Su tutti i giornali vengono riportate le dichiarazioni di politici di destra e di sinistra. Maroni, Casini, Misiani, Calvisi. Tutti si affannano ad affermare che:
”Il nostro via libera all’emendamento è stato dato perché in linea con un progetto dell’Ue. La direttiva ancora non c’è, ma è una questione che sta maturando in Europa”
In sostanza, sembrerebbe che esista (o sia in via di discussione) una direttiva europea che renda obbligatoria l’introduzione delle impronte digitali sulla carta d’identità. Questo è il messaggio che sta passando in questi giorni. Siccome fino a ieri la UE condannava il prelievo delle le impronte ai bambini Rom, qualcosa non mi torna. Visitando il sito della UE, quello dell’Europarlamento e quello del diritto comunitario, non sono riuscito a trovare traccia di questa fantomatica direttiva. Non vorrei che si faccia riferimento alla convenzione di Dublino e all’Eurodac, il database europeo delle impronte digitali. No, perché in questo caso, stiamo parlando di raccogliere le impronte digitali di coloro che richiedono asilo politico e di coloro che entrano nel territorio dell’Unione europea in modo clandestino. Tutto qui. Quindi, allo stato attuale delle cose, credo che non esista alcuna direttiva europea che obblighi il prelievo delle impronte digitali di tutti i cittadini dei vari paesi UE. Né tantomeno credo che se ne stia discutendo in sede Ue. Non sono un giurista, perciò se sbaglio, qualcuno mi fornisca cortesemente il link al documento comunitario che tratta la questione delle impronte digitali obbligatorie. Se invece non sbaglio, allora tutti - destra e sinistra - stanno facendo passare una falsa verità. Insomma, mentono sapendo di mentire.
Gli italiani si sa, sono dei mariuoli. Se ne sono accorti anche i politici. Infatti hanno deciso che dal primo gennaio 2010, a tutti gli italiani saranno prelevate le impronte digitali. Le impronte verranno messe all’interno della carta d’identità. Ma cosa sono le impronte digitali? A cosa servono? Cosa è un documento di riconoscimento? A cosa serve? Le impronte digitali solitamente vengono prelevate durante le indagini su eventi criminosi. Non so, c’è stato un omicidio? Si prelevano le impronte degli oggetti vicini al cadavere della persona uccisa. Hai visto mai che l’omicida - un po’ gonzo a dire il vero - abbia ucciso senza indossare dei guanti? Se lo ha fatto viene identificato subito (se è un delinquente schedato). I documenti di riconoscimento come la carta d’identità invece, servono ad identificare le persone. Non so, paghi con una carta di credito? Il commerciante ti chiede un documento di riconoscimento, per essere sicuro che tu sei effettivamente il titolare della carta di credito. Ora, collegare le impronte ai documenti di riconoscimento, equivale a mio avviso a sostenere questa tesi: gli italiani - TUTTI - sono dei mariuoli, perciò vanno schedati. Come dite? Si tratta di un’escamotage per prelevare le impronte digitali anche ai rom? Ma dai, cosa andate a pensare! Non è così. In realtà i politici si sono resi conto del fatto che gli italiani sono dei mariuoli. Tutti. Anche loro lo sono. Non ci credete? Beh, lo dicono loro, non io. Prendete ad esempio Giancarlo Masciarelli. L’ex presidente della FIRA, ora arrestato insieme ad Ottaviano Del Turco (presidente della regione Abruzzo). Lui stesso afferma:
“Destra e sinistra? Io non sto né di qua né di là, io sto con i soldi”
Più chiaro di così. Lui lo afferma, molti altri non lo dicono ma lo pensano. Insomma, PDL e PDmenoelle, sono la stessa cosa. Ma basta prendersela con i politici. Gli italiani tutti sono dei mariuoli. Anche i magistrati, ad esempio. Vedi quelli che proprio non ci riescono a condannare gli abusi avvenuti durante il G8. E gli imprenditori italiani? Li vogliamo escludere? Vedi quelli che comprano aziende nazionali a credito, senza soldi. Tanto poi, saranno i cittadini a pagare i debiti (Telecom Italia, Montedison, Parmalat, Cirio e via dicendo). E gli italiani evasori? No, non si scappa: gli italiani sono un popolo di mariuoli. Tutti. Anzi, a pensarci bene, forse le impronte digitali non bastano: forse è il caso di usare le foto segnaletiche. Anche ai bambini. Tanto saranno dei mariuoli da adulti, non si scappa. Ma l’Italia, è uno stato di diritto o di polizia?
“Vi ricordate i miei presunti reati ambientali in Sardegna? Mi è appena arrivata una telefonata dell’avvocato che mi ha detto che sono stato assolto perché il fatto non sussiste”
Già, è stata tutta colpa di questi 789 giudici che lo perseguitano dal 1994. Assolto? Il fatto non sussiste? Vogliamo vedere come sono andati realmente i fatti?
2003, il Governo Berlusconi approva un bel condono edilizio.
6 maggio 2004 La Nuova Sardegna segnala un vistoso cantiere abusivo sugli scogli di Punta Lada, confine a mare della proprietà La Certosa di Silvio Berlusconi. Un’opera faraonica: 50 ettari di terreno, 2 mila e 500 metri di casa, 2 mila cactus, 6 piscine, 1 agrumeto, 1 foresta di ulivi secolari, 1 lago artificiale, 1 finta cascata, 1 finta collina, 1 finto anfiteatro greco, 1 caverna con approdo, tutto ufficialmente intestato alla Idra Immobiliare, società fondata nel 1977 con 5 consiglieri di amministrazione, 3 sindaci. E un unico inquilino, lui, Berlusconi.
Problema: c’è una legge della regione Sardegna che impone il divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste. La procura di Tempio Pausania avvia un procedimento penale. Ai primi di maggio la procura dispone un’ispezione all’interno della tenuta. L’ispezione viene prontamente fermata da un decreto dell’allora Ministro dell’Interno Pisanu. Il decreto pone Villa Certosa sotto segreto di Stato. Lo stesso CESIS dichiara che villa La Certosa viene usata come sede di emergenza del Governo!
La procura di Tempio Pausania ricorre alla Corte Costituzionale per conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato e per ottenere l’annullamento della decisione del Governo
Intanto il Governo Berlusconi estende il condono edilizio da lui stesso varato nel 2003, anche alle zone protette (comprensiva la villa “La Certosa”).
Un anno dopo, il Ministro Pisanu toglie il segreto di stato e la Corte Costituzionale dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione proposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. La Idra Immobiliare ha avuto così tutto il tempo di presentare le richieste di condono per villa La Certosa.
Il finale si conosce già: Giuseppe Spinelli, amministratore della Idra Immobiliare è stato assolto dal giudice di Olbia da 13 capi imputazione per presunti abusi edilizi e violazioni ambientali. In questo link un piccolo resoconto della storia. Ovviamente il fatto “non sussiste”. Sì, perché l’assoluzione è certa quando puoi costruirti le leggi da te. Leggi ad personam, appunto. A molti italiani però, queste storie non fanno effetto. Loro replicano con: “ma che ce fregaaa, ma che ce importaaa…”. Marcello Veneziani docet.
Com’è noto anche ai più piccini, la giustizia italiana non brilla certo per efficienza. È nota altresì la carenza cronica di mezzi e personale all’interno del sistema giudiziario italiano. Fotocopiatrici, fax e stampanti rotti o inesistenti, computer insufficienti e obsoleti. Annosa carenza di organico. Cose note a tutti. Fatti che sentiamo raccontare da anni. Allora come fare per sopperire a tutte queste mancanze? L’attuale Governo ha trovato la soluzione: tagliamo le spese di un buon 22%. Per ora. Sì perché nel 2011 i tagli potrebbero arrivare al 40%. Ma certo, perché non ci abbiamo pensato prima? A dire il vero però, lo tsunami dell’economia Tremonti potrebbe fare molto di più: abolire totalmente il sistema giudiziario italiano. Già, perché a ben vedere, la giustizia è un optional in Italia. Tanto vale eliminare del tutto quest’inutile spreco di risorse. Non vi pare?
Cosa vuol dire essere dei banditi? Vuol dire non rispettare le leggi. Bene, se ciò è vero, allora l’attuale Governo è composto da banditi. Infatti l’attuale Governo non rispetta le leggi. Mi spiego meglio. Il 27 maggio del 1991, l’Italia ratificò con la legge n. 176 la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. 193 paesi aderiscono alla Convenzione. In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione. Secondo quella convenzione quindi, la decisione di raccogliere le impronte digitali dei bambini rom è illegale. Ecco come si esprime l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia):
“L’UNICEF Italia esprime stupore e grave preoccupazione per la proposta del Ministro degli Interni Roberto Maroni di avviare un censimento dei bambini presenti nei campi rom, mediante impronte digitali. Verrebbe da proporgli, per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani… Ci auguriamo che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non avere seguito. I bambini rom non sono diversi dagli altri bambini (tra l’altro molti di loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti), ma soprattutto i bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti. Sono mesi ormai che l’attenzione delle istituzioni, nonché dell’opinione pubblica e dei mass media italiani si concentra sulle comunità rom presenti nel nostro territorio. Un’attenzione che, come UNICEF Italia, chiediamo non si trasformi in principi di discriminazione verso popolazioni e soprattutto bambini in condizioni di evidente vulnerabilità. Auspichiamo che il Governo italiano affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia con legge n° 176 del 27 maggio 1991″.
Ma non basta. L’Italia fa parte della Comunità europea e deve rispettare le risoluzioni comunitarie. Bene, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato con 336 voti favorevoli, 220 contrari e 77 astensioni la risoluzione che diffida l’Italia dal continuare con la raccolta delle impronte digitali. La motivazione? Eccola:
“un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”
La risposta degli esponenti del Governo è stata unanime: indignazione. Loro vanno avanti indignati. È un po’ come se Totò Riina si indignasse di essere accusato di essere stato il capo della mafia! Insomma, l’Italia viola le convenzioni ONU, viola ripetutamente le risoluzioni UE (ricordate la multa da 300.000 euro al giorno, comminata dalla UE nei confronti dell’Italia a causa di Rete4?), come si fa allora a non definire quest’esecutivo un gruppo di banditi? Nel frattempo, il lodo Alfano è stato votato alla Camera e, se passerà anche al Senato, i capi banda (Napolitano, Berlusconi, Schifani e Fini) resteranno impuniti. Qualsiasi malefatta facciano. Effettivamente, il lodo Alfano era una legge della quale l’intera collettività sentiva urgente bisogno. Italianii! Ringraziate. Il vecchio disegno della P2 si sta attuando efficacemente. I piduisti a loro volta, ringraziano gli elettori italiani.
“[…] Il ministro Mara Carfagna ha querela Sabina Guzzanti per le parole dette dal palco? Bene, sara’ un processo bellissimo. Finalmente potremo leggere le intercettazioni su Berlusconi che, altrimenti, sarebbero state distrutte. Visto che ci sara’ un processo, le intercettazioni dovranno entrare nel dibattimento e non verranno distrutte […]”
Queste sono le parole che dovrebbero essere pronunciate dai giornalisti. Ma i giornalisti - si sa - sono persone altamente scandalizzabili e moraliste. Povere anime candide. Di raccontare i fatti però, non se ne parla proprio. Meglio denigrare e affossare. Meglio parlare di turpiloquio. Che dire? Inizialmente sembrava che le parole della Guzzanti potessero ritorcersi contro lo scopo della manifestazione dell’8 luglio scorso. Invece… Grande Travaglio!
Il TG3 - il telegiornale più vicino alle mie idee - ha parlato della manifestazione di ieri a piazza Navona. Ne è uscito fuori un servizio freddo, un comunicato di agenzia. Anzi, addirittura due giornalisti hanno criticato la manifestazione. VERGOGNA! Io c’ero e vi assicuro che la sensazione, l’aria che si respirava era ben diversa. Le cose che hanno detto i vari Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Sabina Guzzanti, Beppe Grillo e via dicendo, sono state forti, esplosive. Tutte cose che qualsiasi persona onesta pensa da anni. Al TG3 hanno detto che la manifestazione è andata male. BUGIA. BUGIA. BUGIA. Io c’ero. La manifestazione è stata un tripudio di gente, di teste PENSANTI che ancora si oppongono ai fascismi e alle dittature. La manifestazione è riuscita perfettamente. Più di 100.000 persone. La piazza era piena come un uovo, ve lo assicuro. A queste manifestazioni ci si sente meno soli. Perché vedi che non sei il solo a pensarla in un certo modo. Nei prossimi post cercherò di fare un piccolo reportage. Per raccontare quello che televisioni e giornali NON DICONO. Nel frattempo, qualcosa reperito su YouTube:
La SGAE (la SIAE spagnola) ha ha querelato un blogger spagnolo al quale è stata inflitta una multa di 9 mila euro. Il motivo? Semplice: il blogger Julio Alonso ha spiegato le dinamiche di un caso di Googlebombing ai danni della SGAE. Digitando la parola “ladrones” sarebbe apparso il sito della SGAE ai primi posti. Come si può notare, l’idiozia non è caratteristica prettamente italica. Questa gente che denuncia per diffamazione NON HA ANCORA CAPITO CHE IN QUESTO MODO PRODUCE L’EFFETTO CONTRARIO. Infatti per ogni querela per diffamazione, per ogni censura, partono subito mille post su mille blog che denunciano il caso. Conseguenza? Il querelante fa una figura a dir poco barbina. Tempo fa scrissi in un post come solo l’8% del prezzo di un CD vada a finire nelle tasche dell’autore. Il resto se lo cuccano “tutti gli altri”. Ora, io me ne guardo bene dal dire ciò che penso della SIAE. Non dirò mai che sono dei ladroni. Scherziamo? Io – al contrario del blogger spagnolo – non mi azzarderei mai ad affermare in post che quelli della SIAE sono dei magnapane-a-sbafo-e-tradimento. Però vorrei soffermarmi sulla questione CENSURA. Sapete? Se io iniziassi a censurare i commenti sul mio blog, la gente – giustamente – mi accuserebbe di censura. Allora la domanda sorge spontanea: perché io – in veste di blogger – DEVO ESSERE RESPONSABILE DELLE PAROLE DETTE DA ALTRI? Follia pura, verrebbe da pensare. Cari amici della SGAE, prima della vostra querela per diffamazione non sapevo che da voi la gente vi ritenesse dei ladroni. Ora lo so. Grazie a voi. Bravi, continuate così.
Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo,
il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico di destra o di sinistra, il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.
On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores D’Arcais