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Lunedì 21 Aprile 2008

Internet e gli italiani

Archiviato in: Politica, Internet, Monopolio — Maurizio ( 18:00 )

I quotidiani presenti in Rete, oggi si occupano degli italiani che accedono ad Internet. I numeri e le percentuali snocciolate sono alquanto variabili. Secondo alcuni, gli italiani che usano regolarmente Internet sono il 32%, secondo altri il 34%. Ma i giornalisti verificano le fonti prima di pubblicare gli articoli? Sembra proprio di no. A dire il vero, i valori riscontrati nei vari report presenti in Rete non sono proprio omogenei. I dati forniti dall’ISTAT sono apparentemente più ottimistici. Del resto è proprio l’ISTAT ad avere inventato i termini “inflazione reale” e inflazione percepita. Secondo l’ultimo report della Commissione Europea (dati relativi al 2007), gli italiani che usano regolarmente Internet si attestano intorno al 34%, mentre la media europea è circa il 51% (siamo al 24mo posto nella classifica europea). Secondo l’ISTAT invece, gli italiani che hanno accesso ad Internet rappresentano il 38,8 della popolazione. Attenzione, avere l’accesso alla rete Internet e usarla regolarmente sono due cose ben distinte. Già, perché io posso aver sottoscritto un abbonamento a Internet 4 mesi fa e averlo utilizzato solamente una volta. Ma le vere note dolenti si hanno quando si parla di banda larga. In questo caso i dati ISTAT sono – come di consueto – più ottimistici rispetto a quelli riportati dalla Commissione Europea. Secondo l’ISTAT infatti, il 22,6% degli italiani ha accesso alla banda larga, mentre secondo la Commissione Europea, la percentuale si attesta intorno al 17% (media europea: 20%). I dati sono comunque sconfortanti. Come al solito, quando si parla di classifiche l’Italia non fa una gran bella figura. Eppure le tecnologie sono disponibili da anni. Gli ostacoli vengono prodotti dagli oligopoli e dai monopoli. E i governi italiani stanno a guardare.

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Mercoledì 2 Gennaio 2008

Gli italiani preferiscono Internet alla tivvù: non lo dite ai politici, per carità!

Archiviato in: Web, Internet, Televisione — Maurizio ( 14:21 )

Secondo una ricerca del Politecnico di Milano e secondo la Nielsen, il 54% degli italiani preferisce Internet alla televisione. Bene, mi sfugge la notizia. Dov’è la notizia? Ok, lasciamo perdere la notizia che non esiste (si sapeva da un pezzo questa cosa) e facciamo un paio di riflessioni. Primo: si tratta ’solo’ del 54% per il semplice motivo che esiste il Digital Divide. Ci sono infatti ancora molte persone che utilizzano il vecchio modem a 56 Kbps e non possono fruire pienamente del Web. Fino a quando saremo schiavi del doppino telecomico, non cambierà molto. Io spero un po’ con il Wimax ma mica tanto. Secondo: speriamo che non se ne accorgano troppo i politici, perché sono anni che tentano di ‘controllare’ la Rete con leggi assurde ed inapplicabili. Vi ricordate il recente decreto Levi imbavaglia-blog? Ecco, di questo mi preoccupo. Non glielo dite ai politici. Non glielo fate sapere. Per carità.

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Lunedì 31 Dicembre 2007

Se usi il modem a 56 Kbps e vuoi vedere i video su YouTube, prova questa soluzione di ripiego

Archiviato in: Web, Internet — Maurizio ( 14:57 )

Usando la linea ADSL da anni ormai, mi ero dimenticato dei problemi che incontra chi usa il classico modem a 56 Kbps. Dopo aver sentito un paio di commenti di persone che non riuscivano a visualizzare i video, ho deciso di fare una prova. Con il mio modem ed il mio provider (che è ottimo) viaggio sempre al massimo della velocità consentita. Però visualizzare un video è praticamente impossibile. Allora ho pensato ad un ripiego. Non è la soluzione, ma in casi estremi può essere utile. Se sei costretto ad usare un modem a 56 Kbps e vuoi a tutti i costi vedere un video su YouTube, prova a scaricare il video sul PC tramite il sito KeepVid. Ad esempio, il video del mio ultimo post è di circa 9 MByte. Io ci impiego circa mezz’ora per scaricarlo. Una volta scaricato, ti serve un programma per visualizzarlo. Puoi provare il programma Flv Player (Windows) oppure Wimpy (Windows e Macintosh). Chiedo scusa a tutti coloro che non hanno potuto visualizzare i video che ho messo nei miei post. Sono mortificato. In futuro ne farò un uso molto parco. Promesso. Buon 2008 a tutti.

AGGIORNAMENTO:

Grazie al buon Alberto vengo a sapere che tutto quello che ho scritto sopra, si può fare semplicemente visitando il sito Mediaconverter. Basta copiare l’indirizzo del video di YouTube nel campo presente sul sito. Alla fine del processo, verrà visualizzato un link. Cliccando con il tasto destro sul link sarà possibile scaricare il video nel formato scelto (es. AVI).

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Mercoledì 12 Dicembre 2007

Nuove tendenze: i video curriculum

Archiviato in: Web, Lavoro, Internet — Maurizio ( 16:20 )

Era prevedibile: negli USA sta prendendo sempre più piede il ‘video curriculum’, un filmato con il quale ci si presenta alle aziende e si richiede un lavoro. Recenti ricerche affermano che il 65% delle aziende americane ritiene il video curriculum uno strumento valido che presto soppianterà il classico curriculum testuale. La Rete offre anche degli strumenti per la creazione di filmati, con la possibilità di inserire allegati testuali. Qual è la situazione in Italia? Da tempo chi invia il proprio curriculum vitae, usa due formati: DOC (utilizzato principalmente su Windows) e PDF (un formato utilizzabile su più ambienti). Inutile dire che il formato PDF è migliore, in quanto utilizzabile sia su Windows che su Linux che su Mac. Le aziende italiane hanno imparato ad usare la posta elettronica (forse). I curriculum non si spediscono più con una raccomandata (forse). Tutto bene quindi? Non credo. L’Italia - si sa - in ambito informatico è parecchi anni indietro rispetto agli USA. Mi verrebbe da sorridere al solo pensiero di proporre curriculum in formato video ai faccendieri nostrani. Calcolando quanto essi siano proiettati verso il futuro infatti, non mi stupirei di sentire frasi del tipo: ‘beh, in formato word sarebbe meglio…’.

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Venerdì 30 Novembre 2007

Sul blog di Beppe Grillo, il video del Commissario della UE, Viviane Reding sull’accesso alla Rete e alla banda larga: i nostri politici non ci ascoltano? Diciamolo alla UE!

Archiviato in: Petizioni, Internet, Tecnologia, Lobby — Maurizio ( 07:19 )

In questo post di Grillo, c’è il video ed il testo del discorso del Commissario UE Viviane Reding sull’accesso alla banda larga. La Reding parla dell’Italia evidenziando il triste problema del Digital Divide nostrano: le città hanno la banda larga, mentre in campagna si va con il modem a carbonella (come dice qualcuno di mia conoscenza), cioè a 56 Kbps (SIC!). Grillo parla degli ostacoli alla diffusione del Wimax e del monopolio Telecom Italia: tutte cose stranote. Alla Reding piacciono i blog (a differenza del nostro Levi e dei suoi compagni di merende). Bene, le firme raccolte da Grillo sul Wimax (a proposito, tu hai firmato la petizione? Se non lo hai fatto, corri a firmare!) sono più di 100.000. Ora Grillo le vuole inviare alla Reding. Che abbia trovato la soluzione di tutti i nostri mali? Aggirare il duro e schifoso ostacolo dei politici nostrani (leggi ‘AGCOM’, Autorità Garante per le COMunicazioni, che io chiamo scherzosamente Autorità Garante per i COmpagni di Merenda a causa del propendere verso gli interessi dei soliti noti) e rivolgersi direttamente all’authority europea? Visto che le petizioni che vengono inviate ai politici sono lettera morta, allora occorre rivolgersi alla Commissione Europea. Ecco. Mi pare già di sentirli, i denigratori: “solita buffonata grillesca che alza il polverone ma non conclude nulla”. Bene, a questi denigratori, faccio notare che se oggi non si paga più il costo di ricarica sui cellulari, il merito non è di Pier Luigi Bersani. No, affatto. Il merito è di un ragazzo come noi, un certo Andrea D’Ambra. Andrea un giorno si stufa di questo sopruso tutto italiano e crea un sito per raccogliere le firme per abolire i costi di ricarica. Anche Beppe Grillo parla di questa iniziativa. Risponde l’Antitrust meravigliata di questi incredibili costi di ricarica (ma dove vivono costoro?). Le firme vengono inviate alla Commissione Europea. A quel punto, finalmente, l’AGCOM si sveglia (per forza, c’è la Commissione Europea che rompe le scatole e li sveglia dal letargo) ed il resto è storia: Bersani coglie la palla al balzo e scatta il decreto. Visto? Una persona sola ha smosso tutta la faccenda! Altro che politici, associazioni di consumatori (che inizialmente vennero interpellati da D’Ambra e gli risposero ‘picche’) et similia. A volte basta una persona sola. Non stiamo sempre lì ad aspettare la manna da politici e partiti che ormai non ci rappresentano più. Voi che vivete in campagna e che nei forum vi lagnate perché non avete la banda larga e perché l’accesso ad Internet costa troppo: firmate la petizione di Grillo. Servono due minuti, che ci vuole? Io firmo petizioni continuamente, ma spesso non vedo adesioni spontanee da parte della gente. Le persone sono anestetizzate, in trance. Incapaci di reagire. Qualcuno mi ha detto: non firmo…chissà cosa ci fanno con il mio indirizzo e-mail. Insomma! Ma dove viviamo, nell’ottocento? Forza! E’ ora di muoversi, basta lagnarsi!

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Sabato 24 Novembre 2007

Wimax: il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensione della delibera AGCOM. No, non ce la possiamo fare…

Archiviato in: Petizioni, Internet, Tecnologia, Lobby — Maurizio ( 16:22 )

Il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della delibera per il Wimax. La motivazione? La società MGM (l’azienda tedesca che ha richiesto la sospensione) potrà partecipare al bando senza discriminazioni. Beh, motivazioni a parte, c’è da chiedersi come mai paesi come la Francia abbiano favorito gli operatori più piccoli a svantaggio di quello principale (France Telecom). Forse perché in Francia non esiste un’authority come la nostra AGCOM (Autorità Garante delle COMunicazioni) che ‘parteggia’ per i soliti noti (Tim, Vodafone, Wind, Tre). Ma forse dovremmo chiamarla Autorità Garante per i COmpagni di Merende? ;-) Intanto la petizione di Grillo ha superato le 100.000 firme. Nella petizione si chiede di non permettere ai gestori telefonici di partecipare alla gara per il Wimax. Avremo un Wimax libero in Italia? No, non ce la possiamo fare…

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Mercoledì 14 Novembre 2007

La Commissione Europea: in Italia non c’è concorrenza su TLC. Prezzi troppo elevati e Digital Divide.

Archiviato in: Internet, Monopolio, Tecnologia, Lobby — Maurizio ( 13:59 )

La Commissione Europea a Strasburgo, ha adottato il pacchetto per le TLC, dove si richiede la separazione funzionale delle reti, un’ Authority europea ed il dimezzamento dei mercati delle telecomunicazioni regolamentati. Questo per revisionare il sistema delle telecomunicazioni europee, la cui regolamentazione risale al 2002. Il commento del commissario UE alle TLC, Viviane Reding:
“Anche in Italia la mancanza di concorrenza effettiva penalizza i consumatori che in questa situazione sono i perdenti, pagando tariffe più elevate”
L’Italia, secondo la Commissione, è tra i Paesi (insieme a Grecia, Malta, Polonia) rimasti indietro sul fronte della concorrenza. Ma va? I prezzi delle linee ADSL sono alti a causa del monopolio Telecom Italia. Esiste il Digital Divide, la banda larga non è adeguatamente sviluppata su tutto il territorio (ci sono comuni che vanno a 56 Kbps, SIC!). L’UMTS è stato affossato a causa delle tariffe spropositate. Il Wi-Fi anche. Vogliamo parlare del futuro affossamento – viste le premesse – del Wimax? Sono cose evidenti anche per la Reding. Solo Bersani, Gentiloni, AGCOM ed Antitrust non se ne accorgono. Loro dormono.

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Lunedì 5 Novembre 2007

Petizione contro il bando sul Wimax che favorisce i soliti noti: Tim, Wind, Vodafone e Tre

Archiviato in: Petizioni, Internet — Maurizio ( 20:14 )

Sempre sul blog di Beppe Grillo (mi rimangio quanto detto e mo’ lo rimetto nel blogroll) scopro che c’è una petizione (ovviamente l’ho firmata subito) contro l’attuale bando di gara per le licenze Wimax. Il bando, così com’è, tende a favorire i soliti gestori telefonici a discapito dei cittadini. Firma la petizione anche tu:



Per mettere questo banner sul tuo blog, copia ed incolla il codice seguente:


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Sabato 13 Ottobre 2007

La TV via Internet avanza: ha ancora senso puntare sul DTT?

Archiviato in: Web, Internet, Informazione, Televisione — Maurizio ( 17:17 )

Che la vecchia TV analogica generalista stia dirigendosi verso un inesorabile declino sembra evidente a molti. Che verrà sostituita dalla TV via Internet sembra assodato. Oggi si parla di IPTV e di P2P TV. Nel frattempo però, ci sono alcune realtà che si stanno timidamente affacciando sul Web. Prendiamo ad esempio Diregiovani.tv. Si tratta di una versione embrionale di TG trasmesso in Rete. A dire il vero di TG in Rete ne esistono parecchi da tempo, però questo qui è un TG italiano condotto da giovani. Dietro al portale di diregiovani.it c’è l’agenzia di stampa romana Dire. Si legge sul sito di Dire:
“La Dire nasce nel 1988 quando comincia a competere con le altre agenzie di stampa sul terreno dell’informazione politico-parlamentare.Vere e proprie corazzate come l’Ansa, l’Adnkronos e l’Agi.”
La Dire non si occupa solo di TG: gestisce anche 6 notiziari (ai quali sono abbonati quotidiani come Il Corriere della Sera e La Repubblica) ed una radio sul Web, CityRadio. CityRadio trasmette in diretta da un vero e proprio studio radiofonico situato a Roma a Largo Corrado Ricci 1 (è anche possibile visitare il Centro Informagiovani Fori Imperiali dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 18:00). Ecco il TG di ieri:



I video di Diregiovani sono visibili direttamente dal browser. Non è necessario alcun software, a differenza di altre TV sul Web come ad esempio Arcoiris.tv, che presenta video fruibili attraverso i videoplayer più diffusi: Realplayer e Windows Media Player. I video sono disponibili anche in alta risoluzione. Esistono poi dei software, come StreamerOne o Mogulus (il primo a pagamento ed il secondo gratuito) che permettono a chiunque di creare una propria TV. Leggendo i commenti sulla Rete, il migliore tra i vari software sembrerebbe Mogulus, ma per chi volesse provarne altri, suggerirei: Ustream e Operator11. Esistono poi dei software che trasmettono video utilizzando il sistema del P2P: più utenti fungono da nodi e ‘condividono’ banda (una sorta di BitTorrent o Emule specializzati in trasmissioni televisive). Tra tali software ci sono: Miro, SopCast, Zattoo e moltissimi altri (un elenco di questi programmi è disponibile qui). Ma se non hai problemi con l’inglese, il programma che davvero porta la televisione a tutto schermo sul computer è sicuramente Joost. Con Joost si fa fatica a distinguere lo schermo del computer da quello di un televisore. Già, ma se io volessi vedere un film trasmesso in Rete sul TV da 50 pollici? Beh, ci ha pensato Apple con il suo iTV. E’ un piccolo scatolotto che collega il computer alla TV senza utilizzare cavi, in modalità wireless. Con iTV è possibile visulaizzare i video di YouTube direttamene sul televisore di casa. Oppure acquistare un film su iTunes e visualizzarlo sul computer o sul televisore. Ha senso puntare ancora sul DTT (Digitale Terrestre)? Qualcuno pensa all’interazione tra IPTV e DTT e - mentre qualcun altro pensa che l’IPTV richieda troppa banda per competere con il DTT - i ‘ragazzi’ di Internet2 trasmettono dati su Internet a 10 Gbps (ossia 1 Gigabyte al secondo, un film in DVD ’sparato’ in pochi secondi). Chi vincerà? La TV dal basso via Internet, il DTT, la TV P2P o i bouquet forniti dalle varie telecom via IPTV? Secondo me, ci sarà integrazione ma…stiamo con i piedi per terra: ricordiamoci che siamo in Italia, la patria del Digital Divide.

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Giovedì 11 Ottobre 2007

Wimax: presentati i dettagli del bando

Archiviato in: Internet, Tecnologia — Maurizio ( 14:39 )

E’ appena finita la conferenza stampa del Ministero delle Comunicazioni sul Wimax. Non sembra ci siano novità rispetto a quanto anticipato da varie fonti in passato. In sintesi:
  • Licenze della durata di 15 anni prorogabili
  • 2 licenze per ciascuna delle 7 ‘macro-regioni’ (14 licenze) ed una per singola regione (21 licenze); quindi un totale di 35 licenze
  • 45 milioni di euro la base d’asta complessiva (per fare un esempio, la macro-regione Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise ‘vale’ 2,27 milioni, mentre la sola regione Lazio vale 1,6 milioni)
Le 7 macro-regioni sono:
  1. Lombardia, Bolzano, Trento
  2. Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana
  3. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche
  4. Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise
  5. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
  6. Sicilia
  7. Sardegna
Il Ministro delle Comunicazioni Gentiloni ha dichiarato che entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e quella della Comunità Europea si potranno presentare le domande di partecipazione. Entro i successivi 15 giorni ci sarà la valutazione delle domande da parte del ministero e la comunicazione dell’elenco dei soggetti ammessi alla gara. Entro i successivi 30 giorni sarà possibile presentare le offerte da parte dei soggetti ammessi alla gara. Perciò tra circa 90 giorni potrà partire la gara vera e propria.

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