Home - Chi sono - Contattami

Mercoledì 3 Settembre 2008

I giudici sono costretti a scarcerare gli ultrà teppisti?

Archiviato in: Politica, Sicurezza, Giustizia, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 09:19 )

Premetto che non mi interessa il calcio. In Italia poi, lo vedo come uno strumento di ottundimento delle coscienze, come una macchina lava-cervelli. Già nell’antica Roma, Giovenale si era accorto che panem et circenses era un buon metodo per ottenere il consenso popolare. Distraiamo la gente dai problemi veri con un po’ di calcio. Facciamoli discutere e azzuffare per questa o quella squadra, così non si accorgono di essere degli schiavi sfruttati. Oggi Maroni dice che ci vuole il pugno duro contro i tifosi ultrà che provocano danni ai treni per 500.000 euro. Contro quei facinorosi che in realtà sono da considerare come vere e proprie associazioni a delinquere. Giusto: in carcere e buttare la chiave. Anzi no, le chiavi si fondono e si ricicla il metallo per scopi più utili alla collettività (panchine, pali della luce, ponti, etc.). Bene, sono d’accordo con te Maroni. Giusto. Però se proprio vogliamo essere precisi, ecco quanto afferma Antonio Di Pietro:
“se i politici non hanno riserve sulle norme che costringono i giudici a provvedimenti di scarcerazione perché stabiliscono maglie così larghe a favore di delinquentoni che fanno falso in bilancio o corruzione poi non si devono la mentare se quegli stessi parametri vengono valutati erga omnes”
In altre parole: troppo comodo far finta di fare la voce grossa. Troppo comodo fare i fascistoni con i manganelli. No, cerchiamo di non scarcerare coloro che assaltano i treni, invece. O meglio: se gli operai del nord votano la lega perché hanno paura degli extracomunitari, poi accade che quando la Lega è al governo, passino al Senato leggi blocca-processi come queste. Leggi che per salvarne UNO, ne salvano tanti altri. I teppisti ad esempio. Poi allora non ci lamentiamo. Poi allora mandiamo a cagare certi politici che usano il pugno duro. O no?

Commenti (2)Permalink

Martedì 2 Settembre 2008

I nullatenenti con lo yacht

Archiviato in: Società, Scandali, Giustizia, Tasse, Economia — Maurizio ( 08:45 )

Secondo un’indagine dell’Associazione Contribuenti Italiani, il 58% degli yacht di lusso è intestato a nullatenenti o a pensionati ottantenni. La GF indaga. Gli evasori andranno in galera? Subiranno sequestri? Pagheranno finalmente le tasse? Certo, è tutto mostrato nel film di fantascienza: “Italia, un paese di persone oneste”. E i politici che sono attenti all’evasione fiscale e che la combattono strenuamente? Ehm… si dice che alcuni abbiano lo yacht… Ah, ecco.

Commenti (0)Permalink

Mercoledì 6 Agosto 2008

Faccendieri

Archiviato in: Scandali, Disservizi, Lavoro, Monopolio, Lobby, Aziende, Giustizia, Tasse, Economia — Maurizio ( 08:00 )

Perché Telecom Italia ha 23 milioni di linee telefoniche e 4 milioni di guasti? Perché ci sono molti comuni italiani che viaggiano ancora con i modem a 56 kbps? Perché il 187 non funziona? Perché non abbiamo una banda larga decente in Italia? Perché non riusciamo a colpire i grandi evasori fiscali italiani? Perché Telecom Italia annuncia 5.000 esuberi entro il 2010 (ma i sindacati ne temono 10-12.000)? Perché l’economia italiana è in crisi? Per via del costo del lavoro? A causa dell’euro? A causa dei cinesi? No. La colpa è che ormai in Italia non esistono più gli imprenditori. Sapete, quelle persone che investono in risorse, ricerca ed innovazione. Quelle persone che sviluppano un’idea geniale e producono qualcosa di buono. Ormai in Italia esistono i faccendieri. Gente che non riutilizza gli utili delle aziende per fare ricerca e innovare ma unicamente per profitto personale. Gente che compra e vende titoli senza pagare un euro di tasse. Gente che possiede conti cifrati all’estero. Gente che utilizza aziende off shore per gestire montagne di denaro che non si sa da dove vengono e non si sa dove vanno a finire. Gente che non viene mai perseguita dai magistrati e dalla Guardia di Finanza. Insomma, gente come questa.

Commenti (1)Permalink

Mercoledì 30 Luglio 2008

I cognomi tracciano i destini delle persone

Archiviato in: Politica, Diritti civili, Lavoro, Giustizia, Economia — Maurizio ( 09:04 )

Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera:
“Quella che l’opposizione, utilizzando un lessico demagogico, chiama anti-precari è in realtà una misura equa per entrambe le parti perché avere giustizia dopo decenni non agevola né il lavoratore né l’azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese” (fonte Repubblica.it).
che tradotto significa: se una causa dura più di dieci anni, alla fine è meglio abbandonare, perché altrimenti è uno spreco di soldi inutile. Calcolando che le cause civili in Italia durano almeno 10 anni, il messaggio di Italo Bocchino è chiaro: sperare di ottenere giustizia in Italia è solo un inutile spreco di soldi. Complimenti! A volte, i cognomi segnano la vita delle persone che li portano (vedi ad esempio Vittorio “Sgarbi”). Il cognome del signor Italo la dice lunga: Bocchino.

Commenti (3)Permalink

Lunedì 28 Luglio 2008

La dittatura invisibile

Archiviato in: Politica, Diritti civili, Lavoro, Giustizia, Economia, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 08:00 )

La Ue ci dice che 48 ore di lavoro settimanali sono poche e che possiamo lavorare fino a 60 ore. Il Governo ci dice che se siamo precari, anche se abbiamo tutti i requisiti, non possiamo più chiedere di essere assunti a tempo indeterminato. Ci schedano con le impronte digitali ed il prelievo del DNA obbligatorio. Possibile che ci sia ancora tanta gente che non riesce a rendersi conto di vivere sotto dittatura? Fannie e Freddie sono in crisi. Chi sono? Nulla, rappresentano solo il 50% del mercato dei mutui statunitense. Ciò che accade negli USA, dopo qualche anno accade anche in Italia: per forza, importiamo le stesse politiche. Italianiii! Sveglia!

Commenti (0)Permalink

Venerdì 25 Luglio 2008

Anestesia cerebrale

Archiviato in: Politica, Società, Diritti civili, Sicurezza, Giustizia — Maurizio ( 09:38 )

Io non mi sento più italiano. In Italia c’è gente come Renzo Biancato:



che fa pagare 1 euro per far assistere ad una finta esecuzione su sedia elettrica (con tanto di manichino con le convulsioni) ad adulti e bambini, e gente come Walter Veltroni:



che ha il coraggio di dire:
“[…] Sono convinto che il presidente Napolitano in tutta la vicenda del cosiddetto ‘lodo Alfano’ abbia svolto con il consueto equilibrio il suo compito in una fase certamente non facile. Cosi’ come penso che, dopo l’approvazione delle Camere, la firma del provvedimento sia stata un atto dovuto […]”
Per fortuna che c’è rimasta ancora qualche persona intelligente che scrive che la raccolta delle impronte digitali e il prelievo del DNA per tutti:
“[…] è parte integrante di un sistema di controllo del cittadino che continua a farsi sempre più pressante ed ossessivo, nel tentativo di fare fronte nel prossimo futuro a qualunque scenario possa contemplare il rischio di sommosse popolari e violenza diffusa conseguente al probabile tracollo economico del sistema occidentale […]”
leggere queste cose mi fa bene, perché penso che c’è rimasto ancora qualche italiano con il cervello attivato. Sì, perché quando senti a destra e a sinistra frasi del tipo:
“qual è il problema se ci prendono le impronte? Così chi ruba viene preso subito”
frasi che sono il frutto di anni ed anni di TG4, di Porta a Porta, di Matrix, che hanno prodotto una sorta di anestesia cerebrale diffusa. Che bello allora leggere la parole di Marco Cedolin:
“Schedatura delle persone tramite la raccolta delle impronte digitali e in futuro anche del dna, telecamere onnipresenti e sempre più sofisticate, esercito nelle strade, infrastrutture presidiate dalle forze armate, finanziamenti sempre più cospicui destinati agli armamenti, all’esercito e alle forze dell’ordine, ottenuti attraverso altrettanto cospicui tagli alla sanità e alla spesa sociale, sono solo i prodromi di una “guerra” combattuta nel nome della sicurezza dei cittadini, ma destinata a lasciare sul terreno come unica vittima ogni anelito di libertà al quale intendessero aspirare i cittadini stessi, destinati a diventare nel tempo sempre meno sicuri e più controllati.”
Ieri ti fotografavano la faccia. Oggi ti prendono le impronte delle dita e ti prelevano il DNA. Nel 2034 ti metteranno a 90 gradi chiedendoti gentilmente di mostrare quella parte del corpo che serve ad eliminare i rifiuti solidi della digestione. Sarà necessario per combattere una terribile malattia venerea che si trasmette durante i rapporti omosessuali. Per carità, lo si farà per tutelare la salute pubblica. E se non sei mai stato gay in vita tua, non importa, sarà un esame obbligatorio per tutti, per evitare di discriminare le persone in base alle loro scelte sessuali. Nel 2034 ci saranno italiani che parleranno così:
“qual è il problema a mostrare il culo? Così eviteremo epidemie e tuteleremo la salute pubblica”
Gente indagata che diventa Capo del Governo, gente condannata che siede in Parlamento, gente condannata che viene scarcerata, gente che indaga che viene trasferita, cittadini onesti che vengono schedati. Scusate lo sfogo gente, ma il mio cervello proprio non ne vuole sapere di essere anestetizzato. Un consiglio a quei pochi italiani che ancora sono recuperabili: buttate via il televisore, è per il vostro bene.

Commenti (0)Permalink

Giovedì 24 Luglio 2008

Bruno Contrada deve essere liberato, non si scappa!

Archiviato in: Giustizia, Mafia — Maurizio ( 09:47 )

Bruno Contrada, poveraccio, è dimagrito 22 kg ed è depresso. Sì, perché si trova in carcere: sta scontando una pena detentiva di 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel 1982 lavorava all’interno del SISDE, con l’incarico di coordinarne i centri della Sicilia e della Sardegna. Lui si difende dicendo che è stata una vittima del sistema. La stessa autodifesa di Bettino Craxi e di tutti i politici corrotti che vengono presi con le mani nella marmellata. Della serie: “lo fanno tutti, perché incolpate solo me?”. Questi personaggi a mio avviso, sono in effetti dei capri espiatori, ma ciò non toglie che abbiano commesso dei reati e che - conseguentemente - debbano essere condannati. Sono stufo di questo Paese della giustizia al contrario. Innocenti come Enzo Tortora che vengono condannati e politici corrotti che siedono in Parlamento. Previti ce lo siamo tenuto 1 anno e mezzo. Stipendiato con le nostre tasse. Contrada è depresso. Ma va? Che strano, ero convinto che in carcere ci fossero solo persone allegre e felici! Oggi, il sostituto procuratore generale del tribuale di sorveglianza di Napoli Ugo Ricciardi, è favorevole alla scarcerazione di Contrada. E certo, in un Paese dove la giustizia gira al contrario, la scarcerazione di un connivente con la mafia è atto dovuto. Gente, sto iniziando ad aver paura. Sì, perché in un Paese dove i mafiosi vengono scarcerati e i corrotti diventano deputati, gli onesti cittadini rischiano grosso!

AGGIORNAMENTO:

Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per gravi motivi di salute. Ecco in questo articolo cosa ne pensa Salvatore Borsellino.

Commenti (0)Permalink

Mercoledì 23 Luglio 2008

Riassumendo…

Archiviato in: Politica, Scandali, Giustizia — Maurizio ( 09:59 )

De Magistris è stato trasferito. La Forleo è stata trasferita. Il lodo Alfano è diventato legge e le 4 più alte cariche dello stato godono di immunità e i processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato sono sospesi. Insomma, se Napolitano effettuasse improvvisamente una rapina in banca, nessuno avrebbe da obiettare alcunché. Who cares? Come dicono gli inglesi. Tutto è passato con il beneplacito della maggioranza, della finta-opposizione e della maggioranza degli italiani. Luigi De Magistris indagava su illeciti nella gestione dei finanziamenti Ue (denaro pubblico) che servivano a costruire depuratori (inchiesta Poseidon), su traffici illeciti in Basilicata di politici, magistrati e imprenditori (inchiesta Toghe Lucane) e su altri traffici che coinvolgevano politici e imprenditori nonché una loggia massonica (inchiesta Why Not). Clementina Forleo indagava sulle vicende Antonveneta, Unipol-BNL. Riassumendo: chi indaga sugli illeciti viene rimosso o trasferito, chi dovrebbe essere candido, “eletto”, “onorevole” e quindi al di sopra di ogni sospetto, godendo dell’immunità potrà perpetrare qualsiasi illecito. QUESTA SI CHE E’ GIUSTIZIA! COMPLIMENTI VIVISSIMI AL FIRMATARIO NAPOLITANO. Insomma, come dico sempre, nulla è cambiato in Italia dal 1861 ad oggi. Stessi scandali, stesse ruberie. Cambiano solo i soggetti coinvolti. La loggia massonica Propaganda Due, meglio nota come P2 è più viva che mai. Allora c’era lo scandalo della Banca Romana, oggi c’è Antonveneta e Unipol-BNL, bancopoli per farla breve. In mezzo c’è il crack del Banco Ambrosiano. Allora c’era lo scandalo dei Tabacchi, oggi abbiamo Cirio e Parmalat. Il controllo dell’informazione (giornali e tivvù) è stato raggiunto da tempo e per gli “aggiustamenti” all’ordinamento giudiziario ci stiamo attrezzando (vedi il lodo Alfani). Abbiamo anche un Capo del Governo appartenente alla P2 (numero 1816), che si vuole di più?

Commenti (0)Permalink

Martedì 22 Luglio 2008

Tutta colpa di Tavaroli. Tronchetti-Provera estraneo?

Archiviato in: Scandali, Sicurezza, Aziende, Giustizia — Maurizio ( 14:35 )

Il Corriere sottotitola: “Chiusa l’inchiesta, in 34 verso il processo: corruzione e appropriazione. Indagate Telecom e Pirelli, non gli ex manager Tronchetti Provera e Buora”. La Repubblica invece titola: “Tavaroli: «Tronchetti mi ordinò un dossier sui soldi ai ds»”. L’Unità invece, titola: “Caso Telecom, i pm: la società non impedì i reati”. Insomma, alla fine si chiude l’inchiesta e Tavaroli risulta indagato, a Telecom Italia viene contestata la violazione della legge 231 del 2001 (della serie: “dovevate stare più attenti e controllare i vostri dipendenti”) e Tronchetti-Provera risulta estraneo alla vicenda, ignaro di tutto. Insomma, si raccolgono qualcosa come 5.000 dossier illegali, si scopre un network clandestino di intercettazioni immenso, si spendono milioni di euro per alimentare il network e Marco Tronchetti-Provera, l’ex Presidente di Telecom Italia, nonché azionista di maggioranza è ignaro di tutto. Dobbiamo crederci?

Commenti (0)Permalink

Lunedì 21 Luglio 2008

La nostra italietta: scandalizzati per le “offese” al Papa ma contenti dello stato di polizia

Archiviato in: Politica, Perbenismo, Moralismo, Sicurezza, Giustizia — Maurizio ( 09:13 )

Caso Tortora

Nell’italietta delle querele delle Carfagne nei confronti delle Guzzanti, dove i politici italiani - loro sì - possono tranquillamente abbandonarsi al turpiloquio, dove la gente perbenista si scandalizza per le presunte offese nei confronti del Papa (”quando morirà andrà all’inferno e incontrerà dei diavoli frocioni attivissimi”) mentre il Bossi alza tranquillamente il dito medio all’inno di Mameli, Berlusconi definisce coglioni metà degli italiani, Sgarbi dà dell’idiota testa di… a Travaglio e certi “parlamentari” banchettano in aula con la mortadella, in questa italietta dicevo (il minuscolo è d’obbligo), si sta lentamente instaurando un regime dittatoriale e uno stato di polizia. Con il beneplacito degli italiani perbenisti e moralisti. Già, del resto, appena fuggito il re, l’Italia era caduta in mano ai tedeschi, ma 10 milioni di italiani (su 22) pensarono bene di votare per la monarchia. Bene, in questa italietta da 4 soldi, in questo paese di individualisti, egoisti, moralisti cattolici ipocriti, perbenisti, in sordina il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge che prevede il:
Prelievo forzato del Dna anche per chi non è detenuto e non è neppure indagato” (fonte: Il Sole 24 Ore)
Dove sta il problema? Diranno subito i perbenisti di cui sopra. Beh, se non ci arrivate da soli, rispondo io, andatevi a rileggere il caso Tortora. Poi, fate questa semplice considerazione: visto che in altri paesi come gli USA si sono già verificati errori con i confronti del DNA, immaginate cosa potrebbe accadere in Italia. Ma il punto è un altro. Ciò che mi fa veramente incazzare come una bestia non sono i possibili pericoli di queste leggi, no. Io mi incazzo per lo stato di polizia che si sta instaurando. Io mi incazzo per la schedatura delle persone oneste. Io mi incazzo perché a molti italiani non basta un ventennio per capire. Italiani perbenisti, lo volete capire sì o no che “loro”, quelli che prelevano i fondi Ue e li versano nei conti correnti all’estero invece di usarli per costruire depuratori, coloro che rubano i soldi alla Sanità (vedi il recente caso Del Turco), loro dicevo, non lasceranno mai impronte digitali o tracce di saliva nei trasferimenti bancari? Porca puttana! Quando finirete di contemplare il dito e ignorare la luna? Italianiii!

Commenti (0)Permalink
« Pagina precedentePagina successiva »

Funziona con WordPress