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Lunedì 5 Maggio 2008

L’invasione

Archiviato in: Società, Immigrazione — Maurizio ( 08:00 )

Ieri nel vagone della metro ho fatto la seguente considerazione: accidenti quanti turisti che ci sono qua dentro. Inevitabilmente mi sono ricordato della paranoia di Marco per l’invasione degli stranieri. Allora - rivolgendomi verso Simona con tono ironico - ho detto: «pensa se Marco fosse qui ora». E lei: «già, mi sa che siamo gli unici che parlano italiano qua dentro». A quel punto la riflessione è venuta spontanea: «pensa, tra 10 anni questo vagone sarà occupato solo dagli stranieri. Tutti parleranno lingue diverse. L’unico che parlerà ancora italiano sarà lo speaker della metro, che con tono cantilenante dirà: “prossima fermata, Vittorio Emanuele, uscita lato… destro”».

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Sabato 24 Novembre 2007

In Germania naziskin incidono svastica sull’anca di una ragazza. 15.000 nazisti solo in Italia. Quando bloccheremo questa gentaglia?

Archiviato in: Politica, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 10:33 )

Ecco l’ennesimo caso di intolleranza razziale. Questi rigurgiti di xenofobia accadono da un po’ di tempo. Sono fatti pericolosi che vanno stroncati sul nascere. Mittweida, Sassonia, 3 novembre: un gruppo di 4 naziskin molesta una bambina extracomunitaria di 6 anni. Una ragazza cerca di aiutare la bambina e i quattro la bloccano. Tre la immobilizzano e il quarto, con un coltellino le incide una svastica su un’anca. Tentano di incidere anche una ‘SS’ sulla guancia, ma la ragazza riesce a divincolarsi e a fuggire. I quattro sembrerebbero far parte dell’associazione neonazista ‘Sturm 34′, proibita da aprile. Uno dei quattro indossava un giubbotto con la scritta ‘Ndsap’, cioé ‘Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei’, il partito di Adolf Hitler, il cui simbolo è la tristemente nota svastica. Nel 2004, in Sassonia, il partito nazionale democratico (NPD) è entrato in Parlamento del Laender con il 9% dei voti. Come mai ancora esistono questi partiti di estrema destra? Come mai esistono ancora questi fanatici esaltati? Questi qui, sono delinquenti, senza mezzi termini. Vengono alimentati dall’odio razziale, dai moti xenofobi. Ecco perché quanto è accaduto in Italia tempo fa con i rom, mi preoccupa molto. Stessa intolleranza verso zingari, rom, extracomunitari dei tempi di Hitler. Ma la storia non insegna nulla? Questi gruppi neonazisti dovrebbero essere stroncati subito e con decisione. Questi non sono casi isolati che si verificano in Germania. In Italia tempo fa alcuni naziskin effettuarono un raid punitivo contro un pub di Bari frequentato da gay e ragazzi di sinistra. Un componente di queste bande allora aveva appena 16 anni. Qualche giorno fa, venne arrestato per i disordini degli ultrà a Milano e Bergamo. Questo teppista xenofobo, ora aderisce all’organizzazione di estrema destra ‘Ambrosian skinheads’ che gravita intorno a Forza Nuova. Ma questa gente, non dovrebbe marcire in galera? Invece no, centinaia di denunce negli ultimi sei mesi, tra Varese e Milano, contro aspiranti neonazisti. Gente esaltata, nostalgici. 15.000 tra iscritti e simpatizzanti nazisti. In Italia.

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Giovedì 15 Novembre 2007

L’Italia, un Paese alla deriva?

Archiviato in: Società, Educazione, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 15:00 )

Il Belpaese: più passa il tempo e meno mi sento italiano. Politici corrotti e condannati all’interno del Parlamento, evasione fiscale diffusa, magistrati corrotti, ministri che ostacolano la giustizia, teppismo, xenofobia, non ci facciamo mancar nulla. Modena: ragazzina di 16 anni viene travolta da un autobus. Muore. I compagni la riprendono con il cellulare e inviano il video su Internet. Si sentono commenti ironici e risate, si sentono frasi del tipo:
“dai, vai a vederla anche tu, ha la testa staccata”
Frasi che fanno inorridire, che fanno gelare il sangue. Cinismo, indifferenza verso la morte, totale assenza di umanità. Come si può essere mostri fino a questo punto? Il preside si dichiara impotente: quando convoca i genitori per qualche fatto commesso dagli studenti, questi prendono le difese dei figli con arroganza e se la prendono con i professori. Genitori che – lasciatemelo dire – farebbero un favore all’umanità se non procreassero. Poi ci lamentiamo dei teppisti, degli ultras. Questi giovani sono il futuro dell’Italia? Altra notizia: sul sito del Ministero degli Esteri romeno, l’Italia è stata inserita nell’elenco dei paesi a rischio per i rumeni. Si legge sul sito del progetto Melting Pot Europa:
“Cosa hanno in comune l’Italia, la Costa Rica, l’Iran o il Messico? Rientrano tutti nell’elenco, pubblicato sul sito del Ministero degli esteri romeno, che include i paesi a rischio per i cittadini della Romania. Niente visite a natale per gli emigrati romeni in Italia. Le loro famiglie lo ritengono un viaggio troppo pericoloso.”
Io vado via dall’Italia.

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Mercoledì 14 Novembre 2007

La UE stanzia 275 milioni di euro per i rom: l’Italia non lo sapeva!

Archiviato in: Politica, Immigrazione — Maurizio ( 14:03 )

La UE stanzia 275 milioni di euro per i rom: l’Italia non lo sapeva! Beppe Grillo si presenta a Bruxelles, nella sede dell’Europarlamento e denuncia le ben note magagne italiane in fatto di fondi europei. Tratto dal blog di Beppe Grillo:
“Dalla Comunità Europea arrivano ogni anno in Italia miliardi di euro. Che fine fanno? I cittadini italiani non lo sanno. Per avere informazioni possono solo rivolgersi ai giudici. Ma i giudici, quando intervengono, vengono sempre bloccati dal Governo, dai partiti. E allora rimaniamo sempre all’oscuro di tutto. I finanziamenti della Comunità Europea sono in fin dei conti soldi nostri. L’Italia partecipa con gli altri Paesi a un fondo comune che viene ridistribuito. Soldi che vanno e che tornano indietro. Un po’ come il riciclaggio senza controllo del denaro sporco. Le nostre tasse finanziano i finanziamenti europei del cui utilizzo i cittadini italiani non sanno mai nulla. Se servono, se non servono, che benefici portano, quando si concludono. Il vice presidente della Comunità Frattini e il ministro alle Politiche Comunitarie Bonino sono persone molto riservate. A Prodi non hanno detto che Barroso aveva stanziato 275 milioni di euro per l’integrazione della comunità Rom. L’Italia non ha chiesto nulla, la Spagna ha avuto 52 milioni e la Polonia 8,5 milioni. La Polonia?? I rom sono andati anche in Polonia? Pensavo che fossero tutti in Italia. Per una volta che potevamo usare i fondi per una buona ragione non li abbiamo chiesti. Ed è strano. Perchè a Bruxelles perfino le nostre Regioni hanno aperto uffici comunitari faraonici, pagati da noi, per accedere ai fondi. Hanno più impiegati di tutti gli altri Stati. I miliardi di euro che entrano in Italia hanno portato a opere inutili, viadotti, rotonde supermercati a tema come il tunnel della Tav in Val di Susa e Mediapolis in Piemonte. Hanno finanziato progetti mai portati a termine, depuratori, energia alternativa. Sono finiti in tasca a quella zona grigia che collega i partiti alle imprese, ai gruppi criminali.”
I politici italiani, non sapevano nulla dei fondi europei per i rom. Non li hanno mai chiesti! Eppure esistono dal 2000. Né Berlusconi né Prodi ne hanno usufruito. Questi fondi servivano per l’integrazione della comunità rom. Per aiutare ad eliminare le baraccopoli! Prodi non ha neanche aderito alla moratoria per rallentare il flusso di rom dal primo gennaio 2007 (ingresso in UE della Romania). Ma che fanno questi politici, dormono? A Bruxelles erano presenti Grillo, Luigi De Magistris e Marco Travaglio.

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Sabato 10 Novembre 2007

Emigranti italiani vs immigrati rom: quando la memoria è corta corta…

Archiviato in: Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 14:38 )


Proibito rigorosamente l’ingresso agli italiani!
Fotografia scattata nel 1958 a Saarbrucken, alla finestra di un club. Il divieto d’ingresso per gli italiani era bilingue. Si tratta solo di un esempio: simili avvisi, in Germania e soprattutto in Svizzera, erano frequentissimi.


Italiani ammassati in baracche ai piedi dei grattacieli di una città americana. Ricordano i campi nomadi in Italia, vero? Foto di Jacob Riis del 1897, esposta al Museum of the City of New York.

Commento di un cittadino tedesco sugli italiani:
“Gli stranieri devono capire che in Germania non si può fare e lasciar fare tutto ciò che si vuole”
Agosto 2007: Strage a Duisburg, Germania. In stile Chicago anni venti, 6 italiani calabresi vengono uccisi. Vittime e killer sarebbero legati alle famiglie degli Strangio-Nirta e dei Pelle-Romeo, in contrasto nell’ambito di una faida tra cosche della ‘ndrangheta della piana di san Luca. Si legge su Panorama:
In Germania gli italiani sono il secondo gruppo di immigrati dopo i turchi: se finora il dibattito sull’integrazione con altre nazionalità era concentrato sulle minacce dal mondo islamico, da oggi i tedeschi hanno scoperto il pericolo rappresentato dalla ‘ndrangheta.”


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Giovedì 8 Novembre 2007

Emergenza rom: un decreto e passa la paura!

Archiviato in: Diritti civili, Sicurezza, Luoghi comuni, Immigrazione — Maurizio ( 07:31 )

Qualche giorno fa, una donna viene aggredita, torturata, violentata ed uccisa barbaramente. Sospettato dell’omicidio un rom rumeno di 24 anni: Nicolae Romulus Mailat. Aveva ancora il viso sporco di sangue quando è stato catturato. Immediatamente è partita la caccia ai rumeni. E’ partito l’abbattimento della baraccopoli. La gara alle espulsioni. I pestaggi da parti di italiani nei confronti di cittadini romeni. Le relazioni sui reati compiuti da immigrati stranieri. La maggioranza pare essere di nazionalità rumena. Lo sciacallaggio e la strumentalizzazione politica da parte della CDL, il cui compito principale pare essere alla ricerca perenne di qualsiasi spunto per condannare l’operato di questo Governo.
“La violenza e’ figlia di una politica demagogica e lassista che lascia vivere nella paura le nostre famiglie. E a Roma i primi responsabili si chiamano Rutelli e Veltroni.” (su A.G.I.)
Questo il commento di Francesco Storace, segretario di La Destra, all’aggressione squadrista avvenuta a Roma ai danni di un cittadino romeno. Bene, gettare benzina sul fuoco è proprio quello che ci vuole. Gli attacchi della CDL, che condannano una cattiva gestione della sicurezza, dimenticano che i campi nomadi non sono nati ieri. I campi nomadi esistono dagli anni ‘70. Dimenticando i danni fatti dalla legge Bossi-Fini. Dimenticando vicende come quella di Mariana Dontcheva: responsabile del museo archeologico di Varna, in Bulgaria, costretta all’inferno italiano dei CPT. Già, ma allora di chi è la colpa? I cittadini rumeni sono tutti dei criminali? I rom, sono tutti dei criminali? Ora, come al solito, penso che la verità non stia da una parte sola.

Lo straniero

Partiamo dalla singola vicenda dell’omicidio: Nicolae Romulus Mailat non si può definire un cittadino modello. Originario di Vurpar, un villaggio rumeno di 2.500 abitanti, in Transilvania, ha a suo carico dei precedenti penali. Due anni di riformatorio per un furto commesso a 14 anni, una condanna a 3 anni per un furto compiuto nel 2005. Pena non scontata. Infatti Mailat si rende irreperibile e ‘dimora’ nella baraccopoli di Tor di Quinto. I suoi concittadini lo definiscono ‘una bestia’. Questi sono fatti inconfutabili.

Gli stranieri

Prendiamo in considerazione altri fatti che non penso siano opinabili: i dati statistici della popolazione penitenziaria a dicembre del 2006. La maggior parte dei detenuti stranieri sono marocchini (20%), seguono gli albanesi (13,9%) e poi i rumeni (12,5%). Per quanto riguarda la tipologia di reato, quelli contro il patrimonio sono commessi per il 28,4% da italiani e il 26,5% da stranieri; quelli sulla droga sono commessi per il 12,2% da italiani e il 24% da stranieri (il doppio); quelli contro la persona sono commessi per il 15,6% d italiani e il 20,9% da stranieri. Solo queste cifre rendono evidente il problema. Dobbiamo però considerare che gli italiani sono quasi 60 milioni, mentre gli stranieri sono quasi 4 milioni (in Germania sono più di 7 milioni ed in Spagna più di 4 milioni). Da ciò risulta evidente che l’incidenza di reati commessi da stranieri è altissima. Sorge quindi spontanea la domanda: marocchini, albanesi e rumeni, sono geneticamente dei popoli di criminali? Non credo. Così come non credo che gli italiani siano geneticamente dei mafiosi. Già, eppure i numeri parlano chiaro: gli stranieri commettono il maggior numero di crimini in Italia. Qualcuno dice che la causa sia il degrado nel quale sono costretti a vivere. Lo penso anch’io, ma non credo sia l’unica motivazione. La fame ti spinge a rubare, non a stuprare ed uccidere selvaggiamente. E poi, senza scomodare troppo le statistiche, penso sia capitato a chiunque di vedere nelle file dei supermercati giovanotti slavi con birra e alcolici. Molti quindi si ubriacano. Già, ma questo fa parte del degrado. A volte volontario, perché non è facile convincere queste persone a seguire le regole, a mandare i figli a scuola. E qui sto generalizzando. Già, perché come minimo occorre sapere di cosa si sta parlando.

Si, ma chi sono i rom?

Chi sono i rom? Chi sono i rumeni? I rom sono una popolazione indoeuropea da non confondersi con i rumeni (gli abitanti della Romania). I rom sono un popolo nomade molto probabilmente di origine indiana (un indizio che sembra confermare ciò è la presenza del cromosoma Y tipo H-M82 presente nel 47,5% dei rom). I rom sono un gruppo etnico che - insieme ai sinti, i camminanti ed altri - vengono nell’insieme definiti zingari. I rom, già dal medioevo arrivarono in Germania, Austria, Boemia, Slovenia ed Italia. Mentre i Sinti sono di origine indiana e pakistana, i rom provengono dalla ex Jugoslavia, dalla Romania, dall’Albania, dalla Bosnia, dalla Macedonia, dall’Algeria (cfr. Un popolo sconosciuto: gli zingari). I rumeni o romeni, sono invece gli abitanti della Romania. I rumeni sono quasi 22 milioni. Il 2,5% di questi sono rom.

E la Romania?

La Romania è un paese che ha subito per 24 anni (dal 1965 al 1989, quando ci fu la rivolta) la dittatura di Ceausescu. Oggi la Romania è un paese democratico. Il 1 gennaio 2007 la Romania diventa paese membro della Comunità Europea. Dopo il collasso del Blocco Sovietico (1989-1991) la situazione economica della Romania era disastrosa, al punto che fu costretta a chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale di 547 milioni di dollari. Nel novembre 2005, lo stipendio netto mensile era circa di 320 euro. In Romania il tasso di disoccupazione è progressivamente sceso dall’ 8,3% del 2003 al 6,10% del 2007. C’è da aggiungere che gli industriali italiani approfittano di questa situazione. Aziende come Armani, Dolce & Gabbana, Benetton, Geox sfruttano il lavoro dei rom in Romania, pagando salari da 70-80 euro (secondo un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, sono più di 22.000 le aziende italiane in Romania). Per capire cosa si compra con quello stipendio, basta cercare in Rete i prezzi degli affitti delle case in Romania (30 mq, pianterreno, 400 euro). Lo stipendio medio di un’infermiera, in Romania si aggira sui 100 euro. Fuori della Romania, un’infermiera può guadagnare 600 euro, 1000 euro e anche di più. Dittatura prima, crisi economica oggi e si capisce subito perché c’è gente che cerca una vita migliore in Italia.

Perché vengono in Italia?

Del resto ciò è confermato dai dati estratti dal dossier della Caritas: il 56,5% degli immigrati regolari, è in Italia per motivi di lavoro. Certo, ci sono anche coloro che entrano in Italia per delinquere. In Romania le pene sono severe, in Italia, non c’è la certezza della pena. In Italia, non si sa neanche quanti siano esattamente i rom presenti. In Italia, i minori commettono reati in quanto non possono essere puniti. Basta vedere la piaga dei borseggi all’interno delle metropolitane. Ma non tutti sono dei criminali.

Le risposte di Francia, Germania, Spagna e le soluzioni all’italiana

Ora che sappiamo il motivo della presenza crescente di rom in Italia, cosa facciamo? Non è certo con l’espulsione indiscriminata che si risolvono i problemi. Allora si potrebbe adottare il sistema francese: bastone e carota. In Francia gli immigrati non vengono relegati all’interno di baraccopoli di periferia. Dove il degrado regna sovrano. In Francia, nei comuni con più di 5.000 abitanti, gli immigrati vengono sistemati all’interno di centri di accoglienza. Però per chi sgarra, non ci sono alternative all’espulsione. Per sempre. Sempre in Francia, la legge Besson, parallelamente ai centri di accoglienza, prevede un programma immobiliare di case da dare in affitto ai nomadi. In Francia, molti ‘nomadi’ vivono in case popolari, pagano l’affitto, la luce e l’acqua. Lavorano come facchini, gommisti, fanno le pulizie, i figli vanno a scuola e - udite udite - i disoccupati da più di sei mesi ricevono un sussidio di 950 euro al mese: in Italia, neanche gli italiani hanno un simile trattamento! Il risultato è che in Francia non si vedono zingari ai semafori a chiedere l’elemosina (è vietato). Stiamo parlando della Francia nazionalista. In Germania? Ai rom vengono assegnate le case e sono messi in condizione di lavorare. Anche in Germania, se non rispetti la legge, sei fuori per sempre. In Spagna? Vivono in affitto e chi non lavora ha un sussidio di circa 700 euro al mese per sei mesi. Insomma, politiche ‘leggermente’ diverse da quella italiana, che - tanto per cambiare - deve spiccare sempre nelle classifiche europee. Si legge su un articolo di Repubblica di aprile:
“La lista delle “mancanze” italiane è lunghissima. Contrariamente agli altri paesi della vecchia Europa, non abbiamo una politica certa sui documenti di identità e di soggiorno mentre in altri paesi hanno la carta di soggiorno e anche i passaporti. Nonostante molti Rom e Sinti vivano in Italia da decenni, non hanno la cittadinanza col risultato che migliaia di bambini rom nati in Italia risultano apolidi; gli stessi bambini non vanno a scuola e non hanno accesso all’educazione; non sono riconosciuti come minoranza linguistica. L’Italia, soprattutto, continua ad insistere nell’errore di considerare queste persone nomadi segregandole in campi sprovvisti dei servizi e diritti basilari mentre invece sono persone a tutti gli effetti stanziali”
Però, una cosa la sappiamo fare in Italia: i decreti di urgenza sull’onda del malcontento popolare. Purtroppo, ci si muove solo quando scappa il morto. Purtroppo, un decreto non risolverà un problema strutturale che andrebbe affrontato seriamente. Basterebbe mutuare le soluzioni adottate da paesi come la Francia o la Germania. Una cosa buona però sta venendo alla luce: la banca del DNA. Il censimento di questa popolazione stanziale (e non nomade) dovrebbe essere il primo passo. Occorre andare di fretta però: dal primo gennaio, la Romania fa parte della Comunità Europea e 2 milioni e mezzo di rom potrebbero muoversi. Parecchi verranno in Italia. Il metodo francese del bastone e della carota, mi sembra buono. Chi si comporta bene, vive decentemente, chi delinque (e ci sono comunità dove il tasso di devianza è purtroppo del 100%) viene espulso per sempre. Però la maggior parte degli italiani, è favorevole all’espulsione dei rom tout court. Prima occorre risolvere i problemi degli italiani. Degli italiani che non hanno casa. Di chi non lavora. Curiosamente questi discorsi li fanno coloro che vivono in coppia con doppio stipendio. Del resto, chi non lavora, se italiano resta a casa dei genitori fino a 40 anni, se straniero, vive nelle baracche. Non credo si possano equiparare le condizioni di vita degli italiani (per quanto precarie) con quelle degli stranieri che vengono in Italia. Si, ma perché gli stranieri vengono allora? Perché pensavano di trovare l’America.

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