Lunedì 28 Aprile 2008
Gasparri: pagala tu la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!
I primi dati parlano di più di 450.000 firme raccolte durante il V2-Day (ne servono 500.000 per chiedere un referendum). Intanto, Maurizio Gasparri dichiara:
“Di Pietro, la cui scarsa conoscenza di lingua e leggi è nota, si rassegni. La legge Gasparri resta in vigore e sarà applicata. Serve solo una piccola e secondaria modifica. Quando imparerà a leggere, scoprirà che le firme raccolte oggi per eventuali referendum, sono nulle perché le norme non consentono ora iniziative simili” (ANSA)
Bravo Gasparri! Complimenti! Però mi devi dire anche chi cazzo pagherà la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!
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Venerdì 18 Aprile 2008
I medici sono stregoni-2: le vitamine accorciano la vita
Dopo il caffè, è la volta delle vitamine. Una ricerca svolta da un gruppo di ricercatori dell’università di Copenaghen, esaminando 67 studi sull’argomento, coinvolgendo 233 mila partecipanti, porterebbe ad una conclusione certa: non ci sono prove dei benefici di vitamine sintetiche ed integratori alimentari. Anzi, alcune vitamine accorcerebbero addirittura la vita (ovviamente si parla di vitamine sintetiche, non di vitamine contenute nei cibi). Secondo i ricercatori danesi, la vitamina A aumenterebbe di 16 volte il rischio di mortalità, mentre quella E aumenterebbe il rischio di 4 volte. Il selenio? Lasciatelo perdere. Ovviamente i produttori di integratori alimentari non sono dello stesso avviso. Ma va! Uno studio pubblicato un anno fa sul Journal of the American Medical Association, sarebbe giunto alle stesse conclusioni:
“Treatment with beta carotene, vitamin A, and vitamin E may increase mortality”
Lo dico sempre io: i medici sono stregoni.
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Domenica 30 Marzo 2008
BlogBabel, OKNOtizie, Kilombo: i “servizi” 2.0 degli italiani
Nel 1995 scoprii Internet. Ne rimasi affascinato. Cominciai a studiarne i protocolli e i servizi, gli RFC, i FYI, a leggere riviste del settore, libri specializzati. Allora non c’era ancora il web, meno che mai il “web 2.0″. Allora tutto era rigorosamente testuale, Google non esisteva, c’erano Gopher e Veronica, non esistevano le chat, ma esisteva IRC, i newsgroup. La Rete era anarchicamente democratica. Poi arrivò Google, arrivarono i blog, il web 2.0. Grandi innovazioni insomma. Poi però… arrivarono anche gli italiani. Gli italiani con tutta la loro carica di individualismo e di “furbizia”. Gente scaltra che alla collettività non pensa minimamente. Gente che privilegia l’interesse personale. Gente che si fa avanti grazie alle amicizie. Gente che non conosce la meritocrazia. Spuntarono così “servizi” come BlogBabel, Kilombo e OKNOtizie. Iniziarono così i dolori. Qualcuno dirà che sono polemico ed ingiusto nei confronti di chi si “fa il mazzo” per “il bene della collettività”. È vero, sono polemico. Ma è più forte di me: dico sempre quello che penso. Ho molti difetti e la sincerità estrema è uno di questi. Lasciatemelo dire con forza: la collettività non ha bisogno di questi “servizi”. Anzi, ritengo che tali “servizi” la danneggino. Non visitavo più BlogBabel da tre mesi. Stessa cosa con Kilombo (dove scrissi 3 o 4 post). Ad OKNOtizie hanno pensato direttamente loro a “bannarmi”. Già, perché quando sento puzza di bruciato, lo dico ai 4 venti. Di sicuro non ho i peli sulla lingua. La gente non ama molto sentirsi dire le cose, preferisce evitare. Se non ci riesce, ti impedisce di parlare tout court. La Rete è libera? Non lo so, fatevelo raccontare da quelli che hanno messo il video su Youtube e se lo sono visto far rimuovere. Per ora, reggono ancora i blog. I politici sono anni che tentano di imbavagliare la Rete. In Italia ci hanno provato con 3 o 4 decreti. L’ultimo è quello Levi. Fino a quando i blog saranno liberi però, ognuno potrà esprimere la propria opinione. Scopro oggi che BlogBabel ha intenzione di riaprire in Spagna. Dopo l’esportazione della mozzarella di bufala (con annessa diossina), ora tocca ai “servizi 2.0″. Che dire? Secondo me il commento più azzeccato lo ha espresso lui. Qualcuno poco informato, leggendo questo mio post potrebbe chiedersi: “perché mai questo qui ce l’ha a morte con quei siti?”. La risposta è semplice: perché odio censure, bavagli, epurazioni, privilegi, raccomandazioni, “amichetti”, furbetti del quartierino, arrivismi, trucchetti. Perché amo la libertà di espressione e la meritocrazia. Perché amo l’informazione vera.
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Venerdì 11 Gennaio 2008
Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?
A proposito dei giornalisti e della disinformazione…
ADNKRONOS:
“Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) - Nessun danno alla salute umana legato all’attuale emergenza rifiuti in Campania. Lo assicura oggi il ministero della Salute che in una nota assicura di seguire “costantemente l’evoluzione della situazione sanitaria nella Regione”.”
CNR:
“Uno studio fatto in Campania, presentato oggi a Napoli, conferma che lo smaltimento abusivo dei rifiuti rappresenta un fattore di rischio rilevante per la salute: +9-12% di mortalità, +84% di malformazioni”
Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?
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Venerdì 4 Gennaio 2008
L’illusione di libertà della democrazia rappresentativa
Ci sono giorni che vorrei dire molte cose. Giorni così densi di notizie meritevoli di essere commentate, da creare imbarazzo nella scelta dell’argomento da disquisire. Potrei parlare del prezzo del petrolio. Potrei parlare della moratoria sull’aborto. Potrei parlare dei professori che ignorano la causa della levitazione della pasta. Potrei parlare della riduzione delle tasse sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Sono in crisi. Di cosa parlo? Ho deciso: preferisco commentare il post di Beppe Grillo di ieri. Le altre notizie, le potete leggere sui giornali. Io qui, preferisco ragionare. Nel post di Grillo dicevo, si parla del fallimento della democrazia rappresentativa. Bene, sto per dire una cosa che farà inorridire la maggioranza dei lettori di questo blog. Una cosa davvero impopolare. Persino tra le persone di sinistra, anche quella più estrema. Reggetevi: sono d’accordo al 100% con quanto detto da Massimo Fini. Massimo Fini è un giornalista che viene spesso accusato di essere un nichilista, un bastian contrario, un qualunquista. Ecco, sicuramente direte a me le stesse cose. Già, perché chi batte strade non percorse dalla massa, è un bastian contrario, uno che ragiona sempre al contrario, per partito preso. Non si scappa. Del resto lo capisco: come si fa a dire che la terra non è piatta quando la maggior parte delle persone la considera tale? O sei pazzo o - nella migliore delle ipotesi - sei un bastian contrario. Ho parlato in un precedente post di Matrix. Del mondo virtuale all’interno del quale viviamo. È umano: se da quando sei nato hai visto una realtà ben precisa, alla fine la dai per scontata, per ineluttabile. Una realtà diversa è inconcepibile. È scritto che si deve lavorare per 8 ore al giorno. È scritto che si deve utilizzare la sveglia la mattina. È scritto che il capitalismo è buono ed il comunismo cattivo. Del resto il comunismo ha fallito in molti paesi, non è vero? È scritto che la democrazia, per essere tale, deve essere rappresentativa. Se non la pensi così, fai parte del partito dell’uomo qualunque. Mi sto dilungando troppo. Parliamo della democrazia rappresentativa e di quella diretta. La democrazia rappresentativa (io ti voto e tu mi rappresenti) è un’illusione. La democrazia rappresentativa è un sistema gestito da oligarchie, da
“aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme”
questo dice Massimo Fini e io concordo al 100%. Qualcuno potrebbe obiettare che questa è la situazione della democrazia rappresentativa italiana. La fotografia di un sistema degenerato. Non sono d’accordo. Negli USA la situazione non è dissimile. In Francia è la stessa cosa. Alla fine decidono i governi. I cittadini possono manifestare, certo, ma la cosa finisce lì. In Francia, lo sciopero ad oltranza non è servito. In Italia lo sciopero dei TIR ha funzionato. Come mai? Perché in Italia esistono le corporazioni. Il governo italiano, va a braccetto con le corporazioni. Dice sempre Fini:
“Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà”
Condivido. Gli italiani, dal 1861 sono stati educati alla corruzione, alla truffa, alla disonestà. Ne ho parlato più volte di questa cosa. Dai ad un italiano la possibilità di ‘fregare’ e lui lo farà. È matematico. Perché Mastella o D’Alema dovrebbero essere diversi? Non sono nati in Svezia o in Finlandia. Sono nati in Italia. Se Mastella mi chiede il voto in cambio di un lavoro, io lo voto. Non sto a guardare troppo se è dell’UDEUR o di FI o di Rifondazione Comunista. Se non fosse così, allora Mastella si sarebbe materializzato sulla poltrona per volontà divina. Sapete? Come facevano i re una volta. Invece no, Mastella è stato regolarmente votato usando gli strumenti previsti dalla democrazia rappresentativa. Però ciò è bizzarro: molti non si sentono affatto rappresentati da Mastella. Io Mastella non l’ho votato! Se l’inquinamento è un problema, un governo che mi rappresenta, dovrebbe imporre per legge a tutti i costruttori di automobili, la produzione di auto con l’impianto a metano. Invece no, si fa la ‘rottamazione’. La tua auto è nuova di zecca? Non importa, per evitare l’inquinamento, non può circolare. Vuoi circolare? Comprane una nuova. Il meccanismo dell’euro 4-5-6-7-8-9 serve solo a far vendere automobili ad Agnelli. Siamo 58 milioni di individui in Italia. Ci sono 23 milioni di autoveicoli circolanti. Agnelli ne produce 1 milione e passa l’anno. A chi servono? La FIAT fallirebbe se non fosse ‘aiutata’ dal Governo. Ecco perché stiamo parlando di oligarchie e non di democrazia. Grillo però è pericoloso, mi confessa il buon Filippo in una mail. È la deriva qualunquista che porta alla dittatura, ci dicono politici e giornali di regime. Ci fanno sapere che la storia ci insegna questo. Ma per favore! Grillo ha fatto quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica italiana. La Costituzione prevede la raccolta di minimo 50.000 firme per proporre una legge popolare. È democratico, no? Grillo ha raccolto 300.000 firme, le ha consegnate alla Camera. Ora il Parlamento le terrà nel cassetto e non discuterà mai quelle proposte. Visto quanto è pericoloso Grillo? Grazie a lui è arrivata la dittatura. No, io dico che Grillo non conta nulla, esattamente come noi. Perché Grillo non fa parte dell’oligarchia. Non è un industriale che può comprare i politici con i soldi. Non è un Agnelli, un Tronchetti-Provera, un Benetton. Gente che ha fatto danni grossi al Paese. Vedi il monopolio di Telecom Italia che ha permesso il Digital Divide. Mi stai leggendo con un modem a 56K? Ringrazia Tronchetti-Provera. In Francia hanno la fibra ottica a 100Mbps. La Salerno-Reggio Calabria fa schifo? Paghi alti pedaggi autostradali? Ringrazia Benetton. Hai preso la fregatura con le azioni Parmalat? Ringrazia la CONSOB che non ha vigilato. Ringrazia la Gardini (FI) che non sa cosa sia la CONSOB. Ringrazia i ‘furbetti del quartierino’. Già, ma il pericolo è Grillo il dittatore. No, noi viviamo all’interno di Matrix. Stampa e televisioni ci mostrano una realtà che non esiste. Una realtà dove Grillo è un dittatore e Berlusconi un benefattore. La democrazia rappresentativa, ha creato il mostro Berlusconi per poter far passare leggi ignobili. Si sono votate leggi ingiuste per non far cascare il Governo. Perché altrimenti tornava Berlusconi. Eppure Violante, in un discorso fatto nel 2003, ammette che nel 1994 si sono messi d’accordo con Berlusconi per non fare la legge sul conflitto di interessi. In modo da consentirgli l’entrata in politica. Basta cercare ‘Violante’ su YouTube. Ora il PD di Veltroni (eletto con 3,5 milioni di euro nelle primarie-farsa) e il PL di Berlusconi (creato dal nulla) si mettono d’accordo. Ma non è che questa democrazia rappresentativa abbia fallito? O davvero pensate che tutti gli americani siano così stupidi da avallare le guerre di Bush? Perché di guerre si tratta, non di esportare democrazia. Gli USA sono un paese imperialista. La democrazia rappresentativa utilizza il referendum popolare. Democratico no? Peccato che poi il parere della maggioranza degli italiani venga calpestato. Hai votato per il maggioritario? Berlusconi nel 2005 riporta in auge il proporzionale. Hai votato contro le centrali nucleari? Ghedi Torre ed Aviano contengono all’interno 90 ordigni nucleari. 90 potenziali Hiroshima. Già, ma vuoi mettere la libertà garantita dai referendum popolari? La massima espressione della democrazia! Questa democrazia rappresentativa, è così liberale da aver eliminato la possibilità di indicare il candidato da votare. Ha tolto le preferenze nelle votazioni elettorali. Io, da bravo qualunquista, penso che la democrazia diretta invece, permetta ai cittadini di partecipare direttamente nelle questioni politiche. Molti cittadini italiani la pensano così, infatti sono nate da tempo le liste civiche. Vedo i fautori dei partiti arricciare il naso. Le liste civiche non sono adatte a governare. I partiti sono indispensabili. E chi lo dice? Chi lo dice che 8 ore lavorative sono indispensabili? Una volta non c’era limite nell’orario di lavoro. Era una cosa considerata normale. Essere sfruttati era una cosa normale, ineluttabile. Poi qualcuno ha pensato che forse esistono le classi. La coscienza di classe. Esistono i padroni ed esistono gli operai. Beh, lasciatemi dire che da allora, la situazione non è affatto cambiata. Non lasciatevi ingannare dal fatto che ora si chiamano ‘datori di lavoro’ e ‘impiegati’. Sempre di padroni e di operai si tratta. Sappiate che le 8 ore lavorative per legge, sono una conquista recentissima (legge n. 196 del 1997). Una conquista iniziata nel 1969 con dure lotte. Una conquista che viene costantemente minacciata. La flessibilità è una panzana colossale inventata per garantire l’arricchimento dei padroni. Degli industriali. Di Confindustria. Chi ha portato avanti la legge Biagi-30-Maroni lo sa benissimo. Ma dove si è mai visto un paese dove Governo e parti sociali (Confindustria e Sindacati) si mettono d’accordo in modo da favorire una parte (Confindustria) piuttosto che i lavoratori? Il lavaggio del cervello portato avanti da Matrix è così potente che gli stessi operai hanno votati SI all’ignobile pacchetto Damiano. Quello sul welfare (l’uso dei termini inglesi fa parte della strategia di Matrix, per non farti capire di cosa si sta parlando). Quello che istituzionalizza i precari. Sei un precario? Ringrazia la democrazia rappresentativa di Damiano. L’oligarchia ha comprato la politica, i sindacati, le associazioni di consumatori. La democrazia diretta non funziona a livello nazionale? Beh, in Svizzera la utilizzano.
Si dice che la democrazia diretta non funzioni su larga scala, a livello nazionale. Però viene portato avanti il federalismo fiscale. Non sono incongruenti le due tesi? Non è possibile coniugare il federalismo con la democrazia diretta delle liste civiche? Certo, la democrazia diretta ha indubbi effetti collaterali, però perché non discuterne? Perché scartarla a priori? Perché esiste la certezza che non sia applicabile? Le certezze sono fonti di guai, dovremmo invece coltivare il dubbio. Io di dubbi ne ho tanti, perciò non mi considero il depositario del sapere. Per questo vorrei sentire il vostro parere. Che ne pensate?
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Venerdì 30 Novembre 2007
Sul blog di Beppe Grillo, il video del Commissario della UE, Viviane Reding sull’accesso alla Rete e alla banda larga: i nostri politici non ci ascoltano? Diciamolo alla UE!
In questo post di Grillo, c’è il video ed il testo del discorso del Commissario UE Viviane Reding sull’accesso alla banda larga. La Reding parla dell’Italia evidenziando il triste problema del Digital Divide nostrano: le città hanno la banda larga, mentre in campagna si va con il modem a carbonella (come dice qualcuno di mia conoscenza), cioè a 56 Kbps (SIC!). Grillo parla degli ostacoli alla diffusione del Wimax e del monopolio Telecom Italia: tutte cose stranote. Alla Reding piacciono i blog (a differenza del nostro Levi e dei suoi compagni di merende). Bene, le firme raccolte da Grillo sul Wimax (a proposito, tu hai firmato la petizione? Se non lo hai fatto, corri a firmare!) sono più di 100.000. Ora Grillo le vuole inviare alla Reding. Che abbia trovato la soluzione di tutti i nostri mali? Aggirare il duro e schifoso ostacolo dei politici nostrani (leggi ‘AGCOM’, Autorità Garante per le COMunicazioni, che io chiamo scherzosamente Autorità Garante per i COmpagni di Merenda a causa del propendere verso gli interessi dei soliti noti) e rivolgersi direttamente all’authority europea? Visto che le petizioni che vengono inviate ai politici sono lettera morta, allora occorre rivolgersi alla Commissione Europea. Ecco. Mi pare già di sentirli, i denigratori: “solita buffonata grillesca che alza il polverone ma non conclude nulla”. Bene, a questi denigratori, faccio notare che se oggi non si paga più il costo di ricarica sui cellulari, il merito non è di Pier Luigi Bersani. No, affatto. Il merito è di un ragazzo come noi, un certo Andrea D’Ambra. Andrea un giorno si stufa di questo sopruso tutto italiano e crea un sito per raccogliere le firme per abolire i costi di ricarica. Anche Beppe Grillo parla di questa iniziativa. Risponde l’Antitrust meravigliata di questi incredibili costi di ricarica (ma dove vivono costoro?). Le firme vengono inviate alla Commissione Europea. A quel punto, finalmente, l’AGCOM si sveglia (per forza, c’è la Commissione Europea che rompe le scatole e li sveglia dal letargo) ed il resto è storia: Bersani coglie la palla al balzo e scatta il decreto. Visto? Una persona sola ha smosso tutta la faccenda! Altro che politici, associazioni di consumatori (che inizialmente vennero interpellati da D’Ambra e gli risposero ‘picche’) et similia. A volte basta una persona sola. Non stiamo sempre lì ad aspettare la manna da politici e partiti che ormai non ci rappresentano più. Voi che vivete in campagna e che nei forum vi lagnate perché non avete la banda larga e perché l’accesso ad Internet costa troppo: firmate la petizione di Grillo. Servono due minuti, che ci vuole? Io firmo petizioni continuamente, ma spesso non vedo adesioni spontanee da parte della gente. Le persone sono anestetizzate, in trance. Incapaci di reagire. Qualcuno mi ha detto: non firmo…chissà cosa ci fanno con il mio indirizzo e-mail. Insomma! Ma dove viviamo, nell’ottocento? Forza! E’ ora di muoversi, basta lagnarsi!
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Sabato 24 Novembre 2007
Wimax: il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensione della delibera AGCOM. No, non ce la possiamo fare…
Il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della delibera per il Wimax. La motivazione? La società MGM (l’azienda tedesca che ha richiesto la sospensione) potrà partecipare al bando senza discriminazioni. Beh, motivazioni a parte, c’è da chiedersi come mai paesi come la Francia abbiano favorito gli operatori più piccoli a svantaggio di quello principale (France Telecom). Forse perché in Francia non esiste un’authority come la nostra AGCOM (Autorità Garante delle COMunicazioni) che ‘parteggia’ per i soliti noti (Tim, Vodafone, Wind, Tre). Ma forse dovremmo chiamarla Autorità Garante per i COmpagni di Merende?  Intanto la petizione di Grillo ha superato le 100.000 firme. Nella petizione si chiede di non permettere ai gestori telefonici di partecipare alla gara per il Wimax. Avremo un Wimax libero in Italia? No, non ce la possiamo fare…
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Mercoledì 14 Novembre 2007
La Commissione Europea: in Italia non c’è concorrenza su TLC. Prezzi troppo elevati e Digital Divide.
La Commissione Europea a Strasburgo, ha adottato il pacchetto per le TLC, dove si richiede la separazione funzionale delle reti, un’ Authority europea ed il dimezzamento dei mercati delle telecomunicazioni regolamentati. Questo per revisionare il sistema delle telecomunicazioni europee, la cui regolamentazione risale al 2002. Il commento del commissario UE alle TLC, Viviane Reding:
“Anche in Italia la mancanza di concorrenza effettiva penalizza i consumatori che in questa situazione sono i perdenti, pagando tariffe più elevate”
L’Italia, secondo la Commissione, è tra i Paesi (insieme a Grecia, Malta, Polonia) rimasti indietro sul fronte della concorrenza. Ma va? I prezzi delle linee ADSL sono alti a causa del monopolio Telecom Italia. Esiste il Digital Divide, la banda larga non è adeguatamente sviluppata su tutto il territorio (ci sono comuni che vanno a 56 Kbps, SIC!). L’UMTS è stato affossato a causa delle tariffe spropositate. Il Wi-Fi anche. Vogliamo parlare del futuro affossamento – viste le premesse – del Wimax? Sono cose evidenti anche per la Reding. Solo Bersani, Gentiloni, AGCOM ed Antitrust non se ne accorgono. Loro dormono.
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Mercoledì 3 Ottobre 2007
La politica secondo me (sfogo lungooooooooo)
Secondo me questa finanziaria non è tutta da buttare. No. Però devo dire che si poteva fare molto ma molto di più. La mia impressione è che si stia usando la scopa molto delicatamente, mentre in realtà ci sarebbe bisogno dello spazzolone e di un detergente con forte azione sgrassante. Cosa ci si auspica da una buona politica?
Rendite finanziarie: quando i ricchi non piangono mai
Credo che nella finanziaria si sarebbe potuto aggiungere la tassazione sulle rendite finanziarie. Già, perché in media un dipendente paga alla fonte circa il 33% dello stipendio. E non può evadere. Il 33% viene sottratto direttamente dalla busta paga. Chi invece specula su azioni, compra e vende per milioni di euro, paga il 12%. Non è sperequazione? E non mi si dica che aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie si colpiscono i risparmiatori. No. I risparmiatori non esistono più da un pezzo in Italia (visto che non si riesce ad arrivare alla fine del mese, diciamo più o meno dall’entrata nell’area dell’Euro). Le rendite finanziarie perciò sono una prerogativa dei ceti ricchi, degli speculatori, dei faccendieri. Insomma, di gente come Marco Tronchetti Provera, via. Altro che lotta all’evasione fiscale!
Welfare: il pacchetto che istituzionalizzò il lavoro precario
Che altro si poteva aggiungere nella finanziaria? Una bella ritoccatina al pacchetto sul welfare? Una sistematina a quell’obbrobrio del pacchetto Damiano? Direi di si. Ormai sono in molti a dirlo: la flessibilità non riduce la disoccupazione. Il problema vero in Italia è la mancanza di lavoro. Il problema è la carenza sul versante degli ammortizzatori sociali. Il problema è il lavoro precario. Il pacchetto Damiano istituzionalizza il lavoro precario. La legge 30 (alcuni la chiamano legge Biagi) ha prodotto il lavoro precario. C’è poco da fare. Ai politici che dicono che la flessibilità è necessaria, vorrei dire: impieghiamo Maroni a progetto. Assumiamo Mastella a tempo determinato. Licenziamo De Mita perché ora dovrebbe andare in pensione. No? Beh, è facile dire “armiamoci e partite”.
Cuneo fiscale: la colpa è dei cinesi e dell’Euro
Ma io vado oltre. Secondo me il cosiddetto cuneo fiscale è stata una grossa truffa a carico dei più deboli. Già, perché sono stati dati tanti soldi agli industriali e quasi nulla ai lavoratori. Quel poco che è stato dato ai lavoratori è stato azzerato da cosette come le addizionali regionali, provinciali e comunali. Quanti soggetti ci sono che ‘addizionano’ in Italia eh? E noi a sottrarre dalla busta paga. E la Confindustria non smette mai di chiedere. Ma dico io, cari pseudoindustrialotti da due soldi, finiamola con la storia del costo del lavoro! Già, perché quando c’è crisi, la colpa è dell’Euro o dei cinesi. Ma un po’ di sana autocritica no? Allora, cominciamo con il dire che se noi inseguiamo la Cina, adottando le stesse strategie, siamo morti in partenza. In Italia il lavoro costa di più che in Cina. E’ un dato di fatto che non si può né discutere né modificare. A meno che, i nostri industriali, non vogliano far lavorare gli italiani a metà stipendio e per 12 ore al giorno. A meno che non si voglia far abitare i lavoratori all’interno dei capannoni e delle fabbriche. No, inutile tentare di mutuare i cinesi. A me sembra evidente che la strada per uscire dalla crisi economica non sia quella di ridurre il costo del lavoro ma quella dell’innovazione. E qui c’è da dire qualcosa. Già, perché i cinesi sono famosi per l’arte di saper copiare. Non per le loro idee, giusto? No. Sbagliato! I cinesi stanno cominciando a fregarci anche con l’innovazione! Tanto per fare un esempio, tempo fa i cinesi frequentavano le università americane. Beh, da un po’ di tempo sta accadendo il contrario! Già, perché gli americani si stanno interessando alle innovative strategie didattiche dei cinesi. Quanto alla tecnologia, navigando in Rete si cominciano a vedere dei prodotti tecnologici innovativi made in China. Quindi basta con i luoghi comuni. Già, e in Italia? In Italia non esistono più i Leopoldo Pirelli, gli Enzo Ferrari, i Camillo Olivetti. Quelli erano imprenditori. Senza contare quelli che ci sono stati ‘rubati’ dall’Italia. Federico Faggin (l’italiano che ha inventato il microprocessore, il cuore dei computer) ha fatto la fortuna di un’azienda che si chiama Intel. E se fosse rimasto in Italia? Gente come Faggin ha fatto ricerca negli USA. Molti ricercatori sono italiani che vivono negli USA. Già, la solita storia dei cervelli in fuga. In Italia non esistono più gli imprenditori classici. Intesi come gente che investe in idee, ricerca ed innovazione. Gente che rischia di tasca propria (e non solo con l’aiuto dello Stato). Negli altri paesi, le banche finanziano i progetti dei giovani. In Italia, le banche non vogliono rischiare neanche un centesimo di euro. In Italia ormai esistono solo i faccendieri. Gente che compra e vende aziende. Gente che specula finanziariamente. Come Tronchetti Provera per intenderci (cito sempre lui perché lo considero l’emblema del faccendierismo italiano). In Italia non c’è innovazione. In Italia le regole le dettano le banche. In Italia la politica è assoggettata ai forti poteri economici (banche e faccendieri). Altro che cuneo fiscale!
Costi della politica: è tutto un magna magna
Dopo il boom mediatico scatenato da Beppe Grillo, i politici stanno cominciando a pensare che si, forse è il caso di ridure i costi della politica. E allora cosa mettono in finanziaria? Una bella riduzione degli stipendi dei parlamentari. Ma dico io, a me non frega nulla se un Cirino Pomicino qualsiasi guadagna 20.000 euro al mese. Quelle sono briciole. A me interessano le centinaia di migliaia di addetti che gravitano intorno alla politica. Regioni, province e comuni. Con tanto di assessori, consiglieri et similia. Quando c’è da costruire un ponte, non si sa mai di chi è la competenza. Si rimpallano le competenze ed il ponte non viene costruito. Ci sono
comuni con 33 abitanti dove abbiamo 1 sindaco, 1 vicesindaco, 3 assessori e 9 consiglieri comunali. Quasi la metà sono politici! Ma servono tutti? In Italia ci sono più di 8.000 comuni. Fate voi i conti. Le province servono? Non bastano regioni e comuni? Che dire dei ministeri? Non ce ne saranno un po’ troppi? Credo che quello attuale sia il Governo con il numero più alto di ministeri. Mi chiedo se – in un periodo di crisi economica – fosse davvero necessario un Ministero delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive. Mi chiedo se fosse davvero necessario un Ministero sulle Politiche per la Famiglia. Ma se in Italia non si creano più famiglie! Se fino a 35 anni i giovani restano a casa perché non trovano un lavoro fisso! Quanto costa un ministero? Quanti addetti ci gravitano intorno? Che dire dei carrozzoni come Sviluppo Italia? Sviluppo Italia non si sa bene a cosa serva. Lo scopo originario era la promozione degli investimenti dall’estero. Intanto si occupa di cosette come ‘italia.it’, un sito turistico pensato nel 2004 e nato nel 2007 che è costato 45 milioni di euro ai contribuenti. Una cifra spropositata. Enorme. Inverosimile. E di siti turistici sull’Italia ce n’erano già. Vedi l’ottimo ENIT ad esempio. Già, ma a quei tempi c’era qualcuno che doveva mangiare con italia.it. Una trasmissione televisiva come Ballarò fa un’inchiesta sull’azienda Stretto di Messina SPA e si decide di eliminarla. Un’azienda che è nata nel 1981 e per 26 anni ha bruciato milioni di euro. L’idea del ponte sullo stretto risale al 1866 e vari Governi hanno caldeggiato tale opera. Anche il Governo Prodi (che ora la ripudia). Serviva una trasmissione televisiva per accorgersi di questo spreco di soldi pubblici? Personaggi come Giancarlo Cimoli, hanno danneggiato aziende come le Ferrovie dello Stato e l’Alitalia. Queste aziende sono allo sfascio e mentre l’Alitalia riduce i costi, lui si aumenta lo stipendio a 3 milioni di euro. E siccome è riuscito a sfasciare per bene le Ferrovie dello Stato, gli hanno dato una buonuscita di 6 milioni e 700 mila euro. Ma non basta. Queste grandi aziende (ENI, ANAS, et similia) hanno dei consigli di amministrazione. I consiglieri che ne fanno parte percepiscono delle retribuzioni da capogiro. Sappiamo tutti che come cambia un Governo si cambiano anche queste poltrone. Questi sono i costi della politica. Altro che lo stipendio di Mastella. E qualunquismo affermare che è tutto un magna magna?
Risparmio energetico e fonti alternative: la centrale a carbone di Civitavecchia
Sono anni ormai che è stato ratificato il trattato di Kyoto relativo alla riduzione delle emissioni di CO2. Ormai tutti si sono accorti che i fiori sbocciano anche in inverno. E noi cosa facciamo? Bersani dice che non possiamo rinunciare al carbone per poter essere competitivi. Ma il carbone non era il combustibile fossile più inquinante? Niente da fare, la centrale di Civitavecchia deve essere a carbone. Dopo anni di battaglie, spunta una tecnologia che promette il carbone pulito. Sarà vera? Ma invece di produrre energia con il carbone o il petrolio, non potremmo consumare di meno? Il comune di Bressanone ha sostituito le lampadine dei semafori con dei LED. Prima spendeva 7.000 euro l’anno, ora ne spende 1.000. Ma Bressanone è un comune piccolo. Pisa spende 50.000 euro l’anno con i semafori. Quanto potrebbe risparmiare mettendo i LED? Quanto potrebbero risparmiare città come Milano o Roma? L’eolico non è sviluppato come dovrebbe, anzi, viene penalizzato. E il termosolare? Rubbia dovette andare a Barcellona per poter sviluppare la sua idea delle centrali termosolari. Il prototipo della centrale era già bello pronto alla Casaccia. Ma le idee di Rubbia non erano gradite al precedente Governo. Vedi il caso della centrale termosolare di Priolo Gargallo: sei anni per far decollare il progetto! Rubbia dice che una mega centrale termosolare nel deserto del Sahara può soddisfare il fabbisogno energetico di tutta l’Europa. E noi cosa facciamo? Le centrali a carbone! C’è ancora chi ipotizza il nucleare, nonostante un referendum abbia stabilito che gli italiani non lo vogliono (senza parlare di problemi come lo smaltimento delle scorie). In Inghilterra esiste un kit eolico che è alla portata di qualsiasi cittadino. Lo vendono nelle ferramenta. Lo installi sul tetto come se fosse un’antenna televisiva. E ottieni corrente grazie al vento. Avevo letto che Blair pensava di renderlo obbligatorio a Londra. Già, ma in Italia non abbiamo vento, vero? E lo sfuttamento delle biomasse? Perché non lo incentiviamo? E le auto ad alcool? In Brasile è dal 1970 che le automobili vanno ad alcool. Alcool prodotto dalla canna da zucchero, quindi pulito. Costa la metà della benzina ed inquina la metà. Il Brasile ne produce così tanto che lo vorrebbe esportare. Ma la Comunità Europea gli impone dei forti dazi per disincentivare questa sua propensione. Perché? E il biodisel? Il motore ad olio di colza?
Rifiuti ed inceneritori
In Campania i rifiuti arrivano al terzo piano. E’ per via della camorra e delle associazioni degli ambientalisti che mettono i bastoni tra le ruote alla politica. Certo. Ma una piccolissima colpa un po’ anche Bassolino la avrà? O no? Bassolino ha amministrato la regione Campania per anni. Cosa ha fatto di concreto contro l’emergenza rifiuti? Bassolino, Chiamparino, dal sud al nord, tutti sono favorevoli agli inceneritori. Quelli nuovi però eh? E non chiamiamoli più inceneritori per carità: ora si chiamano termovalorizzatori! Certo, quelli nuovi non inquinano e non producono particelle sottili, vero? Ma incentivare la raccolta differenziata no? Ridurre i rifiuti alla fonte no eh? Ad esempio: perché il dentifricio deve essere venduto all’interno di una scatola di cartone? Vendiamolo sfuso. Riduciamo gli imballaggi. Vietiamo le buste di plastica. Già, ma questo è qualunquismo alla Grillo.
Libero mercato
In Francia hanno la fibra, noi il doppino. Per chi non è un tecnico: in Francia hanno la banda larga a 100 Mbps (larga sul serio quindi) noi abbiamo l’ADSL sul cavo del telefono (i 20 Mbps di Telecom Italia). Già, perché il cavo del telefono è di proprietà del monopolista Telecom Italia. Il Wimax potrebbe ridurre il Digital Divide (molti comuni italiani non hanno l’ADSL e Telecom Italia non gliela porta perché non gli conviene investire). Il Wimax permetterebbe di telefonare via Internet con la tecnologia VOIP (che esiste da anni). Ciò significa prezzi bassi per tutti. Ma il Governo (anzi, i Governi) invece di incentivare lo sviluppo del Wimax, vorrebbero consegnarlo nelle mani dei 4 operatori telefonici (Tim, Vodafone, Tre e Wind). Negli altri paesi il Wimax non è stato dato agli operatori telefonici, noi predisponiamo dei bandi di gara che ‘regalano’ le licenze Wimax ai 4 gestori telefonici. E’ già accaduto con il WLL e l’UMTS. I gestori telefonici - che non hanno interesse ad incentivare lo sviluppo - hanno affossato queste tecnologie, imponendo prezzi vergognosamente alti. E mentre Nokia pianifica un cellulare Wimax per il 2008, noi si discute con i bandi di gara per concedere le frequenze del Wimax (dopo anni di discussioni per strappare le frequenze al Ministero della Difesa). Si sta sviluppando la TV via Internet (IPTV) da tempo. Sono varie le tecnologie che sono in ballo. In Italia? Si incentiva il Digitale Terrestre!
Conclusioni
Queste sono le cose che non vanno in Italia. Queste sono le cose che si potrebbero fare e che nessun Governo vuol fare. Governi di destra e governi di sinistra. Il DTT (digitale terrestre) è una tecnologia morta. Capisco quando venne finanziato da Berlusconi: il fratello produce i decoder. Ma perché il DTT viene finanziato anche dall’attuale Governo? Perché l’attuale Governo invece di pensare al DTT non si occupa del Wimax? Qualcuno gli dica che esiste l’IPTV, per favore, altro che canone RAI.
Ecco perché non credo più alla politica in Italia. Di destra, di centro e di sinistra.
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Lunedì 24 Settembre 2007
Si, ma il Wimax?
La pubblicazione del bando per l’assegnazione delle frequenze del Wimax, non doveva partire entro l’estate? Sono mesi che circolano notizie che vedono imminente la data di pubblicazione di questo fantomatico bando. Ma…apprendo oggi su Punto Informatico del mirabolante scoop di Morse. Stando a quanto scritto nell’articolo, sembrerebbe che alcune società abbiano deciso di contestare la validità del regolamento che fissa le linee guida da adottare nella predisposizione del bando per l’assegnazione delle licenze Wimax. In sintesi, nelle missive inviate ai vari organi preposti, si richiede il ritiro di tale regolamento e la sua revisione. Infatti stando così le cose - c’era da dirlo? - le modalità con le quali verranno assegnate le licenze/frequenze, agevoleranno i soliti noti, prima su tutte Telecom Italia. Vi ricordate il discorso di Grillo in sede di assemblea degli azionisti Telecom Italia? “Il Wimax non deve essere dato agli operatori telefonici, perché tutto quello che toccano loro diventa merda”. E poi mi si viene a dire populismo e qualunquismo. Grillo ha ragione da vendere: in passato le tecnologie WiFi e UMTS sono state affossate dai soliti noti. E’ storia vecchia. Tutti temono che il Wimax possa venire affossato. Tutti. Esperti di settore, persone comuni nei forum, Grilli e grillini. Tutti. C’è anche una raccolta di firme online. Io sono stanco di ripetere queste cose. Ma l’AGCOM, quell’ente inutile e mangiasoldi che conosciamo tutti (venne riconosciuto inutile anche in sede UE se non ricordo male) pensa bene - come al solito - di tutelare gli interessi di pochi. In barba al Digital Divide. In barba all’arretratezza tecnologica. Ribadisco il ‘nodo’ strategico del Wimax: 1) il Wimax permette l’accesso ad Internet senza fili ovunque ci si trovi; 2) è possibile telefonare ‘gratis’ su Internet utilizzando il protocollo VOIP. Quindi Wimax=telefonate VOIP=telefonate gratis (o meglio, visto che dovrebbero spuntare nuovi operatori, a costi decisamente inferiori). E’ chiaro ora perché TIM, Vodafone and company non hanno interesse che il Wimax si sviluppi in Italia? Nokia ha già in piano un cellulare Wimax per il 2008. E allora? Ben venga l’iniziativa di quelle società che hanno deciso di far cambiare il regolamento per la predisposizione del bando. Magari ciò comporterà un ulteriore slittamento (secondo me, prima del 2008 non si smuove paglia), ma almeno forse - forse - questa volta i soliti noti se la prenderanno dove dico io e si salvaguarderanno gli interessi dei cittadini. Occhi aperti!
AGGIORNAMENTO - TANTO PER CAPIRCI:
tratto dall’ultima delibera dell’AGCOM
“Su tale punto l’Autorità ritiene che, coerentemente con le procedure adottate in altre selezioni competitive, ad esempio l’UMTS ed il WLL, la prescrizione di un obbligo minimo di copertura e di avvio commerciale del servizio contribuisce a garantire maggiormente sia la reale volontà dell’impresa a realizzare i servizi previsti, limitando possibili fenomeni di pre-emption, sia l’utilizzo effettivo dello spettro.”
Ossia: visto che siamo riusciti ad affossare per bene il WLL e l’UMTS, adottiamo gli stessi criteri: se non hai i mezzi necessari a coprire un minimo di territorio, non vinci la gara. Hmmm…chi può competere con la copertura del territorio attuabile da aziende come Telecom Italia o Vodafone? Forse le aziende più piccole? Questo si che vuol dire liberalizzare, vero Bersani?
“I diritti d’uso delle frequenze di cui al presente provvedimento hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio e sono rinnovabili.”
Ossia: una volta vinta la gara da Telecom Italia, per 15 anni ci dovremo tenere il suo monopolio. Fra 15 anni, il Wimax sarà preistoria tecnologica e tutti gli altri paesi avranno la banda strasupermegaiperlarghissima…Questo si che è liberalizzare, vero Bersani?
“Gli aventi titolo al rilascio dei diritti d’uso delle frequenze sono individuati, per ciascuna area di estensione geografica, sulla base di graduatorie distinte per ciascun diritto, basate sull’importo offerto anche attraverso un sistema di miglioramenti competitivi, secondo le modalità stabilite nel bando di gara, a partire da un importo minimo, stabilito per ciascuna area di estensione geografica e ciascun blocco di frequenze in gara e indicato nello stesso bando di gara.”
Ossia: sotto ad un importo minimo sei escluso dalla gara. Questo favorirà le aziende piccole? Potranno competere con Telecom Italia? Questo si che è liberalizzare, vero Bersani?
Qualche pignolo potrebbe sottolineare che Pierluigi Bersani è il Ministro delle Attività Produttive, mentre il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni. Tsk, tsk. E allora? Fa sempre parte del Governo attuale. Ed è lui che va sbandierando in giro le favole sulle liberalizzazioni. O no?
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