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Giovedì 16 Agosto 2007

Caduta massi

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 11:17 )

Ho fatto un sogno. Ho sognato che io e lei stavamo insieme. Eravamo felici. Passeggiavamo mano nella mano lungo la riva del mare. No. Non è vero. Non l’ho fatto mai questo sogno. Neanche nei sogni stiamo mai insieme io e lei. Neanche nei sogni riesco ad essere felice. Forse perché sotto sotto lo so dall’inizio come va a finire. Una volta ero bravo a sognare ad occhi aperti. Lo facevo di proposito. Almeno così ero felice per un po’. Ora non riesco a fare più neanche quello. Quando la realtà ti piomba addosso come un macigno da 3 tonnellate, è difficile continuare a sognare ad occhi aperti. Alla fine, volenti o nolenti ci si rende conto delle 3 tonnellate che ti si sfrantumano addosso. Più che altro per via del peso. Anche quelli più ottusi si accorgono dei macigni. Fanno proprio male i macigni eh? Parecchio. Io non avevo nemmeno il casco.

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Martedì 14 Agosto 2007

Indigestione d’amore

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 13:48 )

Era dedicata ad una persona. Ora non ha più senso dedicarla a lei. La metto qui perché comunque l’avevo scritta. Ora è dedicata a chi vuole leggerla:

sfamare la tua fame d’amore
abbracciarti
baciarti
carezze leggere
da far girare la testa
da far dimenticare passato e futuro
solo dolce presente
e sarà per sempre
indigestione d’amore

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Ci metto tanto, ma alla fine ci arrivo…

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 09:17 )

Quando si dice che uno le cose non le vuole proprio vedere. Ecco, ora le ho viste. E non sono belle per niente quelle cose. No, sono terribili. Bastava poco per capirle. Erano così evidenti. E’ il classico gioco a 3. Tutti si cercano e nessuno si incontra. E se l’ho capito persino io questo gioco, lo capiscono tutti. Io mi metto da parte a questo punto. Così il gioco ritorna a 2. Questo è il mio regalo per te.

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Lunedì 13 Agosto 2007

Ferragosto in Madagascar?

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 12:31 )

Si potrebbe dire che sia tutta colpa del ferragosto passato a Roma. Si potrebbe. Il ferragosto passato a Roma le favorisce queste cose. Già, perché se il ferragosto fosse passato no so, in Madagascar, saresti troppo impegnato ad osservare la natura. Forse. Ma a me capita che anche quando si sta con altre persone, si ride e si scherza, certo, poi però c’è un qualcosa che accade, un breve periodo di tempo, un attimo che…zac! Tutti ridono e scherzano e tu mentre ridi - porca miseria, mentre ridi - pensi dentro di te: “ma che cazzo c’avrai da ride tanto!”. E allora diventi triste. Forse trapela anche esteriormente questa cosa, ma se anche non trapelasse, dentro si sono spente tutte le lucette del lunapark, la ruota panoramica ha smesso di girare e la musica si è interrotta di colpo. Come se qualcuno avesse staccato la corrente a tutta la zona. E ti rovina tutta la giornata questa cosa, eh? Mica rovina solo quel momento! E allora lo vedi che il ferragosto a Roma non c’entra nulla? Fidati. Certo, ferragosto e Natale le favoriscono queste cose. Ma anche se vedi un film comico o leggi un libro, che ne so, in momenti non sospetti (febbraio o ottobre magari), può capitare. E’ tutta colpa di quei momenti lì. Quello è il cervello che li tira fuori, mica puoi impedirlo. Seeeee, magari si potesse! Anzi, il bastardo sembra che li tiri fuori proprio quando tutti ridono e scherzano. E’ come se volesse dirti: “che fai, ti distrai?”. Quindi, tutta questa storia del distrarsi, io non l’ho mica mai capita. Semplicemente non è vera. E come se quando hai fame e non hai nulla da mangiare tu dicessi a te stesso: “aaaahhh! Sono proprio satollo! Ci vorrebbe proprio un digestivo per ’sgrasare’ la bocca ora…”. Ma dai! Non prendiamoci in giro almeno! O no? Ecco, appunto: io non mi prendo in giro, di solito. Sono un onesto, sincero e genuino triste in quei momenti lì.

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Sabato 28 Luglio 2007

Lei mi piace perché…

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 10:04 )

- “Cosa avrà di speciale da piacerti così tanto non lo capirò mai!”
- “Cosa avrà di speciale?!?”
- “Ora te lo spiego…”

Lei mi piace perché è tenerissima quando racconta delle delusioni con i tipi che le piacciono
Lei mi piace perché fa delle foto bellissimissime
Lei mi piace perché parla degli strapiombi e mi fa sciogliere
Lei mi piace perché è timidissima e più si vergogna e più mi piace
Lei mi piace perché la sua malinconia è mista sempre ad un pizzico di umorismo
Lei mi piace perché è troppo spiritosa
Lei mi piace perché sono troppo belle le cose che scrive
Lei mi piace perché le sue foto e le sue poesie me le salvo sul computer per paura di perderle
Lei mi piace perché conserva ancora il bambino che abbiamo perso tutti noi
Lei mi piace perché dice ‘imbrananza’ e ‘fotosciòp’
Lei mi piace perché è gentile con tutti
Lei mi piace perché nome e cognome sono dei diminutivi
Lei mi piace perché si ritiene bruttina, invece è carina da morire
Lei mi piace perché è un’attenta osservatrice
Lei mi piace perché è dolcissima
Lei mi piace perché ha paura di non piacere: ma non vedi che ti adorano tutti?
Lei mi piace perché ha paura di non piacere: ma non vedi che mi hai stregato?
Lei mi piace perché ha due occhioni che mi ci perderei dentro
Lei mi piace perché è tremendamente intelligente
Lei mi piace perché si taglia i capelli da sola con le forbici da sarta
Lei mi piace perché ormai leggo Guido Catalano tutti i giorni e mi piace un sacco, lo sai?
Lei mi piace perché vuole fare il pane in casa, proprio come me, anzi, io voglio fare pure la birra!
Lei mi piace perché leggiamo gli stessi libri
Lei mi piace perché mi ha fatto capire che le poesie sono belle
Lei mi piace perché la poesia del clown mi ha fatto piangere
Lei mi piace perché è così carina con quei suoi cappellini anni ‘30
Lei mi piace perché sogna un uomo che l’ami per sempre e la raggiunga ovunque lei sia
Lei mi piace perché chiede desideri al genio della lampada
Lei mi piace perché ha gli stessi desideri che ho io
Lei mi piace perché è dei gemelli, come me. Il miglior segno che ci sia?
Lei mi piace perché è tenerissima quando abbraccia il suo papà
Lei mi piace perché è piccolina e io adoro le donne piccoline
Lei mi piace perché ha i capelli marroni e gli occhi marroni. Ma non eri tu, quello fissato con le bionde con gli occhi azzurri sin dai tempi delle medie? Naaaa. Lei è speciale
Lei mi piace perché…beh, perché è una piccola meraviglia: è impossibile resisterle.

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Venerdì 27 Luglio 2007

L’Amore

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 10:07 )

Cos’è l’Amore? Amare è dare. Anzi no, non esattamente. Amare è donare. Ecco, così viene reso maggiormente il concetto. Chi non ha capito questo, non ha mai incontrato l’Amore. L’Amore non chiede niente come contropartita. L’Amore è incondizionato. L’Amore non chiede di essere ricambiato. L’Amore non è un baratto, uno scambio, una compravendita. No. L’Amore è a senso unico. L’Amore può anche non essere ricambiato. Non cambia lo stato delle cose. Colui che Ama, non è triste per sé quando non è ricambiato, è triste per l’altro quando non riesce a donargli l’Amore che prova. Solo chi ha Amato veramente può capirle queste cose. Ecco cos’è l’Amore.

(dedicato a colui che insiste a volermi fare aprire gli occhi: lascia perdere, non ho bisogno di queste tue ‘premure’, grazie. Rifletti su quanto ho scritto sopra, invece)

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Giovedì 26 Luglio 2007

Ho fatto un sogno…

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 09:38 )

Ho fatto un sogno che vorrei raccontare. Nel sogno navigo in Rete, quando ad un certo punto la curiosità mi spinge su Blogitalia alla ricerca di blog romani. Mi colpisce un blog in particolare. Entro e scopro una foto in bianco e nero bellissima. Lo sfondo del blog è nero e io non li sopporto gli sfondi neri, perché mi affaticano la vista e mi ricordano i siti hacker (anche se il mio primo sito che creai 10 anni fa era con sfondo nero e io adoro gli hacker). Ma questo blog è diverso: è elegante e raffinato. Sfondo nero con bordi arancione. Bello, mi piace. La foto è stupenda e io non resisto: scrivo un commento e faccio i complimenti all’autore. L’autore è una donna. Comincio ad incuriosirmi e vado a leggere i vecchi post. Bello. Mi piace proprio questo blog. Decido di leggerlo tutto. Parto dal post numero 1. Scopro una ragazza molto interessante. E’ anche molto carina. Ora, dovete sapere che ho un dono: conosco le persone anche senza conoscerle! No, questa non la spiego ora, perché è lunga la storia. Ma non importa, diciamo che questa ragazza mi piace. Le mando una mail, dove un po’ per gioco un po’ sul serio le dico che noi due potremmo essere una coppia perfetta. Questo è stato il primo di una lunghissima serie di errori inconsapevoli che – nel sogno – hanno fatto prendere una piega strana e tortuosa alla storia. Le scrivo altre mail, dicendole che mi sono innamorato di lei. Sono sincero. Sono realmente innamorato di lei. La sua reazione è violentissima. Esplode una rabbia improvvisa e mi dice che devo sparire che sono un – non ricordo bene – granchio? Ah, si, ora ricordo: un granchio attaccato ai coglioni. O forse era un gatto? Boh, non so, i sogni a volte sono vaghi. Mi ricordo solo che sto malissimo e comincio a piangere. Poi di colpo cambia la scena: una mia mail spiritosa fa breccia nel suo cuore e le cose iniziano ad andare meglio. Ma dura poco: un mio commento inconsapevolmente sgradevole nel suo blog scatena un’altra reazione di rabbia. Le mando una mail chiedendole spiegazioni. La sua risposta è: “hai rotto il cazzo”. A questo punto esplode anche la mia di rabbia. La mando a quel paese e le dico cose terribili. Un minuto dopo, mi pento. Provo un dolore terribile dentro. Penso a lei che legge quelle cose brutte e piange. E’ atroce: io le voglio un bene dell’anima. Dolce che sei: io non posso pensare cose cattive su di te. Non ci riesco proprio. Tu sei una meraviglia. Io ti amo, lo sai? Piango di nuovo. Le scrivo un’altra mail dicendole che non le pensavo quelle cose cattive. Troppo tardi: lei non mi crede più. Mi sveglio. Sto ancora piangendo. Ma non è un sogno ora. Piango sul serio. Guardo la sveglia, sono le 3 di notte. E’ ancora buio fuori. Mi riaddormento a fatica. Alla fine ci riesco e…faccio un altro sogno. In questo nuovo sogno io sono un professore di psicologia che tiene una lezione. Parlo di donne cactus e di donne bambine. In questo sogno illustro la seguente teoria: i bambini devo essere trattati con amore. Lo ripeto in continuazione: “i bambini devono essere trattati con amore”. Cosa accade infatti se un bambino ha dei genitori troppo severi e magari un po’ assenti? Una cosa terribile che ora spiego. Se tu sgridi continuamente un bambino oppure non gli fai sentire l’amore del quale lui ha bisogno, nella mente del bambino si sviluppano i seguenti pensieri:
  1. mi sgridano sempre perché sono cattivo
  2. non mi vogliono bene perché sono cattivo
  3. non mi merito di essere amato perché sono cattivo
  4. perché mamma e papà non mi manifestano il loro amore?
  5. sono come gli alieni di Tralfamadore e mi hanno rapito?
Basta poco, anche senza volere. Bastano alcune frasi ripetute spesso, non so, tipo: “stai su con la schiena!”. Da grande questo bambino si sentirà sempre inadeguato in qualsiasi circostanza. Si sentirà sempre in difetto. Avrà maturato una scarsa stima di se stesso. Nella migliore delle ipotesi sarà timido. Nella peggiore si sentirà una persona indegna di essere amata. Certo, da piccolo non è stato amato abbastanza, come può pensare di esserlo da grande? “Perché le persone che mi piacciono non si innamorano mai di me?” sarà il suo pensiero fisso. E ciò sarà la causa di una rabbia profonda che cova all’interno. E’ normale: tutti abbiamo bisogno di amore. L’educazione severa e repressiva non permetterà alla rabbia di esprimersi. Ma la rabbia è un sentimento naturale che deve sfogarsi. La natura l’ha creata proprio in quel modo. Allora la rabbia si sfogherà in modo inconsapevole: nei sogni. Nei sogni non esiste più la repressione e la rabbia si libera. Questa persona farà dei sogni brutti dove urla e spacca tutto con ferocia inaudita. Se non basta, la rabbia si sfogherà anche in un altro modo: mangiandosi le unghie. Se questa persona è convinta di non meritarsi l’amore, non si fiderà di coloro che dicono di amarla. E’ normale: se questa persona è la prima a non accettarsi, a pensare di avere qualcosa che non va, come può pensare di essere accettata dagli altri? Ma lo farà in modo inconsapevole, inconscio. E reagirà quindi con rabbia. E’ la donna cactus questa. So cosa state pensando: queste sono le pippe mentali di uno strizzacervelli. No. Io ho sperimentato sulla mia pelle delle situazioni simili. Non si tratta di educazione severa la mia, ma di altro che non racconterò di certo qui. E’ una cosa troppo personale questa. Ma so di cosa parlo. Fidatevi. Non sono pippe mentali, sono cose vere che accadono. Nel sogno parlo, parlo, parlo, poi – improvvisamente – cambia nuovamente la scena: ora io sono il professore che si è innamorato della tipa del blog. Si, quella delle fotografie. Ora capisco tutto. Di colpo è tutto chiaro. Ma certo, Maurizio! Lo avevi scritto anche in un post, ricordi? Le donne bambine e le donne cactus. La tipa delle fotografie è così: una donna cactus e una donna bambina insieme. Hai capito ora, tonto che non sei altro? Lei è una donna che ha bisogno di amore. Ne ha bisogno tanto, perché da piccola non ne ha avuto. Ma tu non puoi darglielo più questo amore perché lei non si fida più di te. E’ terribile, perché tu l’ami da morire, faresti qualsiasi cosa per lei. E’ un vero incubo. Vorresti abbracciarla, stringerla forte a te, vorresti dirle: “sei tutta la mia vita, ti amo tanto”. Ma lei non ti crede più. Lei ha bisogno di amore e tu ne hai tanto da dare. Ma lei ha troncato tutti i ponti. Non vuole più comunicare con te. E’ un dolore straziante questo. Mi sveglio nuovamente. Mi rendo conto di aver fatto un altro sogno. Sono sudato e sto piangendo di nuovo. Però: ho fatto due sogni che mi hanno fatto piangere nella stessa notte! Un record. Guardo la sveglia. Sono le 5 del mattino. Tra un’ora mi devo alzare perché devo andare al lavoro. Sono le otto. Sono in ufficio. Scrivo di getto questo post. Una profonda tristezza mi assale. Sto ancora pensando a lei.

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Mercoledì 25 Luglio 2007

Incomprensioni

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 09:19 )

E’ duro il web a volte. Le persone che conosci non le vedi negli occhi e loro non possono vedere te. Si creano incomprensioni. E’ facile sbagliare. Poi ci sono le e-mail. Maledette quelle. Sono in molti a non sopportarmi più ultimamente.

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Lunedì 9 Luglio 2007

Amare se stessi

Archiviato in: Psicologia, Riflessioni — Maurizio ( 21:57 )

“Amare se stessi è l’inizio della più grande storia d’amore (anonimo)”.

Bene, da questa frase, si dipana tutta una serie di associazioni di idee. Un flusso di pensieri denso e convulso prende vita nella mia mente. E’ un flusso caotico e vorticoso. Eccolo in versione riveduta, ‘tradotta’ e ‘bignamizzata’ a beneficio di chi legge:

ciò che noi siamo è il risultato dell’intima combinazione di due parti: una struttura biologica, fisica, sottostante ed uno strato psicologico, immateriale, posto al di sopra di essa. La struttura biologica sottostante è sostanzialmente il cervello mentre la struttura psicologica che viene costruita sopra è il carattere. Per avere chiaro questo concetto occorre fare alcuni passi indietro nel tempo e rispolverare alcune vecchie - ma ancora valide - teorie di S. Freud, un medico geniale che fu il primo a scoprire entità come l’inconscio, le pulsioni ed il super-io. Leggendo quanto ha scritto Freud, si può iniziare a capire come si forma il carattere di una persona. Ma non basta. Occorre leggere anche altri studiosi come ad esempio W. Reich, C. Lévi-Strauss e K. Lorenz, per farsi un’idea. Il primo è stato uno dei tanti allievi di Freud (ipotizzò l’esistenza di entità come l’orgone, teoria che non venne mai accettate dalla comunità scientifica per mancanza di prove sperimentali, ma altre sue teorie, come quella della corazza emozionale e muscolare, sono in perfetto accordo con le teorie più moderne). Il secondo è stato un grande antropologo. Il terzo è stato un grande etologo. Già, perché per capire un’entità così complessa come la mente umana, occorre partire da vari punti di vista. Perciò può essere utile studiare gli altri animali o le popolazioni primitive che ancora esistono sulla terra. E’ quanto fanno l’etologia e l’antropologia. Quando afferriamo concetti come l’imprinting ad esempio, comprendiamo meglio altri concetti come quello dei condizionamenti culturali. Una volta appresi questi concetti, ci rendiamo conto come alcuni nostri atteggiamenti non siano dovuti meramente a peculiarità del nostro carattere, ma siano - al contrario - il frutto di imposizioni culturali. Il concetto di bellezza fisica ad esempio, è molto variabile a seconda del paese e della cultura dove si vive. Ma ora arriviamo al bello. Già, perché se non ci limitiamo ad indagare tra le pieghe delle scienze umane, se iniziamo a studiare anche all’interno di ambiti che sono propri delle scienze naturali, scopriamo che molti aspetti del nostro carattere hanno una natura biologica. Qui ci vengono in aiuto la biologia, le neuroscienze, branche della medicina come la neurologia. Allora non sarebbe male leggere alcuni libri di A. Oliverio e di R. Restak ad esempio (un biologo che studia le basi biologiche del comportamento il primo e un grande neurologo e studioso del cervello il secondo). E allora si inizia a capire che molte peculiarità del nostro carattere hanno una origine biologica. Sembra ormai dimostrato infatti che alcuni aspetti del carattere come ad esempio la timidezza, siano dovuti a predisposizioni genetiche. I fattori ereditari sembrano giocare un ruolo fondamentale. Ovviamente in alcuni casi l’ambiente può influire ancora di più delle predisposizioni genetiche. Attualmente ci sono vari studi che effettuano ricerche sulle ‘molecole del comportamento’. Tempo fa, un articolo su ‘Le Scienze’ ad esempio, parlava del ruolo esercitato dalla serotonina nei casi di suicidio. Deficienze nel metabolismo della serotonina, sarebbero il fattore predisponente. L’ambiente, con i suoi stimoli (eventi negativi, disgrazie, etc) sarebbe il fattore scatenante. E queste non sono solo teorie eh? Sono fenomeni visibili ad occhio nudo, grazie a strumenti come la PET. Sembra infine dimostrata la natura plastica del cervello. Il cervello in sostanza, non è un organo statico che ha sempre la stessa struttura immutabile nel tempo. Al contrario, è dinamico. E’ in continua evoluzione. Il cervello si modifica continuamente a seconda degli stimoli esterni che riceve. Si modifica in senso fisico, cioè si creano delle nuove connessioni nervose e se ne distruggono altre. Sembra incredibile, eppure l’ambiente esterno può modificare la struttura interna del cervello! Le ultime ricerche scientifiche portano a queste conclusioni. Un esempio: la meditazione modifica il cervello a livello ‘elettrico’. Lo si è visto con l’elettroencefalogramma e con un sistema basato sulla risonanza magnetica. Un altro esempio abbastanza concreto: i giocatori d’azzardo sono assimilabili ai tossicodipendenti. E’ ormai un fatto certo. L’emozione del gioco a lungo andare crea dipendenza. Il meccanismo è lo stesso - identico - di quello innescato dagli stupefacenti. Le endorfine naturali non vengono più prodotte dal cervello e l’organismo deve recuperarle dall’esterno: con la droga o con il gioco d’azzardo. Nasce così la dipendenza. Alla fine per uscire fuori dalla stretta mortale occorre rivolgersi a delle comunità di recupero. Infatti ormai esistono delle comunità di recupero anche per i giocatori d’azzardo. Ma quanto c’è di biologico nel nostro carattere? E quanto al contrario è determinato dall’ambiente? E se un giorno si scoprisse con certezza che poniamo l’80% di ciò che siamo, sia di natura biologica? L’egoismo, l’aggressività, l’impulsività, l’introversione, l’estroversione…se dipendesse tutto da fattori genetici? Se dipendesse tutto da una molecola piuttosto che da un’altra? Dalla dopamina piuttosto che dalla serotonina? Dall’acetilcolina piuttosto che dalla noradrenalina? Da un gene piuttosto che da un altro? Se così fosse, dovremmo accettare sempre e comunque noi stessi? Se nasco con gli occhi marroni, dovrei dispiacermi perché avrei preferito avere gli occhi azzurri? Si, forse sarebbe stato bello averli azzurri. Ma li ho marroni. Devo dispiacermene? No, me ne faccio una ragione e mi accetto così come sono. Ma se l’ambiente esterno può modificare la struttura interna del cervello, posso cercare di limare alcuni aspetti del mio carattere che non mi piacciono? Certo. Il cervello che modifica se stesso. Perché no? Devo favorire alcune esperienze e respingerne altre per modificare ciò che sono? Credo di si, se è questo quello che voglio. Ma non devo mai dimenticarmi del substrato biologico che è parte fondante di me. Non devo mai rinnegarlo. Non devo mai pretendere di essere ciò che non sono. E allora si ritorna all’aforisma iniziale: amare se stessi è vitale. E’ necessario. Solo così possiamo poi amare veramente le altre persone. E quindi…

“Amare se stessi è l’inizio della più grande storia d’amore (anonimo)”.

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Giovedì 5 Luglio 2007

Why

Archiviato in: Musica, Riflessioni — Maurizio ( 19:52 )

Non ascolto più musica da tanto tempo ormai. La musica non si ascolta in macchina, non si ascolta alla radio. Io non uso più lo stereo a casa. Quelle rare volte che ascolto musica, mi sdraio sul divano, indosso le cuffiette dell’ iPod e chiudo gli occhi. La musica va ascoltata ad occhi chiusi. Solo così può farti piangere a volte. E allora capita di fermarmi su un pezzo di Annie Lennox: “Why”. E allora con gli occhi chiusi mi immagino due persone su una scogliera altissima. Sono l’una davanti all’altra. Si guardano negli occhi, ma nessuno dei due parla. Si vede l’oceano di sotto. Si vedono le onde infrangersi. Si sente il sibilo del vento. Potrebbe essere l’Irlanda. Osservo dall’alto quelle due persone. Poi scendo ad altezza d’uomo e giro attorno a loro. Li osservo a 360 gradi. Non dicono alcuna parola. Si sente solo il soffio del vento. Poi si cominciano ad udire alcune parole…e poi si sente la musica e poi…beh, eccole quelle parole…

How many times do I have to try to tell you
That I’m sorry for the things I’ve done
But when I start to try to tell you
That’s when you have to tell me
Hey… this kind of trouble’s only just begun
I tell myself too many times
Why don’t you ever learn to keep your big mouth shut
That’s why it hurts so bad to hear the words
That keep on falling from your mouth
Falling from your mouth
Falling from your mouth
Tell me…
Why
Why

I may be mad
I may be blind
I may be viciously unkind
But I can still read what you’re thinking
And I’ve heard is said too many times
That you’d be better off
Besides…
Why can’t you see this boat is sinking
(this boat is sinking this boat is sinking)
Let’s go down to the water’s edge
And we can cast away those doubts
Some things are better left unsaid
But they still turn me inside out
Turning inside out turning inside out
Tell me…
Why
Tell me…
Why

This is the book I never read
These are the words I never said
This is the path I’ll never tread
These are the dreams I’ll dream instead
This is the joy that’s seldom spread
These are the tears…
The tears we shed
This is the fear
This is the dread
These are the contents of my head
And these are the years that we have spent
And this is what they represent
And this is how I feel
Do you know how I feel ?
’cause i don’t think you know how I feel
I don’t think you know what I feel
I don’t think you know what I feel
You don’t know what I feel


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