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Lunedì 12 Febbraio 2007

Tamacun

Archiviato in: Chitarra, Musica — Maurizio ( 14:34 )

Aaaah…la chitarra…perché l’ho appesa al chiodo? Rodrigo y Gabriela in Tamacun. Ehm…volendo c’è anche la versione live. Notare che si tratta solamente di 2 chitarre! Non sono presenti percussioni. Tutta la parte ritmica di accompagnamento è eseguita da Gabriela mediante un particolare utilizzo della mano destra. Hmmm…per la parte di Rodrigo non ho problemi, esiste da qualche parte una Gabriela disposta ad accompagnarmi? ;-)

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Martedì 6 Febbraio 2007

Quel motivetto che mi piace tanto…

Archiviato in: Web, Musica — Maurizio ( 12:40 )

Mai capitato di avere in testa un motivetto e non sapere di cosa si tratta? A me è capitato molte volte. Di solito risalgo al titolo usando varie strategie. Ad esempio, se si tratta di una pubblicità, vado su Google -> gruppi, seleziono il gruppo ‘it.comp.musica.mp3.scambi’ e faccio una ricerca al suo interno. Oppure chiedo il titolo (ma il più delle volte qualcun altro ha già fatto la stessa domanda e ha ottenuto una risposta, perciò non devo neanche chiedere). Se invece conosco qualche parola del ritornello, vado su Google e cercho +”lyrics” +”parole del ritornello”. Di solito trovo quello che cerco. Ma come fare se non si conoscono le parole e non si tratta di una pubblicità? Beh, ci sono ben 2 strade: si scarica Tunatic o si va su www.midomi.com. Entrambi consentono l’identificazione di un brano semplicemente…cantandolo! Basta avere un microfono ed un collegamento ad Internet (ehm…ed essere intonati ovviamente). Midomi.com ha un database di 2 milioni di brani, all’interno del quale è possibile effettuare delle ricerche digitando il titolo del brano oppure canticchiandolo al microfono. Non solo, è anche possibile ascoltare le registrazioni degli altri utenti. E se si è proprio stonati cosa si può fare? Beh, si può sempre tentare con il pianoforte virtuale di www.melodyhound.com. Una volta ’suonato’ il brano, il sito proporrà un elenco di titoli riascoltabili. Beh, ci vuole un minimo di orecchio però eh? ;o)

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Mercoledì 17 Gennaio 2007

Radio, Internet e PERFORM

Archiviato in: Web, Musica, Diritto d'autore — Maurizio ( 12:28 )

E dalle! Sempre lì intorno girano. DRM, TPM, Broadcast flag…tutte tecnologie mascherate da innovazioni per la sicurezza e per la protezione dei diritti digitali, ma, in realtà, sistemi per limitare la libertà degli utenti. Sono anni che ci provano con il TPM (versione moderna del vecchio Palladium di Microsoft, tanto per capirci). Sembrava aperto uno spiraglio, con l’annuncio di EMI di eliminare il DRM dai suoi CD audio ed ecco che tocca alle radio che trasmettono in Rete. Delle radio in Rete e della possibilità - oggi legittima - di registrarne le trasmissioni in formato mp3 ne ho già parlato qui. Il punto è che ora i senatori americani ci riprovano con il PERFORM, una nuova legge per ‘blindare’ le trasmissioni delle radio su Internet. Già, altrimenti chiunque potrebbe registrarne i flussi in streaming, ottenendo dei perfetti file mp3. Eppure mi ricordo ancora quando si registravano le trasmissioni radio sulle musicassette! Chi se le ricorda? Questa nuova legge, se approvata, annullerebbe gli effetti dell’Audio Home Recording Act (il quale autorizza la copia delle trasmissioni radio per uso non commerciale).

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Martedì 28 Novembre 2006

P2P e Urbani: manifestazione a Milano per salvare eMule

Archiviato in: Musica, Diritto d'autore, Pirateria — Maurizio ( 12:36 )

Il 10 Dicembre a Milano tutti in piazza per aderire alla manifestazione promossa da ARET (Associazione Radicale Enzo Tortora) e da ScambioEtico per tentare di combattere la legge Urbani. Per chi fosse poco informato in materia, stiamo parlando di P2P o Peer to Peer o File Sharing. Si tratta di tutelare tutti quei sistemi, protocolli e tecnologie che permettono lo scambio di file tra utenti collegati in rete. Si, stiamo parlando dei vari eMule, BitTorrent, Winmx e via dicendo. Già, perché se occorre senza dubbio tutelare il diritto d’autore, è sicuramente ingiusto condannare il P2P tout court. Il file sharing infatti, è un potente mezzo di interscambio culturale, grazie al quale è possibile diffondere e far conoscere la cultura del proprio paese (non dimentichiamo che il P2P utilizza Internet che è la più grande rete di computer a livello mondiale). Non entro in merito alla legalità o meno di scaricare un mp3, in quanto come ho già scritto come la penso su tale argomento in un mio precedente post. Ad ogni modo mi è piaciuta molto la frase che ho letto nel manifesto dell’associazione ScambioEtico e quindi la ripropongo qui: “Visto che ci chiamano Pirati ci identifichiamo con quelli della Malesia descritti da Emilio Salgari, così come essi combatterono per liberare un popolo dal giogo e sopruso degli Inglesi, noi combattiamo per liberare la cultura, saperi e conoscenza dalla schiavitù di una ormai obsoleta normativa mondiale sul diritto d’autore, completamente stravolta dal principio sano che a suo tempo l’aveva ispirata”. E’ una frase stupenda a mio avviso. Concordo pienamente: la conoscenza è potere, non è giusto limitarla per tutelare i diritti di pochi a danno di molti. E’ un concetto tipico della cultura hacker: “Information wants to be free”, l’informazione deve essere libera (se ci si pensa, anche i giornalisti possono essere considerati degli hacker, infatti con il loro lavoro tutelano il diritto all’informazione). La manifestazione del 10 Dicembre è il primo sintomo di un malessere del popolo della rete nei confronti dei vari legacci normativi che tentano da tempo di ‘regolamentare’ la rete. Tali tentativi non tengono conto dell’intrinseca natura anarchica di Internet: non è pensabile creare una normativa nazionale che possa regolamentare ciò che non può essere regolamentato a livello internazionale. Ovviamente stiamo parlando dell’Italia, cioe’ di un paese libero e democratico, perchè come sappiamo in alcuni paesi come la Cina o l’Iran esiste ancora la censura purtroppo (anche se il potere del capitalismo sta facendo vacillare anche loro, in quanto colossi come Google o Microsoft stanno facendo finalmente marcia indietro in quei paesi). Questa notizia è stata tratta da Punto Informatico, la famosa testata online. Puoi leggere l’intero articolo qui.

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Sabato 19 Agosto 2006

Ehi, pirati del P2P…tornate alla radio!

Archiviato in: Musica, Internet, Pirateria — Maurizio ( 11:09 )

La pirateria musicale è un reato poiché non permette agli autori di opere artistiche di ricevere il giusto compenso per le creazioni da loro prodotte. Le persone che condividono e scaricano mp3 sono quindi dei criminali assimilabili ai comuni rapinatori e truffatori. Questo è il messaggio che le Majors tentano di far passare. Le cose stanno realmente in questi termini? Beh, prima di tutto la differenza tra chi scarica un mp3 e chi vende CD pirata è notevole: nel primo caso non c’è scopo di lucro (chi scarica ne fa un uso personale e talvolta - se realmente interessato - compra il CD originale) mentre nel secondo caso, dietro ad un CD piratato sono presenti delle vere e proprie organizzazioni criminali ed il margine di ricavo su ogni CD contraffatto è notevole. Vediamo cosa si scopre effettuando alcune ricerche nella Rete. Dal sito della IFPI (International Federation of the Phonographic Industry, una associazione mondiale formata dalle varie case discografiche che conta quasi 1500 associati) si ricavano varie informazioni. Ad esempio si scopre che il mercato della musica è formato da 5 ‘Majors’:

Universal Music Group (Francia, possiede il 25,5% del mercato)

Sony Music BMG (Giappone, USA, Germania, 21,5% del mercato)

EMI Group (USA, 13,4% del mercato)

Warner Music Group (USA, 11,3% del mercato)

Indipendenti (28,4% del mercato)

In pratica 4 grossi gruppi (escludendo le piccole etichette indipendenti) si spartiscono il mercato mondiale della musica. La RIAA (Recording Industry Association of America) riunisce invece le case discografiche nord-americane ed è l’organismo più agguerrito e determinato nella lotta alla pirateria. Sono famose le cause vinte dalla RIAA nei confronti dei produttori di programmi di file sharing come Napster, Kazaa, Emule (tanto per citarne alcuni). Già, e qui arriviamo al punto. La RIAA è determinata alla lotta al file sharing in quanto è convinta che tale fenomeno sia la causa della crisi nelle vendite dei CD musicali. Bene, non entro in merito alle politiche promozionali delle case discografiche che - puntando al mero guadagno - ha letteralmente affossato la musica, inondando il mercato di musica di scarsa qualità (’immondizie musicali’ come recita una famosa canzone di Battiato) ma arrivo subito all’aspetto economico: il costo di un singolo CD musicale. Sempre grazie all’aiuto della Rete, riesco a scoprire la composizione del prezzo di un CD:

compenso per l’autore/artista/esecutore: 8%

stampa: 15%

casa discografica: 39%

distribuzione: 30%

nella distribuzione è contenuto il ricarico dei vari rivenditori. In pratica la fetta più grossa arriva guarda un po’, proprio nelle tasche delle case discografiche! Quindi facciamola finita con il discorso che il prezzo del CD è alto perché occorre - giustamente aggiungo io - remunerare il lavoro svolto dall’artista. Facendo due rapidi conti della serva, si evince che il prezzo della musica si ridurrebbe di molto semplicemente diffondendola tramite Internet ed abbandonando il vecchio supporto fisico. Si eliminerebbero infatti i costi della stampa e della distribuzione in un sol colpo. Ok, va bene, non si eliminerebbero, si ridurrebbero quasi a zero però! Alla luce di questi fatti, anche il prezzo di 99 centesimi di euro per singolo mp3 risulta alto! Si potrebbe infatti ridurre di molto se consideriamo che i costi di distribuzione sono quasi azzerati. Senza contare che iTunes Music Store ti vende un mp3 e non una traccia audio (qualsiasi audiofilo inorridirebbe) e quindi la qualità non è la stessa. A tutto ciò aggiungiamo una peculiarità italiana: l’IVA. Già perché su un CD audio l’IVA da pagare è il 20% a differenza dei libri (dove l’IVA è al 4%). Forse un CD musicale è un’opera di valore culturale minore rispetto ad un libro? Beh, se consideriamo i libri una forma di arte ’superiore’, forse non teniamo conto del fatto che ormai praticamente tutti scrivono libri (forse solo il portiere di casa mia non scrive libri, ma secondo me ci sta facendo un pensierino). Insomma, il prezzo del CD non si tocca e quei poveri studenti (non certo ricchissimi) che scaricano qualche mp3 rischiano la galera (lo so, lo so, dopo arriva l’indulto;-). Per non parlare poi del copyright che dura 75 anni dopo la morte dell’autore. Stanno nascendo dei partiti che spingono per la riforma del copyright, in modo da ridurlo a 14 anni:

Piratpartiet

Intanto le Majors continuano la lotta accanita contro chi scarica mp3 protetti da copyright all’interno delle reti di file sharing. E dire che nelle reti di file sharing si trovano dei brani che sono praticamente impossibili da trovare nei negozi di musica! Forse c’è qualcosa che non quadra…Le case discografiche non abbandonano il CD perché non riescono a convertirsi alla distribuzione in Rete rapidamente? Non è possibile scaricare mp3 protetti da copyright perché è una pratica illegale? Ok, iniziamo a reagire: torniamo a registrare la musica dalla radio! Già, come si faceva una volta con le cassette a nastro. La differenza ora sta nel fatto che le radio si trovano in Rete e le cassette a nastro si sono trasformate in mp3. Infatti è possibile registrare - sotto forma di file mp3 - i brani che vengono trasmessi da queste radio. La cosa bella di tutto ciò è che si tratta di una pratica LEGALE. Si, proprio così, infatti i diritti sono stati già ampiamente pagati dalle radio che trasmettono musica su Internet. Se a questo aggiungiamo il fatto che in rete sono presenti migliaia di radio che trasmettono musica ininterrottamente il cerchio si chiude. Vediamo però cosa occorre per registrare gli mp3 dalla radio…prima di tutto un player per i formati mp3:

- Winamp su Windows

- iTunes su Mac

Tramite questi player è possibile ascoltare la musica dalle radio che la trasmettono su Internet. Per registrare i brani occorre poi un registratore di flussi audio (audio stream):

- Streamripper su Windows

. StreamRipperX su Mac

Sia Winamp che iTunes prevedono già un nutrito elenco di radio che trasmettono musica su Internet. Se ad ogni modo tali elenchi non bastassero, è possibile utilizzare qualche motore di ricerca specializzato nella ricerca di radio su Internet. Ad esempio:

Radio-locator

vTuner

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