Lo ammetto: non ho resistito. In verità avrei voluto dire: ok, è molto carina, non per questo deve essere stupida, diamogli fiducia. Però poi ho fatto una ricerca in Rete… Non dico cosa si trova se si digita “Mara Carfagna” su Google Immagini. Tralascio. Evito polemiche sterili sul suo passato di valletta e modella. Cito però questa sua frase:
“[…] non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili […]”
(fonte: Repubblica.it)
Ora, dovete sapere che Mara Carfagna (PDL) sarà il nostro Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità di questo Governo Berlusconi IV (SIC!). Si tratta in sostanza di un ministero creato per abbattere le discriminazioni e le disuguaglianze tra gli individui. Alla voce “pari opportunità” si legge su Wikipedia:
“Gli organi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna - uomo) e fra le diversità (culturali, disabilità, orientamento sessuale, razza).”
Questo post è riservato a una sola visitatrice. Una molto speciale. Una che mi ha rubato il cuore. Una che da 8 mesi è sempre nei miei pensieri. Una principessina uscita da una favola. Il mio unico scopo ormai, è esaudire tutti i suoi desideri. E ci riuscirei ad esaudirli, lo giuro, anche se non sono il genio della lampada…
Conosco una ragazza meravigliosa che scrive fantastiche storie di circhi di fate e di strapiombi. Io non ne avevo mai conosciute di tipe così. Davvero. Non credo che sulla terra ne esista un’altra uguale. Sembra un personaggio di una favola, come quelle che racconta lei. È una donna bambina, perché ha conservato la fantasia innocente dei bambini anche da adulta. Che tenerezza mi fa, quando la leggo. Le storie che scrive, le leggi incantato come un bambino che ascolta per la prima volta una fiaba. Già, perché tu diventi bambino quando la leggi, è assicurato. E se tu non le capisci bene, le sue storie, lei te le descrive con le immagini. No, non parlo di fotografie, parlo di parole. Si tocca l’indice, poi il medio e l’anulare quando fa un elenco e fa “eccetera” con la mano. Che tu quando la leggi te la immagini proprio in quel colloquio. Che tu quel lavoro glielo daresti senza pensarci un secondo, disarmato, stregato. Chissà perché ti viene in mente Minnie, la fidanzata di Topolino. Quando non racconta con le parole, racconta con le fotografie. Bellissime. E se le chiedi “come fai?” lei ti risponde che ne scatta un milione. No, non basta scattarne tante, occorre vedere le cose con occhi speciali: contrasto, amori a tutte le età, sono cose che hai dentro, altri non le notano neanche quelle immagini. Lei invece, le congela in un istante. Se ci pensi è un momento molto intimo, perché ti regala ciò che vede lei. E quello che vede lei, è ciò che vedono gli occhi di un bambino. Ecco allora che una scopa diventa un partner per un tango e un phon diventa una pistola e tu… tu non puoi far altro che ammirare estasiato. Lei vorrebbe fare la giornalista, ma io credo che dovrebbe scrivere libri di racconti. Illustrati con le sue fotografie. Io lo vorrei tanto comprare un suo libro. Chissà perché non ne scrive. La cosa buffa è che credo che lei non si renda neanche conto di questa sua unicità. Di questo suo essere speciale. Già, lei fa innamorare e neanche se ne rende conto. Eh! A me piace anche quando dice le parolacce! Davvero. Me ne ha dette qualche volta, ma io le voglio bene lo stesso.
Disoccupazione e randagismo, un connubio perfetto, non c’è che dire! Ma…con tutto il rispetto per i cani…se invece di peggiorare la già disastrata situazione italiana, la cara Brambilla si andasse ad occupare dei branchi di cani randagi che scorrazzano nelle campagne di Perfugas? Non sarebbe meglio? Cari italiani che avete firmato la petizione di Berlusconi: mica vorrete pure votare la Brambilla, vero? E dai, pure questa no! Dai! Per favore…
Par condicio: ovviamente danno i numeri anche quelli di Ballarò, visto che snocciolano quei dati ISTAT che considerano come occupazione gli extracomunitari regolarizzati e i precari…
Stando al rapporto del World Economic Forum, in tema di pari opportunità tra uomini e donne, l’Italia si colloca all’84mo posto. Nel rapporto del 2007 (un documento PDF di più di 20 Mb) sono presenti innumerevoli tabelle. Una rapida sbirciata e l’occhio cade sulle percentuali relative alle categorie di lavoro. Risulta che la rappresentanza femminile all’interno delle alte cariche (legislatori, alti ufficiali e manager) si attesta intorno al 21%, contro il 79% di quella maschile. Eppure, per quanto riguarda il livello di istruzione, non sembrano esserci discrepanze tra uomini e donne. Le donne parlamentari rappresentano il 17% del totale. I paesi più virtuosi sono – inutile dirlo – quelli del nord Europa: Svezia al primo posto, seguita da Norvegia, Finlandia e Islanda (il paese considerato migliore in assoluto come qualità della vita). Insomma, su 128 paesi considerati, l’Italia si trova all’84mo posto, superata persino da Kenya (83ma), Cipro (82ma), Cina (73ma), Grecia (72ma), Armenia (71ma), Albania (66ma), Ghana (63ma) e Romania (47ma). Non male no? Certo che in queste classifiche mostriamo sempre il nostro lato migliore eh? Record mondiale come numero di auto blu, 35mo posto come libertà di stampa ed ora, 84mo posto come pari opportunità tra i sessi.
Dico sempre che l’attuale sistema partitocratico è il cancro della democrazia. Ne sono convinto. Ci sono personaggi come Violante, Fassino o Fini (faccio esempi bipartisan), che usano il politichese con estro, con lo scopo di anestetizzare gli italiani. Invece agli italiani, servono personaggi politici che parlano chiaro, schietto, in modo diretto. Persone che ‘parlano come mangiano’ e fanno fatti. Un esempio? L’assessore alla cultura a Catania, Silvana Grasso. Per conoscerla meglio, c’è anche il suo blog decisamente ‘pittoresco’. Hmmm…non è che l’assessore impersonato da Antonio Albanese stia facendo proseliti? Il dubbio viene eh? Ehi, blogger di Catania: fatemi sapere come va a finire con il museo del Castello Ursino. No, perché a me - scherzi a parte - sembra una tipa simpaticamente determinata che si batte per una proposta concreta:
Ho sempre detto di essere femminista. Una volta tanto, però, mi permettete di essere maschilista? Flavia Vento, Elisabetta Gardini, Gabriella Carlucci, Ombretta Colli, Cicciolina, Mara Carfagna, Manuela Di Centa, beh, scusate eh? Antonella Mosetti ci manca proprio! Per carità, la Mosetti è una gran bella f…, nulla da dire, però, sai com’è, sono un po’ preoccupato per le sue affermazioni in merito alla politica:
“Fare una scelta del genere richiede anni di preparazione, mi sto informando molto. Un giorno forse ci penserò..”
Azz! Verrebbe da esclamare. E chissà quale partito sceglierà. Facciamo previsioni? Vediamo…tra sportive e showgirl, a parte Flavia Vento, l’eterna indecisa che scelse la Margherita e poi Storace (tanto che differenza fa?), a parte Cicciolina con il suo partito dell’amore, abbiamo:
Ombretta Colli (Forza Italia)
Elisabetta Gardini (Forza Italia)
Gabriella Carlucci (Forza Italia)
Manuela Di Centa (Forza Italia)
Mara Carfagna (Forza Italia)
quale partito potrà mai scegliere la Mosetti? Previsione ardua, lo so. Io proprio non riesco ad azzardare ipotesi alcuna…
Il PG della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di Clementina Forleo. Quando la giustizia funziona al contrario…
Il procuratore generale della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli, ha avviato un’azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo. Motivo? Il 20 luglio scorso, la Forleo chiese alla Camera di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche relative alla vicenda Unipol-BNL (che rientra all’interno della più vasta vicenda ‘Bancopoli’ di due anni fa: scalata BPL ad Antonveneta, Unipol a BNL e Ricucci alla RCS). Le intercettazioni telefoniche riguardano Fiorani (BPL), Ricucci (immobiliarista), Consorte (Unipol) e sei politici: D’Alema (DS), Fassino (DS), La Torre (DS), Grillo (FI), Comincioli (FI) e Cicu (FI). Tre DS e tre di Forza Italia. Bipartisan. Nel 2003 il Parlamento all’unanimità vara la legge Boato. Cosa dice la legge Boato? Semplice: per usare delle intercettazioni telefoniche dove è presente un parlamentare, il giudice deve chiedere il permesso al Parlamento. Se il Parlamento nega tale permesso, il giudice è obbligato a distruggere bobina e trascrizione delle intercettazioni (le prove del reato). Senza le prove del reato, i colpevoli spariscono. Chiaro no? E’ una delle tante leggi ad personam berlusconiane delle quali beneficiano tutti, bipartisan (l’altra è quella che consente al Ministro della Giustizia di trasferire un magistrato che indaga su di lui). Insomma, De Magistris indaga su alcuni parlamentari? Gli si toglie l’inchiesta. La Forleo indaga su alcuni parlamentari? La si obbliga a distruggere le prove. Qualche ex-magistrato oggi parlamentare (Violante) li bacchetta pure in Televisione. Si favoleggia che l’Italia sia uno stato di diritto. Ciò significherebbe che fino a prova contraria (e sono ben 3 i gradi di giudizio: primo grado, appello e cassazione) un imputato sia da considerarsi innocente. Bene. Ma se Mastella-Prodi (Why Not) e Fassino-D’Alema (Unipol-BNL) sono innocenti e sicuri di essere onesti e puri, mi chiedo: perché mai pongono ostacoli alla giustizia?. Il dubbio che abbiano la coscienza sporca viene, no? Dubbio…oddio, per me è quasi una certezza, che ci volete fare? Sono maligno. Del resto il buon vecchio Andreotti diceva: ‘a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca’. Ecco alcuni stralci delle telefonate incriminate, dove i vari personaggi discutono per accaparrarsi la BNL (che poi è stata acquisita dalla francese BNP Paribas):
5 luglio 2005 Piero Fassino parla con Giovanni Consorte (ex presidente di Unipol), e gli spiega che Luigi Abete (presidente della BNL), vuole vederlo per parlargli:
- Fassino: Gli… gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’
- Consorte: uhm
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con.. però tu… ma questa… eh… non gliela devi dire a lui…
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti…
- Fassino: sto abbottonatissimo
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto
- Fassino: sì
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops…
- Fassino: eh
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così:
- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto…
- Fassino: ehm
- Consorte: che però non si può dire oggi
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
- Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde
Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl:
- D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
- Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta
- D’Alema: facci sognare. Vai!
- Consorte: anche perchè se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perchè la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
- D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
- Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni
- D’Alema: va bene, vai!
17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds:
- Consorte : Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini
Il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parla al telefono con Nicola Latorre:
- Latorre: Stefano!
- Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all’appello!
- Latorre: (ride)
- Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto: “datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu”, eh!
- Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo
- Ricucci: e sì, eh!
- Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto
- Ricucci: c’è anche il bollino stamattina!
- Latorre: sì
- Ricucci: ho preso da Unipol io tutto… Ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi…
- Latorre: sì sì
- Ricucci: non ti posso dire niente, eh!
18 luglio 2005. Al telefono il segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte:
- Consorte: Ciao Piero
- Fassino: E allora siamo padroni di una banca?
- Consorte: È chiusa, sì
- Fassino E alla fine cosa viene fuori? Fammi un po’ il quadro
- Consorte: Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro banche. Dunque, quattro cooperative
Chi mi conosce bene, sa che non sono maschilista. Anzi, mi ritengo abbastanza femminista. Le donne sono complementari agli uomini, hanno qualcosa che noi uomini non abbiamo. Ecco perché ne sono così affascinato. Come scrissi in un mio vecchio post, il mondo sarebbe migliore se fosse governato dalle donne. Bene, fatta questa debita premessa, devo dire che in Italia abbiamo delle donne politiche che - a volte - non si sa bene con che cosa ragionino. Qualche giorno fa infatti, una dichiarazione del Ministro dell’Interno Amato, fece discutere. La frase è la seguente:
“Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E’ una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”.
Da femminista quale mi ritengo, devo dire che in tale affermazione non vedo alcuna offesa per la Sicilia, né per l’Italia. Il senso della dichiarazione mi sembra perfettamente chiaro. Come ebbe a spiegare lo stesso Amato, tale dichiarazione faceva riferimento ad usi e costumi passati (io direi non tanto passati e forse ancora presenti) tipici di alcuni luoghi. Amato voleva dire: è inutile che diate la colpa alle religioni, perché la colpa è degli usi e costumi maschilisti che ancora resistono in alcuni luoghi. Più chiaro di così. Io condivido in pieno tale affermazione. E’ un dato di fatto questo. Amato faceva sicuramente riferimento alla legge relativa al delitto d’onore. Infatti in Italia, in virtù di tale legge, se un uomo uccideva una donna per difendere il proprio onore, aveva la riduzione di un terzo della pena. Tale legge è stata abolita soltanto nel 1981 (con la legge 442/1981). Presso quali luoghi d’Italia era così forte il senso dell’onore? In Piemonte, sicuramente! Infatti l’ex Ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo pensa che:
“Amato straparla. Chieda subito scusa ai siciliani o lo querelo”
Ma Amato è siciliano! Azz! Si è offeso da solo! La Prestigiacomo è di Siracusa e - pur essendo di Forza Italia - la ritengo simpatica e anche una bella f… . Però qui è lei che straparla visto che sembra non capire il senso di una dichiarazione fatta da un siciliano come Amato. E infatti si spiega perché milita tra le file di FI. Ma Stefania…Stefania…andiamo…Stessa constatazione debbo fare nei confronti di Alessandra Mussolini. Simpatica e una gran bella f… anche lei. Pur essendo di Azione Sociale, spesso dice cose sensate che condivido. Ma anche lei sembra non capire il senso dell’affermazione di Amato:
“Affermazioni molto gravi perché offendono la Sicilia, che fa parte dell’Italia”
E certo, occorreva specificarlo che la Sicilia fa parte dell’Italia! Ma Alessandra…Alessandra…suvvia. Ma io dico: lo stesso Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità commissionò un’indagine sulle violenze e i maltrattamenti sulle donne tempo fa. L’ISTAT presentò i risultati di tale indagine in questo report. Dal testo si stimano 6 milioni 743 mila vittime di violenza a donne tra i 16 e i 70 anni. La maggior parte di queste violenze avviene in famiglia. La quasi totalità delle violenze non viene denunciata (ben il 96%). Il dato più interessante che emerge dall’indagine ISTAT, è che il numero delle violenze sembrerebbe più alto al nord e più basso al sud. Ma - come viene evidenziato all’interno dello stesso rapporto - questi dati vanno analizzati con cautela, perché:
“possono nascondere diversità nella disponibilità a parlare del tema, nella consapevolezza nell’identificare gli episodi di violenza, nella maggiore capacità di rivelarli.”
Cioè come a dire: forse al sud, nelle isole e nei piccoli centri, le donne denunciano molto di meno i casi di violenza. Mentre al nord è vero l’opposto. Ecco perché sembra che al nord ci siano più violenze e al sud ce ne siano di meno. O no? E’ notorio come nei piccoli centri la vergogna sia un grosso ostacolo che impedisce la denuncia di questi fatti. Meglio non far sapere a nessuno. Meglio tacere. Ma io dico: che le commissionate a fare queste indagini se poi non riuscite a capire neanche il senso di una dichiarazione fatta da un Ministro dell’Interno? Sono davvero perplesso.