In un paese del terzo mondo come l’Italia, i mezzi di trasporto pubblico forniscono un servizo pessimo. A Roma, la capitale, esistono solo 2 linee di metropolitana, la A e la B. Oggi ho dovuto lasciare la macchina perché è a riparare. Devo sostituire la marmitta. Perciò, per andare al lavoro, ho usufruito dei mezzi pubblici. Prendo la linea A, nessun problema. Solo un po’ affollata. Scendo alla stazione Termini e vado in direzione della linea B. La diligenza passa dopo 15 minuti. Gulp! 15 minuti! Però non si ferma e prosegue senza esitazione. Dopo qualche minuto passa finalmente una diligenza “buona”. Nel frattempo la banchina si era affollata in modo inverosimile. Riesco ad entrarci dentro, ma la diligenza non parte subito. Dagli altoparlanti, una voce suadente chiede ai passeggeri di consentire la chiusura delle porte. La diligenza nel frattempo, resta con le porte aperte e alcuni passeggeri dell’ultimo minuto, cercano una carrozza libera per entrare. Dentro di me penso: “porca puttana, le vuoi chiudere queste porte? Se non le chiudi la gente tenterà di entrare ugualmente”. Poi finalmente passa un tizio urlando: “chiudi le porte”. A quel punto la gente capisce e consente la chiusura delle porte. Ma prendeteli a schiaffi quelli che vogliono entrare a tutti i costi, no? Dopo quasi un’ora di viaggio, sono al lavoro. Quasi un’ora per percorrere 7 chilometri. Italia, paese del terzo mondo. Paese delle diligenze.
Questo post è dedicato agli ipocriti che non vogliono vedere e sentire. Omofobia, razzismo, xenofobia: tutte fobie tipiche della destra. Se parli con una persona di destra,
ti dirà che sono esagerazioni, che il razzismo non esiste e via discorrendo. Idem se parli di ipocrisia e di falsità con un cattolico. Negheranno sempre e comunque. Eppure,
è di oggi la notizia dell’aggressione di una coppia di gay a Roma, presso via dei Fori Imperiali, vicino al Colosseo. Due ragazzi si tenevano per mano e tanto è bastato per far scatenare la furia di una decina di ragazzi (si sa, i vigliacchi agiscono in branco). A maggio c’era stata un’altra aggressione. Sempre a Roma - dove governa il sindaco Alemanno (AN) - un’altra aggressione a luglio. Alemanno si dice sconcertato. Sì, a parole. Ma la sicurezza non era il tema principale della Lega? Altro fatto sconcertante: un video testimonia come una farmacia di Cosenza si rifiuti di vendere profilattici. Ma siamo matti? Il profilattico è un presidio sanitario, come può una farmacia rifiutarsi di venderlo? Questo era per dire quanto la Chiesa, la religione, i preti - chiamatela come volete - interferisca con la vita delle persone. Io sono ateo, laico, non credente, tu farmacia mi devi vendere i profilattici. I cattolici negheranno, ma questi fatti parlano chiaro. Ci sono state ben due proposte di legge dal 2001 ad oggi. Proposte inascoltate. Ora vi illustro come si fa a smascherare l’ipocrisia cattolica. Donne laiche e atee, seguite questo consiglio che ho letto in un forum. Quando incontrate un partner cattolico e bigotto, ditegli semplicemente così: “prima mi sposi e poi consumiamo”. Vedrete la risposta e l’espressione del bigotto: ci sarà da ridere. Già, ridere per non piangere, perché io questo paese di m… non lo sopporto più. Ecco il video che smaschera la farmacia che “non tratta” profilattici:
Secondo un’indagine dell’Associazione Contribuenti Italiani, il 58% degli yacht di lusso
è intestato a nullatenenti o a pensionati ottantenni. La GF indaga. Gli evasori andranno in galera? Subiranno sequestri? Pagheranno finalmente le tasse? Certo, è tutto mostrato nel film di fantascienza: “Italia, un paese di persone oneste”. E i politici che sono attenti all’evasione fiscale e che la combattono strenuamente? Ehm… si dice che alcuni abbiano lo yacht… Ah, ecco.
Si ricomincia. Primo giorno di lavoro. Quasi 2 ore in macchina a causa di un incidente tra due auto. Un frontale. Forse qualcuno “andava di fretta” e ha pensato bene di farsi un pezzetto
contromano. Incurante della doppia striscia bianca. Sono ritornato al lavoro e sono più stanco di quando sono andato in ferie. No, qualcosa non va. Questa vita va cambiata.
Gli operai del nord hanno votato la Lega. Hanno paura dei rom. Io ho paura degli italiani. Di questi italiani. “Rischiano fino a 18 anni di carcere”, dice Repubblica. Il “regista” splatter Lorenzo Lepori e la sua banda, li paracaduterei in un’isola sperduta del pacifico. Altro che carcere. Se sopravvivono bene, altrimenti pazienza, siamo spiacenti. No, perché sprecare le tasse (denaro pubblico) per pagare 18 anni di vitto e alloggio a questa feccia umana, proprio non mi va giù.
Io non mi sento più italiano. In Italia c’è gente come Renzo Biancato:
che fa pagare 1 euro per far assistere ad una finta esecuzione su sedia elettrica (con tanto di manichino con le convulsioni) ad adulti e bambini, e gente come Walter Veltroni:
“[…] Sono convinto che il presidente Napolitano in tutta la vicenda del cosiddetto ‘lodo Alfano’ abbia svolto con il consueto equilibrio il suo compito in una fase certamente non facile. Cosi’ come penso che, dopo l’approvazione delle Camere, la firma del provvedimento sia stata un atto dovuto […]”
Per fortuna che c’è rimasta ancora qualche persona intelligente che scrive che la raccolta delle impronte digitali e il prelievo del DNA per tutti:
“[…] è parte integrante di un sistema di controllo del cittadino che continua a farsi sempre più pressante ed ossessivo, nel tentativo di fare fronte nel prossimo futuro a qualunque scenario possa contemplare il rischio di sommosse popolari e violenza diffusa conseguente al probabile tracollo economico del sistema occidentale […]”
leggere queste cose mi fa bene, perché penso che c’è rimasto ancora qualche italiano con il cervello attivato. Sì, perché quando senti a destra e a sinistra frasi del tipo:
“qual è il problema se ci prendono le impronte? Così chi ruba viene preso subito”
frasi che sono il frutto di anni ed anni di TG4, di Porta a Porta, di Matrix, che hanno prodotto una sorta di anestesia cerebrale diffusa. Che bello allora leggere la parole di Marco Cedolin:
“Schedatura delle persone tramite la raccolta delle impronte digitali e in futuro anche del dna, telecamere onnipresenti e sempre più sofisticate, esercito nelle strade, infrastrutture presidiate dalle forze armate, finanziamenti sempre più cospicui destinati agli armamenti, all’esercito e alle forze dell’ordine, ottenuti attraverso altrettanto cospicui tagli alla sanità e alla spesa sociale, sono solo i prodromi di una “guerra” combattuta nel nome della sicurezza dei cittadini, ma destinata a lasciare sul terreno come unica vittima ogni anelito di libertà al quale intendessero aspirare i cittadini stessi, destinati a diventare nel tempo sempre meno sicuri e più controllati.”
Ieri ti fotografavano la faccia. Oggi ti prendono le impronte delle dita e ti prelevano il DNA. Nel 2034 ti metteranno a 90 gradi chiedendoti gentilmente di mostrare quella parte del corpo che serve ad eliminare i rifiuti solidi della digestione. Sarà necessario per combattere una terribile malattia venerea che si trasmette durante i rapporti omosessuali. Per carità, lo si farà per tutelare la salute pubblica. E se non sei mai stato gay in vita tua, non importa, sarà un esame obbligatorio per tutti, per evitare di discriminare le persone in base alle loro scelte sessuali. Nel 2034 ci saranno italiani che parleranno così:
“qual è il problema a mostrare il culo? Così eviteremo epidemie e tuteleremo la salute pubblica”
Gente indagata che diventa Capo del Governo, gente condannata che siede in Parlamento, gente condannata che viene scarcerata, gente che indaga che viene trasferita, cittadini onesti che vengono schedati. Scusate lo sfogo gente, ma il mio cervello proprio non ne vuole sapere di essere anestetizzato. Un consiglio a quei pochi italiani che ancora sono recuperabili: buttate via il televisore, è per il vostro bene.
Il TG3 - il telegiornale più vicino alle mie idee - ha parlato della manifestazione di ieri a piazza Navona. Ne è uscito fuori un servizio freddo, un comunicato di agenzia. Anzi, addirittura due giornalisti hanno criticato la manifestazione. VERGOGNA! Io c’ero e vi assicuro che la sensazione, l’aria che si respirava era ben diversa. Le cose che hanno detto i vari Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Sabina Guzzanti, Beppe Grillo e via dicendo, sono state forti, esplosive. Tutte cose che qualsiasi persona onesta pensa da anni. Al TG3 hanno detto che la manifestazione è andata male. BUGIA. BUGIA. BUGIA. Io c’ero. La manifestazione è stata un tripudio di gente, di teste PENSANTI che ancora si oppongono ai fascismi e alle dittature. La manifestazione è riuscita perfettamente. Più di 100.000 persone. La piazza era piena come un uovo, ve lo assicuro. A queste manifestazioni ci si sente meno soli. Perché vedi che non sei il solo a pensarla in un certo modo. Nei prossimi post cercherò di fare un piccolo reportage. Per raccontare quello che televisioni e giornali NON DICONO. Nel frattempo, qualcosa reperito su YouTube:
“[…] Il miglioramento delle condizioni di vita e l’aumento dei salari sono gli interventi che il 69% dei cittadini chiede al Governo. Ritenuti più urgenti del lodo Schifani bis e della norma blocca-processi, prioritari solo per un italiano su cinque. È quanto emerge da un sondaggio (con risposta multipla) realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it. La propria tasca, la spesa quotidiana, la paura di non riuscire a pagare il mutuo sono i problemi che preoccupano di più. Un sentimento comune agli elettori di tutte le forze politiche. E aggravato anche da una situazione lavorativa che non lascia tranquilli il 37% degli elettori. […]”
Ma come!? Mi sembra ancora di sentirli, i discorsi di chi ha votato Lega e di chi si è astenuto dal votare: “la sicurezza è fondamentale, non se ne può più”. Oppure: “inutile andare a votare, tanto non cambia nulla”. Questo appena un paio di mesi fa. Perciò ora fate silenzio, cari italiani. Avete voluto la bicicletta? Bene, ora pedalate vigorosamente e non rompete i coglioni per i prossimi 5 anni. Muti. Anche se arriverà la dittatura in Italia. Anche se vi sfratteranno e andrete a finire sotto i ponti. Anche se dovrete farvi aiutare dalla Caritas. Potevate pensarci prima. Le priorità ora sono altre: gli interessi personali del Capo del Governo (lodo Schifani-bis AKA lodo Alfani, divieti sull’uso delle intercettazioni, norme blocca processi e via dicendo). Insomma, ora è prioritario preparare il terreno per la dittatura che si sta instaurando. Pedalareeee!
Secondo lo scrittore americano Nicholas Carr, Google rende stupidi. Anzi, ad essere precisi, Internet stessa contiene al suo interno i germi della demenza senile. In pratica, l’enorme mole di dati a disposizione in qualsiasi momento, sta creando una generazione di “internauti” mordi e fuggi. Della serie: visto che le informazioni sono tantissime, io non approfondisco nulla, leggo superficialmente e forse vengo anche sopraffatto dai dati. Gli utilizzatori di Internet, non leggerebbero più libri, non riuscirebbero più a concentrarsi e non riuscirebbero a leggere oltre il terzo paragrafo di un blog. Una sorta di fast food dell’informazione, insomma. Il problema è che a pensarla allo stesso modo sono anche i ricercatori dell’University College London. I ragazzi della “Google generation” (quelli nati dopo il 1993) pensano di meno e consumano in fretta l’informazione, senza essere più in grado di digerirla a fondo. Carr addirittura si lamenta della “troppa facilità” con la quale si ottengono le informazioni oggi. Certo, una volta si doveva andare fisicamente in biblioteca, spendere un sacco di tempo e l’informazione poteva essere digerita bene. Oggi no, hai tutto e subito, quasi non te lo gusti. Ma io dico, quanti anni ha Carr? Quasi 50. Mi sembra mia madre di 68 anni alle prese con il videoregistratore! Anche Umberto Eco, un altro che ce l’ha a morte con Internet avverte:
“[..] Non voglio richiamarvi all´uso della penna d´oca, ma ricordarvi che la formazione avviene solo attraverso un rapporto spiritualmente cannibalesco tra maestro e allievo. Un rapporto che può svolgersi solo in presenza e non nell´assenza, che è tipica dell´informazione virtuale. La cultura non è solo un accumulo di dati, ma il risultati del loro filtraggio. Della loro decimazione […]”
Ma cosa aspettiamo a tornare davvero alla penna d’oca? Alle macchine da scrivere meccaniche? Ma torniamo alle tavole di pietra no? Fortuna che queste sarebbero persone “illuminate”. Cari miei, Internet è uno strumento, nulla di più. Esattamente come il telefono. Se le generazioni di Google sono più stupide, non diamo la colpa di ciò a Google per favore! Le ricerche approfondite, possono essere dispendiose anche su Internet, esattamente come in una biblioteca. Uno strumento, non è buono o cattivo in sé, dipende da come lo si usa. Una pistola può essere dannosa nelle mani di un delinquente, mentre può essere utile nelle mani di un poliziotto. Un telefono è utilissimo se devi chiamare un taxi, mentre è odiosissimo se usato per fare telemarketing. Insomma, invece di denigrare Internet, impariamo ad usarlo. E non facciamoci prendere dalla tecnofobia. Tanto la tecnologia e il progresso avanzano indipendentemente da noi. Una volta la gente aveva paura del treno, perché spaventava le mucche che di conseguenza producevano meno latte (SIC!). Oggi altri “illuminati” hanno paura di Internet perché farebbe diventare stupidi. Ma occuparsi di problemi un po’ più seri, no?
Non parlo mai di cronaca nera, ma questa volta faccio un’eccezione. Oggi infatti la Repubblica titola: “Marocchina 14enne violentata da un italiano”. Sì, avete letto bene. Annotatelo nel calendario perché titoli come questo sono da considerarsi un evento come la caduta di un meteorite o l’avvistamento di un UFO. Tempo fa ci fu un caso simile: una romena violentata da un italiano. Su Articolo 21 scrissero: “Si accettano scommesse sullo spazio che sarà riservato alla notizia di Roma.”. Evidentemente non sono l’unico ad aver notato certe discriminazioni razziali nella diffusione delle notizie. Eppure i dati ISTAT parlano chiaro:
“Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei”
e ancora:
“Il 68,3% delle violenze domestiche avvengono in casa”
o meglio:
“Tra gli autori della violenza al primo posto si collocano gli ex mariti/ex conviventi (22,4%), seguiti dagli ex fidanzati (13,7%), dai mariti o conviventi attuali (7,5%) e infine dai fidanzati attuali (5,9%).”
Una stima evidenzia che 10 milioni di donne tra i 14 e i 59 anni sono state molestate (dati del 2006). Non solo, sempre l’ISTAT afferma che solo il 7,3% delle violenze che avvengono in famiglia viene denunciato. Il 92,4% non viene denunciato, quindi le violenze sono molte ma molte di più. Questi dati vorrei stamparli a fuoco sulla fronte degli esponenti della Lega. Quegli esponenti che hanno incentrato la campagna elettorale sul tema sicurezza. Quegli esponenti che grazie alla demagogia hanno conquistato le ambite poltrone. Certo, i giornali li hanno aiutati eh? Già, perché pur di vendere una copia in più si sono guardati bene dal diffondere i dati del Viminale. Dati che evidenziano il calo dei reati in Italia. Sempre giornali e tivvù, si sono guardati bene dal diffondere in maniera martellante ciò che afferma l’ONU: l’Italia è il paese più sicuro d’Europa. Lo rivela uno studio dell’UNICRI (Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia). Anche un rapporto Eures-Ansa conferma questo dato. Per fortuna che mentre tivvù e giornali sono pervicacemente impegnati nell’opera di disinformazione, in Rete ci sono degli ottimi blog che agiscono in maniera specularmente opposta.