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Venerdì 9 Maggio 2008

Novella 2000? Ci scrivevano D’Annunzio e Hemingway

Archiviato in: Informazione, Curiosità — Maurizio ( 11:13 )

Confesso che non lo sapevo. Avete presente Novella 2000? Ma sì, il famoso rotocalco imperniato sul gossip. Bene, lo scorso dicembre ha festeggiato i suoi primi 40 anni. Ma la notizia è un’altra: Novella 2000 originariamente si chiamava semplicemente ‘Novella’ ed era un rotocalco di un certo livello, in quanto ci scrivevano personaggi come Gabriele D’Annunzio ed Ernest Hemingway. Non male no? E ora, reggetevi forte: sapete chi fu che decise la brusca virata editoriale? Sapete chi fu che nel 1967 trasformò quel rotocalco in una delle più famose riviste italiane di gossip? Un certo Enzo Biagi, allora direttore editoriale della Rizzoli. Se seguite il link precedente, scoprirete anche che Enzo Biagi fece assumere in RAI un giornalista italiano oggi molto noto: Emilio Fede. Lo so, quando si parla di cultura con la C maiuscola… Polemiche a parte, Enzo Biagi è stato un grande giornalista e nessuno può negarlo. Ancora mi ricordo la sua intervista al leader libico Muammar Gheddafi dopo la strage di Ustica. Le sue “chiacchierate televisive” sono passate alla storia. I personaggi intervistati? Sofia Loren, Muammar Gheddafi, Michele Sindona, Indro Montanelli, Roberto Benigni, Alì Agca (attentato al Papa Wojtyla), Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Bill Gates, Herbert Kappler, Robert Kennedy, Henry Kissinger, Svetlana Stalin, Shimon Perez… vabbè, la lista è sterminata…

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Sabato 3 Maggio 2008

Santoro “offende” ad Annozero: editto bulgaro-2?

Archiviato in: Informazione, Televisione — Maurizio ( 09:54 )

Polemiche infuocate dopo la puntata di Annozero di Santoro. L’ignobile Santoro ha avuto l’ardire di mostrare alcuni spezzoni video della giornata del V2-Day di Beppe Grillo. In quegli spezzoni Grillo se la prendeva con “Morfeo” Napolitano (il Presidente della Repubblica che “dorme e ogni tanto monita”) e l’oncologo Veronesi (colpevole di aver negato le conseguenze negative degli inceneritori per la salute pubblica). Immediata la reazione aggressiva di Sgarbi (ospite della trasmissione) e la successiva critica da parte del presidente della RAI Petruccioli. Sgarbi chiede l’intervento dell’AGCOM (sì, esatto, quell’ente inutile che dovrebbe fungere da Garante e che invece dorme profondamente quando si parla di telefonia, ADSL, monopoli e via dicendo). Secondo Petruccioli, Santoro sarebbe reo di aver utilizzato un servizio pubblico per offendere e diffamare il Presidente della Repubblica Napolitano e il professore Veronesi. Premesso che - a mio avviso - Beppe Grillo ha ragione da vendere a prendersela con il Presidente e con Veronesi, c’è da dire che Santoro ha semplicemente fatto il suo lavoro: il giornalista. Santoro infatti ha semplicemente riportato quanto accaduto il 25 aprile a piazza Castello a Torino. Santoro ha solo fatto informazione. Evidentemente, per il presidente della RAI Petruccioli, la televisione di stato va bene per trasmissioni come l’isola dei famosi, ma non va bene per fare informazione. Santoro stai molto attento, il governo è nuovamente cambiato e ci sono nuovi rischi. Editto bulgaro-2?

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Venerdì 2 Maggio 2008

Dichiarazioni dei redditi online: Beppe Grillo non ci sta

Archiviato in: Informazione, Tasse, Economia — Maurizio ( 10:07 )

Apprendo oggi che mercoledì scorso, l’Agenzia delle Entrate ha reso pubblici su Internet i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2006 di tutti gli italiani. La cosa è durata poche ore, in quanto il Garante della Privacy - fulmineo - ha bloccato tutto. Ma la Rete si sa, è democratica, perciò i dati, una volta pubblicati restano su Internet. Benedetto peer to peer. Sulla Rete, ogni cosa che dici viene memorizzata, ne resta traccia. Non puoi sgarrare. È la potenza di Internet. Dico subito la mia: ho sempre pensato che la storia della privacy fosse una cagata pazzesca (per dirla alla Fantozzi). Ho sempre pensato che l’unico scopo di quella legge fosse la tutela degli intoccabili. Fosse per me, renderei pubblici anche i conti correnti bancari. Altro che privacy. Che poi diciamocelo, la legge sulla privacy non tutela una mazza. Infatti basta dare il consenso - obbligatorio - e puff, sparisce la privacy. Se non autorizzi non puoi inviare curriculum, non puoi aprire un conto corrente, non puoi stipulare una polizza assicurativa, non puoi fare nulla. Quindi, la legge sulla privacy è una presa in giro. Tanto per essere chiari. Nei paesi civili come la Finlandia, la Svezia e… l’Italia, i dati relativi ai redditi sono pubblici. L’Italia? Esatto. Infatti il DPR del 29 settembre 1973, n. 600, art. 69 recita:
“[…] Il Ministro delle finanze dispone annualmente la pubblicazione degli elenchi dei contribuenti il cui reddito imponibile è stato accertato dagli uffici delle imposte dirette e di quelli sottoposti a controlli globali a sorteggio a norma delle vigenti disposizioni nell’ambito dell’attività di programmazione svolta dagli uffici nell’anno precedente […]”
ma soprattutto:
“[…]Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati. Per la consultazione non sono dovuti i tributi speciali di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 648 (34) […]”
Quindi, l’Agenzia delle Entrate, pubblicando su Internet i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2006, ha solo applicato la legge. Però questa trovata non è piaciuta a molti italiani. Già, ricordiamoci che il nostro Paese può vantare un’evasione fiscale stimata in circa 270 miliardi di euro. Vediamo… il debito pubblico è di circa 1.622 miliardi di euro. 270 x 6 = 1.620. Spese permettendo, in soli 6 anni se tutti pagassero le tasse, il debito pubblico sarebbe azzerato (SIC!). Insomma, una volta che il fisco fa una cosa lodevole, cosa fa Beppe Grillo? Scrive queste stronzate:
“[…]Follia, questa è follia. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere.[…]”
Suvvia, Grillo… vorresti davvero far credere a chi ti legge che la criminalità organizzata ha la necessità di consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate per scoprire a chi far pagare il pizzo? Ma ritieni davvero così idioti coloro che ti leggono? Dai, per favore, non spararle così grosse! Sii bravo. Io condivido quasi tutto ciò che dice Grillo, però a volte, il comico genovese si lancia in discussioni populistiche e demagogiche, ammettiamolo. Questo post di Grillo è emblematico. O no?

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Lunedì 28 Aprile 2008

Gasparri: pagala tu la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!

Archiviato in: Politica, Lobby, Informazione — Maurizio ( 07:00 )

I primi dati parlano di più di 450.000 firme raccolte durante il V2-Day (ne servono 500.000 per chiedere un referendum). Intanto, Maurizio Gasparri dichiara:
“Di Pietro, la cui scarsa conoscenza di lingua e leggi è nota, si rassegni. La legge Gasparri resta in vigore e sarà applicata. Serve solo una piccola e secondaria modifica. Quando imparerà a leggere, scoprirà che le firme raccolte oggi per eventuali referendum, sono nulle perché le norme non consentono ora iniziative simili” (ANSA)
Bravo Gasparri! Complimenti! Però mi devi dire anche chi cazzo pagherà la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!

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Sabato 26 Aprile 2008

V2-Day: i giornalisti si dissociano e Napolitano “resiste”

Archiviato in: Informazione — Maurizio ( 09:11 )

Tutti i giornalisti - e dico tutti - sono contrari al V2-Day e si dissociano apertamente. Intanto, mi dicono che in tivvù ci sono le zuffe tra Alemanno e Rutelli. Si capisce, è in gioco la poltrona di sindaco di Roma. Lo vengo a sapere dalla Rete e dalla persone che ancora guardano la tivvù. Io non la guardo più da un pezzo. Così come non compro più giornali da un pezzo. I giornali - ovviamente - attaccano quanto rivendicato dal V2-Day. Dicono che non bisogna sparare nel mucchio, che ci sono giornalisti validi, che non sono tutti servi del potere. Io dico che L’Unità è il giornale che riceve più finanziamenti pubblici. Seguono l’Avvenire, Il Manifesto, La Padania, Il Foglio… eppure i quotidiani più letti sono il Corriere della Sera e La Repubblica. Quanti sono quelli che leggono L’Unità? Quante sono le copie stampate e quelle realmente vendute? In pratica abbiamo De Benedetti, Berlusconi, alcune Banche, Fiat/Pirelli e Confindustria che controllano il “grosso” dell’informazione in Italia. Altro che finanziamenti pubblici (che di fatto vanno ai “giornali di partito”). Io dico che i miei soldi non li voglio dare al Campanile di Mastella. Anche perché abbiamo visto cosa ci fanno con quei soldi. Io dico che il compito di un vero giornalista è quello di stare con il fiato sul collo dei nostri politici corrotti. Cosa che non accade. Io dico che i giornalisti dovrebbero parlare tutti i giorni del conflitto di interessi che nessuno - destra, centro e sinistra - ha voluto gestire. Io dico che se RSF (Reporters Sans Frontières, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che ha a cuore la libertà di stampa, nda) dice che l’Italia è al 35mo posto nella classifica mondiale in tema di libertà di stampa, qualche cosa che non va deve pur esserci. Il 23 aprile scorso, in occasione del centenario della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica Italiana, nonché GARANTE della Costituzione della Repubblica Italiana) ebbe a dire:
“In un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la liberta’ e dignita’ della stampa” (FNSI)
che tradotto significa: Internet, con i suoi blog, “rompono le palle” alla casta dei giornali, perché non c’è alcun controllo. Quindi bisogna resistere. Infatti, sempre Napolitano continua:
“Ci sono delle sollecitazioni alle quali penso sia importante saper resistere in modo da garantire il massimo di libertà responsabilità e dignità della stampa” (ANSA)
Ma caro Napolitano, caro “garante” della Costituzione, dice nulla l’articolo 21? Perché avete tanta paura dei blog e della Rete? Quell’articolo della Costituzione dice che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, con qualsiasi mezzo. Da quando la libertà di pensiero è diventata un attacco alla libera informazione? Da quando la raccolta di firme per indire un referendum è da considerarsi una minaccia? Suvvia, siamo in un paese democratico, non all’interno di un regime totalitario. O no?

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Venerdì 25 Aprile 2008

25 aprile: liberazione, V2-Day e referendum

Archiviato in: Informazione, Feste, Eventi storici — Maurizio ( 10:16 )

Oggi è il 25 aprile 2008. È un giorno di festa. A beneficio di quei pochi - sicuramente giovanissimi - che non fossero ancora a conoscenza del significato di tale ricorrenza, ricordo cosa accadde il 25 aprile del 1945, esattamente 63 anni fa. Quel giorno finì la seconda guerra mondiale per l’Italia. L’Italia venne liberata dai nazisti e dai fascisti. Gli alleati e i partigiani liberarono le città di Milano e di Torino. Finirono 6 anni di incubo. Il 25 aprile si concluse la guerra di resistenza partigiana con l’insurrezione armata proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia, CLNAI (guerra iniziata due anni prima a seguito dell’armistizio di Cassabile e la fuga del re Vittorio Emanuele, fatti che determinarono l’invasione dell’Italia da parte dei nazisti). Qualche giorno dopo, Mussolini venne ucciso. Successivamente Hitler si suicidò e il Terzo Reich venne definitivamente sconfitto. Terminano così le dittatura di Hitler e di Mussolini.
Questi fatti andavano rammentati, per poter stabilire le debite proporzioni con un altro fatto che accade oggi: il V2-Day di Beppe Grillo. Vi dico subito che sono d’accordo con quanto proposto nel V-Day e nel V2-Day. Ritengo sia giusto eliminare l‘Ordine dei Giornalisti, i finanziamenti pubblici all’editoria (circa 1 miliardo di euro l’anno pagati da tutti noi con le tasse) e la legge Gasparri. Ricordo che l’Unione Europea ha bocciato la legge Gasparri a causa delle storture che provoca nel sistema radio-tv. L’Italia, se non rimedia a queste storture, rischia una multa di 300.000 euro al giorno a partire da gennaio 2009 (retroattivamente al 2006. Si stima una multa iniziale tra 328,5 e 438 milioni di euro). Detto questo però, occorre chiarire alcuni punti. Primo: i referendum proposti da Grillo, molto probabilmente saranno inutili. Infatti una legge del 1970 stabilisce che
“Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”
(i comizi sono stati convocati il 6 febbraio scorso). Inoltre le norme stabiliscono che si ha tempo 3 mesi per raccogliere le firme. Insomma, non si possono raccogliere firme per i referendum prima del 6 maggio. Questo stabilisce l’art. 31 della legge 352 del 1970. Secondo: abolire i finanziamenti all’editoria tout court, non credo possa cambiare di molto la situazione. Oggi i partiti politici finanziano direttamente e indirettamente i giornali (direttamente grazie ai finanziamenti pubblici e indirettamente grazie ai “favori normativi” fatti agli industriali che detengono i pacchetti di maggioranza delle case editrici). Domani alcuni privati finanzieranno i giornali. L’informazione quindi, sarà controllata da chi ha più soldi. I favori normativi però, continueranno ad esistere. Oggi i partiti politici esistono in quanto hanno voce nelle televisioni e nei giornali. Guardiamo i fatti: l’informazione in Italia, avviene esclusivamente attraverso la televisione (più del 90% degli italiani possiede un televisore). Libri e giornali vengono letti da poche persone. In altre parole, l’opinione pubblica viene creata dalla televisione (risulta perciò evidente l’enorme conflitto di interessi di Berlusconi). Però, se si abolisce l’Ordine dei Giornalisti, se si eliminano i legacci normativi, chiunque potrà dire la sua e - finalmente - verrà rispettato l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita così:
“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
Se poi evitiamo di creare bavagli normativi (decreto Levi) che impediscono ai blog di parlare, chissà che non risaliamo anche la classifica di RSF (che ci vede al 35mo posto tra i vari paesi del mondo in tema di libertà di stampa)? Vedo che Gregorj è di parere simile al mio.

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Domenica 30 Marzo 2008

BlogBabel, OKNOtizie, Kilombo: i “servizi” 2.0 degli italiani

Archiviato in: Blog, Etica, Lobby, Informazione — Maurizio ( 11:00 )

Nel 1995 scoprii Internet. Ne rimasi affascinato. Cominciai a studiarne i protocolli e i servizi, gli RFC, i FYI, a leggere riviste del settore, libri specializzati. Allora non c’era ancora il web, meno che mai il “web 2.0″. Allora tutto era rigorosamente testuale, Google non esisteva, c’erano Gopher e Veronica, non esistevano le chat, ma esisteva IRC, i newsgroup. La Rete era anarchicamente democratica. Poi arrivò Google, arrivarono i blog, il web 2.0. Grandi innovazioni insomma. Poi però… arrivarono anche gli italiani. Gli italiani con tutta la loro carica di individualismo e di “furbizia”. Gente scaltra che alla collettività non pensa minimamente. Gente che privilegia l’interesse personale. Gente che si fa avanti grazie alle amicizie. Gente che non conosce la meritocrazia. Spuntarono così “servizi” come BlogBabel, Kilombo e OKNOtizie. Iniziarono così i dolori. Qualcuno dirà che sono polemico ed ingiusto nei confronti di chi si “fa il mazzo” per “il bene della collettività”. È vero, sono polemico. Ma è più forte di me: dico sempre quello che penso. Ho molti difetti e la sincerità estrema è uno di questi. Lasciatemelo dire con forza: la collettività non ha bisogno di questi “servizi”. Anzi, ritengo che tali “servizi” la danneggino. Non visitavo più BlogBabel da tre mesi. Stessa cosa con Kilombo (dove scrissi 3 o 4 post). Ad OKNOtizie hanno pensato direttamente loro a “bannarmi”. Già, perché quando sento puzza di bruciato, lo dico ai 4 venti. Di sicuro non ho i peli sulla lingua. La gente non ama molto sentirsi dire le cose, preferisce evitare. Se non ci riesce, ti impedisce di parlare tout court. La Rete è libera? Non lo so, fatevelo raccontare da quelli che hanno messo il video su Youtube e se lo sono visto far rimuovere. Per ora, reggono ancora i blog. I politici sono anni che tentano di imbavagliare la Rete. In Italia ci hanno provato con 3 o 4 decreti. L’ultimo è quello Levi. Fino a quando i blog saranno liberi però, ognuno potrà esprimere la propria opinione. Scopro oggi che BlogBabel ha intenzione di riaprire in Spagna. Dopo l’esportazione della mozzarella di bufala (con annessa diossina), ora tocca ai “servizi 2.0″. Che dire? Secondo me il commento più azzeccato lo ha espresso lui. Qualcuno poco informato, leggendo questo mio post potrebbe chiedersi: “perché mai questo qui ce l’ha a morte con quei siti?”. La risposta è semplice: perché odio censure, bavagli, epurazioni, privilegi, raccomandazioni, “amichetti”, furbetti del quartierino, arrivismi, trucchetti. Perché amo la libertà di espressione e la meritocrazia. Perché amo l’informazione vera.

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Venerdì 11 Gennaio 2008

Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Salute, Lobby, Informazione, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 09:23 )

A proposito dei giornalisti e della disinformazione…
ADNKRONOS:
“Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) - Nessun danno alla salute umana legato all’attuale emergenza rifiuti in Campania. Lo assicura oggi il ministero della Salute che in una nota assicura di seguire “costantemente l’evoluzione della situazione sanitaria nella Regione”.”
CNR:
“Uno studio fatto in Campania, presentato oggi a Napoli, conferma che lo smaltimento abusivo dei rifiuti rappresenta un fattore di rischio rilevante per la salute: +9-12% di mortalità, +84% di malformazioni
Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

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Giovedì 10 Gennaio 2008

Casta vs Grillo: 1-0

Archiviato in: Blog, Informazione — Maurizio ( 23:19 )

Ormai sono rassegnato. L’Italia è un paese irrecuperabile. Una nazione dove i mafiosi governano a suon di leggi ad personam. Una nazione dove “onorevoli” condannati siedono in Parlamento. Una nazione dove le “emergenze” durano 15 anni. Una nazione dove i politici e i conflitti di interessi sono una cosa sola. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per evitare accuratamente di legiferare sul conflitto di interessi. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per consentire l’entrata in politica di persone colluse con la mafia. Una nazione dove magistratura ed esecutivo non sono indipendenti. Una nazione dove la Costituzione viene calpestata quotidianamente. Una nazione dove i magistrati onesti vengono denigrati ed ostacolati. Una nazione dove chi commette reati non viene condannato. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione fa disinformazione. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione denigra i magistrati onesti (vedi De Magistris o Forleo). Una nazione dove la criminalità organizzata non è estirpabile in quanto è un tutt’uno con la politica. Una nazione con 4 milioni di lavoratori precari. Una nazione che ha il record mondiale di auto blu (che costano mezza finanziaria). Una nazione che è al 35o posto come libertà di stampa (fonte RSF). Una nazione che è alll’84o posto come pari opportunità (fonte WEF). Una nazione dove tv e giornali mostrano i cittadini esasperati come dei “ribelli” che appiccano il fuoco ai rifiuti. Una nazione dove tv e giornali non denunciano le vere cause di un problema che in Campania dura da 15 anni. Un problema dove aziende, camorra e amministrazioni locali sono invischiati in sordidi traffici. Una nazione ridotta al lastrico a causa di politiche criminali. Politiche “legittimate” da tv e giornali accondiscendenti, che invece di occuparsi dei problemi qui esposti si occupano di temi futili. Ecco l’ultima “agghiacciante” inchiesta dell’Espresso: l’intervista mancata a Beppe Grillo. Questa è l’informazione di qualità (prendo a prestito il titolo del blog dove l’ho letta) che c’è in Italia. Informazione che fa riflettere. Informazione che scava all’interno dei problemi. Ebbene, Beppe Grillo è un comico. Non è un politico. Non è un giornalista. Un comico che con la satira scuote le coscienze assopite degli italiani. Un comico che ogni tanto dice qualche stupidaggine, per carità. Io stesso le ho evidenziate in alcuni miei post. Qual è il problema? Non esiste uomo che non abbia mai detto qualche stupidaggine nella sua vita. Basti considerare i politici dei governi passati e quelli che governano in questo momento. Si va dalle frasi sui kapò a quelle sui bamboccioni. Errare è umano. Un comico - a differenza di un politico - può permettersi di dire qualche sciocchezza. Un comico può anche rifiutare le interviste. Semplicemente non è tenuto a rilasciarle. Ma in questo caso commette un errore di valutazione grossolano. Già, perché l’astuto “giornalista” gli tende la trappola e lui ci casca. Scatta subito il post “punitivo”. Domande tendenziose e pretestuose che dovrebbero far indignare qualsiasi persona onesta. Il condizionale è d’obbligo, perché a leggere i commenti qua e là, per molti le cose stanno diversamente. Un post dal cui titolo già si evince l’opinione di parte del giornalista che - ricordo - dovrebbe fare informazione in modo imparziale, neutrale. Scevro da pregiudizi. Ma credetemi, la cosa che più mi rattrista non è l’operazione marchettara di chi deve difendere la poltrona dal terribile attacco del V-Day del 25 aprile. No, la cosa che più mi rattrista sono gli italiani che commentano estasiati il magnifico post del “giornalista”. Italiani che pretendono spiegazioni dal comico. Come se rilasciare interviste fosse cosa dovuta. Italiani che non si rendono conto della discarica di disinformazione all’interno della quale sguazziamo noi tutti. Italiani abilissimi a contemplare il dito ma totalmente incapaci di intravedere la luna. I giornalisti hanno un potere enorme. Forse più dei politici. I giornalisti possono prendere un magistrato onesto come la Forleo e farlo diventare una persona pazza furiosa agli occhi dell’opinione pubblica. Una persona ridotta all’impotenza. Oppure prendere un mafioso e mostrarlo come un benefattore. Un comico ha l’ardire di difendere tali magistrati. Un comico e pochi sparuti giornalisti veri. Un comico ha l’ardire di parlare dei problemi reali dell’Italia. Un comico osa fare un po’ di quanto dovrebbero fare i giornalisti: informare. Un comico osa attaccare la casta dei giornalisti. Errore imperdonabile. La casta si difende. E ci riesce benissimo, accidenti. Del resto è forte di decenni di esperienza in tal senso. Sa come manipolare l’opinione pubblica. Così quanto accadde alla Forleo (la gogna mediatica), oggi è accaduto a Grillo. E gli italiani hanno applaudito. È uno strano paese l’Italia: i veri giornalisti come Travaglio vengono denigrati e i falsi giornalisti (che non cito) vengono idolatrati. Si, idolatrati è il termine più appropriato in questo caso.

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Venerdì 4 Gennaio 2008

L’illusione di libertà della democrazia rappresentativa

Archiviato in: Politica, Lobby, Informazione — Maurizio ( 12:40 )

Ci sono giorni che vorrei dire molte cose. Giorni così densi di notizie meritevoli di essere commentate, da creare imbarazzo nella scelta dell’argomento da disquisire. Potrei parlare del prezzo del petrolio. Potrei parlare della moratoria sull’aborto. Potrei parlare dei professori che ignorano la causa della levitazione della pasta. Potrei parlare della riduzione delle tasse sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Sono in crisi. Di cosa parlo? Ho deciso: preferisco commentare il post di Beppe Grillo di ieri. Le altre notizie, le potete leggere sui giornali. Io qui, preferisco ragionare. Nel post di Grillo dicevo, si parla del fallimento della democrazia rappresentativa. Bene, sto per dire una cosa che farà inorridire la maggioranza dei lettori di questo blog. Una cosa davvero impopolare. Persino tra le persone di sinistra, anche quella più estrema. Reggetevi: sono d’accordo al 100% con quanto detto da Massimo Fini. Massimo Fini è un giornalista che viene spesso accusato di essere un nichilista, un bastian contrario, un qualunquista. Ecco, sicuramente direte a me le stesse cose. Già, perché chi batte strade non percorse dalla massa, è un bastian contrario, uno che ragiona sempre al contrario, per partito preso. Non si scappa. Del resto lo capisco: come si fa a dire che la terra non è piatta quando la maggior parte delle persone la considera tale? O sei pazzo o - nella migliore delle ipotesi - sei un bastian contrario. Ho parlato in un precedente post di Matrix. Del mondo virtuale all’interno del quale viviamo. È umano: se da quando sei nato hai visto una realtà ben precisa, alla fine la dai per scontata, per ineluttabile. Una realtà diversa è inconcepibile. È scritto che si deve lavorare per 8 ore al giorno. È scritto che si deve utilizzare la sveglia la mattina. È scritto che il capitalismo è buono ed il comunismo cattivo. Del resto il comunismo ha fallito in molti paesi, non è vero? È scritto che la democrazia, per essere tale, deve essere rappresentativa. Se non la pensi così, fai parte del partito dell’uomo qualunque. Mi sto dilungando troppo. Parliamo della democrazia rappresentativa e di quella diretta. La democrazia rappresentativa (io ti voto e tu mi rappresenti) è un’illusione. La democrazia rappresentativa è un sistema gestito da oligarchie, da
“aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme”
questo dice Massimo Fini e io concordo al 100%. Qualcuno potrebbe obiettare che questa è la situazione della democrazia rappresentativa italiana. La fotografia di un sistema degenerato. Non sono d’accordo. Negli USA la situazione non è dissimile. In Francia è la stessa cosa. Alla fine decidono i governi. I cittadini possono manifestare, certo, ma la cosa finisce lì. In Francia, lo sciopero ad oltranza non è servito. In Italia lo sciopero dei TIR ha funzionato. Come mai? Perché in Italia esistono le corporazioni. Il governo italiano, va a braccetto con le corporazioni. Dice sempre Fini:
“Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà
Condivido. Gli italiani, dal 1861 sono stati educati alla corruzione, alla truffa, alla disonestà. Ne ho parlato più volte di questa cosa. Dai ad un italiano la possibilità di ‘fregare’ e lui lo farà. È matematico. Perché Mastella o D’Alema dovrebbero essere diversi? Non sono nati in Svezia o in Finlandia. Sono nati in Italia. Se Mastella mi chiede il voto in cambio di un lavoro, io lo voto. Non sto a guardare troppo se è dell’UDEUR o di FI o di Rifondazione Comunista. Se non fosse così, allora Mastella si sarebbe materializzato sulla poltrona per volontà divina. Sapete? Come facevano i re una volta. Invece no, Mastella è stato regolarmente votato usando gli strumenti previsti dalla democrazia rappresentativa. Però ciò è bizzarro: molti non si sentono affatto rappresentati da Mastella. Io Mastella non l’ho votato! Se l’inquinamento è un problema, un governo che mi rappresenta, dovrebbe imporre per legge a tutti i costruttori di automobili, la produzione di auto con l’impianto a metano. Invece no, si fa la ‘rottamazione’. La tua auto è nuova di zecca? Non importa, per evitare l’inquinamento, non può circolare. Vuoi circolare? Comprane una nuova. Il meccanismo dell’euro 4-5-6-7-8-9 serve solo a far vendere automobili ad Agnelli. Siamo 58 milioni di individui in Italia. Ci sono 23 milioni di autoveicoli circolanti. Agnelli ne produce 1 milione e passa l’anno. A chi servono? La FIAT fallirebbe se non fosse ‘aiutata’ dal Governo. Ecco perché stiamo parlando di oligarchie e non di democrazia. Grillo però è pericoloso, mi confessa il buon Filippo in una mail. È la deriva qualunquista che porta alla dittatura, ci dicono politici e giornali di regime. Ci fanno sapere che la storia ci insegna questo. Ma per favore! Grillo ha fatto quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica italiana. La Costituzione prevede la raccolta di minimo 50.000 firme per proporre una legge popolare. È democratico, no? Grillo ha raccolto 300.000 firme, le ha consegnate alla Camera. Ora il Parlamento le terrà nel cassetto e non discuterà mai quelle proposte. Visto quanto è pericoloso Grillo? Grazie a lui è arrivata la dittatura. No, io dico che Grillo non conta nulla, esattamente come noi. Perché Grillo non fa parte dell’oligarchia. Non è un industriale che può comprare i politici con i soldi. Non è un Agnelli, un Tronchetti-Provera, un Benetton. Gente che ha fatto danni grossi al Paese. Vedi il monopolio di Telecom Italia che ha permesso il Digital Divide. Mi stai leggendo con un modem a 56K? Ringrazia Tronchetti-Provera. In Francia hanno la fibra ottica a 100Mbps. La Salerno-Reggio Calabria fa schifo? Paghi alti pedaggi autostradali? Ringrazia Benetton. Hai preso la fregatura con le azioni Parmalat? Ringrazia la CONSOB che non ha vigilato. Ringrazia la Gardini (FI) che non sa cosa sia la CONSOB. Ringrazia i ‘furbetti del quartierino’. Già, ma il pericolo è Grillo il dittatore. No, noi viviamo all’interno di Matrix. Stampa e televisioni ci mostrano una realtà che non esiste. Una realtà dove Grillo è un dittatore e Berlusconi un benefattore. La democrazia rappresentativa, ha creato il mostro Berlusconi per poter far passare leggi ignobili. Si sono votate leggi ingiuste per non far cascare il Governo. Perché altrimenti tornava Berlusconi. Eppure Violante, in un discorso fatto nel 2003, ammette che nel 1994 si sono messi d’accordo con Berlusconi per non fare la legge sul conflitto di interessi. In modo da consentirgli l’entrata in politica. Basta cercare ‘Violante’ su YouTube. Ora il PD di Veltroni (eletto con 3,5 milioni di euro nelle primarie-farsa) e il PL di Berlusconi (creato dal nulla) si mettono d’accordo. Ma non è che questa democrazia rappresentativa abbia fallito? O davvero pensate che tutti gli americani siano così stupidi da avallare le guerre di Bush? Perché di guerre si tratta, non di esportare democrazia. Gli USA sono un paese imperialista. La democrazia rappresentativa utilizza il referendum popolare. Democratico no? Peccato che poi il parere della maggioranza degli italiani venga calpestato. Hai votato per il maggioritario? Berlusconi nel 2005 riporta in auge il proporzionale. Hai votato contro le centrali nucleari? Ghedi Torre ed Aviano contengono all’interno 90 ordigni nucleari. 90 potenziali Hiroshima. Già, ma vuoi mettere la libertà garantita dai referendum popolari? La massima espressione della democrazia! Questa democrazia rappresentativa, è così liberale da aver eliminato la possibilità di indicare il candidato da votare. Ha tolto le preferenze nelle votazioni elettorali. Io, da bravo qualunquista, penso che la democrazia diretta invece, permetta ai cittadini di partecipare direttamente nelle questioni politiche. Molti cittadini italiani la pensano così, infatti sono nate da tempo le liste civiche. Vedo i fautori dei partiti arricciare il naso. Le liste civiche non sono adatte a governare. I partiti sono indispensabili. E chi lo dice? Chi lo dice che 8 ore lavorative sono indispensabili? Una volta non c’era limite nell’orario di lavoro. Era una cosa considerata normale. Essere sfruttati era una cosa normale, ineluttabile. Poi qualcuno ha pensato che forse esistono le classi. La coscienza di classe. Esistono i padroni ed esistono gli operai. Beh, lasciatemi dire che da allora, la situazione non è affatto cambiata. Non lasciatevi ingannare dal fatto che ora si chiamano ‘datori di lavoro’ e ‘impiegati’. Sempre di padroni e di operai si tratta. Sappiate che le 8 ore lavorative per legge, sono una conquista recentissima (legge n. 196 del 1997). Una conquista iniziata nel 1969 con dure lotte. Una conquista che viene costantemente minacciata. La flessibilità è una panzana colossale inventata per garantire l’arricchimento dei padroni. Degli industriali. Di Confindustria. Chi ha portato avanti la legge Biagi-30-Maroni lo sa benissimo. Ma dove si è mai visto un paese dove Governo e parti sociali (Confindustria e Sindacati) si mettono d’accordo in modo da favorire una parte (Confindustria) piuttosto che i lavoratori? Il lavaggio del cervello portato avanti da Matrix è così potente che gli stessi operai hanno votati SI all’ignobile pacchetto Damiano. Quello sul welfare (l’uso dei termini inglesi fa parte della strategia di Matrix, per non farti capire di cosa si sta parlando). Quello che istituzionalizza i precari. Sei un precario? Ringrazia la democrazia rappresentativa di Damiano. L’oligarchia ha comprato la politica, i sindacati, le associazioni di consumatori. La democrazia diretta non funziona a livello nazionale? Beh, in Svizzera la utilizzano. Si dice che la democrazia diretta non funzioni su larga scala, a livello nazionale. Però viene portato avanti il federalismo fiscale. Non sono incongruenti le due tesi? Non è possibile coniugare il federalismo con la democrazia diretta delle liste civiche? Certo, la democrazia diretta ha indubbi effetti collaterali, però perché non discuterne? Perché scartarla a priori? Perché esiste la certezza che non sia applicabile? Le certezze sono fonti di guai, dovremmo invece coltivare il dubbio. Io di dubbi ne ho tanti, perciò non mi considero il depositario del sapere. Per questo vorrei sentire il vostro parere. Che ne pensate?

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