Martedì 8 Gennaio 2008
Emergenza rifiuti in Campania: questi pezzenti di napoletani!
Una cosa che mi fa incazzare di brutto è leggere su blog e giornali, post e articoli che sparano a zero contro i napoletani. Passino i giornali e i telegiornali di regime, il cui scopo è mostrare “ribelli” che incendiano rifiuti, ma i blog proprio no. Non li tollero. Passino i finti reportage dei giornali (che mostrano solo teppismo e non spiegano i reali motivi), ma i blogger sono persone informate, non possono parlare per luoghi comuni. Ok, non volete leggere quello che dice Beppe Grillo sul suo blog perché lo ritenete un qualunquista che non propone nulla di costruttivo, va bene, ma almeno informatevi prima di sputare sentenze. A parte il fatto che Grillo propone delle idee per risolvere il problema dei rifiuti (quindi NON è un distruttore aizza popoli come viene spesso dipinto), ma ok, voi non vi fidate. Allora andate su Google, troverete un sacco di documenti in merito. Vi fidate di Peacelink? Di Legambiente? Cercate, informatevi, ma per favore non sputate sentenze in modo gratuito. Siccome mi sono stufato di leggere questi apprezzamenti gratuiti da parte di cittadini “puliti” dell’Italia (specie quelli del Nord) ho fatto una rapida ricerca in Rete. Sottolineo il termine RAPIDA, perché un’inchiesta approfondita richiede tempo (che non ho). Le informazioni che seguono le ho tratte da Wikipedia, Peacelink, Legambiente, Il Sole 24 Ore. La situazione dei rifiuti in Campania viene definita emergenza, eppure si tratta di problemi che durano da 15 anni. 14 anni di commissariamento straordinario che ha consentito ciò che oggi è sotto i nostri occhi. Ecco la storia.
- 11 febbraio 1994 il Governo si accorge del problema. Viene nominato il Prefetto di Napoli come organo in grado di sostituirsi ai vari enti territoriali, per gestire l’emergenza rifiuti.
- Marzo 1996: si affianca al Prefetto, il Presidente della Giunta della regione per pianificare un piano per lo smaltimento dei rifiuti
- Giugno 1997: viene pubblicato il piano regionale che prevede la realizzazione di 2 termovalorizzatori e di 7 impianti per la produzione di CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti)
- Luglio 1998: una commissione parlamentare constata che in 4 anni nulla è cambiato
- 2001: entrano in funzione 3 impianti di produzione di CDR (Caviano, Avellino e Santa Maria Capua Vetere
- 2002: altri 3 impianti CDR entrano in funzione (Giugliano, Casalduni e Tufino)
- 2003: entra in funzione l’impianto CDR di Battipaglia. Arrivano alla Procura di Napoli numerose denunce, in relazione al funzionamento del trattamento rifiuti, alle discariche, ai siti di stoccaggio
- 27 giugno 2007: la Commissione europea avvia una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la cronica crisi dei rifiuti in Campania.
- 31 luglio 2007: la procura di Napoli deposita le richieste di rinvio a giudizio per 28 indagati, tra i quali Antonio Bassolino (commissario straordinario per l’emergenza dal 2000 al 2004), Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti (ai vertici della società Impregilo, azienda affidataria dell’appalto per la gestione dei rifiuti)
- 28 dicembre 2007, Amato dice: “2 commissari e risolveremo il problema in 11 mesi”
Questi impianti di CDR, non sono in grado di produrre ecoballe che possano essere effettivamente eliminate in impianti di termodistruzione o termovalorizzazione (che tra l’altro non sono operativi).
Perciò in tutti questi anni gli impianti di CDR hanno prodotto milioni di tonnellate di ecoballe che non si possono bruciare (in quanto produrrebbero esalazioni pericolose). La Campania rappresenta il 43% del territorio italiano inquinato e i napoletani “ribelli e pezzenti” pagano il 40% in più - rispetto alla media nazionale - come tassa sui rifiuti. L’azienda Impregilo ha creato gli impianti di CDR irregolari (che non producono vere ecoballe lavorabili ma semplicemente impacchettano i rifiuti), commissari e presidenti di regione non hanno controllato e la camorra guadagna milioni di euro. In merito al contratto firmato con la Impregilo, Bassolino risponde:
“ho firmato il contratto senza leggere”
Intanto le ecoballe non possono essere trattate nei termovalorizzatori, non possono andare nelle discariche e non si sa cosa farne. In Campania nel 1998 erano 2.456.081 le tonnellate di rifiuti. L’1,5% era raccolta differenziata. Nel 2005, su 2.806.113 tonnellate di rifiuti, solo il 10,6% è raccolta differenziata. Nel 2004 la Protezione Civile ha commissionato uno studio scientifico sulle conseguenze sanitarie della mancata gestione dei rifiuti in Campania. Ecco i risultati:
- +9% l’aumento della mortalità maschile
- +12% l’aumento della mortalità femminile
- +84% l’aumento dei tumori al polmone e al fegato, linfomi e sarcomi, malformazioni congenite
Cosa si è fatto fino ad oggi? Ecco:
- trasferimento dei rifiuti fuori dalla regione, sia in Italia che all’estero (Germania)
- apertura di discariche, anche in deroga alle leggi vigenti
Da uno stralcio tratto da una commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti si capisce che “[…] La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di denaro […]”. I rifiuti non sono raccolti perché le aree di raccolta sono sature oppure poste sotto sequestro dalla magistratura perché fuorilegge. I rifiuti sono dati alle fiamme dai cittadini esasperati e causano emissioni di diossina e casi di intossicazione. Intanto c’è stata l’interdizione per la Impregilo. Ipotesi di reato: truffa aggravata. Bloccati 750 milioni di anticipo dovuti alle aziende dai comuni o come anticipi del commissariato emergenza rifiuti per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Stando alla Corte dei Conti si sono spesi 1,8 miliardi per l’emergenza rifiuti. La produzione giornaliera di rifiuti in Campania e di circa 8000 tonnellate. I termovalorizzatori (che poi sono degli inceneritori) non sono la soluzione perché producono micidiali polveri sottili. Molto pericolose per la salute. Ecco alcune soluzioni del “qualunquista” Beppe Grillo:
- Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
- Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
- Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
impianti di bioessicazione
- In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato, il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare e il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
- La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari
Si legge su Peacelink:
“Da ormai 15 anni, la Campania è il crocevia dello smaltimento dei rifiuti provenienti da ogni regione, affare che ha fruttato, e frutta, enormi guadagni alla camorra ma anche alle altre organizzazioni criminali e ad altri individui, ci si riferisce ai cosiddetti criminali dal colletto bianco: amministratori, chimici analisti, impiegati. Per anni hanno escogitato un trucco molto semplice, chiamato in gergo “giro bolla”, che consiste nel falsificare il modulo di identificazione dei rifiuti, il Mud; formalmente loro sversano in discariche lecite, ma in realtà gettano i rifiuti in cave, fiumi e laghi. Solo nel casertano sono state sequestrate qualcosa come 1.000 discariche abusive. Ma c’è anche chi, in modo illegale e criminale, si è sbarazzato di autentiche bombe gettandole nelle discariche autorizzate per lo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani.
Fin dai primi anni novanta una vera e propria holding composta da imprenditori, clan criminali, soggetti affiliati a logge massoniche e politici corrotti, ha gestito il trasporto, dal centro-nord verso il Mezzogiorno, di rifiuti industriali e urbani. Da Lombardia, Piemonte ma anche Toscana verso la Campania ma con propaggini significative nel Lazio, in Calabria, Basilicata e Puglia, TIR carichi di rifiuti finivano il loro tragitto presso discariche non autorizzate a riceverli e, soprattutto cave abusive, terreni scavati per l’occasione, riempiti di immondizia e ricoperti, aree dell’entroterra disabitate.” Eh, sì, sono proprio dei pezzenti questi napoletani. Mica sono “puliti” come quelli del Nord…
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Domenica 6 Gennaio 2008
100.000 tonnellate di rifiuti per strada e Bassolino non molla la poltrona
Dopo le azioni di guerriglia in Campania, la risposta vincente di Bassolino:
“Non mi dimetto perché penso di poter dare ancora un contributo”
Dopo 15 anni penso che ne abbia fatti abbastanza di danni. Ma dove vuole arrivare? Forse considererà espletato il suo compito quando inizierà a diffondersi il colera…
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Sabato 5 Gennaio 2008
Intercettati Mastella e 8 parlamentari: faccio una previsione…
Leggo su Repubblica che in un’inchiesta dell’anno scorso (su presunta corruzione nel settore sanità in Basilicata), il pm John Woodcock aveva messo sotto controllo le utenze di alcuni amministratori, politici ed imprenditori…lucani (L’indagine “Toghe Lucane” di De Magistris ricorda qualcosa?). Al solito, all’interno della vicenda si trovano impelagati oltre all’onnipresente Mastella, anche il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico (DS), i deputati Salvatore Margiotta (Margherita), Mauro Fabris (UDEUR) e Paolo Del Mese (UDEUR) e i senatori Antonio Boccia (Margherita), Emilio Nicola Buccico (AN), Giancarlo Pittelli (FI) e Stefano Cusumano (UDEUR). Ora Woodcock chiede al gip Gerardina Romaniello di utilizzare le telefonate registrate e - ovviamente - è richiesta l’autorizzazione al Parlamento. Non mi interessa tanto la notizia che non approfondisco. La riporto solo per fare una mia personale previsione. L’ articolo 68 della Costituzione dice che non si possono mettere sotto controllo le utenze dei politici senza il preventivo beneplacito del Parlamento. Però le utenze intercettate non sono quelle dei politici ma bensì quelle dei loro interlocutori: il presidente della Basilicata Vito De Filippo, l’assessore regionale alla Sanità ed ex senatore Udeur Antonio Potenza, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro e il direttore generale della Asl del potentino Attilio Nunziata. Tutto regolare quindi. Ora, vogliamo scommettere che uscirà fuori qualche errore di forma, di correttezza, qualche magagna, qualche “grave irregolarità” commessa da qualche magistrato che ostacolerà questa richiesta di autorizzazione? No, dai, sarebbe troppo “sporca”. Secondo me si inventeranno qualche altro stratagemma. Questa volta Mastella cosa tirerà fuori dal cilindro? Mi auguro di sbagliarmi e di prendere una cantonata colossale.
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Sabato 8 Dicembre 2007
Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21
Ho appena ricevuto un commento ad un mio post. Il commento è particolarmente interessante e merita di essere più visibile. Per questo ho deciso di riportarlo integralmente in un post apposito. Ecco quanto mi ha scritto Luca:
“Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21
Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime…
Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di organizzare una serata al Teatro Carcano di Milano dal titolo BREAK THE MAFIA.
Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per ….
Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di due associazioni, Ammazzatecitutti e Liberi di pensare, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Pino Masciari e Aldo Pecora.
Alla serata prenderà parte anche Clementina Forleo come ospite speciale.
Introduzione ed epilogo della serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.
Moderatori: Gianni Barbacetto e Antonella Mascali.
www.breakthemafia.it”
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Giovedì 6 Dicembre 2007
La lettera di Berlusconi a Craxi ed il decreto ’salva televisioni’
Questo post è dedicato ai fan di Silvio Berlusconi. Il 16 ottobre 1984, 3 pretori di tre diverse regioni ordinano l’oscuramento di Canale 5, Rete 4 ed Italia 1. È il periodo delle televisioni private locali. Secondo la legge corrente, le emittenti locali non possono trasmettere su tutto il territorio nazionale e le emittenti della Fininvest non rispettano la legge. Come fare? Silvio Berlusconi pensa bene di chiedere aiuto all’amico Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio e gli invia una lettera:
“Caro Bettino, come ti ho accennato verbalmente, Radio Fante ha annunciato che dopo la visita a Torno, Guffanti e Cabassi, la Polizia Tributaria si interesserà a me[…] Ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare.”
La risposta dell’amico non tardò ad arrivare con il famoso decreto ‘salva televisioni’. Il decreto autorizza la trasmissione mediante ponti radio in ambito regionale e – udite, udite – la trasmissione a livello nazionale mediante l’uso di videocassette. Per chi non lo sapesse infatti, Berlusconi trasmetteva a livello nazionale grazie allo stratagemma delle videocassette: ciascuna stazione locale trasmetteva lo stesso programma che trasmettevano tutte le altre stazioni dislocate su tutto il territorio nazionale, in modo sincronizzato. Questa procedura era illegale, ma il decreto Craxi la rende legale. Insomma, per alcuni imprenditori la legge è più uguale, mentre per altri (Elefante e Videomusic) è meno uguale. Bene, su Repubblica.it di oggi, si legge uno stralcio di una lettera di risposta inviata da Silvio Berlusconi a Bettino Craxi, sempre nel 1984:
“Caro Bettino - scrive il Cavaliere - grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti.”
Insomma, ‘la famiglia’…ooops, ‘gli amici’, ringraziano. Firmato: Silvio Berlusconi, numero tessera P2: 1816.
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE:
Grazie ad anonimo italiano, vengo a sapere che l’archivio della fondazione Craxi è consultabile online. Nell’archivio è contenuta l’ immagine della lettera scannerizzata che Berlusconi inviò a Craxi. Come si dice, carta canta!
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Messaggio a Giorgio Napolitano in merito al trasferimento della Forleo
Lo so, lo so, voi pensate:
“ma questo qui è proprio fissato con ’sta Forleo!”
Beh, diciamo che sono fissato con tutto ciò che vedo come attacco alla democrazia. Prego? Democrazia? Perché ancora esiste? Io questa cosa qui la chiamo ‘dittatura gentile’, cioè senza manganelli e senza purghe, ma con gli stessi effetti. Altro che democrazia! Riprendo l ‘ultimo post di Grillo, dove chi vuole può inviare un messaggio al nostro Presidente Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana nonché del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura). Ecco il messaggio che ho mandato io:
Gentile Presidente,
sono uno dei tanti cittadini indignati per ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Le avocazioni e i trasferimenti portano la memoria ai tempi della strage di piazza Fontana. Tempi bui. Tempi di insabbiamenti. Con questi sistemi, la giustizia è tornata indietro di 30 anni. Le motivazioni dell’avocazione dell’indagine di De Magistris ed il trasferimento della Forleo, non convincono gli italiani più attenti. Così attenti, che alle prossime elezioni sapranno cosa fare. Questo Governo è stato capace di creare una profonda sfiducia nelle istituzioni. Ormai è crollata anche la fiducia nell’indipendenza dei poteri della magistratura. Di peggio non credo si possa fare.
La saluto cordialmente,
Maurizio Silvestri
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Domenica 2 Dicembre 2007
Il segno dei tempi: dopo i Savoia, Ahmetovic, i Riina, che ci manca?
I Savoia hanno fatto scuola: dopo la loro richiesta di risarcimento danni milionaria, dopo gli spot del rom Marco Ahmetovic, ecco che si fa avanti la moglie di Totò Riina: la fiction ‘Il capo dei capi’ sembra risultare lesiva dell’immagine della famiglia. Uno scherzo? No, giuro che è vero! Mi viene da pensare: vuoi vedere che dalle e dalle le poche persone oneste le metteranno in galera? Oh, io rinuncio volentieri alla tivvù ma…come si dice: toglietemi tutto ma non la mia ADSL!
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Mercoledì 28 Novembre 2007
Il PG della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di Clementina Forleo. Quando la giustizia funziona al contrario…
Il procuratore generale della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli, ha avviato un’azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo. Motivo? Il 20 luglio scorso, la Forleo chiese alla Camera di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche relative alla vicenda Unipol-BNL (che rientra all’interno della più vasta vicenda ‘Bancopoli’ di due anni fa: scalata BPL ad Antonveneta, Unipol a BNL e Ricucci alla RCS). Le intercettazioni telefoniche riguardano Fiorani (BPL), Ricucci (immobiliarista), Consorte (Unipol) e sei politici: D’Alema (DS), Fassino (DS), La Torre (DS), Grillo (FI), Comincioli (FI) e Cicu (FI). Tre DS e tre di Forza Italia. Bipartisan. Nel 2003 il Parlamento all’unanimità vara la legge Boato. Cosa dice la legge Boato? Semplice: per usare delle intercettazioni telefoniche dove è presente un parlamentare, il giudice deve chiedere il permesso al Parlamento. Se il Parlamento nega tale permesso, il giudice è obbligato a distruggere bobina e trascrizione delle intercettazioni (le prove del reato). Senza le prove del reato, i colpevoli spariscono. Chiaro no? E’ una delle tante leggi ad personam berlusconiane delle quali beneficiano tutti, bipartisan (l’altra è quella che consente al Ministro della Giustizia di trasferire un magistrato che indaga su di lui). Insomma, De Magistris indaga su alcuni parlamentari? Gli si toglie l’inchiesta. La Forleo indaga su alcuni parlamentari? La si obbliga a distruggere le prove. Qualche ex-magistrato oggi parlamentare (Violante) li bacchetta pure in Televisione. Si favoleggia che l’Italia sia uno stato di diritto. Ciò significherebbe che fino a prova contraria (e sono ben 3 i gradi di giudizio: primo grado, appello e cassazione) un imputato sia da considerarsi innocente. Bene. Ma se Mastella-Prodi (Why Not) e Fassino-D’Alema (Unipol-BNL) sono innocenti e sicuri di essere onesti e puri, mi chiedo: perché mai pongono ostacoli alla giustizia?. Il dubbio che abbiano la coscienza sporca viene, no? Dubbio…oddio, per me è quasi una certezza, che ci volete fare? Sono maligno. Del resto il buon vecchio Andreotti diceva: ‘a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca’. Ecco alcuni stralci delle telefonate incriminate, dove i vari personaggi discutono per accaparrarsi la BNL (che poi è stata acquisita dalla francese BNP Paribas):
5 luglio 2005 Piero Fassino parla con Giovanni Consorte (ex presidente di Unipol), e gli spiega che Luigi Abete (presidente della BNL), vuole vederlo per parlargli:
- Fassino: Gli… gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’
- Consorte: uhm
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con.. però tu… ma questa… eh… non gliela devi dire a lui…
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti…
- Fassino: sto abbottonatissimo
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto
- Fassino: sì
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops…
- Fassino: eh
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così:
- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto…
- Fassino: ehm
- Consorte: che però non si può dire oggi
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
- Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde
Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl:
- D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
- Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta
- D’Alema: facci sognare. Vai!
- Consorte: anche perchè se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perchè la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
- D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
- Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni
- D’Alema: va bene, vai!
17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds:
- Consorte : Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini
Il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parla al telefono con Nicola Latorre:
- Latorre: Stefano!
- Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all’appello!
- Latorre: (ride)
- Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto: “datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu”, eh!
- Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo
- Ricucci: e sì, eh!
- Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto
- Ricucci: c’è anche il bollino stamattina!
- Latorre: sì
- Ricucci: ho preso da Unipol io tutto… Ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi…
- Latorre: sì sì
- Ricucci: non ti posso dire niente, eh!
18 luglio 2005. Al telefono il segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte:
- Consorte: Ciao Piero
- Fassino: E allora siamo padroni di una banca?
- Consorte: È chiusa, sì
- Fassino E alla fine cosa viene fuori? Fammi un po’ il quadro
- Consorte: Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro banche. Dunque, quattro cooperative
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Lunedì 26 Novembre 2007
Il Governo su Italia.it: come buttiamo i soldi non è affar vostro!
Non è una notizia recentissima, ma leggendo Punto Informatico di oggi, non posso esimermi dal dire la mia. Vi ricordate lo scandalo di Italia.it? Il portale turistico da 45 milioni di euro? Il portale turistico del quale non se ne sentiva la necessità (in Rete, vi assicuro che ci sono decine e decine di portali turistici sull’Italia) ma voluto fortemente dall’ ex Ministro Stanca? Ripeto il motivo dello scandalo ai non addetti ai lavori: 45 milioni per sviluppare un portale sono una cifra folle. Stellare. Come se un litro di latte costasse 100 euro. Ci siamo? Bene, visti i costi esagerati, la gente ha voluto sapere dove sono andati a finire quei soldi e ha chiesto spiegazioni per ben due volte (a suon di petizioni). Ora leggo su Punto Informatico che la risposta del Governo è stata nuovamente negativa e la motivazione è decisamente arrogante:
“A seguito dell’esame della domanda, la commissione ha concluso, con un motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta Associazione, “…non rientra tra i diritti specifici dei consumatori…in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica”.
Che tradotto significa:
“cari consumatori, noi siamo la CASTA che tutto possiamo. Voi siete i sudditi zitti e mosca. Non è vostro diritto sapere come spendiamo i vostri soldi. Non è vostro diritto sapere se ce li siamo PAPPATI NOI.”
Se in Italia non fossimo ormai tutti ANESTETIZZATI, questa sarebbe stata la classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Si sarebbe scesi tutti in piazza con i forconi! Invece, quando parlo di queste cose alla gente (perché molti non ne sanno nulla, visto che in tivvù si preferisce parlare dei Savoia), tutto finisce con un commento di circostanza (della serie ’sono tutti uguali’). E si continua a fare ciò che si stava facendo. E la notizia viene dimenticata istantaneamente. Io ormai sono sicuro che se Prodi e Napolitano dicessero a TV unificate: “italiani, lo ammettiamo: siamo ladri e vi stiamo succhiando il sangue”, beh, non accadrebbe nulla! Qualche commento di disapprovazione quà e là poi via, tutti di corsa a firmare per Uolter alle primarie…
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Giovedì 22 Novembre 2007
Mediaset e Rai d’accordo nel manipolare l’informazione
Dopo la denuncia di Repubblica dell’accordo Mediaset-Rai “per la conquista dell’audience” (io direi per il controllo dell’opinione pubblica), la gamma delle reazioni passa dal finto stupore da parte di alcuni politici alla minaccia di querele da parte di Mediaset. Eppure non credo che Repubblica abbia raccontato stupidaggini:
“Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli. È il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche - realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 - allegate all’inchiesta sul fallimento della “Hdc”, la holding dell’ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E in particolare dai resoconti, redatti dalla Guardia di Finanza, delle conversazioni telefoniche di Debora Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi e, all’epoca, dirigente della Rai, e di Niccolò Querci, pure lui ex assistente di Berlusconi e, all’epoca, numero tre delle televisioni Mediaset.”
A quanto pare, le intercettazioni telefoniche non sono fantasie di qualche giornalista folle. Gli accordi, facevano parte di un vero e proprio gioco di squadra:
“La “ragnatela” avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di Mediaset. I direttori di Tg1 e Tg5 (all’epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, “gioco di squadra”. Il notista politico del Tg1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, nella sua trasmissione, accennerà “al Dottore in ogni occasione opportuna”
Insomma, Repubblica, uno dei quotidiani più letti d’Italia, uno dei simboli della carta stampata, denuncia inciuci tra televisioni che sembrano - ma non mi dire - perseguire fini meramente politici. Eppure neanche Repubblica è immune da certe ’strategie’. Mi viene da pensare alle notizie che non vengono dette. Un esempio su tutti? Il V-Day di Beppe Grillo, venne ampiamente ignorato e taciuto fino al giorno della sua celebrazione. Eppure, in Rete, se ne parlava da mesi. Di esempi come questo ne potrei elencare un bel po’. Vi vedo scettici. Serve un altro esempio? Cercate “Luigi Cascioli” su Google. Io, vi dico solo che il ‘caso Cascioli’ destò parecchio scalpore all’estero. In Italia? Silenzio stampa. Neanche un trafiletto minuscolo in ultima pagina. Niente di niente. Neanche in Rete. Nessuno ne ha parlato. Ok, va bene, facciamo finta che in Italia ci sia democrazia e l’informazione sia libera. Facciamo finta che la ‘dittatura gentile’, quella perpetrata senza manganelli e senza purghe, non esista. Ma si, facciamo un esercizio di fantasia. In fondo sognare, è l’unica cosa che ci è rimasta in questo Paese.
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