezza, stile, raffinatezza, classe, in altre parole: buon gusto. Rozzezza, sciattezza, grossolanità, mancanza di stile, in altre parole: cattivo gusto. Partendo da queste asserzioni, chiediamoci: la satira intelligente e raffinata, è una satira di buon gusto o di cattivo gusto? Il turpiloquio gratuito ed il cattivo gusto possono essere considerati satira intelligente? Confesso di non aver mai visto una puntata di Decameron: non sopporto le risate finte in sottofondo. Non ho mai digerito Daniele Luttazzi, ma a parte le antipatie personali, quando si scade nel cattivo gusto più becero, non ci sono scusanti che tengano. L’intento era nobile, per carità (ricordare le morti del conflitto iracheno, rievocare le torture e le umiliazioni subite dagli iracheni ad opera degli americani nel carcere di Abu Ghraib), è vero, sono fatti orrendi quanto l’immagine evocata dal Luttazzi, ma le volgarità gratuite mi arrecano fastidio. ‘Cambia canale’, qualcuno potrebbe obiettare: no, non ci siamo capiti, la televisione non la guardo proprio. Esprimo unicamente un parere personale sulla vicenda. Si può?

Mi sarei stupito se LA7 (ai benpensanti ricordo che La7 è un’emittente di Telecom Italia Media, quindi né di Prodi né di Berlusconi) non avesse preso dei provvedimenti. Qualcuno insinua che Luttazzi sia stato defenestrato per timore di una sua successiva puntata sul Papa. Io credo semplicemente che l’umorismo e la ’satira’ di Luttazzi siano sciatti ed insulsi. Eppure, effettuando una ricerca in Rete, è davvero difficile trovare commenti negativi nei confronti di Luttazzi. Ma la cosa non mi stupisce affatto: ci sono decine di siti web basati sulla volgarità e sul cattivo gusto che hanno parecchio seguito. Anzi, sembra che più un sito sia trash e più abbia successo. Il denominatore comune nei commenti che si trovano in Rete è il termine ‘censura’. Termine usato a sproposito. Io non credo si tratti di censura. Io credo si tratti di semplice salvaguardia dell’immagine dell’emittente. La censura è ben altro, credetemi. Quando permetto ai visitatori di questo blog di esporre i loro commenti, offro uno spazio mio, pagato da me. Però non mi si può definire censore se cancello qualche commento di qualcuno che si abbandona al turpiloquio sfrenato fine a se stesso. La7 è un’emittente privata, non pubblica, è libera di adottare le linee editoriali che ritiene più opportune. Così è se vi pare…

Tempo fa, Luttazzi si scagliò contro Grillo, definendolo qualunquista. Mossa davvero incomprensibile per me. Un comico che se la prende con un altro comico. Sono perplesso. Anche perché reputo Grillo, un comico davvero intelligente. La satira intelligente a mio avviso, è quella fatta da Dario Fo, da Roberto Benigni, da Maurizio Crozza, Beppe Grillo, Vauro Senesi. Benigni è stato uno dei comici più irriverenti della storia italiana. Un comico che non ha mai guardato in faccia a nessuno, eppure – pur facendo spesso parlare di sé - non è mai scaduto nel cattivo gusto. Riporto uno stralcio tratto da uno dei rari articoli fuori dal coro che ho trovato in Rete:
“[…] La satira è cosa complessa, indefinibile, eppure semplice nelle sue poche regole: non guarda in faccia nessuno, è cattiva per definizione, non si ferma neanche davanti a Gesù, Maometto, Berlusconi o Giuliano Ferrara. Colpisce duro, ma con intelligenza chirurgica, e non insulta e basta, sennò siamo alla rissa da bar e le risse televisive fanno sorridere solo i nostalgici di Bud Spencer e Terence Hill. […]”
Condivido. Ma il quesito da porsi è: esiste un limite alle esternazioni concesse alla satira? Comici importanti come Fò, dicono di no. Io credo invece che esista sempre un limite, in tutte le cose. Altrimenti, se così non fosse, sarebbero concesse anche le bestemmie e la blasfemia in nome della satira. No, non sono d’accordo. Ad ogni modo, come si dice, de gustibus non est disputandum…perciò giudicate voi:



Commenti (4)Permalink

Domenica 18 Novembre 2007

25 aprile prossimo: V-Day sull’informazione/disinformazione in Italia

Archiviato in: Censura, Informazione — Maurizio ( 17:10 )

Il prossimo 25 aprile, un secondo V-Day. Quello rivolto ai giornalisti. All’informazione che in Italia latita. Chi pensa che quella di Grillo sia demagogia, farebbe bene a riflettere su questo dato tratto da Reporters Sans Frontiers: oggi l’Italia si colloca al 35.mo posto per quanto riguarda la libertà di stampa. Ho letto denigrazioni su Grillo, in quanto i report di Freedom House (da lui mostrati) sono taroccati. Bene, il link che ho messo qui è di Reporters Sans Frontiers, una organizzazione senza scopo di lucro presente nei 5 continenti che da anni combatte per tutelare la libertà di stampa. Ad ogni modo, ho notato più volte come determinate notizie non vengano riportate dalle fonti di informazione ufficiali. A volte, determinate notizie non escono fuori neanche in Rete. A volte, determinate notizie escono in Rete e poi spariscono. Agli scettici, posso fornire degli esempi illuminanti: la condanna in appello a Marcello Dell’Utri avvenuta a maggio di quest’anno; la vicenda di Luigi Cascioli che fece molto scalpore all’estero ma venne taciuta in Italia; Il V-Day venne diffuso in Rete, i giornali ne parlarono solo DOPO l’8 settembre; la multa di 62.000.000 di euro per manovre scorrette a Telecom Italia a gennaio di quest’anno (notizia riportata solo da Quintarelli). Devo continuare?

Commenti (3)Permalink

Giovedì 25 Ottobre 2007

Ma cancellarlo proprio no, eh?

Archiviato in: Blog, Censura, Informazione — Maurizio ( 06:28 )

Ricardo Levi riassesta il tiro. Basta aggiungere al DDL un comma, sostiene:
“sono esclusi dalla registrazione al Registro degli operatori (presso l’Agcom, ndr.) i soggetti che accedano a Internet in forma o prodotti come siti personali o ad uso collettivo che non siano frutto di un’attività imprenditoriale”
Hmmm, posso dire che non va bene per niente? Vediamo, metti che il mio blog inizi ad essere trafficato; metti allora che decida di piazzare della pubblicità per ripagarmi dei costi. Anzi, no, esagero: metti che io diventi famoso come Beppe Grillo e - grazie alla pubblicità - una passione si trasformi in lavoro. Il blog diventa di fatto un’attività imprenditoriale. E allora? Sono per caso un giornalista per il semplice motivo che ci guadagno? Sono un editore? Non vedo il nesso. Potrei guadagnare con un blog dove racconto i sogni che faccio la notte! Oppure un blog dove racconto barzellette. Ah, Levi, Levi! Ma cancellare quella porcata di DDL dalla faccia della terra no, eh? Si vede proprio che lei è un ex-giornalista. Un tecnico informatico come me, conosce la storia della Internet (con la ‘I’ maiuscola) che - proprio per i suoi scopi originari in ambito militare - è nata ANARCHICA (protocolli a parte) e decentralizzata. Internet si è sviluppata così come la conosciamo oggi, proprio grazie all’assenza di controlli e regolamentazioni che tanto piacciono ai burocrati come lei. Burocrati che insistono da anni a volerla controllare, regolamentare. Vogliamo dirla tutta? A me, questa AGCOM che è stata creata nel 1997, non va proprio giù. Non so che farmene. Se fosse un ente davvero indipendente, oggi in Italia non esisterebbe il Digital Divide. Non avremmo l’oligopolio dei gestori telefonici, non avremmo il monopolio di fatto delle linee ADSL e non ci sarebbero aziende costrette ad impugnare il regolamento del bando di gara delle licenze Wimax. Io spero nel TAR, visto che l’AGCOM tutela gli interessi di pochi a discapito della collettività. Ooooh!!! Mi sono sfogato ora che posso ancora farlo!!!

Commenti (0)Permalink

Venerdì 19 Ottobre 2007

Petizione contro la censura ai blog

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 21:07 )

Firma la petizione contro il DDL di Ricardo Franco Levi che impone ai siti web la registrazione presso il ROC equiparandoli a delle testate giornalistiche (firmate con Nome e Cognome, non con uno pseudonimo).

Commenti (0)Permalink

CENSURA: il bavaglio ai blog è ancora in agguato!

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 15:25 )

Chi come me frequenta la Rete da un po’, è a conoscenza dei vari attacchi alla libertà di informazione che i Governi hanno tentato al fine di controllare l’informazione che circola su Internet. Forse non tutti sanno che negli USA esiste una legge che impone una tassazione sull’accesso ad Internet (ricerca di informazioni, download, mail, commercio elettronico etc.). Attualmente tale legge non viene applicata in quanto esiste una moratoria firmata dall’ex Presidente Clinton nel 1998. Il primo novembre di quest’anno scade la moratoria. Potenti lobby sentono come una minaccia tecnologie come il VOIP (telefonare tramite Internet), IPTV (televisione su Internet) e blog (informazione tramite Internet). In pratica, le lobby dei grandi operatori telefonici e dei grossi editori spingono per ottenere la tassazione sull’uso di Internet. Forse la moratoria verrà estesa, ma la legge sulla tassazione di Internet non verrà eliminata definitivamente perché ciò non è in discussione. La scusa come al solito è un paventato pericolo. Così come le guerre vengono motivate per combattere il terrorismo, la tassazione di Internet viene motivata dalla perdita di 20 miliardi di dollari di introiti tributari. In poche parole, il legislatore dice: se Internet resta libera, il Paese perderà miliardi di dollari, perciò occorre mettere delle tasse. La verità è un’altra: negli USA più del 70% della popolazione usa Internet e alcuni sondaggi evidenziano come gli americani considerino i blog autorevoli quanto giornali come il New York Times. Bene direte voi, ma noi siamo in Italia, che ci frega? Ci frega, ci frega: il 12 ottobre scorso il Governo ha approvato e mandato all’esame del Parlamento un testo di legge presentato il 3 agosto (in sordina) che tenta di imbavagliare i blog. Secondo tale legge – siamo alle solite – i siti amatoriali (quindi anche i blog) devono essere equiparati alle testate giornalistiche. Cosa significa ciò? Significa che chi gestisce un blog, essendo equiparato ad un giornale, è tenuto alla registrazione presso il ROC (Registro degli Operatori delle Comunicazioni), con tanto di pagamento di bollo, presentazione di certificati e altre pratiche burocratiche. Non solo, con tale legge, la diffamazione tramite blog ora prevede sanzioni penali. L’autore di tale magnifica legge liberale è Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questi sono attacchi pesanti alla libertà di espressione. Le tasse significano una cosa sola: potrà fare informazione solo chi ha i soldi per farla. La registrazione presso il ROC significa controllo dell’informazione. Nel 2004 ci provò l’allora Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani con la sua legge 106/2004. Ricordate? Tale legge imponeva la registrazione del sito presso la Biblioteca Nazionale di Roma e quella di Firenze a tutti i gestori di siti web. Una legge folle alla quale tutti si opposero. Poi ci furono tutta una serie di censure a siti web, attuate con la scusa di combattere terrorismo e/o pedofilia. Ricordate il Decreto Pisanu? Ricordate la censura di Gentiloni e dell’AAMS? Ricordate la proposta di censura di Frattini? A me sembra evidente che sono anni ormai che si tenta di imbavagliare l’informazione che viene dal basso, cioè i blog. Evidentemente blog come quello di Beppe Grillo o di Piero Ricca sono troppo fastidiosi. Occorre impedire che tali leggi passino. Dobbiamo ribellarci. Serve una petizione. Per favore, non facciamo come con le altre petizioni (vedi il Wimax). E’ importante evitare questo bavaglio. Facciamo circolare questa notizia e boicottiamo i tentativi di controllo dell’informazione. Io annuncio già da adesso che non registrerò mai alcun sito e/o blog presso il ROC. Questi qui stanno tirando troppo la corda…

AGGIORNAMENTO:

Su Panorama si legge la replica di Levi:
“Abbiamo pubblicato uno schema di legge e un questionario sul nostro sito internet, abbiamo ascoltato e incontrato tutti gli operatori del settore (gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicita’, i distributori, gli edicolanti, i librai), ci siamo fatti aiutare da esperti dell economia e del diritto”
Ma se è notorio che giornalisti et similia NON CONOSCONO LA RETE E LA DEMONIZZANO (non tutti ovviamente, ci sono anche quelli intelligenti). Ma ecco la ciliegina sulla torta:
“Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”
Cioé: non vi preoccupate, decide l’AGCOM chi deve essere registrato nel ROC e chi no. Certo, l’AGCOM, quella che ha partorito il regolamento per il bando di gara Wimax A FAVORE DI TIM, WIND, TRE E VODAFONE!!!! Gente, come sono inc…to!!!

Commenti (5)Permalink

Giovedì 12 Luglio 2007

Come farsi censurare il blog in 3 mosse

Archiviato in: Blog, Censura — Maurizio ( 09:31 )

Il blog di Piero Ricca è stato censurato dalla Guardia di Finanza. O meglio, la GF ha cancellato due post del suo blog. Così chi visita il blog non si accorge della censura. Il sito è stato messo sotto sequestro preventivo - udite udite - a seguito di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei confronti di Piero Ricca. La querela è scattata a seguito di una discussione avvenuta al circolo della stampa di Milano tra Ricca e Fede. La discussione verteva sulla questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete4. Riassumo:

1 - il cittadino privato A chiede chiarimenti sulla questione Rete4 al cittadino privato B
2 - il cittadino privato B querela il cittadino privato A
3 - la GF mette sotto sequestro il blog del cittadino privato A!!!!

Non entro nei dettagli, hai visto mai che la GF mi intercetti e venga a casa mia!!!! ;)

Ad ogni modo, per chi volesse saperne di più, consiglio di effettuare:

1 - una ricerca su YouTube digitando: Ricca Fede
2 - una ricerca su Google digitando: Ricca Fede

Usciranno fuori qualcosa come 725.000 risultati. Beh, la GF non può sequestrarli tutti, no? ;) Ah, tra i risultati usciranno fuori anche i due post cancellati dalla GF. Già, merito della cache di Google! ;)

Ora sono stanco di scrivere, vado a vedere quel fantastico spettacolo di cabaret che è il TG4. Due risate e mi rilasso un po’! ;)

Commenti (1)Permalink

Sabato 2 Giugno 2007

Primi effetti del PD: il Santoro edulcorato

Archiviato in: Politica, Scandali, Censura, Chiesa, Informazione — Maurizio ( 11:07 )

Praticamente non c’è blog che non abbia parlato della trasmissione di Santoro che ha mandato in onda il video sulla pedofilia nella Chiesa della BBC Sex Crimes and the Vatican. Io non posso esimermi dal commentare la vicenda. Molti hanno inneggiato alla libertà di espressione, evidenziando come la censura sia stata sconfitta. Beh, non vorrei fare il solito bastian contrario, ma a me, la trasmissione di Santoro è parsa decisamente edulcorata. Quasi si aveva il timore di ‘maltrattare’ troppo la Chiesa che per poco non diventava la vittima di tutta la questione. Un messaggio che è passato poco - direi per niente - è il seguente: non servono le varie…hmmm…come si chiamano? ‘Congregazioni sulle Dottrine della Fede’ (Azz!) e associazioni varie, ma serve una cosa sola: denuncia all’autorità giudiziaria di qualsiasi fatto di questo tipo. Punto. Fine. Non c’è altro da discutere, visto che la pedofilia è un reato e come tale andrebbe combattuto. Qualcuno dice che non si poteva fare di più, altrimenti sarebbe passato il messaggio che i comunisti cattivi condannano la Chiesa abusando di un servizio pubblico come la RAI. Beh, io dico che le cose o si fanno per bene o non si fanno per niente. Altrimenti non si scuotono le coscienze. Non voglio neanche soffermarmi un secondo sulle dichiarazioni dei vari Bondi, Fini e compagnia cantante, perché speculare sui dolori delle vittime è davvero troppo. Di fronte a certe affermazioni mi chiedo costantemente: ma costoro ci fanno o ci sono? Per cambiare le cose, occorre partire dall’informazione. Molti fatti in Italia vengono taciuti. Un esempio dello strapotere della Chiesa? Visitate questo sito. All’estero queste notizie hanno avuto ampio risalto, in Italia non è uscito neanche un trafiletto su un sito web. A parte, ovviamente, qualche blog che consiglio caldamente di leggere…

Commenti (4)Permalink

Giovedì 5 Aprile 2007

Ma siamo nel 2007 o nel medioevo? L’uomo è un animale!

Archiviato in: Censura, Riflessioni, Chiesa, Scienza — Maurizio ( 06:37 )

Premessa: è un post lunghissimo e ‘documentaristico’ questo…ma non potevo fare a meno di scriverlo. Mi capita spesso di trovarmi invischiato all’interno di discussioni alle quali non vorrei mai partecipare. In tali discussioni ci si ritrova a discutere dell’aria fritta. Ma arriviamo al punto. Un argomento che spesso è fonte di polemiche, è la natura dell’uomo. Allora, visto che siamo nel 2007 e non nel medioevo, chiariamo una volta per tutte questo concetto: l’uomo è un animale (nell’accezione più biologica del termine). Questo è un concetto che deve essere recepito.
MODE SUPERQUARK ON:
Immaginate di ascoltare l’adagio sulla quarta corda di J.S. Bach… ;-)
Il famoso naturalista Linneo già nel 700 classificava le specie viventi. La Chiesa ci ha ‘insegnato’ (leggi indottrinato) che l’uomo è un essere superiore (e gli animali al contrario sono inferiori), che esiste un’anima che ci differenzia dagli animali e via discorrendo. Panzane. Qualsiasi biologo, naturalista, antropologo, etologo, paleontologo, zoologo che si rispetti confermerà che l’uomo è un animale. Anzi, per essere più precisi, secondo la classificazione tassonomica delle scienze naturali, l’uomo appartiene al:
  1. Regno: Animale
  2. Tipo: Cordati
  3. Sottotipo: Vertebrati
  4. Classe: Mammiferi
  5. Ordine: Primati
  6. Famiglia: Ominidi
  7. Genere: Homo
  8. Specie: Homo Sapiens
La distinzione tra animale e vegetale mi sembra superflua. Appartengono al tipo dei cordati tutti quegli animali dotati di una ‘corda’ di sostegno, di una sorta di ’spina dorsale’, un’asse portante, almeno in una fase della loro vita. All’interno dei cordati troviamo gli invertebrati e i vertebrati. Poiché l’uomo è dotato di vertebre, appartiene al sottotipo dei vertebrati. I vertebrati si distinguono in 5 classi diverse: anfibi, pesci, rettili, uccelli e mammiferi. Tralasciando le prime 4, vediamo le caratteristiche che contraddistinguono i mammiferi (classe della quale fa parte l’uomo). Il termine ‘mammifero’ dal latino mamma (cioè mammella) e fero (cioè ‘porto’, portatore), significa animale portatore di mammelle. Infatti i mammiferi sono animali dotati di peli e di mammelle e quindi allattano i piccoli. Sono dotati di un cuore a quattro scomparti (due atrii e due ventricoli), possiedono un diaframma (che divide il torace dall’addome), hanno 7 vertebre cervicali (a parte i bradipi), sono dotati di mandibola e di denti specializzati, hanno 4 arti terminanti con 5 dita (in alcuni sono regredite), sono vivipari, le femmine producono latte e hanno un sistema nervoso evoluto. I mammiferi si suddividono in una trentina di ordini (di cui credo 18 ancora viventi):
  1. Monotremi (ornitorinchi, echidna)
  2. Marsupiali (opossum, canguri, koala)
  3. Insettivori (ricci, talpe)
  4. Dermotteri (i lemuri ‘volanti’)
  5. Chirotteri (pipistrelli)
  6. Tupaidei
  7. Primati (lemuri, scimmie, uomo)
  8. Sdentati (formichieri, bradipi)
  9. Folidoti(pangolini)
  10. Lagomorfi(conigli, lepri)
  11. Roditori(topi, scoiattoli, marmotte, castori)
  12. Carnivori (canidi, felidi, orsi, foche)
  13. Tubulidentati (gli oritteropo)
  14. Cetacei (delfini, balene, capodoglio, balenottere)
  15. Sirenidi (lamantini e dugonghi)
  16. Proboscidei (elefanti)
  17. Iracoidei (procavie)
  18. Perissodattili (equini, tapiri, rinoceronti)
  19. Artiodattili (suini, ippopotami, cammelli, ruminanti)
Le caratteristiche che contraddistinguono i primati sono: maggiore mobilità delle dita, pollice opponibile (nelle scimmie anche l’alluce è opponibile), unghie appiattite (che sostituiscono gli artigli), palme e piante senza peli, sviluppo della coda (ebbene si, l’ultima vertebra coccigea, il cosiddetto ‘osso sacro’ è un residuo atavico della coda), sono quadrupedi (vedi le scimmie e i bambini piccoli) e bipedi, sono erbivori od onnivori (e hanno sviluppato una dentatura adatta allo scopo), hanno uno sviluppo consistente dell’encefalo (in particolare la corteccia cerebrale, che è la parte più evoluta del cervello, il lobo occipitale, dedicato alla vista, il lobo frontale, dedicato al controllo vocale e motorio e il lobo temporale, associato alla discriminazione dei suoni), hanno un senso dell’olfatto ridotto, un senso della vista sviluppato, per ogni parto non hanno più di uno o due figli di media, conducono una vita sociale complessa e organizzata gerarchicamente. Bene, l’uomo appartiene all’ordine dei primati. All’interno dei primati ci sono 2 sottordini: le proscimmie (tipo i lemuridi e i tarsidi) e le scimmie. Scimmie e proscimmie sono divise in una dozzina di famiglie.

Proscimmie:
  1. Tupaidi
  2. Lemuridi
  3. Indridi
  4. Daubentonidi
  5. Lorisidi
  6. Tarsidi
Scimmie:
  1. Callitricidi
  2. Cebidi
  3. Cercopitecidi
  4. Ilobatidi
  5. Pongidi
  6. Ominidi
Chi ha osservato da vicino l’espressione di un orango, non può non notare una forte somiglianza con l’uomo. All’interno della famiglia degli ominidi abbiamo il genere Homo. Il genere homo si è evoluto nel tempo (homo erectus, homo habilis, homo di Neanderthal, homo sapiens e via dicendo). L’uomo che conosciamo oggi, appartiene alla specie homo sapiens. Chiaro? Ci sono ancora dubbi? Spero di no. Spero che questo discorso sia utile per fugare qualsiasi dubbio di sorta: l’uomo è una specie animale come tante altre. Forse un po’ più intelligente (FORSE). Già ma cosa è una specie? La specie è un raggruppamento di individui simili, intesi come organismi viventi con caratteristiche biologiche e morfologiche simili (individui SPECIAlizzati appunto) che riproducendosi generano una discendenza feconda. Nella terra si stima ci siano dai 10 ai 100 milioni di specie diverse. Tanto per avere un’idea, le specie di insetti conosciute sono circa 751.000, le specie di uccelli 9.198, le specie di funghi 46.983, le specie di rettili 6.300 e le specie di mammiferi 4.170 (l’uomo è una delle 4.170 specie diverse di mammiferi conosciute). Ok, ed ora si arriva al punto cruciale: all’interno di ciascuna specie ci sono le razze (o sottospecie). Ad esempio, all’interno della specie ‘cane’ si distinguono le razza labrador, terrier, levriero, spinone, cocker, alano, dalmata. All’interno della specie ‘gatto’ si trovano le razze siamese, soriano, abissino, persiano e via dicendo.
MODE SUPERQUARK OFF
Se continuiamo a seguire il filo logico sin qui illustrato, dobbiamo ammettere la presenza di razze anche all’interno della specie umana. E qui si arriva al punto cruciale. Già, perché ci addentriamo all’interno della censura scientifica. Incredibile, ma vero: la scienza si autocensura. E la Chiesa al solito ha il suo ruolo. Già il concetto di ‘razza umana’ è totalmente fuorviante. Si dovrebbe parlare di razze umane IMHO. Alcuni scienziati non ragionano con onestà intellettuale. Alcuni in buona fede, altri meno. Inoltre c’è sempre il timore di esporsi troppo. Infatti chi inizia a parlare di razze, viene visto con sospetto: tra il concetto di razza e quello di razzismo il passo può essere brevissimo. A dire il vero però, occorre fare una differenza: un conto è ammettere la presenza di razze umane diverse, un altro è discriminarle. Eppure se si cercano degli studi sulle razze umane, si incontrano degli ostacoli. Se l’uomo è una specie animale come un’altra, se ogni specie è divisa in razze diverse, perché non ammettere l’esistenza di razze umane diverse? Morfologicamente parlando, un asiatico è certamente diverso da un europeo o da un africano. O no? Prendiamo un finlandese, un nigeriano e un cinese: presentano delle differenze morfologiche? Direi di si, non ammetterle significherebbe negare l’evidenza: il colore della pelle, la statura, la forma degli occhi e via dicendo. Ehm…Dato che non sono né uno scienziato né un giornalista, zoologi paleontologi, antropologi et similia, non me ne vogliano qualora questo post dovesse contenere delle inesattezze. Al solito, chi notasse qualcosa fuori posto è fortemente incoraggiato ad evidenziarlo con un commento! Grazie.

Commenti (0)Permalink

Venerdì 16 Marzo 2007

Lo dicevo io che la censura in Rete è in aumento…

Archiviato in: Internet, Censura — Maurizio ( 21:32 )

Uno studio realizzato dalla OpenNet Initiative (portato avanti dalla Harvard Law School, la University of Toronto,la University of Cambridge e la University of Oxford) evidenzia una pericolosa tendenza. Secondo lo studio, “sarebbero almeno 2 dozzine i paesi che praticano forme di censura digitale”. Si tratta di “una forte tendenza nella direzione sbagliata” come ha affermato John Palfrey, direttore del Centro per Internet e Società di Harvard. (fonte: Repubblica.it). Ma questa tendenza è sotto gli occhi di tutti a mio avviso, non credo serva uno studio apposito per evidenziare questo fastidioso andazzo adottato dai governi di vari paesi. Meno male che c’è una notizia in controtendenza: dopo le varie pressioni da parte dei sostenitori della privacy in Rete, Google ha annunciato nel suo blog che l’indirizzo IP verrà cancellato dalla base dati dopo tempo variabile tra 18 e 24 mesi. Ricordo a tutti coloro che temessero la violazione della privacy, che esistono strumenti come TOR che consentono l’accesso ad Internet in modo anonimo. Personalmente non ho mai utilizzato tali strumenti per due motivi: primo, ritengo di non avere informazioni personali e riservate da nascondere (i miei dati sono pubblici), secondo, perché preferisco combattere per un paese libero, senza restrizioni o vincoli di sorta, piuttosto che dover utilizzare strumenti - peraltro perfettamente leciti - per aggirare le restrizioni.

Commenti (1)Permalink
Pagina successiva »

Funziona con WordPress