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Venerdì 16 Febbraio 2007

Vuoi diventare brutta?

Archiviato in: Salute — Maurizio ( 12:33 )

Gli effetti del fumo sulla salute (cancro e malattie al cuore) sono noti da tempo, ciò che non è molto noto è il danno che le sigarette provocano alla pelle. Donne, attenzione: il fumo è causa di pelle cadente, rughe inconfondibili, colorito spento ed occhiaie. A ricordarlo sono l’oncologo Gianni Ravasi, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Milano e la dermatologa Riccarda Serri, rappresentante dell’Associazione Donne Dermatologhe Italia. Il termine ’smoker’s face’ (faccia da fumo) venne coniato dal medico inglese Douglas Model nel 1985, pubblicando sul British Medical Journal l’elenco delle caratteristiche del volto di chi fuma: zampe di gallina, rughe intorno agli occhi, guance scavate, perdita dell’elasticità della pelle, viso spesso pallido. La causa di tali effetti è da attribuire alle tossine contenute tra i 4000 elementi contenuti nel fumo che riducono l’afflusso di ossigeno e provocano la diminuzione di vitamina A. La pelle di una persona affetta da tabagismo è dal 25 al 40% più sottile della media delle persone. Quasi una donna su 5 dipende dalla sigaretta. Chissà se la paura di perdere la bellezza riuscirà a convincere le donne ad abbandonare le bionde?

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Lunedì 22 Gennaio 2007

Rallentare l’invecchiamento con la neurobica

Archiviato in: Salute, Psicologia — Maurizio ( 13:39 )

Il cervello umano è composto da circa 100 miliardi di neuroni. Pare che a partire dai 20 anni si perdano 100 mila neuroni al giorno (la quantità esatta non è ben definita). Detto così, sembrerebbe spiegata la causa della demenza senile, ma Il fatto è che questa teoria non spiega come mai ci siano persone molto anziane perfettamente arzille e con il pieno delle facoltà intellettive. Oggi si è capito che infatti le cose non stanno affatto così. A parte il fatto che anche perdendo 100.000 neuroni al giorno, si arriva a 100 anni con buon 97% di cervello intatto, ma il punto non è la quantità di neuroni quanto la quantità di associazioni tra i vari neuroni. Ciascun neurone infatti può sviluppare in media 10.000 connessioni chiamate sinapsi. Il numero totale di connessioni che può sviluppare il cervello umano supera il numero di tutti i corpi celesti presenti nell’universo! Bene, mentre in passato si riteneva che il cervello fosse una struttura rigida e statica, oggi sappiamo con certezza che il cervello è una struttura plastica e dinamica. Infatti il numero di connessioni che vengono sviluppate viene modificato continuamente. Quando annusiamo un fiore, l’aroma viene captato dal nervo olfattivo e ‘trasportato’ fino all’area del cervello deputata all’analisi dei profumi. Questo tipo di informazione viaggia attraversando un notevole numero di sinapsi. Effettua quindi un determinato percorso. Ripetendo l’esperienza il percorso viene ‘rafforzato’ (un po’ come quando si percorre una strada nuova: più volte la si percorre e maggiormente viene rafforzato il ricordo). Insomma, queste connessioni sono i nostri ricordi ed i nostri pensieri. E qui viene il bello. Sembrerebbe infatti che i nostri comportamenti siano il frutto di ’schemi’ di connessioni ben precise. Le attività che svolgiamo quotidianamente quindi, rafforzano questi schemi. Quando si impara a guidare l’automobile, si presta attenzione ad ogni minimo particolare (freno, cambio, frizione, volante, etc.), ma una volta imparato lo ’schema’, il cervello inserisce il pilota automatico. Attività nuove ed insolite al contrario, creano nuovi schemi di connessioni. Una vita monotona e senza stimoli nuovi, non creerebbe le nuove connessioni necessarie a contrastare la perdita dei neuroni. In altre parole: senza nuovi stimoli il cervello invecchia. Ecco perché Lawrence Katz, neurologo della Duke University, sostiene che il cervello è come i muscoli, per tenerlo in forma occorre allenarlo. Non solo, Katz ha sviluppato un particolare tipo di ginnastica mentale chiamata neurobica. Lo scopo di tale ginnastica è quello di creare nuove connessioni svolgendo attività nuove ed insolite. Attenzione, non si tratta dei classici esercizi enigmistici e di ginnastica per la memoria, ma di un nuovo modo di concepire le tecniche di allenamento del cervello. Ecco alcuni esercizi tratti dal libro di Katz “Fitness della mente”:
  • usare la mano sinistra per spostare il mouse e cliccare
  • la mattina ci si sveglia con l’aroma del caffè che si spande per la casa. Cambiare abitudine mettendo una bottiglietta di essenza di menta, vaniglia, cannella etc sul comodino. Un’essenza diversa ogni mattina.
  • lavarsi i denti usando la mano sinistra (o la destra per i mancini)
  • mangiare con la mano sinistra (o la destra per i mancini)
  • fare la doccia con gli occhi chiusi
  • scegliere i vestiti usando il tatto prestando attenzione alla loro forma e consistenza
  • abbottonarsi la camicia, allacciarsi le scarpe etc., usando una mano sola
  • vestirsi con gli occhi chiusi
  • variare l’ordine delle azioni che si svolgono abitualmente (ad esempio, se prima si fa colazione e poi ci si veste, invertire l’ordine)
  • cambiare strada per andare al lavoro
  • comprare una rivista totalmente diversa dai propri interessi abituali
  • farsi preparare una macedonia e gustarla ad occhi chiusi o bendati (cercando di riconoscere ciascun frutto)
  • per le donne: cercare la chiave di casa che si trova nella borsetta senza guardarci dentro
  • cambiare la disposizione degli oggetti sulla scrivania


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Martedì 16 Gennaio 2007

Luoghi comuni

Archiviato in: Salute — Maurizio ( 11:37 )

I luoghi comuni sono pericolosi perché ci impediscono di ragionare con la nostra testa. Si tratta di ragionamenti preconfezionati creati e diffusi da alcune aziende al fine di trarne profitto. Ad esempio mi vengono in mente le aziende produttrici di acque minerali. Un messaggio che viene molto propagandato oggi è infatti la necessità di bere molta acqua. Se ne consigliano in media 2,5 litri al giorno. Per millenni il meccanismo fisiologico della sete è stato sufficiente ad introdurre la giusta quantità di acqua necessaria a mantenere il corretto equilibrio idrico. L’era moderna ci ‘insegna’ che tale meccanismo non basta più. Ho sempre dubitato di questi messaggi ’salutisti’. Oggi, leggo su Repubblica di una ragazza californiana morta dopo un concorso radiofonico che premiava chi riusciva a bere più acqua. Come è possibile morire a seguito di una grande bevuta? Subito è scattata la ricerca in Rete. Ecco quanto ho scoperto: il corpo umano contiene dal 45% al 78% di acqua (la variabilità dipende dalla costituzione fisica). Un corretto ricambio idrico è necessario per la sopravvivenza delle cellule ed evitare la disidratazione. Fin qui niente di nuovo. Poi leggo che esiste la cosiddetta ‘intossicazione da acqua’. L’introduzione di troppa acqua infatti, può determinare uno scompenso dell’equilibrio idro-salino (iponatriemia). Lo squilibrio può provocare la morte per encefalopatia iponatremica. Ciò sembra essere particolarmente vero per chi soffre di scompensi a livello dell’ormone ADH (Anti Diuretic Hormone). Di questo ne parla anche il British Medical Journal. Una curiosità: la ‘fame’ d’acqua, cioè la necessità (psicologica o derivata da altre malattie come il diabete) di assumere grandi quantità di acqua, si chiama ‘potomania’ (occhio alle vocali eh?). La morale? Ragiona con la tua testa e non ti fidare dei luoghi comuni: ascolta la tua sete! (Ogni riferimento pubblicitario è puramente casuale).

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Sabato 6 Gennaio 2007

Ancora sui cellulari che cuociono le uova

Archiviato in: Salute, Cellulari — Maurizio ( 04:42 )

C’è un argomento del quale mi preme parlare. E’ un argomento vecchio che tempo fa venne nuovamente trattato in un post di Beppe Grillo: i telefonini che cuociono l’uovo. Lo so, lo so, è roba stravecchia, ma vorrei dare anch’io il mio apporto. Allora, come molti sanno già, si tratta di una bufala, evidenziata anche dal mitico Attivissimo. La bufala ha origine grazie ad un ironico articolo (in perfetto stile british humor) di Charlie Ivermee. Il post di Grillo ha subito scatenato le ire dei vari lettori, i quali hanno prontamente riportato quanto detto dall’ottimo Paolo Attivissimo. Bene: non ho mai considerato Beppe Grillo un divulgatore ma l’ho sempre stimato come comico. Probabilmente l’intento di Grillo era provocatorio (ho troppa stima dell’intelligenza di Grillo per poterla pensare diversamente). Però…al solito, c’è un però. Infatti secondo uno studio condotto dal Karolinska Institute di Stoccolma, l’uso prolungato del cellulare (si parla di minimo 10 anni) aumenta il rischio di neuroma acustico (un tipo di tumore)! Lo studio è stato pubblicato su Epidemiology. Per poterlo leggere per intero occorre essere registrati, ma facendo le opportune ricerche lo si trova disponibile in Rete. Un piccolo riassunto dello studio (in italiano) è reperibile qui. Ci sono anche studi secondo i quali le emissioni elettromagnetiche dei cellulari hanno effetti sull’eccitabilità del cervello umano. Questo stando allo studio condotto da Paolo Rossini dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. L’articolo originale è stato pubblicato su Annals of Neurology. Al solito, occorre essere registrati per poterlo leggere (purtroppo non ho trovato il PDF relativo in Rete). Stando alle fonti, sembrerebbe trattarsi di notizie attendibili (e non ho alcun motivo di dubitarne). Però - ricollegandomi ad un mio precedente post sugli studi scientifici creati ad arte - attenzione a ciò che si legge in Rete o sui giornali. Conviene sempre dare un’occhiata al sito Urbanlegends oppure nell’omonimo newsgroup alt.folklore.urban. Infine controllare sempre l’attendibilità delle fonti che originano la notizia. Basta usare la Rete con spirito critico.

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