La strage di via Acca Larentia
Dovete sapere che io abito a Roma, quartiere Tuscolano. Tutti gli anni, il 7 gennaio un corteo con fiaccole e tamburi parte da piazzale Appio ed arriva a via Acca Larentia, quasi dietro casa mia. È l’anniversario di una strage, quella di
Acca Larentia appunto. Il 7 gennaio 1978 tre giovani militanti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede dell’MSI di via Acca Larentia per un volantinaggio che riguardava il gruppo di musica alternativa “Gli amici del vento”. Ad attenderli c’erano dei proiettili. L’azione venne rivendicata dai “Nuclei Armati di Contropotere Territoriale “. Nel tafferuglio che seguì, un carabiniere - Edoardo Sivori - sparò ad altezza d’uomo, colpendo alla fronte il diciannovenne Stefano Recchioni (che morì dopo due giorni di agonia). I tre giovani che morirono sotto i colpi di pistola erano Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Il più grande aveva 20 anni. Chi non ha superato i 30 anni non ha vissuto il periodo degli anni ‘70. Anni di terrore. 69 morti, più di mille feriti, 7.866 attentati, 4.290 episodi di violenza. Era il periodo dello scontro tra fazioni di estrema destra e di estrema sinistra. Quando la politica diventava guerra. Gli anni bui del terrorismo. Il corteo di fiaccole che sfila il 7 gennaio è sempre pacifico, mesto ma deciso con l’incalzare dei tamburi. Per non dimenticare.
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Ustica: la strage impunita
La strage di Ustica…dopo 27 anni nessun colpevole, 81 vittime, nessun risarcimento per i loro familiari…alto tradimento? Ora non esiste più se non c’é violenza (grazie Berlusca). USA, Francia, Italia, Libia, Gran Bretagna…ma quanti erano? Già…la NATO. Somalia…c’è un leader di Al Quaeda…gli USA bombardano…per prendere un terrorista ammazzano 27 civili. E noi un lieve impercettibile mormorio. Si, sono da condannare queste azioni americane…no-no-no, non si fanno queste cose…fine delle rimostranze. Se non ci fossero due pesi e due misure, si dovrebbe poter leggere nei giornali: leader di Al Quaeda si nasconde all’interno del Pentagono. Wow! Con una sola testata nucleare lo si potrebbe eliminare…o no? Quasi quasi la diffondo io questa notizia. L’Iran annuncia un programma nucleare…sanzioni dell’ONU. Gli USA annunciano piano per dotarsi (loro possono) di nuove testate nucleari. E noi in silenzio. Niente sanzioni. Perché mi ritorna in mente la strage del Cermis? Perché penso alla strage di Bologna? Che strana associazione di idee, no? Perché provo rabbia nel parlare di queste cose? Perché provo indignazione? Non so…già, sono proprio un tipo strano io…lo so, lo so, avevo detto basta con i postoni, ma questo pezzo di diario lo DEVO inserire:
“Caro diario sono felice, oggi è il 26 giugno 1980 e sono stata promossa. EVVIVA!!!!! (ho tredici anni) Mamma e Papà sono molto orgogliosi di me, mi hanno promesso da mesi che il loro regalo per la promozione sarà portarmi con loro in Sicilia. EVVIVA!! Ce l’ho fatta e non vedo l’ora di fare il mio primo viaggio in aereo, anche per i miei genitori è la prima volta. Oggi ho telefonato a mia cugina a Palermo, le ho detto che fra qualche giorno ci vedremo, anche la nonna è contentissima e non vede l’ora, ed anch’io sono impaziente di fare questo viaggio. Caro diario oggi 26 giugno 1980 c’è stato un cambiamento nel programma. La mamma ha detto che siccome non ha trovato posto in aereo, partono solo loro due con la speranza di poter trovare due biglietti, promettendomi un nuovo regalo al ritorno. UFFA!!! Non è giusto! Sono arrabbiatissima! Non voglio un altro regalo. Ho pianto tutto il pomeriggio, ma le mie lacrime sono servite solo a far partire la mamma molto triste. Le sue parole per consolarmi sono state: “tu devi badare alla famiglia perché sei la più giudiziosa”. UFFA! Mamma mi ha tradita, non è stata di parola. Non si fanno promesse se poi non si mantengono. Io voglio il regalo promesso. Voglio volare con Mamma e Papà. Oggi 27 sono partiti, nel pomeriggio hanno telefonato per dire che l’aereo partiva in ritardo, colevano parlare con me, ero così arrabbiata che non sono andata al telefono. Caro diario oggi 28 giugno 1980 non credetrai a quello che ti dirò ora: la Mamma e il Papà non hanno ancora telefonato per dire che sono arrivati. Qui sono tutti agitati. Non credo a quello che sento, dicono che l’aereo è scomparso!! NO! Non è possibile, non può succedere niente di brutto ai miei genitori. Io sono la piccola di casa. Ma perché a casa nostra c’è sempre il dottore e mi mandano sempre a comprare la camomilla? Perché i miei fratelli e mia sorella piangono sempre? Perché la TV fa vedere sempre quelle immagini nel mare? Sono tutte finte, come dice sempre la Mamma! Se potessi sentirla al telefono la Mamma mi tranquillizzerebbe. Mi sento morire. I miei fratelli sono partiti a cercare Mamma e Papà. Sono due giorni che tengo le dita incrociate, qui sono tutti disperati, ma io no, perché so che Mamma e Papà torneranno molto presto. C’è un via vai di parenti, amici che ci opprimono, piangono. Non sanno che lo fanno inutilmente, perché non è vero niente, Mamma e Papà torneranno da me, perché non lascerrebbero mai la propria piccola qui sola. I miei genitori mi vogliono troppo bene per abbandonarmi. Tornate presto vi prego. Caro diario mi stanno facendo credere a questa realtà, ma io tengo forte le mie dita incrociate, quello che sto passando non te lo so descrivere. Mi riempio di pizzicotti per svegliarmi da questo incubo che non finisce mai. Papà, Mamma dove siete andati a finire? Perché mi lasciate così sola… In famiglia c’è tensione, non so più se chiamarla famiglia, ora non è rimasto niente della mia meravigliosa famiglia. Solo il dolore regna fra noi e fa continuare i nostri giorni. Oh Dio, che sta succedendo a noi tutti? Perché hai voluto questo? Chi ha voluto e permesso tutto questo? Perché delle persone fanno queste cattiverie? Perché devono esistere questi sbagli e far soffrire così la gente? Caro diario oggi sono andata nella casa dove ero così felice con i miei genitori, è così vuota, spoglia, lugubre ed ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Vedo Mamma e Papà scendere dall’auutobus con delle grandi valige, entrare in casa, salire le scale ed io precipitarmi ad abbracciarli! Oh Signore ti ringrazio!! Non mi stacco più da loro, non mi voglio più svegliare, portatemi via con voi vi prego. Ho pianto tanto, tanto, urlato più forte che potevo, avrei voluto farli scendere da quel maledetto aereo che me li aveva portati via. Sono stanca, nauseata, ho paura che impazzirò o forse pazza lo sono già. Vorrei farla finita. Mamma, Papà perché non mi avete portato via con voi? Io non riesco più a vivere! Caro diario sono strastufa, non ce la faccio più, ora ti saluto, vado a dormire, spero che i miei sogni mi portino via con loro. Anno 1990. Da quel triste momento di dieci anni fa tutti mi hanno sempre detto che ero fortunata ad essere così piccola e che quindi non soffrivo più di tanto, ma non sanno che quando la speranza muore la vita non ha più senso. Quella bambina è cresciuta, ora ha ventitré anni, ed ancora non sa che senso dare a questa sua sofferenza.” (Linda Lachina).
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