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Mercoledì 6 Agosto 2008

Faccendieri

Archiviato in: Scandali, Disservizi, Lavoro, Monopolio, Lobby, Aziende, Giustizia, Tasse, Economia — Maurizio ( 08:00 )

Perché Telecom Italia ha 23 milioni di linee telefoniche e 4 milioni di guasti? Perché ci sono molti comuni italiani che viaggiano ancora con i modem a 56 kbps? Perché il 187 non funziona? Perché non abbiamo una banda larga decente in Italia? Perché non riusciamo a colpire i grandi evasori fiscali italiani? Perché Telecom Italia annuncia 5.000 esuberi entro il 2010 (ma i sindacati ne temono 10-12.000)? Perché l’economia italiana è in crisi? Per via del costo del lavoro? A causa dell’euro? A causa dei cinesi? No. La colpa è che ormai in Italia non esistono più gli imprenditori. Sapete, quelle persone che investono in risorse, ricerca ed innovazione. Quelle persone che sviluppano un’idea geniale e producono qualcosa di buono. Ormai in Italia esistono i faccendieri. Gente che non riutilizza gli utili delle aziende per fare ricerca e innovare ma unicamente per profitto personale. Gente che compra e vende titoli senza pagare un euro di tasse. Gente che possiede conti cifrati all’estero. Gente che utilizza aziende off shore per gestire montagne di denaro che non si sa da dove vengono e non si sa dove vanno a finire. Gente che non viene mai perseguita dai magistrati e dalla Guardia di Finanza. Insomma, gente come questa.

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Venerdì 1 Agosto 2008

Perché in Italia i “responsabili” non sono mai responsabili?

Archiviato in: Scandali, Disservizi, Aziende — Maurizio ( 08:53 )

In un paese del terzo mondo come l’Italia, se vai su una carretta di stato, ti becchi le zecche. In un paese del terzo mondo come l’Italia, la posta non arriva. Dopo 10 giorni, ancora non ho ricevuto il certificato assicurativo della macchina. Spedito da Genertel il 19 luglio e mai arrivato a destinazione. Merito delle Poste Italiane. Grazie! Se ci si prende la briga di leggere sui forum di Ebay, si scopre che molti venditori italiani utilizzano i corrieri privati. Si scopre anche che molti venditori stranieri spediscono ovunque tranne che in Italia. Motivo? I pacchi spariscono, vengono aperti e trafugati, non arrivano a destinazione, arrivano dopo settimane. Ci sono depositi enormi pieni di pacchi mai arrivati. Giacciono lì da anni. Cose così, insomma. Però c’è Brunetta che se la prende con i fannulloni, cazzo! Eh! Brunetta? Perché non ce la prendiamo con i manager? Con i dirigenti? Con i responsabili? Un pacco non arriva a destinazione? Una bella lettera di richiamo al responsabile dell’area. Al terzo pacco non arrivato, il responsabile viene licenziato. Vogliamo scommettere che le Poste Italiane diventano migliori dei corrieri privati? Altro che colpire i fannulloni.

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Per fortuna che c’è l’AGCOM

Archiviato in: Disservizi, Monopolio, Cellulari, Lobby — Maurizio ( 08:19 )

L’AGCOM, l’Autorità Garante per i Cartelli, gli Oligopoli e i Monopoli, indaga sui costi di SMS e MMS. In un paese serio, un’Antitrust che si rispetti, un’Autorità garante delle comunicazioni che si rispetti, tutelerebbero i consumatori, non le lobby. 10 anni per capire che i costi delle ricariche esistevano solo in Italia, 10 anni per capire che le tariffe sono criptiche ed esose. Anni per affossare l’UMTS (se un servizio costa cifre assurde, è normale che poi non si sviluppi). Anni ed anni di doppino Telecom Italia in regime di monopolio. Interi comuni a 56 kbps (altro che banda larga). Anni ed anni di 899 e chi più ne ha ne metta. Anni ed anni di 187 inutile e di disservizi. Anni di bollette con le ultime cifre dei numeri telefonici asteriscate. Ma andate a cagher! Di cuore.

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Martedì 29 Luglio 2008

Le zecche delle carrette di stato

Archiviato in: Politica, Scandali, Disservizi, Aziende — Maurizio ( 08:54 )

Una passeggera su una nave della Tirrenia è stata assalita dalle zecche:
“Sentivo prurito su un braccio - racconta - e mi sono accorta che ero completamente coperta da zecche dalla testa ai piedi. Ce n’erano a centinaia, di tutte le dimensioni. Ho sempre avuto cani quindi ho capito subito che erano zecche” (Repubblica.it)
la risposta della compagnia è stata:
“La società è molto dispiaciuta per quanto successo alla passeggera, è la prima volta in assoluto che, in tanti anni di navigazione, si manifesta una cosa del genere”
in effetti sembra una storia da terzo mondo, non è vero? Eppure la cosa non mi stupisce. Circa un anno fa, il buon Fabrizio Gatti (un vero giornalista) scriveva un reportage sulla situazione delle “carrette di stato” della Tirrenia. Questo è il sottotitolo:
“Traghetti vecchi, nessun controllo, informazioni oscure, ruggine e incuria persino sulle scialuppe. In viaggio sulle carrette di Stato della Tirrenia”
La Tirrenia di Navigazione S.p.a. è una compagnia di navigazione italiana controllata dalla Fintecna. La Fintecna a sua volta, è controllata direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Ministro: Giulio Tremonti). lo scopo della Fintecna? Si legge su Wikipedia:
“Fintecna Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi SpA, è stata costituita nel 1993 (Governo Ciampi: DC-PSI-PLI-PSDI) con il compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell’ingegneria civile e impiantistica facenti capo all’IRI.”
Insomma, noi paghiamo le tasse, il Ministero dell’Economia e delle Finanze prende i nostri soldi e crea Fintecna, con lo scopo di ristrutturare aziende come la Tirrenia. La Tirrenia non ristruttura una mazza. C’è qualcosa che non va in questo meccanismo o sbaglio? Perché gente come Cimoli distrugge Ferrovie e Alitalia e viene premiata con buonuscite milionarie? Poi dice che uno s’incazza. Brunetta? Invece di pensare agli impiegati fannulloni, perché non ti occupi dei dirigenti ladroni?

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Domenica 18 Maggio 2008

187 e Telecom Italia: quando il disservizio è la regola

Archiviato in: Disservizi, Internet, Tecnologia, Aziende — Maurizio ( 08:10 )

Un anno fa restai senza telefono per qualche mese. A causa di una domiciliazione bancaria, Telecom Italia pensò bene di staccarmi il telefono. A nulla valsero le ripetute chiamate al servizio 187. Gli operatori mi rispondevano con le motivazioni più assurde. A nulla servì l’invio via fax dei pagamenti regolari delle bollette. A nulla valse la prima raccomandata A/R di messa in mora. Risolsi dopo qualche mese con l’invio di una seconda raccomandata di messa in mora indirizzata a Telecom Italia e, per conoscenza, ad AGCOM, a Mi manda RAI 3, a un’associazione di consumatori e all’amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero. La cosa buffa è che il telefono non funzionava ma la linea ADSL sì. A distanza di un anno, mi staccano nuovamente la linea telefonica. Di nuovo il telefono non funziona ma la linea ADSL sì. Dopo le prime chiamate al 187, ecco che mi chiama un tecnico e mi assicura che il problema è risolto. Torno a casa e con stupore scopro che non solo il guasto non è stato riparato, ma che ora non funziona più neanche la linea ADSL. Ora, il telefono è un bene essenziale e Telecom Italia è obbligata ad erogare il servizio entro 48 ore. In caso di ritardi è possibile chiedere un rimborso per ogni giorno senza telefono. L’anno scorso infatti, dopo un po’ di mesi mi arrivò l’assegno con il rimborso. Il punto è che non voglio rimborsi, esigo solo un servizio che funzioni. Già allora pensai di disdire il contratto con Telecom Italia. Ci sto pensando nuovamente. Non l’ho ancora fatto a causa di tutta una serie di problemi che non sto qui a raccontare. Però la pazienza ha un limite. Sto analizzando la possibilità di un accesso ad Internet via satellite. Già, così aggiriamo completamente questo maledetto cavo Telecom Italia. Se l’Italia fosse un paese civile, queste cose non accadrebbero. I servizi funzionerebbero. Ci sarebbero delle alternative valide: satellite, UMTS, Wi-Fi, Wimax, fibra ottica. Ma siamo in Italia. Se passi a Fastweb ad esempio, non è detto che ti sarà garantito un servizio impeccabile. Basta leggere le lamentele presenti nei vari forum. A coloro che lavorano via Internet ad ogni modo, suggerisco due connessioni distinte. Possibilmente con due gestori diversi e con due metodologie di trasmissione diverse. Ad esempio ADSL e satellitare (o magari fibra ottica). Non si sa mai.

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Martedì 20 Febbraio 2007

Telecom Italia e i muri di gomma

Archiviato in: Disservizi — Maurizio ( 13:14 )

Periodo nero per chi cozza contro i muri di gomma. Telecom Italia. Non mi arriva il cartaceo da tempo perché ho ADSL. Non l’ho chiesto io di abolire il cartaceo, ma ok, mi sta bene. Decido di fare la domiciliazione bancaria della bolletta. Il primo mese - come da prassi - la bolletta salta. A febbraio mi arriva una lettera di sollecito di pagamento per la bolletta di dicembre. Alzo il telefono e mi accorgo che mi hanno staccato la linea. Analizziamo i fatti: la lettera di sollecito è datata 12 gennaio ed è contenuta all’interno di una busta senza alcun timbro postale (è recapitata da un corriere). La lettera mi informa che a partire dalla data della missiva (12 gennaio) ho 13 giorni per pagare. Se la matematica non è un’opinione, 12 + 13 fa 25, perciò ho tempo fino al 25 gennaio per pagare la bolletta. Peccato però che il sollecito mi arriva il 3 febbraio! Quando mi sono accorto che era saltata una bolletta era ormai troppo tardi. Pago immediatamente la bolletta ed attendo che venga incassata. Dopo due giorni il sito del 187 mi conferma che tutte le bollette sono pagate. Alzo il telefono…staccato. Inizia così lo stillicidio con il servizio 187. Mi rispondono dicendo che la linea verrà attivata entro 48 ore. Attendo 2 giorni, alzo la cornetta e…linea staccata. Richiamo il 187 e mi dicono che c’è un guasto e che entro 48 ore dovrei avere la linea. Attendo 2 giorni, alzo la cornetta e…linea staccata. Richiamo il 187 leggermente alterato. Mi dicono che è strano, che forse il tecnico non ha controllato il guasto per via della bolletta non pagata…al solito, c’è da attendere 48 ore. Dopo due giorni, indovina? Linea ancora staccata. Alla quarta telefonata una signorina un po’ acida mi risponde che lei è una vita che lavora lì e che Telecom normalmente sospende il servizio senza alcuna lettera di sollecito. “Ma come, non lo avvisate il cliente? “, faccio io. “No, è cura del cliente preoccuparsi se non riceve la bolletta…”. Ho capito, non se ne cava un ragno dal buco, facciamo un bel reclamo va’. Ho mandato un fax di reclamo ieri e sono ancora senza telefono. Sabato manderò una bella raccomandata con ricevuta di ritorno a Telecom Italia, AGCOM e Altroconsumo. Vediamo se mi riattaccano questo BIP di telefono! Inutile dire che gennaio è stato pagato regolarmente dalla mia banca. Per chi non lo sapesse, il 187 non è gestito direttamente da Telecom Italia, ma è - secondo la moda attualmente in auge - affidato in outsourcing. In altre parole, una società esterna risponde al 187 per conto di Telecom Italia. Anche la lettera di sollecito è stata recapitata da una società che non è Telecom Italia (con quasi 1 mese di ritardo!). Vediamo…quando vado sul sito del 187 appare quel BIP di assistente elettronico che non so mai come poterlo azzittire. E’ snervante. Sono costretto a disabilitare il volume del mio computer per non sentirlo! Stesso stress per il 187 telefonico. Una voce registrata ti racconta tutta la storia di Telecom Italia, poi alla fine scopri che puoi premere lo ‘0′ per parlare con un operatore. Le prime volte mi sorbivo tutti i menu, poi ho sentito alcune persone ‘esperte’ che mi hanno consigliato di premere lo ‘0′ immediatamente, senza ascoltare tutto il messaggio. Che dire? La musichetta che si ascolta al 187 alla lunga diventa veramente odiosa, e il servizio nel complesso, riesce a farti salire la pressione arteriosa a 200. Morale della favola: ritardi nel pagare una bolletta? Ti stacco il telefono immediatamente. Paghi la bolletta? Ti riattaccherò la linea con calma…lentamente…FORSE. Ma prima devi esaurirti un po’, altrimenti che gusto c’è? Piccolo calcolo della serva… circa 25 euro di canone a bimestre fanno 12,5 euro al mese. Arrotondiamo e portiamolo a 10 euro. Telecom Italia gestisce circa 25 milioni di linee fisse solo in Italia. Allora…25.000.000 x 10 = 250.000.000 euro. Ogni mese, Telecom Italia incassa 250 milioni di euro di canone (senza contare il traffico ovviamente). Nel vecchio conio sono circa 500 miliardi di lire ogni mese. Non male no? Già ma il canone serve per due motivi: manutenzione ed innovazione. Manutenzione?! Vogliamo parlare dello stato degli armadi di Telecom Italia? Stando a quanto illustrato da Report (la trasmissione di RAI tre) non sembra che la manutenzione sia un punto forte di Telecom Italia. Vogliamo parlare del versante linee ADSL? Non servono report dettagliati, basta leggere le opinioni degli utenti su it.tlc.gestori.telecom oppure su it.tlc.telefonia.adsl. Innovazione: in Italia si parla di linea ADSL a 20 Mbps ed il TAR proibisce giustamente a Telecom Italia di portare avanti il suo servizio in regime di monopolio (per legge Telecom Italia è tenuta ad offrire i 20 Mbps all’ingrosso anche agli altri provider, ma alla Telecom questa cosa non piace troppo). La vera innovazione la farà France Telecom che, il primo marzo, offrirà 100 Mbps su fibra ottica a circa 44 euro al mese. Questa è innovazione! Comunque tranquilli, a Telecom Italia ci sono persone che lavorano per noi: Marco Tronchetti Provera, Gilberto Benetton, Carlo Buora e Giovanni Consorte a guidare la più grande azienda di telecomunicazioni italiana. Tutte persone che gravitano intorno ad Olimpia S.p.A., la finanziaria che controlla Telecom Italia. Ooops… Tronchetti Provera ha dato le dimissioni dal CDA di Telecom Italia qualche mese fa (è subentrato Guido Rossi). Prima che scoppiasse lo scandalo delle intercettazioni ovviamente. Già, ma allora con tutti questi soldi che entrano e senza fare investimenti e senza fare manutenzione Telecom Italia sarà in attivo! Hmmm, qualche miliardo di euro di debiti ci sono…Chissà perché mi tornano sempre in mente le parole di Beppe Grillo quando parla di Share Action per ‘riprendersi’ la Telecom. Il canone? Ho sempre pensato che andrebbe abolito: non ha senso spendere dei soldi anche quando NON si usufruisce di un servizio. Anche Beppe Grillo vedo che la pensa come me

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