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Martedì 15 Aprile 2008

Vittoria scontata

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 09:00 )

Vittoria scontata. Cronaca di una morte annunciata, mi verrebbe da dire. Sono 168 i seggi assegnati alla coalizione Pdl-Lega Nord- Mpa, 130 a Pd-Idv; 3 all’Udc. Vittoria schiacciante di Berlusconi. Questa è l’ennesima dimostrazione – per chi nutrisse ancora qualche dubbio – della veridicità del detto: ogni paese ha il governo che merita. Gli italiani, meritano un governo di furbetti del quartierino. Perché gli italiani, sotto sotto, sono dei furbetti di quartierino. No, non parlo di Fiorani, Tanzi et similia. No, parlo di coloro che votano personaggi come Mastella e che si prodigano in lunghe fiaccolate. Parlo di coloro che votano un Cavaliere che troppe volte ha avuto a che fare con la giustizia. Non serve mostrare l’immagine fotostatica della lettera che Berlusconi scrisse di suo pugno a Bettino Craxi. La lettera dove ringraziava per la legge ad personam, creata ad hoc per consentire alle sue emittenti illegali di trasmettere a livello nazionale (nonostante la legge Mammì). Non serve far ascoltare agli italiani l’audio dell’intercettazione telefonica tra Berlusconi e Dell’Utri a proposito del mafioso Mangano. Non servono i processi caduti in prescrizione grazie alle leggi create ad hoc dal Cavaliere. Se Berlusconi avesse detto – a reti unificate – “italiani, sono un mafioso e vi governerò”, beh, gli italiani lo avrebbero votato ugualmente. Della lega razzista non voglio neanche parlare. Garibaldi si sarà rivoltato nella tomba più volte. Gli italiani sono così: desiderano il bastone. A nulla è servito un ventennio di dittatura. Però io sono contento. Perché solo chi cade veramente può rialzarsi. In Italia c’è ancora troppa gente che sta bene. Troppa. Per ora stanno male “solo” i precari, i lavoratori dipendenti, i pensionati, gli extracomunitari. Troppo poco per decidere di cambiare veramente. La recessione è in arrivo però. Allora gli italiani non arriveranno neanche alla prima settimana. L’Italia soffre di 40 anni di malgoverno. Il debito pubblico è in continuo aumento dal 1965, quando il rapporto tra debito pubblico e PIL era al 35%. Oggi è al 108%. Vorrei concludere con una domanda a tutti coloro che in quasi due anni di Governo Prodi, dicevano: fidatevi, dobbiamo votare queste porcherie perché altrimenti torna Berlusconi. A tutti coloro che nel centrosinistra hanno votato il rifinanziamento della guerra in Afghanistan, che hanno fatto l’indulto per i mafiosi, che hanno speso miliardi di euro per comprare aerei da guerra dagli USA, che non hanno legiferato sul conflitto di interessi, che non sono riusciti a legiferare sulle coppie di fatto, che non hanno voluto far pagare l’ICI anche alla Chiesa, che hanno permesso a personaggi come Bassolino e Jervolino di continuare a governare nonostante le montagne di rifiuti, che hanno votato contro tutti gli emendamenti di chi voleva cambiare, che hanno consentito a personaggi come Cuffaro di festeggiare con i cannoli, a tutti questi, al corridore solitario Veltrusconi in primis, vorrei dire: ecco, siete contenti dei vostri risultati ora? Ma l’Italia è un paese “democratico”: decide la maggioranza. Perciò le alternative sono due: emigrare o… adeguarsi.

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Lunedì 14 Aprile 2008

Prime timide proteste? Siamo lontani anni luce dalle lotte…

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 00:15 )

L’Italia è un paese alla frutta. Eppure tutto prosegue come al solito. Ieri nei seggi c’è stato un lieve calo delle presenze rispetto al 2006: alle 19 i votanti erano in tutto il 48,7% (a fronte di un 52,2% del 2006). Un calo del 3,5%. Qualcuno ha strappato le schede, qualcuno ha tentato di mangiarle, ma niente di più. I simboli sono tanti, troppi. Chissà che aspetto avranno coloro che voteranno alternativa comunista, lega sud, per il bene comune o sacro romano impero liberale cattolico. Per non parlare di forza Roma e avanti Lazio. Alle prossime elezioni mi presenterò anch’io. Sceglierò un nome degno però. All’altezza della situazione. Non so, qualcosa tipo alè alè traccheballacche oppure daje de tacco daje de punta. Roba simile. Insomma, io sono per il proporzionale per poter salvaguardare le minoranze, ma a tutto c’è un limite. O no?

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Sabato 12 Aprile 2008

I discorsi di Veltrusconi

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 09:05 )

- Aumenterò i salari.
- Ah, sì? E io diminuisco i bolli!
- Aumenteremo le pensioni minime
- E noi aboliremo l’ICI sulle prime case
- Sulle prime case? Ma noi l’aboliremo anche sulle doppie e triple case!
- Sì, ma noi ci preoccuperemo dei precari
- Noi no, perché azzerando le tasse aumenterà la crescita e non ci saranno precari
- Basta, aboliremo l’IRPEF!
- E noi la TARSU!
- Io vado in giro con l’autobus!
- Io con la t-shirt sotto la giacca!
- Ma come fai ad essere credibile dopo le leggi ad personam?
- Ma come fai ad essere credibile dopo quasi due anni di mal Governo?
- Ridurremo i costi della politica: solo 12 ministri
- E noi dimezzeremo gli stipendi, compreso il mio
- Cazzo, la finisci di copiarmi?!
- Porca puttana, ma sei tu che copi a me!
- No, non è vero!
- Sì, è vero!
- Tanto vinciamo noi!
- Ma che dici, ti abbiamo raggiunto ormai

Finite le elezioni:

- Che ganzi che siamo eh? Li abbiamo fregati anche ’sta volta!
- Che gonzi che sono: non si sono accorti che oltre a PD e PDL ci sono gli altri…
- Dai, inciuciamo ora!
- Sì, dai, una fetta a me, una a te… mmmh… bona ’sta torta!

E nel frattempo…

Mangano? Un eroe!
A quando Totò Riina Presidente del Consiglio?

(Ragazzi, conterà quasi zero, ma io voterò Sinistra Critica).

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Domenica 30 Marzo 2008

Visto che va di moda, l’ho fatto anch’io!

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 17:33 )

Pare che questo giochino vada di moda, ultimamente. Dopo averlo letto in due blog, l’ho fatto anch’io. Beh, devo dire che il risultato è abbastanza calzante. Tenendo bene a mente il logo che ho messo sopra la mia foto (in alto a destra), giudicate voi:

Il mio risultato

Oddio, se vogliamo essere pignoli, la Sinistra l’Arcobaleno la metterei decisamente più lontanuccia: diciamo un po’ più vicina al PD, visto quanto è stato fatto sotto il Governo Prodi… ;-)

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Mercoledì 19 Marzo 2008

Campagna elettorale con solo 10.000 euro. È possibile? Perché no?

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 19:49 )

È possibile fare campagna elettorale spendendo solo 10.000 euro? È possibile produrre uno spot tv spendendo 0 euro? Perché no? Certo che è possibile se a farlo sono persone che credono realmente in quello che dicono. Devo dire che quando ho visto questo video mi sono commosso: erano secoli che non sentivo parole davvero di sinistra…

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Lunedì 17 Marzo 2008

Il programma politico che ho sempre sognato

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 14:31 )

Il programma politico che ho sempre sognato, ora c’è. È il programma politico di Sinistra Critica. Ne condivido ogni punto, perché queste idee rappresentano il vero cambiamento, la vera lotta al capitalismo che - per chi non se ne fosse accorto - rappresenta la causa di tutti i mali a livello mondiale. Ve lo riporto integralmente:
“Viviamo in un paese attraversato da un’ondata liberista e conservatrice a tutto campo: contro i lavoratori e lavoratrici impoveriti da oltre venti anni di politiche orientate dall’Unione europea; contro i diritti civili e la laicità a opera di un Vaticano immerso in una logica oscurantista; contro l’ambiente e le comunità locali da parte di una logica del profitto che devasta le risorse e mette a rischio la salute; contro le istanze della pace e del futuro a opera di una guerra globale di cui l’Italia è tra gli artefici. Contro questa cappa si sono mobilitati negli anni passati milioni di persone che hanno poi permesso la vittoria dell’Unione contro le destre populiste, razziste, clericali e autoritarie. Questa carica è andata distrutta e devastata dall’esperienza del governo Prodi e della sinistra tradizionale che ha avallato la guerra, le politiche filopadronali, la subordinazione alle gerarchie vaticane. Quello da cui usciamo è un disastro politico e materiale ben raffigurato dai volti di Prodi, Bertinotti, D’Alema, lo stesso Veltroni. Per uscire dalla crisi servono due cose: il protagonismo diretto dei lavoratori e delle lavoratrici, dei precari, dei giovani, delle donne, dei migranti; e serve un’altra sinistra che non sia compromessa con il fallimento del governo Prodi e con il centrosinistra, una sinistra che fa quello che dice – come dimostra il comportamento parlamentare di Franco Turigliatto – che lavori alla ricostruzione di un progetto alternativo, di classe e anticapitalista. E serve anche un programma e un’iniziativa di trasformazione sociale per rispondere ai bisogni più immediati e alle istanze che provengono dalla società, dai movimenti, dai luoghi del conflitto sociale.
  1. La prima emergenza è quella salariale: di fronte al 20% delle famiglie sotto la soglia di povertà, a salari che si sono dimezzati con l’euro, a uno spostamento di ricchezza verso l’alto serve innanzitutto un aumento netto del reddito mensile di almeno 300 euro da realizzare con almeno tre strumenti: la diminuzione dell’Irpef per i redditi più bassi e l’aumento delle aliquote per quelli più alti; il recupero del fiscal drag; l’introduzione per legge di un salario minimo (1.300 euro) introducendo un meccanismo automatico di adeguamento all’inflazione reale dei salari e dei redditi (scala mobile). Ma noi riproponiamo anche il tema della riduzione d’orario e quindi delle 35 ore a parità di salario.
  2. Per ottenere risorse aggiuntive, aumentare i salari, migliorare il reddito complessivo e i servizi sociali, serve un forte aumento dell’imposizione fiscale che colpisca i redditi più alti – avvantaggiati negli ultimi quindici anni da centrodestra e centrosinistra – la tassazione progressiva delle rendite finanziarie a esclusione dei redditi dei pensionati e lavoratori a basso reddito (iscrizione delle rendite nella dichiarazione redditi). Ma serve anche una Patrimoniale sui beni immobili e mobili delle grandi imprese, delle società finanziarie, sui beni di lusso, sugli immobili del Vaticano. Questa misura è la sola che possa risarcire da venti anni di prelievi alle tasche dei lavoratori/trici. Ed è una misura che rende credibile, oltre che necessaria, l’abolizione dell’Ici sulla prima casa.
  3. Si continua a morire sul lavoro e si continuerà se non si prenderanno misure drastiche. Le uniche misure accettabili sono l’aumento significativo dei controlli e l’inasprimento delle pene per le imprese responsabili di omicidi sul lavoro. Servono almeno 10.000 ispettori del lavoro da assumere riducendo le spese militari – o dirottando risorse umane da questo comparto alla previdenza pubblica – e colpendo i profitti delle imprese. Serve un intervento urgente sui lavori nocivi a partire dall’amianto, riqualificando e soprattutto tutelando quei lavoratori e lavoratrici che si sono ammalati e che non godono delle necessarie garanzie.
  4. Dal 1997, con il pacchetto Treu, passando per la legge 30 e poi con il Protocollo sul Welfare, la flessibilità sul lavoro è aumentata peggiorando le condizioni di vita di chi lavora, aumentando le morti. È ora di abolire tutte quelle leggi e battersi per misure che combattono la precarietà, estendano le garanzie minime (contributi, maternità, stabilità dell’impiego) fino all’introduzione di un Salario Sociale per i disoccupati e i precari (1.000 euro mensili netti).
  5. Dopo venti anni di massacro delle pensioni è ora di ritornare a un sistema pubblico che garantisca il futuro dei lavoratori, che abbatta il potere delle assicurazioni private che non si faccia intrappolare dai fondi pensione. Serve un sistema pubblico – quello esistente è perfettamente in equilibrio se fosse ripulito dal peso dell’assistenza sociale – sotto il controllo dei lavoratori, con sistema a ripartizione e con metodo retributivo (pensione commisurata agli ultimi stipendi), per impedire le nuove povertà e assicurare una vecchiaia dignitosa.
  6. A devastare la vita quotidiana di lavoratori e lavoratrici, soprattutto di giovani alle prese con il proprio futuro c’è il peso dei mutui ipotecari per acquistare la prima casa. Serve una politica di lotta alle speculazioni immobiliari, di requisizione delle case sfitte, di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e di reintroduzione di forme di equo canone, per garantire a tutti e tutte il diritto a un alloggio dignitoso. Serve una grande banca nazionale, pubblica, controllata dai lavoratori e dagli utenti, che adotti una politica “sociale” dei prestiti e che sia da supporto a un piano economico ambientale e di riconversione.
  7. Le risorse del resto ci sono basta cercarle. Ad esempio nelle spese militari che il governo Prodi ha aumentato di oltre 5 miliardi in due anni. Riduzione drastica delle spese militari, riconversione dell’industria bellica – da tenere sotto il rigoroso controllo pubblico – progressiva riconversione dell’esercito a uso civile e finalizzato alla difesa del territorio. Nessun sostegno alle moderne “guerre umanitarie” e alle missioni internazionali, ritiro immediato e incondizionato di tutte le truppe all’estero, uscita dalla Nato, chiusura delle basi militari straniere, sono i primi passi per una politica di pace e una diversa destinazione delle risorse finanziarie.
  8. Sono passati quindici anni dalle prime, grandi privatizzazioni avvenute in Italia. Con il ruolo decisivo del centrosinistra, a partire da Prodi, lo Stato ha venduto gran parte delle sue strutture: la Telefonia, le Autostrade, una parte dell’Energia, le Banche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tariffe più care, servizi più scadenti e, guarda caso, dove è stata mantenuta una quota pubblica, profitti molto alti (Eni). È venuto il momento di ripubblicizzare le grandi società industriali: Telecom, Eni, Enel, Autostrade, per ridurre le tariffe e mettere al servizio sociale i lauti profitti che provengono da questi settori. Allo stesso tempo, bisogna rilanciare servizi pubblici partecipati, posti sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti, impedendo ogni forma, anche parziale, di privatizzazione e liberalizzazione, ripubblicizzando ciò che è già stato venduto.
  9. Tra i servizi pubblici essenziali, oltre a sanità e previdenza c’è l’istruzione massacrata da oltre un decennio di politiche, di destra e di centrosinistra, aziendaliste e fallimentari. Lo sfascio è sotto gli occhi di tutti, le ricette si assomigliano sempre, il governo Prodi ha saputo solo aggravare una situazione già compromessa. Noi vogliamo un’istruzione pubblica al 100%, stipendi decenti per gli insegnanti, l’immediata regolarizzazione dei precari, la fine delle Università di serie A e B prodotte dal 3+2, un nuovo status per i ricercatori, un diritto allo studio concreto fatto di una tendenziale eliminazione delle tasse e di servizi affidabili per gli studenti.
  10. Garantire la proprietà e il controllo pubblico dei servizi sociali è anche il modo per attivare politiche di difesa ecologica dei territori. Il caso dei rifiuti in Campania è emblematico: oltre al disastro di un intero ceto politico, a partire da Bassolino e da tutto il centrosinistra, abbiamo assistito all’arricchimento illecito di una miriade di strutture private, a cominciare da quell’Impregilo che chiama in causa i Romiti. Serve una politica di difesa ambientale al 100%: no ai rigassificatori, al ritorno del nucleare, agli inceneritori, alle centrali a carbone, alla TAV. Vogliamo un sistema integrato di raccolta rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclaggio. Vogliamo la tutela delle acque e la riduzione del consumo di acqua da parte di industrie e agricoltura, lo stop alla cementificazione, l’energia pulita, un sistema che faccia pagare alle imprese il costo sociale degli imballaggi eccessivi. È necessaria, inoltre, una politica di  riduzione drastica delle emissioni di gas, a partire dalla produzione industriale e attraverso la promozione del trasporto su ferro e del trasporto pubblico, contro il primato del trasporto individuale su gomma.
  11. Difesa dell’ambiente, qualità della vita richiedono anche una politica pulita. Basta con i privilegi della “casta”, non per una rivolta demagogica contro la politica in generale ma per una politica che rompa le separazioni e incentivi la partecipazione e la democrazia diretta. Serve una rivoluzione democratica: riduzione drastica delle indennità almeno della metà, limite ai mandati, rotazione degli eletti, elezione delle alte cariche dirigenziali nei servizi pubblici. Solo la partecipazione diretta, non delegata, espressione del conflitto sociale e delle istanze che provengono dal basso può aprire nuovi spazi pubblici per la democrazia.
  12. L’emergenza non è oggi solo sociale ma anche democratica e civile. Viviamo in un tempo segnato da vecchie e nuove forme di razzismo anche “istituzionale” con i vari decreti e patti sulla sicurezza, pratiche autoritarie, in cui la Chiesa recupera la tradizione più oscurantista e tenta di ingeritisi nella vita quotidiana. Siamo contro il razzismo e per la conquista di nuovi diritti: per il diritto di cittadinanza di residenza, l’abolizione della Bossi-Fini e del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura dei Cpt, per la libertà di circolazione dei/delle migranti
  13. Siamo per diritti civili, non negoziabili e non subordinabili a nessuna gerarchia ecclesiastica. Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Per questo siamo al fianco degli studenti e dei professori che hanno contestato il Papa, delle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità.
  14. Siamo antiproibizionisti e rifiutiamo la criminalizzazione del consumo di droghe. Per questo ci battiamo per la liberalizzazione di quelle leggere e la legalizzazione delle altre.
  15. Vogliamo uscire dall’emergenza democratica di cui è prigioniero questo paese. Quindici anni di maggioritario hanno moltiplicato le sigle e stabilizzato le politiche, tutte legate al rispetto dei parametri di Maastricht, alla fedeltà agli Usa, alla subordinazione al Vaticano. Oggi si profila una nuova svolta autoritaria di stampa presidenzialista. Noi siamo per il proporzionale senza sbarramenti, per la libera dialettica e per i governi fondati sui programmi. Siamo per la rotazione degli eletti, per il limite di mandato a due legislature, per il divieto di cumulo degli incarichi, per la democrazia diretta e partecipata, per il potere dal basso a partire dai luoghi della produzione sociale.
Un tale programma non si realizza semplicemente con un bel risultato elettorale ma ha bisogno di almeno due condizioni: una partecipazione e un protagonismo di massa, la possibilità di decidere e di determinare le grandi scelte. Noi siamo dalla parte dei movimenti contro la base di Vicenza, contro la Tav in Val di Susa, contro gli inceneritori e la devastazione ambientale, siamo con le donne in lotta per la propria autodeterminazione, con i lavoratori e lavoratrici per gli aumenti salariali, con gli studenti per il diritto allo studio, con il movimento lgtbq per la laicità e i diritti civili contro le ingerenze vaticane. Questi movimenti sono il sale della politica e la loro organizzazione e autorappresentazione è condizione essenziale del cambiamento. Non ci proponiamo quindi di rappresentare nessun movimento di lotta né vogliamo avocare a noi le sole istanze della trasformazione sociale. Ma noi siamo anche per la formazione di un nuovo soggetto anticapitalista, protagonista di lotte e vertenze che si pone il problema di una visione generale del cambiamento radicale della società. La presenza di Sinistra Critica a queste elezioni non equivale alla chiusura di un progetto di lungo periodo, la ricostruzione di una sinistra anticapitalista e di classe per la quale continueremo a spendere le nostre energie. Ci presentiamo alle elezioni ma non stiamo fondando, da soli, un nuovo partito. Vogliamo tenere aperto un percorso. Dichiararsi comunisti/e, ecologisti/e, femministe non prefigura alcuna facile sommatoria ma una strada da percorrere con altri/e.”
Il testo originale si trova sul sito di Sinistra Critica.

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Mercoledì 12 Marzo 2008

Sinistra Critica si presenta

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 11:00 )

Sinistra Critica si presenta. Ora so nuovamente chi votare alle prossime elezioni. Persone che hanno dimostrato coerenza a sinistra nonostante le incoerenze del Governo Prodi. Franco Turigliatto capolista al Senato e Flavia D’Angeli (giovane insegnante precaria e militante femminista) candidata premier.

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Mercoledì 13 Febbraio 2008

I servi della gleba

Archiviato in: Politica, Società, Diritti civili — Maurizio ( 08:42 )

Riporto integralmente una lettera pubblicata sul blog di Beppe Grillo. Leggendola, come prima reazione viene da piangere. La seconda reazione invece è un sentimento di rabbia e di impotenza. Non si tratta di casi sporadici e isolati, io ne conosco alcuni personalmente. Persone intrappolate all’interno di una situazione precaria e di povertà dalla quale sembra impossibile uscire. Allora penso a quei bastardi di politici. Penso ai soldi che rubano e ai salti mortali fatti per restare incollati a quelle fottute poltrone. Ora siamo in campagna elettorale, c’è il teatrino delle promesse e delle accuse reciproche. Tutto falso, in realtà a nessuno di loro interessano realmente i problemi degli italiani. Da anni. Basta essere un minimo informati per averne le prove. Un altro assessore dell’UDEUR è stato arrestato per collaborazione mafiosa con camorra e ‘ndrangheta. Se non fossi più che certo dell’inutilità dell’annullamento delle schede e della rinuncia al voto, li manderei tutti a cagare. Ma non lo farò, andrò a votare, per scegliere - come sempre - il meno peggio. Per evitare di peggiorare. Per ostacolare quella banda di farabutti che, in un paese civile, starebbero a marcire in carcere da tempo. Nel frattempo, l’idea di fuggire dall’Italia fa capolino. Molti ci stanno pensando, molti lo hanno già fatto. Chi in Spagna chi in Inghilterra chi in Irlanda. Ecco il testo della lettera:
“Ieri era una splendida domenica di sole, uno di quei giorni che ti viene voglia di uscire, di vedere tutto sotto quella luce brillante. Ma non può (si sa) andare tutto come uno lo immagina. Così vedi che tua moglie è strana, la vedi pensierosa, e con gli occhi lucidi. Ti avvicini titubante e timoroso e le chiedi cosa è successo. E qui crolla la serenità. Incominci a rinfacciarti che non è più possibile andare avanti cosi; che non è giusto che lei sia costretta ad andare anche la domenica al lavoro e i lunedì a pulire i negozi per pochi euro. Non trova mai il tempo per staccare la spina, non la porto mai fuori, non le faccio mai una sorpresa, che con la mia misera busta paga non si campa più. Ha ragione. E’ amaro, duro, avvilente, a trentasei anni sono un fallito non arrivo a 1500 euro.Con un mutuo da 700 euro mensili bollette, auto, tasse e mense scolastiche (sì, ho due splendidi bambini), rate dell’auto, benzina, condominio, ecc. non riusciamo neanche a fare la spesa regolarmente. Così, “incavolato” prendo i due bimbi ed esco con loro, li porto al parco poi alle giostre li faccio divertire come non facevano da qualche tempo. Verso la via del ritorno li guardavo dallo specchietto retrovisore della macchina, li sentivo chiacchierare e ridere, ed ho iniziato a piangere, sì a trentasei anni piangevo come un bambino. Quando ad un tratto mio figlio più piccolo, accortosi che piangevo, mi chiede: “cosa c’è papa?”. Gli rispondo: “Nulla sono felice perché vi vedo felici”. Sono un bugiardo, avrei dovuto rispondere che ero triste perché avevo speso gli ultimi 16 euro per le giostre, che mi scusavo con loro perché Babbo Natale non si è potuto permettere la playstation; che non sapevo come pagare due bollette, che il frigo è vuoto, che la mamma ha ragione, non le faccio mai una sorpresa. Caro Beppe il mio è uno sfogo che avrai ricevuto migliaia di volte, ma oggi ho deciso di scriverti perché mentre ero davanti alla pressa, mi sono ricordato che circa 10 anni fa mi capitò un piccolo incidente. Una molla di un carrello porta fusti si staccò di colpo e mi colpi di striscio la fronte, mi misero 1 punto di sutura, è pochi mesi più tardi arrivò per posta un assegno di 250 mila lire. Mi è balenata l’idea per un attimo di mettere una mano sotto, la pressa, così potevo pagare le bollette arretrate. Ma ho avuto paura.”
Intanto, allegramente, mister “tasse bellissime”, il manganellatore dei bamboccioni, ci fa sapere che scherzava, che era tutta una “simpatica” burla: non c’è alcun tesoretto da redistribuire. Italiani, continuate a morire di fame allegramente.

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Venerdì 1 Febbraio 2008

L’alternativa, se non c’è, va costruita

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 13:15 )

È dal giorno della caduta del Governo Prodi che ci rimugino: il pericolo Berlusconi è nuovamente alle porte. Temo che il suo avvento determini un punto di non ritorno. Cosa fare? Inizialmente ho pensato a una campagna elettorale serrata contro Berlusconi, da portare avanti in Rete: in questo blog e all’interno dei cosiddetti social network. Poi qualcuno mi ha fatto osservare che non basta denigrare il nemico, occorre proporre una valida alternativa. Ciò è senza dubbio vero, ma attualmente, non vedo alternative valide e immediate. Di conseguenza, l’alternativa va costruita. Ecco perché mi sto interessando alla democrazia partecipativa. La democrazia rappresentativa ha fallito ovunque, la casta italiana può considerarsi l’emblema di tale fallimento. Sarà forse il caso di iniziare a parlare di democrazia diretta? In Svizzera esiste da tempo. In Svizzera i cittadini votano anche per posta o via Internet. Per quanto riguarda le ideologie politiche, a chi fosse interessato a qualcosa realmente di Sinistra, suggerisco questa lettura.

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Venerdì 11 Gennaio 2008

Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

Archiviato in: Politica, Ambiente, Scandali, Salute, Lobby, Informazione, Mafia, Corruzione — Maurizio ( 09:23 )

A proposito dei giornalisti e della disinformazione…
ADNKRONOS:
“Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) - Nessun danno alla salute umana legato all’attuale emergenza rifiuti in Campania. Lo assicura oggi il ministero della Salute che in una nota assicura di seguire “costantemente l’evoluzione della situazione sanitaria nella Regione”.”
CNR:
“Uno studio fatto in Campania, presentato oggi a Napoli, conferma che lo smaltimento abusivo dei rifiuti rappresenta un fattore di rischio rilevante per la salute: +9-12% di mortalità, +84% di malformazioni
Chi mente? Livia Turco, i giornali o i ricercatori del CNR?

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