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Lunedì 16 Giugno 2008

La dittatura che avanza in sordina

Archiviato in: Politica, Perbenismo, Moralismo, Blog, Internet, Censura, Giustizia — Maurizio ( 09:36 )

Il numero di Punto Informatico di oggi è molto istruttivo, perché illustra i germogli che permettono la nascita delle DITTATURE (notare il maiuscolo). Si parte dal disegno di legge proposto da Alessio Butti che vieta la pornografia su Internet (pena 5 anni di carcere e sanzioni amministrative), si continua con le continue querele online e relativi oscuramenti di blog, si continua ancora con la condanna di un blog per aver commesso il reato - udite udite - di stampa clandestina. Scusate la franchezza e il “francesismo”, ma io mi sto rompendo realmente i coglioni. Sono anni che tentano di imbavagliare Rete e blog. Sono molteplici i tentativi di leggi e decreti per bloccare questi fastidiosissimi blog. Mi vengono in mente i decreti Urbani, Pisanu, Gentiloni, Levi. Poi mi vengono in mente le censure dei blog di Ricca, di Monteleone, di Sarnari. Poi la legge sulle intercettazioni (vai in galera se le pubblichi o se le usi). Basta. Non so se siano più imbecilli i politici o certi magistrati. Cominciamo con il furbissimo disegno di legge di Butti. A parte l’ipocrisia del caso (divieto in Rete e libera circolazione nelle edicole), a parte la sensazione di tornare indietro nel tempo (comune senso del pudore anni ‘50), qui dimentichiamo una cosa: ci sono milioni di siti web che contengono pornografia ma - soprattutto - stiamo parlando di un intero settore economico che di colpo, con una legge del menga, manderebbe sotto i ponti migliaia di addetti. Pensate a chi produce film porno e che li promuove in Rete (registi, produttori, sceneggiatori, attori, segretarie, etc.). Pensate ai sexy shop che promuovono il negozio in Rete. Pensate ai webmaster che gestiscono siti di questo tipo. Pensate a tutti gli addetti di contorno. Che dire poi delle censure dei blog (si chiama “sequestro preventivo”) perché uno si alza la mattina e querela un blogger per diffamazione? Che dire della condanna per “stampa clandestina”? Io dico solo che abolirei l’Ordine dei Giornalisti. Io dico solo che per far valere completamente l’articolo 21 della Costituzione, chiunque deve poter dire la sua senza restrizione alcuna. Altro che stampa clandestina. A quando un bel decreto che renda i blog illegali tout court? Ma certa gente che legifera o che giudica, non farebbe meglio a dedicarsi all’agricoltura? Alcuni consigli di sopravvivenza per i blogger:
  • registrare un dominio .com (e mai .it) anonimo (i dati dell’intestatario non sono resi pubblici)
  • ospitare il blog su un server all’estero
  • non memorizzare la password per accedere al blog sul computer
  • ricordarsi che ancora non è stata inventata la macchina che legge il pensiero, perciò, qualora qualche zelante giudice intimasse di fornire la password per l’accesso al blog, si avrebbe sempre la possibilità di rispondere in due modi (a scelta): “mi avvalgo della facoltà di non rispondere” oppure - meglio ancora - “ooops non ricordo più la password”.
Eccheccazzo!

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Venerdì 6 Giugno 2008

Marocchina violentata da un italiano: articolo da incorniciare

Archiviato in: Politica, Società, Perbenismo, Moralismo, Sicurezza, Donne, Informazione, Immigrazione, Xenofobia — Maurizio ( 09:30 )

Non parlo mai di cronaca nera, ma questa volta faccio un’eccezione. Oggi infatti la Repubblica titola: “Marocchina 14enne violentata da un italiano”. Sì, avete letto bene. Annotatelo nel calendario perché titoli come questo sono da considerarsi un evento come la caduta di un meteorite o l’avvistamento di un UFO. Tempo fa ci fu un caso simile: una romena violentata da un italiano. Su Articolo 21 scrissero: “Si accettano scommesse sullo spazio che sarà riservato alla notizia di Roma.”. Evidentemente non sono l’unico ad aver notato certe discriminazioni razziali nella diffusione delle notizie. Eppure i dati ISTAT parlano chiaro:
“Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei
e ancora:
“Il 68,3% delle violenze domestiche avvengono in casa”
o meglio:
“Tra gli autori della violenza al primo posto si collocano gli ex mariti/ex conviventi (22,4%), seguiti dagli ex fidanzati (13,7%), dai mariti o conviventi attuali (7,5%) e infine dai fidanzati attuali (5,9%).”
Una stima evidenzia che 10 milioni di donne tra i 14 e i 59 anni sono state molestate (dati del 2006). Non solo, sempre l’ISTAT afferma che solo il 7,3% delle violenze che avvengono in famiglia viene denunciato. Il 92,4% non viene denunciato, quindi le violenze sono molte ma molte di più. Questi dati vorrei stamparli a fuoco sulla fronte degli esponenti della Lega. Quegli esponenti che hanno incentrato la campagna elettorale sul tema sicurezza. Quegli esponenti che grazie alla demagogia hanno conquistato le ambite poltrone. Certo, i giornali li hanno aiutati eh? Già, perché pur di vendere una copia in più si sono guardati bene dal diffondere i dati del Viminale. Dati che evidenziano il calo dei reati in Italia. Sempre giornali e tivvù, si sono guardati bene dal diffondere in maniera martellante ciò che afferma l’ONU: l’Italia è il paese più sicuro d’Europa. Lo rivela uno studio dell’UNICRI (Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia). Anche un rapporto Eures-Ansa conferma questo dato. Per fortuna che mentre tivvù e giornali sono pervicacemente impegnati nell’opera di disinformazione, in Rete ci sono degli ottimi blog che agiscono in maniera specularmente opposta.

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Lunedì 19 Febbraio 2007

Beneficenza? No grazie

Archiviato in: Società, Perbenismo, Moralismo — Maurizio ( 11:24 )

Beneficenza? No grazie. E’ quanto ha risposto la Breast Cancer Society of Canada ad un gruppo di ballerine lap-dance canadesi. Le ballerine di Vancouver avevano organizzato la “Exotic Dancer for Cancer”, in memoria di una loro collega morta a causa di un tumore al seno. 6000 dollari raccolti. Migliaia di dollari rifiutati. Trina Ricketts, fondatrice del sito di lap-dancer nakedtruth.ca è rimasta shoccata dal fatto che la gente consideri il denaro raccolto come denaro sporco. Come si fa a rifiutare dei soldi a questo modo? Evidentemente chi si occupa di ricerca in Canada, non ha le stesse necessità di fondi di chi se ne occupa in Italia. Ogni commento ulteriore è superfluo.

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