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Sabato 10 Maggio 2008

Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Archiviato in: Politica, Uomini — Maurizio ( 13:28 )


E dopo la Carfagna, parliamo di Sandro Bondi, neo Ministro per i Beni e le Attività Culturali del Governo Berlusconi IV. Sandro Bondi nasce il 14 maggio del 1959 a Fivizzano. Figlio di un socialista emigrato, ancora giovanissimo torna in Italia e si iscrive al PCI (SIC!). Si laurea in filosofia presso l’università di Pisa. È il 16 agosto del 1990 quando Bondi diventa sindaco comunista di Fivizzano. Cattolico dichiarato, lo si poteva definire tranquillamente un cattocomunista. In pratica, un ossimoro vivente. La coerenza politica di questo personaggio si manifesterà - in tutto il suo splendore - qualche anno dopo, quando grazie allo scultore Cascella, il nostro eroe incontrerà Silvio Berlusconi. Folgorato alla visione del Cavaliere - come una Bernadette durante l’apparizione della Madonna nella grotta di Masabielle - ne diventa immediatamente consigliere fidato. Ed eccolo, nel 2001, prodigarsi per il Cavaliere, coordinando la stesura del libercolo fotografico “Una storia italiana”. Il libercolo, spedito a tutti gli italiani in occasione della campagna elettorale di Berlusconi, raffigurava il Cavaliere in pose familiari idilliache e rassicuranti. L’amore profuso da Bondi nei confronti del Cavaliere non ha rivali: può competere solamente con quello sfacciatamente espresso da Emilio Fede (forse il più famoso e sfegatato fan di Berlusconi vivente). Il riconoscimento da parte del Cavaliere non si fece attendere e nel 2001 Bondi fu eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia. L’apice della carriera però, Bondi lo raggiunge in questi giorni, quando viene eletto Ministro per i Beni e le Attività Culturali. La levatura culturale del nostro nuovo Ministro, si esprime al meglio - senza ombra di dubbio - attraverso la sua lirica poetica. Già, perché forse non tutti sanno che Bondi scrive poesie su Vanity Fair. Ecco una delle sue opere:
Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato
(dedicata a Walter Veltroni, AKA Veltrusconi)
decisamente notevole, non vi pare? Espressione poetica di livello dantesco. Ne volete un’altra? Eccovela:
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza
(dedicata a Giuliano Ferrara, AKA Banderuola, AKA Voltagabbana, AKA Antiabortista)
Lo spessore artistico e la rigorosa coerenza ideologica di Bondi, potevano giacere inespressi nel più oscuro anonimato? Certo che no. Come poter sfruttare tali qualità per il bene della collettività? Non si può sbagliare, la risposta è senza dubbio alcuno una sola: conferire l’incarico di Ministro dei Beni e delle Attività Culturali al poeta-filosofo Bondi. Sono conseguenze logiche queste. Sì, solo in Italia però eh?

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Giovedì 8 Maggio 2008

Mara Carfagna, Ministro delle “Pari” Opportunità

Archiviato in: Politica, Donne — Maurizio ( 20:03 )


Lo ammetto: non ho resistito. In verità avrei voluto dire: ok, è molto carina, non per questo deve essere stupida, diamogli fiducia. Però poi ho fatto una ricerca in Rete… Non dico cosa si trova se si digita “Mara Carfagna” su Google Immagini. Tralascio. Evito polemiche sterili sul suo passato di valletta e modella. Cito però questa sua frase:
“[…] non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili […]”
(fonte: Repubblica.it)
Ora, dovete sapere che Mara Carfagna (PDL) sarà il nostro Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità di questo Governo Berlusconi IV (SIC!). Si tratta in sostanza di un ministero creato per abbattere le discriminazioni e le disuguaglianze tra gli individui. Alla voce “pari opportunità” si legge su Wikipedia:
“Gli organi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna - uomo) e fra le diversità (culturali, disabilità, orientamento sessuale, razza).”
Verrebbe da dire: non male come inizio…

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Martedì 29 Aprile 2008

A Roma vince Alemanno: vai con i saluti romani

Archiviato in: Politica, Elezioni — Maurizio ( 13:00 )

Alemanno ha vinto a Roma. Compaiono i saluti romani. Il saluto romano era utilizzato dai nazisti del partito NSDAP e dai fascisti del PNF. In Italia esiste il reato di apologia del fascismo. La legge 645 del 20 giugno 1952 (legge Scelba) parla chiaro: il saluto romano è un reato punito con reclusione fino a due anni e con sanzione pecuniaria. Questo è solo per ribadire alcuni fatti concreti. Vabbè, ma chi se ne frega, ha vinto il PDL, no? Il Partito della Libertà. Sì, libertà di fare un po’ come cazzo ci pare.

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40 anni di Democrazia Cristiana, altro che Prodi e Berlusconi

Archiviato in: Politica, Corruzione, Costi della politica, Economia — Maurizio ( 07:00 )

1965, Governo Moro. Debito pubblico a quota 7.555 milioni di euro. Il 15,66% in più rispetto all’anno precedente, ma si tratta di una cifra ancora accettabile. 1966. Governo Moro. Il debito aumenta. Idem nel 1967, stesso governo. Per 40 anni si avvicendano vari governi: Moro, Leone, Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria, De Mita, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, e D’Alema. Credo di averli messi tutti. Solo Andreotti (DC) ha governato negli anni: 1972, 1976, 1977, 1978, 1979, 1989, 1990, 1991, 1992. Ben 9 anni. Non male. Moro (DC) ha governato negli anni: 1965, 1966, 1967, 1974, 1975, 1976. Craxi (PSI) ha governato solo negli anni: 1983, 1984, 1985, 1986. In pratica, per quasi 40 anni ha governato principalmente la Democrazia Cristiana. Bene, a partire dal 1965, ogni anno il debito pubblico è aumentato. Inesorabilmente. Il 1975 (Governo Moro) è incredibile: il debito pubblico è aumentato del 30,02% rispetto all’anno precedente. Insomma, nel 1965 il debito pubblico era di 7.555 milioni di euro, oggi è di 1.622… milioni? No MILIARDI. Questa a casa mia si chiama coperta corta. Questi sono soldi che noi tutti, dobbiamo restituire alle banche. Quasi 30.000 euro a testa. Altro che abolire l’ICI. Noi siamo debitori, non creditori. Ma quali sono i motivi di questa enorme voragine? 40 anni di sprechi, evasione fiscale, costi esorbitanti della politca, frodi, tangenti. In altre parole: mal governo. Altro che Prodi e Berlusconi.

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Lunedì 28 Aprile 2008

Gasparri: pagala tu la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!

Archiviato in: Politica, Lobby, Informazione — Maurizio ( 07:00 )

I primi dati parlano di più di 450.000 firme raccolte durante il V2-Day (ne servono 500.000 per chiedere un referendum). Intanto, Maurizio Gasparri dichiara:
“Di Pietro, la cui scarsa conoscenza di lingua e leggi è nota, si rassegni. La legge Gasparri resta in vigore e sarà applicata. Serve solo una piccola e secondaria modifica. Quando imparerà a leggere, scoprirà che le firme raccolte oggi per eventuali referendum, sono nulle perché le norme non consentono ora iniziative simili” (ANSA)
Bravo Gasparri! Complimenti! Però mi devi dire anche chi cazzo pagherà la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!

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Giovedì 24 Aprile 2008

Solo 12 ministri? Ma non so se ce la farò a tenermi entro quel limite

Archiviato in: Politica, Elezioni, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 11:00 )

A marzo - appena un mese fa - Berlusconi diceva in tivvù:
«Nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne»
(il Giornale.it)
Oggi - appena vinte le elezioni - Berlusconi (sollecitato da Napoletano a non superare i 12 ministri promessi) risponde:
“Ma non so se ce la farò a tenermi entro quel limite” (Repubblica.it)
CVD, Come Volevasi Dimostrare. Le bugie di Berlusconi hanno le gambe cortissime? A seguito del mega-governo Prodi, a dicembre del 2008 è stata introdotta in finanziaria una norma che impone il rispetto della riforma Bassanini del 1999. I 12 ministeri previsti dalla riforma sono: Affari esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e finanze, Attività produttive, Politiche agricole e forestali, Ambiente e tutela del territorio, Infrastrutture e trasporti, Lavoro e salute e politiche sociali, Istruzione e università e ricerca, Beni e attività culturali. Inoltre, non si potranno superare le 60 unità tra ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari. Aspetteremo ansiosi, il mantenimento delle promesse del marinaio del PDL.

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Lunedì 21 Aprile 2008

Internet e gli italiani

Archiviato in: Politica, Internet, Monopolio — Maurizio ( 18:00 )

I quotidiani presenti in Rete, oggi si occupano degli italiani che accedono ad Internet. I numeri e le percentuali snocciolate sono alquanto variabili. Secondo alcuni, gli italiani che usano regolarmente Internet sono il 32%, secondo altri il 34%. Ma i giornalisti verificano le fonti prima di pubblicare gli articoli? Sembra proprio di no. A dire il vero, i valori riscontrati nei vari report presenti in Rete non sono proprio omogenei. I dati forniti dall’ISTAT sono apparentemente più ottimistici. Del resto è proprio l’ISTAT ad avere inventato i termini “inflazione reale” e inflazione percepita. Secondo l’ultimo report della Commissione Europea (dati relativi al 2007), gli italiani che usano regolarmente Internet si attestano intorno al 34%, mentre la media europea è circa il 51% (siamo al 24mo posto nella classifica europea). Secondo l’ISTAT invece, gli italiani che hanno accesso ad Internet rappresentano il 38,8 della popolazione. Attenzione, avere l’accesso alla rete Internet e usarla regolarmente sono due cose ben distinte. Già, perché io posso aver sottoscritto un abbonamento a Internet 4 mesi fa e averlo utilizzato solamente una volta. Ma le vere note dolenti si hanno quando si parla di banda larga. In questo caso i dati ISTAT sono – come di consueto – più ottimistici rispetto a quelli riportati dalla Commissione Europea. Secondo l’ISTAT infatti, il 22,6% degli italiani ha accesso alla banda larga, mentre secondo la Commissione Europea, la percentuale si attesta intorno al 17% (media europea: 20%). I dati sono comunque sconfortanti. Come al solito, quando si parla di classifiche l’Italia non fa una gran bella figura. Eppure le tecnologie sono disponibili da anni. Gli ostacoli vengono prodotti dagli oligopoli e dai monopoli. E i governi italiani stanno a guardare.

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Sabato 19 Aprile 2008

La morte della sinistra

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 11:42 )

Gli operai del nord hanno votato la Lega. Operai che una volta votavano Rifondazione Comunista. A Crevari (Genova) la Lega batte la Sinistra arcobaleno 486 a 358. I motivi? Ecco i commenti degli operai del nord che hanno votato la Lega:
“Ma quale sinistra? Ha messo fuori i delinquenti altro che sinistra”
(il riferimento è l’indulto, nda)
“Un partito come Rifondazione non può votare a favore della guerra”
(vedi Afghanistan, nda)
“Non si raccolgono i voti nelle fabbriche promettendo di cambiare la legge 30 sul precariato per poi non fare nulla”
(vedi lo scandaloso pacchetto Damiani, nda)

Io comunque continuo ad essere contento. Questo è un cambiamento. Già, perché solo quando fai una cazzata, ti accorgi di averla fatta. In 5 anni ci sarà da riflettere. Le cazzate però, non le fanno solo gli elettori. Rifondazione Comunista e compagnia ad esempio, hanno deliberatamente ucciso la sinistra appoggiando il Governo Prodi. La nascita di quella sottospecie di democrazia cristiana chiamata PD ha contribuito all’uccisione della sinistra. Veltrusconi può esserne fiero. Veltrusconi è riuscito a convincere gli operai del nord a votare Lega. Complimenti vivissimi.

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Giovedì 17 Aprile 2008

Berlusconi: tempi duri

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 07:39 )

CVD, Come Volevasi Dimostrare. Non mi dilungherò oltre: mi limiterò a fare alcune previsioni. Ecco le prossime frasi che sentiremo ripetere ad libitum dalla banda Berlusconi-Tremonti (o Berlusconi-Brunetta):
“Dobbiamo, stringere la cinghia”
e ancora:
“Dobbiamo fare delle riforme necessarie anche se avranno contenuti di impopolarità”
e poi:
“C’è la crisi economica internazionale, la recessione è anche in Europa. Dobbiamo fare tagli e sacrifici”
e poi:
“Dobbiamo rimediare ai danni provocati dal centrosinistra”
E via dicendo. Se dovessi azzeccare la previsione, significherebbe che la cosa si sarebbe potuta prevedere facilmente prima del 13 aprile. Quindi, cari elettori, potevate pensarci prima. Spero di sbagliarmi.

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Mercoledì 16 Aprile 2008

La cura del Cavaliere

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 08:08 )

Mi si dirà che sono pessimista. Mi si dirà che sono comunista. Mi si dirà che sono ottuso. Però, a pensarci bene, l’economia è una cosa semplice. Dal 1965 ad oggi, il debito pubblico è cresciuto costantemente a causa di 40 anni di malgoverno (democristiani, socialisti, berlusconiani, ecc.). Il rapporto tra debito pubblico e PIL (Prodotto Interno Lordo, nda) è passato dal 35% al 108%. Cosa significa? Significa che oggi lo stato spende di più di quanto incassa. Significa che i soli interessi sui prestiti si aggirano sui 70 miliardi di euro ogni anno. Significa che ogni bambino che nasce, ha già un debito da pagare di 1.200 euro l’anno. Significa che tutti gli italiani hanno un debito da pagare alle banche di 1.621 miliardi di euro. Perché lo stato – e quindi noi tutti – deve pagare questi soldi alle banche? Perché per costruire ponti, strade, scuole, ospedali e via dicendo, ci vogliono i soldi. Quando non bastano, lo stato chiede un prestito alle banche. Ma questi soldi, prima o poi vanno restituiti. Non solo, su questi prestiti le banche applicano un interesse passivo (i famosi 70 miliardi di euro l’anno). Cosa accadrebbe se ce ne fregassimo tutti di questo debito? Lo stato andrebbe in bancarotta. Le banche però sono soggetti privati, non fanno beneficenza e non vogliono sentire ragioni: rivogliono i loro soldi indietro. Bene, chiariti questi concetti, si capisce come mai il centrosinistra abbia aumentato le tasse: si tratta di buon senso. Se tu hai dei debiti, cosa fai? Cerchi di risparmiare, di tirare la cinghia e di pagare poco a poco il debito. Per pagare il debito, se non hai soldi, da qualche parte li devi prendere. Quindi aumenti le tasse. Certo, occorrerebbe risparmiare riducendo la spesa, ma uno stato serio non può certo smettere di costruire ponti, strade ed ospedali. Se tagli i soldi agli ospedali, la gente muore. Questo stava facendo il centrosinistra. Miei cari italiani che avete votato Berlusconi, come dicevo l’economia è una cosa semplice: si tratta della solita coperta corta. Se tiri da una parte, ti scopri dall’altra. Ora che è ben chiara la situazione italiana, vediamo la cura berlusconiana (chi ci curerà, il dottore Brunetta o il professore Tremonti?). Servono soldi per pagare il debito pubblico? Niente paura: lo stato non ce li chiederà più. Anzi, al contrario, ce li ritornerà indietro! Infatti Berlusconi vuole ridarci indietro i soldi dell’ICI (abolendola), del bollo auto e via dicendo. Dove prenderà i soldi mancanti è un mistero della fede. Forse ridurrà le spese? Eliminerà gli ospedali? Cari italiani che avete votato Berlusconi, ora sono cazzi vostri! Per quanto mi riguarda, o emigrerò o passerò dalla parte di chi ruba. Del resto, siamo in un paese democratico, no? La maggioranza degli italiani infatti, ha deciso di farsi governare da un gruppo di malfattori. Gli italiani di fatto, hanno legalizzato i malfattori. Rubare quindi, non è più reato.

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