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Mercoledì 13 Febbraio 2008

I servi della gleba

Archiviato in: Politica, Società, Diritti civili — Maurizio ( 08:42 )

Riporto integralmente una lettera pubblicata sul blog di Beppe Grillo. Leggendola, come prima reazione viene da piangere. La seconda reazione invece è un sentimento di rabbia e di impotenza. Non si tratta di casi sporadici e isolati, io ne conosco alcuni personalmente. Persone intrappolate all’interno di una situazione precaria e di povertà dalla quale sembra impossibile uscire. Allora penso a quei bastardi di politici. Penso ai soldi che rubano e ai salti mortali fatti per restare incollati a quelle fottute poltrone. Ora siamo in campagna elettorale, c’è il teatrino delle promesse e delle accuse reciproche. Tutto falso, in realtà a nessuno di loro interessano realmente i problemi degli italiani. Da anni. Basta essere un minimo informati per averne le prove. Un altro assessore dell’UDEUR è stato arrestato per collaborazione mafiosa con camorra e ‘ndrangheta. Se non fossi più che certo dell’inutilità dell’annullamento delle schede e della rinuncia al voto, li manderei tutti a cagare. Ma non lo farò, andrò a votare, per scegliere - come sempre - il meno peggio. Per evitare di peggiorare. Per ostacolare quella banda di farabutti che, in un paese civile, starebbero a marcire in carcere da tempo. Nel frattempo, l’idea di fuggire dall’Italia fa capolino. Molti ci stanno pensando, molti lo hanno già fatto. Chi in Spagna chi in Inghilterra chi in Irlanda. Ecco il testo della lettera:
“Ieri era una splendida domenica di sole, uno di quei giorni che ti viene voglia di uscire, di vedere tutto sotto quella luce brillante. Ma non può (si sa) andare tutto come uno lo immagina. Così vedi che tua moglie è strana, la vedi pensierosa, e con gli occhi lucidi. Ti avvicini titubante e timoroso e le chiedi cosa è successo. E qui crolla la serenità. Incominci a rinfacciarti che non è più possibile andare avanti cosi; che non è giusto che lei sia costretta ad andare anche la domenica al lavoro e i lunedì a pulire i negozi per pochi euro. Non trova mai il tempo per staccare la spina, non la porto mai fuori, non le faccio mai una sorpresa, che con la mia misera busta paga non si campa più. Ha ragione. E’ amaro, duro, avvilente, a trentasei anni sono un fallito non arrivo a 1500 euro.Con un mutuo da 700 euro mensili bollette, auto, tasse e mense scolastiche (sì, ho due splendidi bambini), rate dell’auto, benzina, condominio, ecc. non riusciamo neanche a fare la spesa regolarmente. Così, “incavolato” prendo i due bimbi ed esco con loro, li porto al parco poi alle giostre li faccio divertire come non facevano da qualche tempo. Verso la via del ritorno li guardavo dallo specchietto retrovisore della macchina, li sentivo chiacchierare e ridere, ed ho iniziato a piangere, sì a trentasei anni piangevo come un bambino. Quando ad un tratto mio figlio più piccolo, accortosi che piangevo, mi chiede: “cosa c’è papa?”. Gli rispondo: “Nulla sono felice perché vi vedo felici”. Sono un bugiardo, avrei dovuto rispondere che ero triste perché avevo speso gli ultimi 16 euro per le giostre, che mi scusavo con loro perché Babbo Natale non si è potuto permettere la playstation; che non sapevo come pagare due bollette, che il frigo è vuoto, che la mamma ha ragione, non le faccio mai una sorpresa. Caro Beppe il mio è uno sfogo che avrai ricevuto migliaia di volte, ma oggi ho deciso di scriverti perché mentre ero davanti alla pressa, mi sono ricordato che circa 10 anni fa mi capitò un piccolo incidente. Una molla di un carrello porta fusti si staccò di colpo e mi colpi di striscio la fronte, mi misero 1 punto di sutura, è pochi mesi più tardi arrivò per posta un assegno di 250 mila lire. Mi è balenata l’idea per un attimo di mettere una mano sotto, la pressa, così potevo pagare le bollette arretrate. Ma ho avuto paura.”
Intanto, allegramente, mister “tasse bellissime”, il manganellatore dei bamboccioni, ci fa sapere che scherzava, che era tutta una “simpatica” burla: non c’è alcun tesoretto da redistribuire. Italiani, continuate a morire di fame allegramente.

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Mercoledì 19 Dicembre 2007

L’ONU ratifica la moratoria universale per la pena di morte

Archiviato in: Diritti civili, Eventi storici — Maurizio ( 11:18 )

Il 18 dicembre 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ratificato - con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti - la moratoria universale della pena di morte. L’Italia, una volta tanto, non solo non sfigura se confrontata con il resto del mondo, ma anzi si distingue positivamente. La campagna promotrice della moratoria è partita infatti proprio dall’Italia, grazie anche all’impegno dell’associazione radicale Nessuno tocchi Caino. Una buona notizia e una grande vittoria diplomatica dell’Italia. Attenzione però: la moratoria non è vincolante e non obbliga i singoli stati a sospendere le esecuzioni capitali. La decisione presa ieri è tuttavia una svolta importante: si tratta di una presa di posizione forte da parte della maggioranza degli stati aderenti all’ONU. È un appiglio che potrà essere usato da tutti i governi che intendono abolire la pena di morte, ma che incontrano resistenze da parte dell’opinione pubblica o di movimenti a favore della pena capitale. È chiaro però che il passo successivo è la completa abolizione della pena di morte. Insomma, il lavoro prosegue. Dei circa 200 stati (192 membri dell’ONU e 8 parzialmente riconosciuti), sono solo 89 gli stati che hanno abolito la pena di morte definitivamente, mentre 68 continuano ad utilizzarla regolarmente. Dei rimanenti 43, alcuni la usano raramente mentre altri non la usano da più di dieci anni. Nel Regno Unito, la pena di morte è stata abolita solo nel 1998, mentre è notizia recente l’abolizione della pena capitale nello stato del New Jersey. Già, ma per quali reati è prevista la pena capitale? Nella Repubblica Centrafricana, la pena di morte è prevista anche nei casi di ciarlataneria e stregoneria! Per fortuna che l’ultima esecuzione è avvenuta nel 1981. In Cina invece, le esecuzioni sono previste anche per reati ‘minori’ come il furto e la pirateria: il 28 settembre 1998 c’è stata un’esecuzione per un furto di 60 yuan (7,2 dollari). Nello Yemen invece, si muore per adulterio e omosessualità. I metodi utilizzati dai boia? Si va dall’iniezione letale (USA) alla decapitazione (Arabia Saudita), dalla lapidazione (Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen), al colpo di pistola alla nuca (Cina). La pena di morte nel mondo:
  • Azzurro: Abolita per tutti i crimini
  • Verde: Riservata a circostanze eccezionali (come crimini commessi in tempo di guerra)
  • Arancione: Non utilizzata
  • Rosso: Utilizzata come forma di punizione legale


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Lunedì 3 Dicembre 2007

Italia 84ma in tema di pari opportunità tra uomini e donne

Archiviato in: Società, Diritti civili, Donne — Maurizio ( 13:43 )

Stando al rapporto del World Economic Forum, in tema di pari opportunità tra uomini e donne, l’Italia si colloca all’84mo posto. Nel rapporto del 2007 (un documento PDF di più di 20 Mb) sono presenti innumerevoli tabelle. Una rapida sbirciata e l’occhio cade sulle percentuali relative alle categorie di lavoro. Risulta che la rappresentanza femminile all’interno delle alte cariche (legislatori, alti ufficiali e manager) si attesta intorno al 21%, contro il 79% di quella maschile. Eppure, per quanto riguarda il livello di istruzione, non sembrano esserci discrepanze tra uomini e donne. Le donne parlamentari rappresentano il 17% del totale. I paesi più virtuosi sono – inutile dirlo – quelli del nord Europa: Svezia al primo posto, seguita da Norvegia, Finlandia e Islanda (il paese considerato migliore in assoluto come qualità della vita). Insomma, su 128 paesi considerati, l’Italia si trova all’84mo posto, superata persino da Kenya (83ma), Cipro (82ma), Cina (73ma), Grecia (72ma), Armenia (71ma), Albania (66ma), Ghana (63ma) e Romania (47ma). Non male no? Certo che in queste classifiche mostriamo sempre il nostro lato migliore eh? Record mondiale come numero di auto blu, 35mo posto come libertà di stampa ed ora, 84mo posto come pari opportunità tra i sessi.

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Venerdì 16 Novembre 2007

Una buona notizia: approvata risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. Ruolo dell’Italia decisivo

Archiviato in: Diritti civili — Maurizio ( 10:18 )

La terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che chiede la moratoria sulla pena di morte. 99 paesi favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti. Una volta tanto, l’Italia si distingue per una cosa buona: è stato il paese che ha giocato un ruolo di primo piano nella campagna per la moratoria. Se tutto va bene, a dicembre si voterà sulla moratoria vera e propria. Se venisse approvata, la risoluzione non sarà vincolante ma avrà un importante valore morale: la maggioranza dei paesi aderenti all’ONU è contraria alla pena di morte.

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Giovedì 8 Novembre 2007

Emergenza rom: un decreto e passa la paura!

Archiviato in: Diritti civili, Sicurezza, Luoghi comuni, Immigrazione — Maurizio ( 07:31 )

Qualche giorno fa, una donna viene aggredita, torturata, violentata ed uccisa barbaramente. Sospettato dell’omicidio un rom rumeno di 24 anni: Nicolae Romulus Mailat. Aveva ancora il viso sporco di sangue quando è stato catturato. Immediatamente è partita la caccia ai rumeni. E’ partito l’abbattimento della baraccopoli. La gara alle espulsioni. I pestaggi da parti di italiani nei confronti di cittadini romeni. Le relazioni sui reati compiuti da immigrati stranieri. La maggioranza pare essere di nazionalità rumena. Lo sciacallaggio e la strumentalizzazione politica da parte della CDL, il cui compito principale pare essere alla ricerca perenne di qualsiasi spunto per condannare l’operato di questo Governo.
“La violenza e’ figlia di una politica demagogica e lassista che lascia vivere nella paura le nostre famiglie. E a Roma i primi responsabili si chiamano Rutelli e Veltroni.” (su A.G.I.)
Questo il commento di Francesco Storace, segretario di La Destra, all’aggressione squadrista avvenuta a Roma ai danni di un cittadino romeno. Bene, gettare benzina sul fuoco è proprio quello che ci vuole. Gli attacchi della CDL, che condannano una cattiva gestione della sicurezza, dimenticano che i campi nomadi non sono nati ieri. I campi nomadi esistono dagli anni ‘70. Dimenticando i danni fatti dalla legge Bossi-Fini. Dimenticando vicende come quella di Mariana Dontcheva: responsabile del museo archeologico di Varna, in Bulgaria, costretta all’inferno italiano dei CPT. Già, ma allora di chi è la colpa? I cittadini rumeni sono tutti dei criminali? I rom, sono tutti dei criminali? Ora, come al solito, penso che la verità non stia da una parte sola.

Lo straniero

Partiamo dalla singola vicenda dell’omicidio: Nicolae Romulus Mailat non si può definire un cittadino modello. Originario di Vurpar, un villaggio rumeno di 2.500 abitanti, in Transilvania, ha a suo carico dei precedenti penali. Due anni di riformatorio per un furto commesso a 14 anni, una condanna a 3 anni per un furto compiuto nel 2005. Pena non scontata. Infatti Mailat si rende irreperibile e ‘dimora’ nella baraccopoli di Tor di Quinto. I suoi concittadini lo definiscono ‘una bestia’. Questi sono fatti inconfutabili.

Gli stranieri

Prendiamo in considerazione altri fatti che non penso siano opinabili: i dati statistici della popolazione penitenziaria a dicembre del 2006. La maggior parte dei detenuti stranieri sono marocchini (20%), seguono gli albanesi (13,9%) e poi i rumeni (12,5%). Per quanto riguarda la tipologia di reato, quelli contro il patrimonio sono commessi per il 28,4% da italiani e il 26,5% da stranieri; quelli sulla droga sono commessi per il 12,2% da italiani e il 24% da stranieri (il doppio); quelli contro la persona sono commessi per il 15,6% d italiani e il 20,9% da stranieri. Solo queste cifre rendono evidente il problema. Dobbiamo però considerare che gli italiani sono quasi 60 milioni, mentre gli stranieri sono quasi 4 milioni (in Germania sono più di 7 milioni ed in Spagna più di 4 milioni). Da ciò risulta evidente che l’incidenza di reati commessi da stranieri è altissima. Sorge quindi spontanea la domanda: marocchini, albanesi e rumeni, sono geneticamente dei popoli di criminali? Non credo. Così come non credo che gli italiani siano geneticamente dei mafiosi. Già, eppure i numeri parlano chiaro: gli stranieri commettono il maggior numero di crimini in Italia. Qualcuno dice che la causa sia il degrado nel quale sono costretti a vivere. Lo penso anch’io, ma non credo sia l’unica motivazione. La fame ti spinge a rubare, non a stuprare ed uccidere selvaggiamente. E poi, senza scomodare troppo le statistiche, penso sia capitato a chiunque di vedere nelle file dei supermercati giovanotti slavi con birra e alcolici. Molti quindi si ubriacano. Già, ma questo fa parte del degrado. A volte volontario, perché non è facile convincere queste persone a seguire le regole, a mandare i figli a scuola. E qui sto generalizzando. Già, perché come minimo occorre sapere di cosa si sta parlando.

Si, ma chi sono i rom?

Chi sono i rom? Chi sono i rumeni? I rom sono una popolazione indoeuropea da non confondersi con i rumeni (gli abitanti della Romania). I rom sono un popolo nomade molto probabilmente di origine indiana (un indizio che sembra confermare ciò è la presenza del cromosoma Y tipo H-M82 presente nel 47,5% dei rom). I rom sono un gruppo etnico che - insieme ai sinti, i camminanti ed altri - vengono nell’insieme definiti zingari. I rom, già dal medioevo arrivarono in Germania, Austria, Boemia, Slovenia ed Italia. Mentre i Sinti sono di origine indiana e pakistana, i rom provengono dalla ex Jugoslavia, dalla Romania, dall’Albania, dalla Bosnia, dalla Macedonia, dall’Algeria (cfr. Un popolo sconosciuto: gli zingari). I rumeni o romeni, sono invece gli abitanti della Romania. I rumeni sono quasi 22 milioni. Il 2,5% di questi sono rom.

E la Romania?

La Romania è un paese che ha subito per 24 anni (dal 1965 al 1989, quando ci fu la rivolta) la dittatura di Ceausescu. Oggi la Romania è un paese democratico. Il 1 gennaio 2007 la Romania diventa paese membro della Comunità Europea. Dopo il collasso del Blocco Sovietico (1989-1991) la situazione economica della Romania era disastrosa, al punto che fu costretta a chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale di 547 milioni di dollari. Nel novembre 2005, lo stipendio netto mensile era circa di 320 euro. In Romania il tasso di disoccupazione è progressivamente sceso dall’ 8,3% del 2003 al 6,10% del 2007. C’è da aggiungere che gli industriali italiani approfittano di questa situazione. Aziende come Armani, Dolce & Gabbana, Benetton, Geox sfruttano il lavoro dei rom in Romania, pagando salari da 70-80 euro (secondo un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, sono più di 22.000 le aziende italiane in Romania). Per capire cosa si compra con quello stipendio, basta cercare in Rete i prezzi degli affitti delle case in Romania (30 mq, pianterreno, 400 euro). Lo stipendio medio di un’infermiera, in Romania si aggira sui 100 euro. Fuori della Romania, un’infermiera può guadagnare 600 euro, 1000 euro e anche di più. Dittatura prima, crisi economica oggi e si capisce subito perché c’è gente che cerca una vita migliore in Italia.

Perché vengono in Italia?

Del resto ciò è confermato dai dati estratti dal dossier della Caritas: il 56,5% degli immigrati regolari, è in Italia per motivi di lavoro. Certo, ci sono anche coloro che entrano in Italia per delinquere. In Romania le pene sono severe, in Italia, non c’è la certezza della pena. In Italia, non si sa neanche quanti siano esattamente i rom presenti. In Italia, i minori commettono reati in quanto non possono essere puniti. Basta vedere la piaga dei borseggi all’interno delle metropolitane. Ma non tutti sono dei criminali.

Le risposte di Francia, Germania, Spagna e le soluzioni all’italiana

Ora che sappiamo il motivo della presenza crescente di rom in Italia, cosa facciamo? Non è certo con l’espulsione indiscriminata che si risolvono i problemi. Allora si potrebbe adottare il sistema francese: bastone e carota. In Francia gli immigrati non vengono relegati all’interno di baraccopoli di periferia. Dove il degrado regna sovrano. In Francia, nei comuni con più di 5.000 abitanti, gli immigrati vengono sistemati all’interno di centri di accoglienza. Però per chi sgarra, non ci sono alternative all’espulsione. Per sempre. Sempre in Francia, la legge Besson, parallelamente ai centri di accoglienza, prevede un programma immobiliare di case da dare in affitto ai nomadi. In Francia, molti ‘nomadi’ vivono in case popolari, pagano l’affitto, la luce e l’acqua. Lavorano come facchini, gommisti, fanno le pulizie, i figli vanno a scuola e - udite udite - i disoccupati da più di sei mesi ricevono un sussidio di 950 euro al mese: in Italia, neanche gli italiani hanno un simile trattamento! Il risultato è che in Francia non si vedono zingari ai semafori a chiedere l’elemosina (è vietato). Stiamo parlando della Francia nazionalista. In Germania? Ai rom vengono assegnate le case e sono messi in condizione di lavorare. Anche in Germania, se non rispetti la legge, sei fuori per sempre. In Spagna? Vivono in affitto e chi non lavora ha un sussidio di circa 700 euro al mese per sei mesi. Insomma, politiche ‘leggermente’ diverse da quella italiana, che - tanto per cambiare - deve spiccare sempre nelle classifiche europee. Si legge su un articolo di Repubblica di aprile:
“La lista delle “mancanze” italiane è lunghissima. Contrariamente agli altri paesi della vecchia Europa, non abbiamo una politica certa sui documenti di identità e di soggiorno mentre in altri paesi hanno la carta di soggiorno e anche i passaporti. Nonostante molti Rom e Sinti vivano in Italia da decenni, non hanno la cittadinanza col risultato che migliaia di bambini rom nati in Italia risultano apolidi; gli stessi bambini non vanno a scuola e non hanno accesso all’educazione; non sono riconosciuti come minoranza linguistica. L’Italia, soprattutto, continua ad insistere nell’errore di considerare queste persone nomadi segregandole in campi sprovvisti dei servizi e diritti basilari mentre invece sono persone a tutti gli effetti stanziali”
Però, una cosa la sappiamo fare in Italia: i decreti di urgenza sull’onda del malcontento popolare. Purtroppo, ci si muove solo quando scappa il morto. Purtroppo, un decreto non risolverà un problema strutturale che andrebbe affrontato seriamente. Basterebbe mutuare le soluzioni adottate da paesi come la Francia o la Germania. Una cosa buona però sta venendo alla luce: la banca del DNA. Il censimento di questa popolazione stanziale (e non nomade) dovrebbe essere il primo passo. Occorre andare di fretta però: dal primo gennaio, la Romania fa parte della Comunità Europea e 2 milioni e mezzo di rom potrebbero muoversi. Parecchi verranno in Italia. Il metodo francese del bastone e della carota, mi sembra buono. Chi si comporta bene, vive decentemente, chi delinque (e ci sono comunità dove il tasso di devianza è purtroppo del 100%) viene espulso per sempre. Però la maggior parte degli italiani, è favorevole all’espulsione dei rom tout court. Prima occorre risolvere i problemi degli italiani. Degli italiani che non hanno casa. Di chi non lavora. Curiosamente questi discorsi li fanno coloro che vivono in coppia con doppio stipendio. Del resto, chi non lavora, se italiano resta a casa dei genitori fino a 40 anni, se straniero, vive nelle baracche. Non credo si possano equiparare le condizioni di vita degli italiani (per quanto precarie) con quelle degli stranieri che vengono in Italia. Si, ma perché gli stranieri vengono allora? Perché pensavano di trovare l’America.

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Venerdì 12 Ottobre 2007

Il Consiglio d’Europa approva una risoluzione contro il Creazionismo nelle scuole

Archiviato in: Diritti civili, Religione, Educazione, Chiesa, Scienza — Maurizio ( 23:11 )

Grazie a Biagio, vengo a conoscenza di una notizia che mi era sfuggita. Una notizia sensazionale. Il 4 ottobre scorso, si sono riuniti a Strasburgo i parlamentari delle 47 nazioni che fanno parte del Consiglio d’Europa ed hanno approvato una risoluzione (con 48 voti a favore e 25 contrari) contro l’insegnamento del Creazionismo nelle scuole. Come giustamente riporta la nota sul sito del Consiglio d’Europa, occorre contrastare fermamente:
“the teaching of creationism – which denies the evolution of species through natural selection – as a scientific discipline on an equal footing with the theory of evolution.”
occorre cioè “contrastare l’insegnamento del Creazionismo - che nega l’evoluzione delle specie attraverso la selezione naturale - come disciplina scientifica posta su un piano di parità con la teoria dell’evoluzione”. Quanto raziocinio in tale affermazione. Il Consiglio d’Europa ha anche dichiarato: “se non stiamo attenti, il Creazionismo potrebbe diventare una minaccia per i diritti umani”. Accidenti! Quale musica odono le mie orecchie! 48 parlamentari che espressamente dichiarano che quanto viene subdolamente inculcato dalle dottrine religiose agli studenti, sin dalla tenera età, è dannoso. Introducendo la relazione, l’ex Ministro dell’Istruzione Anne Brasseur ha dichiarato: “non si tratta di contrapporre fede e scienza, ma è necessario impedire che la fede si opponga alla scienza”. Che vale a dire: evitiamo che le panzane impediscano la diffusione della scienza. Ma quanto sono d’accordo con la Brasseur! Continuando a leggere la nota, si legge che l’obiettivo principale dei creazionisti (la gran parte dei quali sono cristiani o musulmani) è l’insegnamento di tale dottrina nelle scuole. Lo capite ora perché sono contrario al crocefisso nelle scuole? Non è che mi arrechi un fastidio nel vederlo, no, è la prepotenza con la quale certe dottrine vengono inculcate, che non sopporto. Ma continuiamo a leggere la nota:
“a real risk of a serious confusion” being introduced into children’s minds between conviction or belief and science. “The theory of evolution has nothing to do with divine revelation but is built on facts.”
Cioè: c’è il rischio reale che una “seria confusione” tra fede e scienza venga inculcata nella mente dei bambini. La teoria dell’evoluzione non ha niente a che fare con la rivelazione divina ma si basa su fatti. Sono anni che ripeto queste cose a persone che - accecate dalla fede - sono fermamente convinte che l’uomo sia una creazione divina. Ma fino a questo punto si tratta solamente di disquisizioni, di filosofia. Ora passiamo ai fatti. Sempre grazie a Biagio, cliccando su un link approdo al sito dell’Unità e più esattamente all’articolo che parla di questo evento. Nell’articolo dell’Unità si legge:
“Fu proprio l’ex ministro dell’Istruzione Letizia Moratti una delle più strenue avversarie del darwinismo. Con la circolare n. 29 del 5/3/2004, nelle «Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado» fece scomparire ogni cenno alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Non fu una svista, né una dimenticanza. Nel suo piano Darwin non si sarebbe più studiato. In più cercò, basandosi sull´accordo del 23 ottobre del 2003 tra il Ministro dell´Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana, di far spiegare l’origine dell’uomo nell’ora di religione dai cui programmi spira forte il vento “creazionista”.
Per fortuna una massiccia mobilitazione di scienziati riuscì a bloccare entrambi i progetti. Dalla lettura dell’appello contro questa riforma si evince che il testo del decreto della Moratti fece sparire magicamente argomenti come “L’evoluzione della Terra”, la “Comparsa della vita sulla Terra”, la “Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi” e “L’origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana”. Capite? Si trattava di una manovra scientifica di lavaggio del cervello. La Moratti volle cancellare intenzionalmente con quella circolare, le prove scientifiche, inculcando aria fritta nella testa degli studenti! Sono anni che dico queste cose. Oggi la Rete me ne fornisce le prove. Certe idee vengono inculcate alla gente sin dalla tenera età. Mentre la scienza vera viene bandita. Insomma, un po’ a scuola, un po’ con la tivvù (farcita di Grandi Fratelli, Pupe e Secchioni e Isole dei Famosi varie), si anestetizza il cervello della gente. Il motivo di tanta comunicazione persuasiva? Lo stesso movente che hanno le religioni: il controllo delle masse. Un esempio lampante lo abbiamo con la relazione tra le religioni islamiche ed il fenomeno del terrorismo (i cosiddetti kamikaze). Le religioni sono l’oppio dei popoli, diceva Marx. Tutte le religioni perseguono questi scopi. Ma qui l’argomento diventa complesso ed articolato e ci vorrebbe un megapostone dei miei per poterne disquisire. Ad ogni modo, chi fosse curioso di sapere chi ha votato contro e chi a favore in merito alla risoluzione del Consiglio d’Europa, può seguire questo link.

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Mercoledì 26 Settembre 2007

Sono incazzato come una bestia!

Archiviato in: Politica, Diritti civili — Maurizio ( 20:14 )

Perché mi incazzo? Perché da una parte leggo delle discussioni e dei litigi sul nascente-agonizzante PD, dell’antipolitica, del grillismo, di Mastella che si preoccupa di proteggere la sua reputazione di onesto cittadino attaccato da Grillo, del Berlusca che dice ‘torneremo noi tra breve’, della Casta, dei costi della politica e bla, bla, bla, ma…dall’altra…cosa leggo? Leggo del pensionato di 75 anni di Cagliari che è costretto a rubare un pacco di pasta in un piccolo negozio! Per fame! Quel pensionato, non riesce - come molti altri - ad arrivare a fine mese. Nel vero senso della parola. Non ha i soldi per mangiare. Ed ecco che, arrivato alla cassa, gli scivola a terra un pacco di pasta ed un pezzo di formaggio che aveva occultato. E scoppia a piangere. Per fortuna che la proprietaria del negozio non solo non lo ha denunciato, ma anzi, ha dato il via ad una colletta tra gli abitanti del quartiere. Almeno potrà mangiare per qualche settimana. Appena letta la notizia mi è venuto da piangere, poi mi sono incazzato. Ho pensato alla mensa di Palazzo, dove un pasto da 90 euro ne costa 9. Cazzo! No, così non va. Altro che antipolitica. Qui non c’è più politica. Qui manca la SINISTRA, c’è rimasto solo il centro. Porca puttana!

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Martedì 10 Luglio 2007

Schiavi moderni

Archiviato in: Politica, Diritti civili, Lavoro — Maurizio ( 19:05 )

Da quando è salita al potere questa ‘Sinistra’, la sfiducia che nutro nei confronti della politica ha cominciato a montare. Oggi, a distanza di circa un anno da quando ho votato questa coalizione di Governo, ho maturato la convinzione che i politici siano tutti uguali. Senza alcuna distinzione di colore. Ma siccome non mi va di star qui ad argomentare questa mia posizione, mi limito a fornire un link. E’ un documento PDF presente sul blog di Beppe Grillo, un libretto che raccoglie innumerevoli lettere scritte da giovani precari assunti a tempo determinato. Sono indirizzate a Beppe Grillo. Vale la pena la lettura. Il problema dell’occupazione è solamente uno dei tanti problemi che affliggono l’Italia. Di tutti gli altri, non ho più neanche la voglia di parlarne. Altro che PD. Ecco il link:
schiavi moderni

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Mercoledì 6 Giugno 2007

Moratoria sulla pena di morte

Archiviato in: Politica, Diritti civili — Maurizio ( 06:29 )

Dopo l’occupazione della RAI da parte dei Radicali, continuano le adesioni di personaggi politici e non all’appello lanciato dall’esponente dei Radicali Italiani Marco Pannella, affinché l’Italia presenti all’ ONU la risoluzione per la moratoria per la pena di morte. Si tratta di una battaglia che dura da 13 anni. Sono sempre di più i paesi contrari alla pena di morte e - attualmente - la maggioranza dei paesi è favorevole alla moratoria. Nel 1994 la risoluzione non passò per 8 voti contrari. Allora i paesi sostenitori della pena di morte erano 97. Oggi sono 51. In pratica dei 192 paesi membri dell’ONU, oggi, 105-108 paesi sono favorevoli alla moratoria. La risoluzione potrebbe perciò essere approvata. L’occupazione della RAI è un’azione che ha lo scopo di portare a conoscenza della gente la campagna sulla moratoria che è in atto da tempo. Della serie: cara RAI, vuoi informare la gente su quanto sta accadendo? Grazie… Intanto la presidenza tedesca della UE traccheggia, con la proposta di presentare la risoluzione alla prossima assemblea generale dell’ONU (a settembre), quando potrebbe tranquillamente essere presentata nell’assemblea che è in corso. Insomma, la risoluzione potrebbe finalmente essere approvata, cosa sono tutti questi tentennamenti? E nel frattempo, la gente continua ad essere ammazzata…

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Sabato 24 Marzo 2007

I DICO e i Registri delle Unioni Civili in Italia

Archiviato in: Politica, Diritti civili, Chiesa — Maurizio ( 11:29 )

Ho già parlato dei DICO qui, ma volevo ritornarci per parlare dei Registri delle Unioni Civili. I DICO hanno scatenato accese polemiche tra i fautori delle unioni civili e i numerosi detrattori. E’ scesa in campo la Chiesa, teorizzando una pericolosa minaccia alla famiglia. Alla fine, dopo la caduta del Governo Prodi, i DICO sono spariti dal famoso dodecalogo prodiano. Mi viene da pensare ai discografici che inseguono i pirati del P2P, tirando la giacchetta al legislatore al fine di poter essere maggiormente tutelati. Cosa c’entra il P2P con i DICO? In un mio precedente post, evidenziavo come i musicisti e gli autori stiano utilizzando la Rete per raggiungere il grande pubblico, scavalcando le case discografiche. Come a dire, la realtà a volte va avanti da sola, a prescindere dai dibattici politici. Con le unioni civili sta accadendo una cosa simile. Infatti in Italia - forse non molti lo sanno - molti comuni hanno istituito un Registro delle Unioni Civili. Un elenco di tali comuni è reperibile qui. A dicembre dello scorso anno, fece notizia la decisione del comune di Padova di istituire la prima anagrafe per i conviventi. La Chiesa non se n’è mai accorta, ma da circa 10 anni sempre più comuni italiani stanno istituendo - lentamente - i Registri delle Unioni Civili. Pisa è stato il primo comune ad avere un registro pubblico. Evidentemente, molti comuni si vorrebbero conformare alla realtà europea e, se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna…

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