Giovedì 24 Luglio 2008
Che esagerati! Sono quisquilie, pinzellacchere…
Scajola:
“Si è visto che questi episodi sono tutti sotto il livello minimo di pericolosità. Mi domando se questa enfatizzazione non sia eccessiva” (fonte: ANSA)
Se Scajola fosse uno dei 100 operai francesi contaminati giorni fa nella centrale nucleare di Tricastin, la penserebbe allo stesso modo? Nutro qualche dubbio.
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Venerdì 18 Luglio 2008
Berremo acqua all’uranio anche noi?
Nelle falde acquifere vicino alla centrale nucleare di Tricastin, c’è una concentrazione di uranio di 64 microgrammi per litro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevede un limite massimo di 15 microgrammi per litro. Superato quel limite, ci sono danni per la salute. Forse è un problema relativo ad un deposito di scorie radioattive interrate nelle vicinanze. Chissà. Chissà cosa ne pensa il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Forse se ne frega. Così come se ne frega del risultato dei referendum sul nucleare del 1987. I risultati lasciano pochi dubbi: gli italiani, nel 1987 erano contrari al nucleare. Infatti negli anni successivi si cominciarono a smantellare le centrali presenti nel nostro territorio. Oggi si torna indietro. Del resto, perché tenere conto dell’opinione della maggioranza degli italiani? Perché tenere conto dell’opinione di un popolo di delinquenti? Zitti e muti: di corsa a farci prendere le impronte. Chissà se sui conti correnti cifrati esteri - quelli dove sono andati a finire i soldi della Ue destinati ai depuratori sui quali stava indagando De Magistris (inchiesta Poseidon) - ci sono stampigliate le impronte digitali di chi li gestisce. Mi sa di no, vero?
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Lunedì 14 Luglio 2008
L’informazione italiana, tra incidenti nucleari e arresti eccellenti
La stampa italiana è così: incidente alla centrale nucleare di Tricastin? Meglio non parlarne. Silenzio stampa i primi due giorni e qualche tiepido trafiletto rassicurante nei giorni a seguire. Arresto del Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano del Turco? Notizia fornita in tempo reale. Continui guasti alle centrali nucleari spagnole (27 negli ultimi 3 anni)? Incidente alla centrale nucleare svedese di Ringhals lo scorso 11 luglio? Silenzio stampa. Bizzarrie dell’informazione in Italia.
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Giovedì 5 Giugno 2008
L’informazione “trendy” italiana
La centrale nucleare slovena-croata di Krsko è attiva da 25 anni e si trova a 130 km da Trieste. Ieri in quella centrale c’è stato un incidente. Espressi il mio parere negativo nei confronti del nucleare nel referendum del 1987, però oggi non voglio parlare di questo. Oggi non posso fare a meno di notare ancora una volta come funziona l’informazione in Italia. Il Ministro Scajola annuncia il ritorno al nucleare? Spunta subito l’incidente di Krsko. Ora parleranno di incidenti nucleari per giorni, poi ci sarà nuovamente il silenzio. Attenzione, non sto dicendo che stampa e televisioni si siano inventate l’incidente di Krsko, no, ci mancherebbe. Quello che noto è l’assenza dell’informazione su tutti gli altri incidenti che sono accaduti fino ad oggi nelle centrali nucleari sparse nel mondo. Ecco quelli degli ultimi anni (a partire da Chernobyl):
- 1986, Chernoby, Ucraina, ex-URSS (INES 7)
- 1987, Hartlepool
- 1987, Super-Phénix, Francia
- 1991, Mihama, Giappone
- 1992, Kursk
- 1992, Ignalina, Lituania
- 1992, Sosnovy Bor, ex-URSS (INES 2)
- 1992, Forbach, Francia
- 1992, Kuzloduy, Bulgaria
- 1992, Beloyarsk, Urali
- 1993, Barsebaeck, Danimarca
- 1993, Tomsk-7, Siberia, ex-URSS
- 1993, Chernobyl, Ucraina
- 1993, Zaporizha, Ucraina
- 1994, Biblis, Germania
- 1994, Petropavlosk, ex-URSS
- 1994, Mihama, Giappone
- 1995, Chernobyl, Ucraina, ex-URSS
- 1995, Monju, Giappone
- 1996, Dimitrovgrad, ex-URSS
- 1997, Tokaimura, Giappone
- 1997, Arzamas, ex-URSS
- 1997, La Hague, Francia
- 1997, Urali, ex-URSS
- 1997, Sellafield, Inghilterra (INES 2)
- 1999, Tokaimura, Giappone (INES 4)
- 1999, Wolsong, Corea
- 1999, Loviisa, Finlandia
- 1999, Superphenix, Creys-Malville (Isere), Francia
- 1999, Zaporozhe, Ucraina, ex-URSS
- 1999, Rokkasho, Giappone
- 2000, Blayais, Francia (INES 2)
- 2000, Indian Point (USA)
- 2002, Beznau, Svizzera
- 2003, Pask, Ungheria (INES 3)
- 2003, Kozloduj, Bulgaria
- 2004 Mihama, Giappone
- 2004, Stimane, Giappone
- 2004, Ekushima-Daini, Giappone
- 2005, Sellafield, Inghilterra (INES 3)
- 2005, Braidwood, Illinois, USA
- 2006, Erwin, Tennessee, USA
- 2006, Laboratori Enea di Casaccia, Italia
- 2006, Oskarshamn, Svezia (INES 2)
- 2006, Kozlodui, Bulgaria
- 2007, Kruemmel, Germania
- 2007, Kashiwazaki, Giappone
INES sta per International Nuclear Event Scale (una specie di scala Mercalli degli incidenti nucleari) e va da 0 a 7. Allora la domanda sorge spontanea: dov’erano televisioni e giornali in questi anni? Troppo impegnati con la love story tra Carla Bruni e Sarkozy? E ho elencato solo gli incidenti delle centrali nucleari, omettendo tutti gli altri. Uno per tutti, quello del 17 ottobre 2003, arcipelago della Maddalena, Italia: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci, disastro nucleare sfiorato per un soffio.
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Giovedì 29 Maggio 2008
Tempi… “moderni”
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo. I fatti che stanno accadendo in questi giorni, ricordano terribilmente periodi bui del passato. Le elezioni sono state vinte creando artificiosamente un mostro che non esiste. La sete di potere e di denaro crea mostri ingovernabili. Il rischio sicurezza è un falso problema, basterebbe analizzare i dati del Vicinale per capirlo. Ma nessuno si prende la briga di verificare quei dati. Televisioni e giornali meno che mai, anzi, pur di produrre audience, pungolano costantemente certi pruriti xenofobi dormienti. Se un italiano investe un altro italiano con l’auto, la notizia è “pirata uccide ragazzo”. Se uno straniero investe un italiano, la notizia è “rom uccide ragazzo”. Nessuno dice mai “italiano investe ragazzo”. La nazionalità viene specificata ad arte. Sempre. Amnesty International - nota “organizzazione comunista” - condanna l’Italia a causa della pericolosa xenofobia che sta montando. Il Raid al Pigneto, gli scontri alla Sapienza, l’ aggressione al ballerino Kledi. Come se non bastasse, ci sono altri “ritorni”. Già, perché si parla nuovamente di nucleare. Gli italiani hanno bandito il nucleare con un referendum anni fa, ma chi se ne frega? Delle micidiali scorie radioattive che mantengono inalterata la loro pericolosità per millenni, a chi importa qualcosa? Sarà un problema delle generazioni future, non di Scajola. Scajola sarà morto e sepolto quando Plutonio, Cerio e altre “simpatiche” sostanze inquineranno gli oceani. Altro ritorno: le micidiali bombe a grappolo (cluster bomb). A Dublino si riuniscono per metterle al bando. Ma l’Italia non le aveva già messe al bando nel 1997? Perché in tivvù l’Italia condanna le bombe a grappolo poi di fatto permette ad aziende come la Simmel Difesa di restare aperte (la Simmel Difesa afferma di non produrre quelle armi. Io però suggerisco questa lettura)? Come se non bastasse - ciliegina sulla torta - un video di Al Quaeda sprona all’utilizzo di armi di distruzioni di massa. Tranquilli: l’intelligence statunitense dice che non ci si deve preoccupare, i combattenti della Jihad non posseggono armi di distruzione di massa. Del resto l’intelligence statunitense è efficiente. Vabbè, non è riuscita a prevedere l’11 settembre (attentato che ha richiesto almeno un anno di preparazione). Vabbè, si è sbagliata sulle armi di distruzione di massa possedute da Saddam (mai trovate). Vabbè, ma queste sono quisquilie, loro sono affidabili eh? Dai, questa volta ci azzeccano. Sarà, ma a me tutti questi “ritorni di fiamma” cominciano a preoccupare sul serio. Invece di guardare al futuro, stiamo rispolverando certi spettri del passato che - ingenuamente - ritenevo morti e sepolti. La sete di potere e di denaro, non dà tregua: è il motore che muove tutte le schifezze del pianeta. Poche oligarchie che decidono le sorti di miliardi di persone. La dittatura del proletariato ci vorrebbe, altro che storie. Dittatura che - in questo caso - significherebbe realmente democrazia. In altre parole: potere alle masse.
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Giovedì 22 Maggio 2008
Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico: avremo il nucleare!
Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, afferma che entro il 2013 avremo le centrali nucleari in Italia. Non se ne può più fare a meno, dice. Vorrei però che ci dicesse anche che fine faranno le micidiali scorie radioattive, visto che occorrono millenni per smaltirle. Ecco le parole del premio nobel per la fisica Carlo Rubbia:
“Si apre a questo punto grave problema dell’eliminazione dei rifiuti radioattivi. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste “vergogne” dell’energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno attive per millenni. La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest’ultimo stadio del ciclo nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti, bombardamenti, atti di sabotaggio. Malgrado tutte le precauzioni tecnologiche, lo spessore e la resistenza dei materiali in cui questi rifiuti della fissione sono sigillati, la radioattività può, in condizioni estreme, sprigionarsi in qualche misura, soprattutto dai fusti calati nei fondali marini. Si sono trovate tracce di cesio e di plutonio e altri radioisotopi nella fauna e nella flora dei mari più usati come cimiteri nucleari. Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di profondità può essere ritenuto secondo me, completamente sicuro. Sotto la pressione delle rocce, a migliaia di anni da oggi, dimenticate dalle generazioni a venire, le scorie potrebbero spezzarsi o essere assorbite da un cambiamento geologico che trasformi una zona da secca in umida, entrare quindi nelle acque e andare lontano a contaminare l’uomo attraverso la catena alimentare. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente.” (fonte: Zona Nucleare)
Ancora mi ricordo quel lontano 1987, quando venne
indetto il referendum sul nucleare. Quando la maggioranza degli italiani disse NO al nucleare. Ora ci dicono che basta un decreto del Ministro per fregarsene dei risultati di quel referendum. Berlusconi - con la porcata di Calderoli del 2005 - non si curò troppo dell’opinione degli italiani (nel referendum del 1993 gli italiani si espressero a favore di un sistema maggioritario). Ehm… c’è ancora qualcuno che insiste a definire l’Italia un paese democratico?
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Lunedì 2 Aprile 2007
Trattative per i 15 marines britannici?
Poche ore dopo la manifestazione sotto l’ambasciata britannica a Teheran, il Ministro della Difesa Des Browne ha comunicato che sono in atto delle trattative diplomatiche tra la Gran Bretagna e l’Iran. E due: ora anche gli inglesi trattano? Forse si inizia a capire che la forza non può essere una soluzione? D’altra parte, assecondando queste ‘azioni’ di forza unilaterale (il rapimento dei 15 marines inglesi in Iran, il rapimento di Mastrogiacomo in Afghanistan, il rapimento di Adjmal e Rahmatullah) gli alleati mostrano una eccessiva debolezza. La questione non è affatto semplice. Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel - presidente di turno della UE - è entrato in campo, richiedendo l’immediato rilascio dei 15 marines inglesi. La Merkel ha confermato l’appoggio totale alla Gran Bretagna. Ma l’Iran chiede alla UE di restare neutrale. Io continuo a dire che queste delicate questioni si devono risolvere diplomaticamente. Non credo che l’uso della forza sia la soluzione definitiva. Anche perché si rischiano ritorsioni. L’escalation che si venne a creare durante la cosiddetta guerra fredda, dovrebbe insegnare qualcosa. Il fatto è che il trattato di non proliferazione nucleare non è stato rispettato da tutti. Anzi, come è noto, gli USA lavorano apertamente ad una nuova generazione di armi nucleari. Siamo alle solite: due pesi e due misure. Perché l’Iran deve cessare immediatamente il piano nucleare mentre gli USA stanno rimodernando le proprie testate nucleari? Gli USA stanno pianificando un attacco nucleare in Iran. Il pretesto? Scardinare gli armamenti nucleari - presunti - dell’Iran. Dal Telegraph dell’11 aprile 2006:
“The Bush administration is planning to use nuclear weapons against Iran, to prevent it acquiring its own atomic warheads, claims an investigative writer with high-level Pentagon and intelligence contacts”.
Traduco: “l’amministrazione Bush sta pianificando l’uso di armi nucleari contro l’Iran, per impedirgli di produrre le proprie testate nucleari, afferma un redattore che ama investigare e che possiede fonti informative al Pentagono di alto livello”. E ancora:
“Although Iran claims that its nuclear programme is peaceful, US and European intelligence agencies are certain that Teheran is trying to develop atomic weapons.”.
Cioè: “Nonostante l’Iran dichiari che il suo programma di sviluppo nucleare sia indirizzato verso scopi di pace, i servizi segreti USA ed europei sono certi che Teheran stia tentando di sviluppare ordigni nucleari”. Hmmm…mi ricorda qualcosa. In Iraq dovevano essere presenti degli armamenti di distruzione di massa…ora in Iran ci sono gli ordigni nucleari. La scusa questa volta sarà la seguente: le bombe atomiche iraniane sono nel sottosuolo; per distruggerle occorrono delle armi nucleari ‘intelligenti’, più piccole, mirate. Solo il tanto che basta per distruggere gli armamenti iraniani. No, qui si sta prendendo una brutta piega. Anzi, una pessima piega. Che fine ha fatto il trattato di non proliferazione nucleare? Cosa ne pensate?
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Sabato 20 Gennaio 2007
Hiroshima mon amour
Ancora una volta il Governo prende una decisione che lascia perplessi. Siamo sicuri che quello attuale sia un Governo di sinistra? Prodi accetta l’ampliamento (raddoppio) della base NATO di Vicenza. Bene, non voglio entrare in merito ad argomenti come l’antiamericanismo, vorrei solamente parlare di coerenza. 1987: gli italiani sono chiamati alle urne per decidere sul tema del nucleare come fonte di energia. Gli italiani bocciarono decisamente tale ipotesi ed il nucleare venne bandito dall’Italia. Almeno così sembra. Già, perché nessuno parla dei 90 ordigni nucleari B-61 contenuti all’interno delle basi NATO di Ghedi Torre (Brescia) e di Aviano (Pordenone). 40 a Ghedi Torre e 50 ad Aviano. Un po’ qui ed un po’ là, per par condicio. Questo stando al rapporto sulle armi nucleari in Europa del NRDC (Natural Resources Defense Council) del 2005. Sempre stando al rapporto del NRDC, in Europa sono installati ben 480 ordigni nucleari. Ma torniamo al referendum. Il risultato del referendum del 1987 è purtroppo evidente: l’Italia compra dalla Francia l’energia elettrica necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico. La Francia produce tale corrente elettrica tramite le sue centrali nucleari. A circa 200 km dai nostri confini ci sono ben 13 centrali nucleari: Phenix, Tricast, Cruas, Saint-Alban, Bugey e Fefferheim in Francia; Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt in Svizzera; Grundemmingen e Isar in Germania; Krsko in Slovenia. Forse sarebbe stato meglio avere le nostre centrali nucleari. Prima incongruenza: da un lato l’Italia boccia il nucleare (e ne subisce le conseguenze) dall’altro ospita 90 ordigni nucleari nel suo territorio. Ma forse l’entità del problema non è chiara: la potenza complessiva di questi ordigni è pari a circa 900 volte quella di Hiroshima. Come dire: cittadini di Aviano e di Ghedi Torre, avete 500 e 400 potenziali ‘Hiroshima’ a due passi dalle vostre case. Lo sa questo Prodi? Ma le basi NATO in Italia, purtroppo sono inevitabili - dicono alcuni - in quanto sono un dovere dal quale non ci si può esimere in virtù dell’accordo siglato nel 1949 (il cosiddetto ‘Patto Atlantico’ o, più correttamente, NATO, cioè North Atlantic Treaty Organization). Bene, secondo Greenpeace le cose non stanno esattamente così: “Gli europei non sono costretti ad accettare queste armi in Europa ed hanno il potere di richiederne la rimozione. Gli ordigni nucleari USA-NATO sono stati rimossi dal Canada, dalla Grecia, dalla Danimarca e dall’Islanda. Eppure ognuno di questi paesi continua a far parte in maniera attiva della NATO.”. Non so se è abbastanza chiaro il concetto…Il 25 ottobre 2003 ci fu un incidente alla Maddalena con il sottomarino nucleare Hartford e venne sfiorata la tragedia. L’avvenimento venne nascosto dai militari e venne alla luce casualmente. La notizia si può leggere qui e qui. E non si tratta di un caso isolato. Ma quante sono le basi USA/NATO in Italia? Sono 127. E’ possibile consultare l’elenco completo qui e qui. Informazioni dettagliate sono reperibili sul sito dei Radicali. Può un Governo di sinistra da un lato bandire le armi nucleari e dall’altro ospitarle in casa? Non vedo molta coerenza. I cittadini di Vicenza quella base non la vogliono, e hanno fatto di tutto per manifestare contro l’ampliamento. Ma Prodi fa sapere da Bucarest - non da Caserta - che il Governo non si opporrà all’ampliamento della base di Vicenza. Non si tratta di un problema politico, ma tutt’al più di natura urbanistica e territoriale, dice. Come dire che Chernobyl ed Hiroshima sono quisquilie urbanistiche. Se questo non significa minimizzare…Eppure per taluni, la questione delle basi NATO in Italia è proprio un problema di natura politica: il fatto di possedere quegli ordigni consente ai paesi che li ospitano di far parte di quegli organismi che pianificano le azioni militari. In altre parole, quegli ordigni ci consentirebbero di contare i più all’interno della NATO. Ma c’è un’altra cosa che occorre sapere: alcune basi NATO in Italia godono di extraterritorialità, cioè al loro interno comandano gli americani. L’importanza dell’extraterritorialità diventa evidente considerando esempi tristemente noti come quello del Cermis. Quindi, ricapitolando: l’Italia è contro le centrali nucleari e contro gli armamenti nucleari, però ospita qualche decina di ordigni nucleari e non può neanche gestirli. Ma non c’è problema, basta stare attenti quando piove…
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