Lunedì 12 Maggio 2008
Tremonti: nessun tesoretto. Però aboliamo l’ICI
Questa volta sono d’accordo con Epifani. C’è un’evidente contraddizione: affermare che il “tesoretto” non c’è e - contemporaneamente - abolire l’ICI e detassare gli straordinari. Abolire l’ICI significa rinunciare a 2 miliardi di euro di entrate. Detassare gli straordinari significa prelevare meno tasse da parte dello stato. Allora la domanda sorge spontanea: se il tesoretto non esiste, vuol dire che mancano dei soldi, giusto? Ma se mancano dei soldi, come si fa ad abolire l’ICI? Dove si prenderanno quei 2 miliardi che improvvisamente spariranno dalle casse dello stato? È la solita storia della coperta corta. Un po’ come se all’interno di una famiglia che non riesce ad arrivare alla fine del mese, ad un certo punto il capofamiglia dicesse: “Sai che c’è? Compriamoci un bel fuoristrada!”. Certo, gli italiani che hanno votato questo Governo, saranno contenti di non pagare l’ICI. Peccato che saranno fessi e contenti, perché quei soldi che lo stato non ci chiede più, se li prenderà in altri modi più subdoli. È storia vecchia. Vedi le addizionali comunali che ci hanno sottratto soldi dalla busta paga. Insomma, lo stato con la mano destra dà e con la mano sinistra “di nascosto” prende. Certo, a meno che non vengano ridotte le spese (strade, ospedali, scuole, etc.).
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Venerdì 2 Maggio 2008
Dichiarazioni dei redditi online: Beppe Grillo non ci sta
Apprendo oggi che mercoledì scorso, l’Agenzia delle Entrate ha reso pubblici su Internet i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2006 di tutti gli italiani. La cosa è durata poche ore, in quanto il Garante della Privacy - fulmineo - ha bloccato tutto. Ma la Rete si sa, è democratica, perciò i dati, una volta pubblicati restano su Internet. Benedetto peer to peer. Sulla Rete, ogni cosa che dici viene memorizzata, ne resta traccia. Non puoi sgarrare. È la potenza di Internet. Dico subito la mia: ho sempre pensato che la storia della privacy fosse una cagata pazzesca (per dirla alla Fantozzi). Ho sempre pensato che l’unico scopo di quella legge fosse la tutela degli intoccabili. Fosse per me, renderei pubblici anche i conti correnti bancari. Altro che privacy. Che poi diciamocelo, la legge sulla privacy non tutela una mazza. Infatti basta dare il consenso - obbligatorio - e puff, sparisce la privacy. Se non autorizzi non puoi inviare curriculum, non puoi aprire un conto corrente, non puoi stipulare una polizza assicurativa, non puoi fare nulla. Quindi, la legge sulla privacy è una presa in giro. Tanto per essere chiari. Nei paesi civili come la Finlandia, la Svezia e… l’Italia, i dati relativi ai redditi sono pubblici. L’Italia? Esatto. Infatti il DPR del 29 settembre 1973, n. 600, art. 69 recita:
“[…] Il Ministro delle finanze dispone annualmente la pubblicazione degli elenchi dei contribuenti il cui reddito imponibile è stato accertato dagli uffici delle imposte dirette e di quelli sottoposti a controlli globali a sorteggio a norma delle vigenti disposizioni nell’ambito dell’attività di programmazione svolta dagli uffici nell’anno precedente […]”
ma soprattutto:
“[…]Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati. Per la consultazione non sono dovuti i tributi speciali di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 648 (34) […]”
Quindi, l’Agenzia delle Entrate, pubblicando su Internet i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2006, ha solo applicato la legge. Però questa trovata non è piaciuta a molti italiani. Già, ricordiamoci che il nostro Paese può vantare un’evasione fiscale stimata in circa 270 miliardi di euro. Vediamo… il debito pubblico è di circa 1.622 miliardi di euro. 270 x 6 = 1.620. Spese permettendo, in soli 6 anni se tutti pagassero le tasse, il debito pubblico sarebbe azzerato (SIC!). Insomma, una volta che il fisco fa una cosa lodevole, cosa fa Beppe Grillo? Scrive queste stronzate:
“[…]Follia, questa è follia. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere.[…]”
Suvvia, Grillo… vorresti davvero far credere a chi ti legge che la criminalità organizzata ha la necessità di consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate per scoprire a chi far pagare il pizzo? Ma ritieni davvero così idioti coloro che ti leggono? Dai, per favore, non spararle così grosse! Sii bravo. Io condivido quasi tutto ciò che dice Grillo, però a volte, il comico genovese si lancia in discussioni populistiche e demagogiche, ammettiamolo. Questo post di Grillo è emblematico. O no?
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Martedì 27 Novembre 2007
Se non ci fossero sprechi e malgoverno? L’Italia sarebbe il Paese più ricco del mondo
Secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate e riportati sul periodico Fisco Oggi, nel 2006, a fronte di un’entrata di 680 miliardi di euro, c’è stata una spesa di 740 miliardi di euro (mancano quindi all’appello 60 miliardi). Di chi è la colpa? Beh, occorre analizzare come viene ripartita la spesa pubblica. Su Fisco Oggi viene fatta la seguente considerazione: se togliessimo i 71 miliardi di euro relativi agli interessi sul debito pubblico ai 740 miliardi di spesa, otterremmo 669 miliardi di euro. Avremmo cioè entrate per 680 miliardi e uscite per 669. In pratica, visto che i 71 miliardi sugli interessi, non dipendono da questo Governo, non sono spese che si possono comprimere. Quindi, i ‘cacciatori di sprechi’ - così li definisce Fisco Oggi - dovrebbero verificare gli sprechi non sull’intero ammontare delle uscite (740 miliardi) ma su 680 miliardi (cioè meno la ‘tassa fissa’ degli interessi sul debito pubblico). Vediamo questa spesa allora:
| Pensioni: | 245 miliardi |
| Sanità: | 101 miliardi |
| Altre uscite: | 94 miliardi |
| Interessi sul debito pubblico: | 71 miliardi |
| Investimenti: | 62 miliardi |
| Pubblica amministrazione: | 60 miliardi |
| Istruzione: | 55 miliardi (tre quarti per gli stipendi degli insegnanti) |
| Ordine pubblico e difesa: | 50 miliardi |
| Organi costituzionali: | 1,7 miliardi |
(gli organi costituzionali sono: Presidente della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale, CNEL, CSM). Quindi, secondo il Governo, la spesa maggiore è quella delle pensioni. Beh, aboliamole queste benedette pensioni, no? Mi verrebbe da pensare. Si, perché mica lo so se la vedrò mai la pensione. Vuoi che non porterenno il tetto a 80 anni? Eh, la vita si allunga! Non per LORO però. A LORO bastano due anni e mezzo e via, si va in pensione! LORO hanno ridotto il tetto: ora vanno in pensione a 53 anni. LORO possono. Del resto il LORO è un lavoro usurante. Bene, faccio un mio personalissimo elenco di sprechi ora:
Da cui si evince che circa 330 miliardi di euro (la metà della spesa pubblica) sono puro e semplice spreco e malgoverno (infatti i 270 miliardi di evasione fiscale li considero malgoverno). E non sto considerando i 90 miliardi della mafia. Faccio finta che la mafia non si possa debellare. Faccio finta che non sia vero che mafia, politica, magistratura, forze dell’ordine, servizi segreti, imprenditori e Chiesa, siano tutti invischiati (come dice De Magistris). A chi obietta che la lotta all’evasione fiscale è quasi impossibile da attuare, faccio notare che quando il fisco vuole, riesce a pizzicare pure le lucciole. Eliminando questa voragine di 330 miliardi, in 5 anni si azzererebbe il debito pubblico (che attualmente ha superato i 1.600 miliardi di euro). Infine, lascio a voi questo conto della serva: calcolando che lo stipendio più basso è quello di un Consigliere regionale in Umbria e si aggira sui 6.500 euro; calcolando che quello massimo è quello del Presidente della Commissione Consiliare e si aggira intorno ai 15.000 euro; considerando che in Italia ci sono in tutto 179.485 addetti in politica (952 deputati e senatori, 1.129 consiglieri regionali, 125 assessori regionali non consiglieri, 3.933 amministratori provinciali, 152.155 amministratori comunali, 14.242 sindaci e vicesindaci, 6.949 consiglieri circoscrizionali); tenuto conto di tutti questi fatti, quanto costa la politica in Italia?
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Venerdì 23 Novembre 2007
Potenza del fisco italiano: pizzicata lucciola che evadeva le tasse!
Potenza del fisco italiano. Pizzicata prostituta che ‘evadeva’ le tasse: ora dovrà pagare 70.000 euro tra tasse e sanzioni. Così ha deciso la Commissione Tributaria della Lombardia. I controlli incrociati del fisco, diventano sempre più sofisticati. Così hanno scoperto la lucciola che possedeva 6 case e due auto. E qui, consentitemelo, una riflessione ci sta tutta. Il fisco riesce ad individuare anche le prostitute (le quali come è noto, non pagano le tasse, in quanto la prostituzione non è considerata un lavoro in Italia) ma non riesce ad individuare i grandi evasori. Già perché il Governo ci informa che già nel 2004 l’ammontare di evasione fiscale italiana superava i 270 miliardi di euro l’anno (un quinto del PIL!). Ma ’sti grandi evasori…saranno mica tutte lucciole? E poi questa qui, nell’evadere, è stata proprio maldestra perché ha sbagliato attività: lo sanno tutti che in Italia le uniche cose che non si tassano per legge sono le rendite finanziarie!
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