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Giovedì 6 Dicembre 2007

La lettera di Berlusconi a Craxi ed il decreto ’salva televisioni’

Archiviato in: Politica, Scandali, Privilegi, Televisione — Maurizio ( 09:47 )

Questo post è dedicato ai fan di Silvio Berlusconi. Il 16 ottobre 1984, 3 pretori di tre diverse regioni ordinano l’oscuramento di Canale 5, Rete 4 ed Italia 1. È il periodo delle televisioni private locali. Secondo la legge corrente, le emittenti locali non possono trasmettere su tutto il territorio nazionale e le emittenti della Fininvest non rispettano la legge. Come fare? Silvio Berlusconi pensa bene di chiedere aiuto all’amico Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio e gli invia una lettera:
“Caro Bettino, come ti ho accennato verbalmente, Radio Fante ha annunciato che dopo la visita a Torno, Guffanti e Cabassi, la Polizia Tributaria si interesserà a me[…] Ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare.”
La risposta dell’amico non tardò ad arrivare con il famoso decreto ‘salva televisioni’. Il decreto autorizza la trasmissione mediante ponti radio in ambito regionale e – udite, udite – la trasmissione a livello nazionale mediante l’uso di videocassette. Per chi non lo sapesse infatti, Berlusconi trasmetteva a livello nazionale grazie allo stratagemma delle videocassette: ciascuna stazione locale trasmetteva lo stesso programma che trasmettevano tutte le altre stazioni dislocate su tutto il territorio nazionale, in modo sincronizzato. Questa procedura era illegale, ma il decreto Craxi la rende legale. Insomma, per alcuni imprenditori la legge è più uguale, mentre per altri (Elefante e Videomusic) è meno uguale. Bene, su Repubblica.it di oggi, si legge uno stralcio di una lettera di risposta inviata da Silvio Berlusconi a Bettino Craxi, sempre nel 1984:
“Caro Bettino - scrive il Cavaliere - grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti.”
Insomma, ‘la famiglia’…ooops, ‘gli amici’, ringraziano. Firmato: Silvio Berlusconi, numero tessera P2: 1816.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE:

Grazie ad anonimo italiano, vengo a sapere che l’archivio della fondazione Craxi è consultabile online. Nell’archivio è contenuta l’immagine della lettera scannerizzata che Berlusconi inviò a Craxi. Come si dice, carta canta! ;-)

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Sabato 6 Ottobre 2007

Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto…

Archiviato in: Politica, Scandali, Moralismo, Privilegi, Luoghi comuni — Maurizio ( 14:51 )

A volte ricevo delle e-mail che terminano con questa frase: “falla circolare”. Beh, 99 volte su 100 si tratta di una classica catena di S. Antonio. Cioè di una bufala. La notizia che ho ricevuto oggi, inizia con questa frase: “Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto…”. Segue poi un lungo elenco di privilegi dei quali godrebbero i nostri politici (tessera del teatro gratis, tessera del cinema gratis, palestre gratis, autobus gratis, cellulare gratis e via dicendo). Di solito, quando leggo notizie di un certo tipo, preferisco approfondire la cosa. Così ho fatto anche questa volta e ho scoperto immediatamente che si trattava di una bufala. Provate anche voi a digitare su Google questa frase: “Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto” (compresi i doppi apici). Verranno fuori qualcosa come 2.140 risultati. Sono pagine di siti web, blog e forum che riportano integralmente il testo della mail, accompagnandolo con manifestazioni di sdegno varie. Però il primo risultato che riporta Google è un articolo del famoso cacciatore di bufale Paolo Attivissimo. Leggendo l’articolo si scopre che la prima versione di questa catena di S. Antonio risale nientemeno che al 2000. Per evitare di scadere nel qualunquismo o - peggio - nella demagogia, occorrerebbe sempre verificare la veridicità di quanto stiamo per pubblicare su Internet. In questo caso la ricerca della verità è semplicissima, in quanto stipendi, indennità e rimborsi vari dei deputati, sono chiaramente indicati nel sito della Camera, mentre quelli dei senatori sono indicati sul sito del Senato. Ad ogni modo…magari il testo della mail è una bufala, però i privilegi dei politici nostrani sono purtroppo un argomento di scottante attualità, vedi il successo del libro La Casta. Prendo spunto da questa vicenda, per rispondere ad una domanda che mi sento rivolgere spesso da chi è poco avvezzo all’uso della Rete: “come fai ad essere così sicuro della veridicità di quanto leggi su Internet? Su Internet ci sono un sacco di stupidaggini!”. La risposta è immancabilmente la seguente: non ne sono sicuro, così come non si può mai essere sicuri di quanto si legge nei giornali o si sente alla radio o alla televisione. E allora come ci si difende? Usando il senso critico.

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Mercoledì 3 Ottobre 2007

La politica secondo me (sfogo lungooooooooo)

Archiviato in: Politica, Ambiente, Energia, Privilegi, Lobby — Maurizio ( 20:02 )

Secondo me questa finanziaria non è tutta da buttare. No. Però devo dire che si poteva fare molto ma molto di più. La mia impressione è che si stia usando la scopa molto delicatamente, mentre in realtà ci sarebbe bisogno dello spazzolone e di un detergente con forte azione sgrassante. Cosa ci si auspica da una buona politica?

Rendite finanziarie: quando i ricchi non piangono mai

Credo che nella finanziaria si sarebbe potuto aggiungere la tassazione sulle rendite finanziarie. Già, perché in media un dipendente paga alla fonte circa il 33% dello stipendio. E non può evadere. Il 33% viene sottratto direttamente dalla busta paga. Chi invece specula su azioni, compra e vende per milioni di euro, paga il 12%. Non è sperequazione? E non mi si dica che aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie si colpiscono i risparmiatori. No. I risparmiatori non esistono più da un pezzo in Italia (visto che non si riesce ad arrivare alla fine del mese, diciamo più o meno dall’entrata nell’area dell’Euro). Le rendite finanziarie perciò sono una prerogativa dei ceti ricchi, degli speculatori, dei faccendieri. Insomma, di gente come Marco Tronchetti Provera, via. Altro che lotta all’evasione fiscale!

Welfare: il pacchetto che istituzionalizzò il lavoro precario

Che altro si poteva aggiungere nella finanziaria? Una bella ritoccatina al pacchetto sul welfare? Una sistematina a quell’obbrobrio del pacchetto Damiano? Direi di si. Ormai sono in molti a dirlo: la flessibilità non riduce la disoccupazione. Il problema vero in Italia è la mancanza di lavoro. Il problema è la carenza sul versante degli ammortizzatori sociali. Il problema è il lavoro precario. Il pacchetto Damiano istituzionalizza il lavoro precario. La legge 30 (alcuni la chiamano legge Biagi) ha prodotto il lavoro precario. C’è poco da fare. Ai politici che dicono che la flessibilità è necessaria, vorrei dire: impieghiamo Maroni a progetto. Assumiamo Mastella a tempo determinato. Licenziamo De Mita perché ora dovrebbe andare in pensione. No? Beh, è facile dire “armiamoci e partite”.

Cuneo fiscale: la colpa è dei cinesi e dell’Euro

Ma io vado oltre. Secondo me il cosiddetto cuneo fiscale è stata una grossa truffa a carico dei più deboli. Già, perché sono stati dati tanti soldi agli industriali e quasi nulla ai lavoratori. Quel poco che è stato dato ai lavoratori è stato azzerato da cosette come le addizionali regionali, provinciali e comunali. Quanti soggetti ci sono che ‘addizionano’ in Italia eh? E noi a sottrarre dalla busta paga. E la Confindustria non smette mai di chiedere. Ma dico io, cari pseudoindustrialotti da due soldi, finiamola con la storia del costo del lavoro! Già, perché quando c’è crisi, la colpa è dell’Euro o dei cinesi. Ma un po’ di sana autocritica no? Allora, cominciamo con il dire che se noi inseguiamo la Cina, adottando le stesse strategie, siamo morti in partenza. In Italia il lavoro costa di più che in Cina. E’ un dato di fatto che non si può né discutere né modificare. A meno che, i nostri industriali, non vogliano far lavorare gli italiani a metà stipendio e per 12 ore al giorno. A meno che non si voglia far abitare i lavoratori all’interno dei capannoni e delle fabbriche. No, inutile tentare di mutuare i cinesi. A me sembra evidente che la strada per uscire dalla crisi economica non sia quella di ridurre il costo del lavoro ma quella dell’innovazione. E qui c’è da dire qualcosa. Già, perché i cinesi sono famosi per l’arte di saper copiare. Non per le loro idee, giusto? No. Sbagliato! I cinesi stanno cominciando a fregarci anche con l’innovazione! Tanto per fare un esempio, tempo fa i cinesi frequentavano le università americane. Beh, da un po’ di tempo sta accadendo il contrario! Già, perché gli americani si stanno interessando alle innovative strategie didattiche dei cinesi. Quanto alla tecnologia, navigando in Rete si cominciano a vedere dei prodotti tecnologici innovativi made in China. Quindi basta con i luoghi comuni. Già, e in Italia? In Italia non esistono più i Leopoldo Pirelli, gli Enzo Ferrari, i Camillo Olivetti. Quelli erano imprenditori. Senza contare quelli che ci sono stati ‘rubati’ dall’Italia. Federico Faggin (l’italiano che ha inventato il microprocessore, il cuore dei computer) ha fatto la fortuna di un’azienda che si chiama Intel. E se fosse rimasto in Italia? Gente come Faggin ha fatto ricerca negli USA. Molti ricercatori sono italiani che vivono negli USA. Già, la solita storia dei cervelli in fuga. In Italia non esistono più gli imprenditori classici. Intesi come gente che investe in idee, ricerca ed innovazione. Gente che rischia di tasca propria (e non solo con l’aiuto dello Stato). Negli altri paesi, le banche finanziano i progetti dei giovani. In Italia, le banche non vogliono rischiare neanche un centesimo di euro. In Italia ormai esistono solo i faccendieri. Gente che compra e vende aziende. Gente che specula finanziariamente. Come Tronchetti Provera per intenderci (cito sempre lui perché lo considero l’emblema del faccendierismo italiano). In Italia non c’è innovazione. In Italia le regole le dettano le banche. In Italia la politica è assoggettata ai forti poteri economici (banche e faccendieri). Altro che cuneo fiscale!

Costi della politica: è tutto un magna magna

Dopo il boom mediatico scatenato da Beppe Grillo, i politici stanno cominciando a pensare che si, forse è il caso di ridure i costi della politica. E allora cosa mettono in finanziaria? Una bella riduzione degli stipendi dei parlamentari. Ma dico io, a me non frega nulla se un Cirino Pomicino qualsiasi guadagna 20.000 euro al mese. Quelle sono briciole. A me interessano le centinaia di migliaia di addetti che gravitano intorno alla politica. Regioni, province e comuni. Con tanto di assessori, consiglieri et similia. Quando c’è da costruire un ponte, non si sa mai di chi è la competenza. Si rimpallano le competenze ed il ponte non viene costruito. Ci sono comuni con 33 abitanti dove abbiamo 1 sindaco, 1 vicesindaco, 3 assessori e 9 consiglieri comunali. Quasi la metà sono politici! Ma servono tutti? In Italia ci sono più di 8.000 comuni. Fate voi i conti. Le province servono? Non bastano regioni e comuni? Che dire dei ministeri? Non ce ne saranno un po’ troppi? Credo che quello attuale sia il Governo con il numero più alto di ministeri. Mi chiedo se – in un periodo di crisi economica – fosse davvero necessario un Ministero delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive. Mi chiedo se fosse davvero necessario un Ministero sulle Politiche per la Famiglia. Ma se in Italia non si creano più famiglie! Se fino a 35 anni i giovani restano a casa perché non trovano un lavoro fisso! Quanto costa un ministero? Quanti addetti ci gravitano intorno? Che dire dei carrozzoni come Sviluppo Italia? Sviluppo Italia non si sa bene a cosa serva. Lo scopo originario era la promozione degli investimenti dall’estero. Intanto si occupa di cosette come ‘italia.it’, un sito turistico pensato nel 2004 e nato nel 2007 che è costato 45 milioni di euro ai contribuenti. Una cifra spropositata. Enorme. Inverosimile. E di siti turistici sull’Italia ce n’erano già. Vedi l’ottimo ENIT ad esempio. Già, ma a quei tempi c’era qualcuno che doveva mangiare con italia.it. Una trasmissione televisiva come Ballarò fa un’inchiesta sull’azienda Stretto di Messina SPA e si decide di eliminarla. Un’azienda che è nata nel 1981 e per 26 anni ha bruciato milioni di euro. L’idea del ponte sullo stretto risale al 1866 e vari Governi hanno caldeggiato tale opera. Anche il Governo Prodi (che ora la ripudia). Serviva una trasmissione televisiva per accorgersi di questo spreco di soldi pubblici? Personaggi come Giancarlo Cimoli, hanno danneggiato aziende come le Ferrovie dello Stato e l’Alitalia. Queste aziende sono allo sfascio e mentre l’Alitalia riduce i costi, lui si aumenta lo stipendio a 3 milioni di euro. E siccome è riuscito a sfasciare per bene le Ferrovie dello Stato, gli hanno dato una buonuscita di 6 milioni e 700 mila euro. Ma non basta. Queste grandi aziende (ENI, ANAS, et similia) hanno dei consigli di amministrazione. I consiglieri che ne fanno parte percepiscono delle retribuzioni da capogiro. Sappiamo tutti che come cambia un Governo si cambiano anche queste poltrone. Questi sono i costi della politica. Altro che lo stipendio di Mastella. E qualunquismo affermare che è tutto un magna magna?

Risparmio energetico e fonti alternative: la centrale a carbone di Civitavecchia

Sono anni ormai che è stato ratificato il trattato di Kyoto relativo alla riduzione delle emissioni di CO2. Ormai tutti si sono accorti che i fiori sbocciano anche in inverno. E noi cosa facciamo? Bersani dice che non possiamo rinunciare al carbone per poter essere competitivi. Ma il carbone non era il combustibile fossile più inquinante? Niente da fare, la centrale di Civitavecchia deve essere a carbone. Dopo anni di battaglie, spunta una tecnologia che promette il carbone pulito. Sarà vera? Ma invece di produrre energia con il carbone o il petrolio, non potremmo consumare di meno? Il comune di Bressanone ha sostituito le lampadine dei semafori con dei LED. Prima spendeva 7.000 euro l’anno, ora ne spende 1.000. Ma Bressanone è un comune piccolo. Pisa spende 50.000 euro l’anno con i semafori. Quanto potrebbe risparmiare mettendo i LED? Quanto potrebbero risparmiare città come Milano o Roma? L’eolico non è sviluppato come dovrebbe, anzi, viene penalizzato. E il termosolare? Rubbia dovette andare a Barcellona per poter sviluppare la sua idea delle centrali termosolari. Il prototipo della centrale era già bello pronto alla Casaccia. Ma le idee di Rubbia non erano gradite al precedente Governo. Vedi il caso della centrale termosolare di Priolo Gargallo: sei anni per far decollare il progetto! Rubbia dice che una mega centrale termosolare nel deserto del Sahara può soddisfare il fabbisogno energetico di tutta l’Europa. E noi cosa facciamo? Le centrali a carbone! C’è ancora chi ipotizza il nucleare, nonostante un referendum abbia stabilito che gli italiani non lo vogliono (senza parlare di problemi come lo smaltimento delle scorie). In Inghilterra esiste un kit eolico che è alla portata di qualsiasi cittadino. Lo vendono nelle ferramenta. Lo installi sul tetto come se fosse un’antenna televisiva. E ottieni corrente grazie al vento. Avevo letto che Blair pensava di renderlo obbligatorio a Londra. Già, ma in Italia non abbiamo vento, vero? E lo sfuttamento delle biomasse? Perché non lo incentiviamo? E le auto ad alcool? In Brasile è dal 1970 che le automobili vanno ad alcool. Alcool prodotto dalla canna da zucchero, quindi pulito. Costa la metà della benzina ed inquina la metà. Il Brasile ne produce così tanto che lo vorrebbe esportare. Ma la Comunità Europea gli impone dei forti dazi per disincentivare questa sua propensione. Perché? E il biodisel? Il motore ad olio di colza?

Rifiuti ed inceneritori

In Campania i rifiuti arrivano al terzo piano. E’ per via della camorra e delle associazioni degli ambientalisti che mettono i bastoni tra le ruote alla politica. Certo. Ma una piccolissima colpa un po’ anche Bassolino la avrà? O no? Bassolino ha amministrato la regione Campania per anni. Cosa ha fatto di concreto contro l’emergenza rifiuti? Bassolino, Chiamparino, dal sud al nord, tutti sono favorevoli agli inceneritori. Quelli nuovi però eh? E non chiamiamoli più inceneritori per carità: ora si chiamano termovalorizzatori! Certo, quelli nuovi non inquinano e non producono particelle sottili, vero? Ma incentivare la raccolta differenziata no? Ridurre i rifiuti alla fonte no eh? Ad esempio: perché il dentifricio deve essere venduto all’interno di una scatola di cartone? Vendiamolo sfuso. Riduciamo gli imballaggi. Vietiamo le buste di plastica. Già, ma questo è qualunquismo alla Grillo.

Libero mercato

In Francia hanno la fibra, noi il doppino. Per chi non è un tecnico: in Francia hanno la banda larga a 100 Mbps (larga sul serio quindi) noi abbiamo l’ADSL sul cavo del telefono (i 20 Mbps di Telecom Italia). Già, perché il cavo del telefono è di proprietà del monopolista Telecom Italia. Il Wimax potrebbe ridurre il Digital Divide (molti comuni italiani non hanno l’ADSL e Telecom Italia non gliela porta perché non gli conviene investire). Il Wimax permetterebbe di telefonare via Internet con la tecnologia VOIP (che esiste da anni). Ciò significa prezzi bassi per tutti. Ma il Governo (anzi, i Governi) invece di incentivare lo sviluppo del Wimax, vorrebbero consegnarlo nelle mani dei 4 operatori telefonici (Tim, Vodafone, Tre e Wind). Negli altri paesi il Wimax non è stato dato agli operatori telefonici, noi predisponiamo dei bandi di gara che ‘regalano’ le licenze Wimax ai 4 gestori telefonici. E’ già accaduto con il WLL e l’UMTS. I gestori telefonici - che non hanno interesse ad incentivare lo sviluppo - hanno affossato queste tecnologie, imponendo prezzi vergognosamente alti. E mentre Nokia pianifica un cellulare Wimax per il 2008, noi si discute con i bandi di gara per concedere le frequenze del Wimax (dopo anni di discussioni per strappare le frequenze al Ministero della Difesa). Si sta sviluppando la TV via Internet (IPTV) da tempo. Sono varie le tecnologie che sono in ballo. In Italia? Si incentiva il Digitale Terrestre!

Conclusioni

Queste sono le cose che non vanno in Italia. Queste sono le cose che si potrebbero fare e che nessun Governo vuol fare. Governi di destra e governi di sinistra. Il DTT (digitale terrestre) è una tecnologia morta. Capisco quando venne finanziato da Berlusconi: il fratello produce i decoder. Ma perché il DTT viene finanziato anche dall’attuale Governo? Perché l’attuale Governo invece di pensare al DTT non si occupa del Wimax? Qualcuno gli dica che esiste l’IPTV, per favore, altro che canone RAI.

Ecco perché non credo più alla politica in Italia. Di destra, di centro e di sinistra.

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Lunedì 17 Settembre 2007

Intanto noi ci aumentiamo lo stipendio…

Archiviato in: Politica, Scandali, Privilegi — Maurizio ( 21:41 )

In attesa di leggere il libro La Casta di G. A. Stella e S. Rizzo, la Rete mi fornisce ampi ’spunti di riflessione’ in merito alla ‘buonafede’ dei politici nostrani. Iniziamo con l’aumento di stipendio di 302,31 euro che è scattato ad agosto per i nostri parlamentari. Dunque, si dice che bisogna ridurre i costi della politica, giusto? Lo affermano anche loro, i politici. Intanto a gennaio c’è stato un aumento di 512,75 euro mensili. Ad agosto 302,31, più 843 euro di arretrati. Già, ma non è colpa loro in effetti. E’ colpa di una legge del 1965 che equipara gli stipendi degli alti magistrati a quelli degli onorevoli. Appena si aumentano gli uni, si aumentano anche gli altri automagicamente! La legge 1261 del 1965 è in vigore da quarant’anni. Eliminarla no? Quanti governi si sono succeduti in 40 anni? La spesa annua per le indennità di sindaci, assessori et similia è di 890 milioni di euro. Ma ce ne sono di sprechi e di ruberie. Che dire dello scandalo dei portaborse in nero? Una leggina ad hoc ha eliminato il problema: non si è obbligati ad assumere i portaborse! E vai! L’uovo di colombo. E i portaborse restano in nero. Poi c’è lo scandalo della mensa, dove i deputati pagano 9 euro pranzi che costano 90 euro. Poi c’é lo scandalo delle case acquistate dagli onorevoli a prezzi stracciati. Poi c’é Mastella che usa aerei di stato che costano 55 milioni di euro per andare al GP di Formula 1. Ma Bertinotti lo assolve e Marini parla di qualunquismo (termine molto in voga tra i politici dall’8 settembre, giorno del V-Day). Poi c’é Selva che usa le ambulanze come se fossero taxi e invece di dimettersi si ’sposta’ da AN a FI. Poi c’é Previti che ha percepito per un anno lo stipendio da parlamentare nonostante la condanna definitiva a 6 anni di carcere. Ce n’è voluta per mandarlo via eh? E che dire degli altri 25? Che dire di Cosimo Mele (UDC) che si sollazza con festini hard a base di cocaina (”non sapevo fosse una squillo”, già ma lei, la squillo, racconta di essere stata pagata 500 euro. Euro che abbiamo fornito gentilmente noi contribuenti, sia chiaro). Insomma, c’è n’è per tutti i gusti. E non si salva nessuno eh? Destra, Centro, Sinistra e partiti piccoli. Da Cossiga a Casini, da Veltroni a Marini. E poi mi si viene a dire che Grillo e il V-Day sono antipolitica. A me ricorda tanto la storia del bue che dava del cornuto all’asino. Già, ma si sa, io ragiono da qualunquista. Ad ogni modo, a chi avesse ancora dubbi riguardo al marcio consolidato della partitocrazia, consiglio di leggere “Corrotti e corruttori dall’Unità d’Italia alla P2″ di S. Turone (Laterza). Non è un libro fazioso, è un libro di storia. Si, ma di storia vera, niente a che vedere con quello sterile nozionismo basato su date e guerre che si insegna a scuola. Leggendo quel libro, risulta evidente come in quasi 150 anni di storia italiana, non sia cambiato nulla. Ma proprio nulla nulla eh? Stessi scandali, stesse vicende di corruzione, stesse collusioni tra politica e criminalità. Stessa minestra. Allora c’era lo scandalo dei Tabacchi ed oggi c’è quello della Parmalat. Il V-Day? Una mosca che si posa su un tirannosauro. Altro che pericolo che arriva dalla destra! Ci vuole ben altro per intaccare certi poteri. In merito alla manifestazione indetta dalla sinistra radicale per il prossimo 20 ottobre (contro il pacchetto sul welfare del Ministro Damiano che istituzionalizza il lavoro precario) ecco cosa ebbe a dire Prodi:
“non c’ho proprio pensato all’indebolimento. E poi perche’ questo corteo dovrebbe indebolire il mio governo? Ci sono state manifestazioni fino ad ora e tante ancora ce ne saranno. Dopo quella del 20 ottobre ne faranno una Bossi e 3 Berlusconi. Se io sto lì a seguire l’elenco delle marce che vogliono fare, io sarei sempre in moto…”
Capito? Neanche le manifestazioni servono più. Loro - gli appartenenti alla casta - le ignorano.

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Martedì 30 Gennaio 2007

La legge è uguale per tutti…ma per alcuni è ancora più uguale! Seconda puntata…

Archiviato in: Privilegi — Maurizio ( 14:18 )

Mi trovo sulla corsia di destra ed il semaforo mostra un bel cerchio rosso ed una freccia verde a destra. A circa 10 metri dall’incrocio, un’auto dei vigili urbani che si trovava nella corsia alla mia sinistra, ’si accorge’ di avere delle auto davanti. Dovendo girare a destra all’incrocio, decide improvvisamente di immettersi sulla mia corsia. Senza azionare la freccia. Sarebbe più corretto dire: ‘tenta di immettersi’, perché io vado dritto e non la faccio passare. Le auto dietro di me la fanno passare. A questo punto, l’auto dei vigili passa e mi lampeggia…Bene, occorre fare delle precisazioni. Precisazione numero uno. C’è sempre una fila di 1 km su quella strada. Si tratta di una strada ad una corsia per senso di marcia. Perché ci devono essere sempre 4 file di auto parallele? Non capisco. Le file dovrebbero essere 2, una per senso di marcia. Tra l’altro la strada è anche stretta. Niente, c’è una sorta di tacita convenzione e quella strada - quando c’è traffico - si trasforma a 2 corsie per senso di marcia! Nessuno ha alcunché da obiettare, vigili compresi (che stanno sempre fermi all’incrocio). Non riesco a spiegare le cause di questo misterioso fenomeno, ma tant’è. E’ un po’ come dire: se lo fanno tutti, allora sicuramente è il codice della strada che sbaglia. Ad ogni modo, diventando una strada a due corsie per senso di marcia, chi deve svoltare a destra si allinea a destra, chi deve svoltare a sinistra si colloca al centro in attesa del semaforo verde (nella corsia di sinistra ‘fantasma’). Precisazione numero due. Esiste una categoria di automobilisti particolare: i troppo furbi. Quelli che preferiscono non mettersi in coda insieme a tutti gli altri (perché sono più intelligenti, furbi e astuti). Costoro sono capaci di fare 100 metri contromano pur di evitare la fila e alla fine, passare davanti a tutti. Bene, quella strada è trafficata da personaggi che devono si svoltare a destra, ma trovano la coda terribilmente seccante. Poverini, mica è colpa loro se non resistono a stare incolonnati uno dietro l’altro. Se tutti quelli che devono svoltare a destra si collocano sulla corsia di destra un qualche strano bizzarro motivo ci dovrà pur essere. O no? Ok, diciamo quindi che tu a sinistra non ci puoi proprio stare. Se ti ci trovi, sei già in torto. E io ti tengo d’occhio. Hai già fatto il primo errore. Ma andiamo avanti. Voglio essere buono, diciamo che stai a sinistra perché ti sei distratto o perché non conosci la strada (ma quando mai) perché ti sei fatto ipnotizzare dalle auto davanti a te sulla corsia ‘fantasma’. Ma se improvvisamente ti ravvedi e decidi di svoltare a destra, la freccia mettila no? O devo leggerti nel pensiero? E qui fai il secondo errore. Eh, io non sopporto né i furbi né i prepotenti né gli arroganti che pretendono di essere letti nel pensiero. Lampeggiare poi, per quale motivo? Perché ero tenuto a farti passare? Perché sei un vigile urbano e io comune mortale mi devo piegare alle tue prepotenze? In quanto vigile urbano non sei tenuto a rispettare il codice della strada? Ah! I vigili urbani. Occhio, io trovo molto simpatici i vigili urbani. Li rispetto. Stanno tutto il giorno per la strada. Respirano lo smog. Sono alienati dallo scorrere continuo del traffico. Li ammiro perché sono i paladini della giustizia stradale. Fanno rispettare il codice della strada agli automobilisti indisciplinati. Secondo me sono anche troppo buoni e fanno poche multe. Lo dico sul serio. Se devo scegliere tra carabinieri, polizia e vigili urbani, questi ultimi riscuotono maggiormente la mia simpatia. Ma quando tentano di abusare della loro divisa non li rispetto proprio. Mi ricordo una volta, ad un incrocio fuori città, una bella auto dei vigili urbani parcheggiata dietro la curva. Da incidente assicurato. Si perché in una strada statale fuori città non vai a 50 km orari. Se svolti ad un incrocio senza semaforo e la strada è a senso unico, tutto ti immagini tranne che di trovarti una bella automobile dei vigili urbani parcheggiata all’incrocio dietro la curva. Per non parlare poi dei parcheggi in divieto di sosta, in doppia fila. Si sa, sono intenti a svolgere le loro funzioni…mica stanno prendendo il sole. Ma non lo fanno solo i vigili eh? Come quella volta. Tutti fermi. Come mai c’è questa fila pazzesca oggi? Ci sarà sicuramente un incidente! Qualche motorino arrotato da un’automobilista. Magari uno scontro frontale. Feriti a terra, sangue da tutte le parti. O forse ha cappottato un autobus! No, tranquillo, dopo mezz’ora di fila ti accorgi che non è nulla…è solo un’auto dei carabinieri parcheggiata in doppia fila a ridosso dell’incrocio che intralcia il traffico. Ma io dico, può un cittadino comune, multare un vigile urbano che infrange il codice della strada? Mi sa di no. Già, del resto si sa, la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è ancora più uguale…

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