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Martedì 16 Ottobre 2007

Le foto più viste sulla Rete

Archiviato in: Web, Arte — Maurizio ( 06:27 )

St Paul's

Su Picurls vengono presentate le foto più viste nella Rete. Ecco qui sopra un esempio. Consiglio di visualizzare questa foto nelle dimensioni originali (per visionare tutte le dimensioni, cliccare sull’icona a forma di lente di ingrandimento in alto a sinistra).

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Lunedì 15 Ottobre 2007

Video sharing che passione!

Archiviato in: Web — Maurizio ( 06:22 )

Ogni tanto scopro un nuovo servizio di video sharing. Sapete, quei siti dove la gente può pubblicare i propri video e vedere quelli degli altri. Allora mi sono detto: ma quanti ce ne saranno in Rete? Beh, facendo delle ricerche ecco alcuni siti che ho trovato:

I classici: Quelli dedicati ai viaggi:
  • GeoBeats (scegli una destinazione, scegli un argomento e…vai)
  • Travelistic (scegli una destinazione e visualizza il video relativo)
Quelli dedicati all’occulto e al paranormale: Quelli dedicati ai videogiochi: Quelli dedicati all’insegnamento: Generali: Poi non ditemi che cercate un video e non riuscite a trovarlo eh?

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Sabato 13 Ottobre 2007

La TV via Internet avanza: ha ancora senso puntare sul DTT?

Archiviato in: Web, Internet, Informazione, Televisione — Maurizio ( 17:17 )

Che la vecchia TV analogica generalista stia dirigendosi verso un inesorabile declino sembra evidente a molti. Che verrà sostituita dalla TV via Internet sembra assodato. Oggi si parla di IPTV e di P2P TV. Nel frattempo però, ci sono alcune realtà che si stanno timidamente affacciando sul Web. Prendiamo ad esempio Diregiovani.tv. Si tratta di una versione embrionale di TG trasmesso in Rete. A dire il vero di TG in Rete ne esistono parecchi da tempo, però questo qui è un TG italiano condotto da giovani. Dietro al portale di diregiovani.it c’è l’agenzia di stampa romana Dire. Si legge sul sito di Dire:
“La Dire nasce nel 1988 quando comincia a competere con le altre agenzie di stampa sul terreno dell’informazione politico-parlamentare.Vere e proprie corazzate come l’Ansa, l’Adnkronos e l’Agi.”
La Dire non si occupa solo di TG: gestisce anche 6 notiziari (ai quali sono abbonati quotidiani come Il Corriere della Sera e La Repubblica) ed una radio sul Web, CityRadio. CityRadio trasmette in diretta da un vero e proprio studio radiofonico situato a Roma a Largo Corrado Ricci 1 (è anche possibile visitare il Centro Informagiovani Fori Imperiali dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 18:00). Ecco il TG di ieri:



I video di Diregiovani sono visibili direttamente dal browser. Non è necessario alcun software, a differenza di altre TV sul Web come ad esempio Arcoiris.tv, che presenta video fruibili attraverso i videoplayer più diffusi: Realplayer e Windows Media Player. I video sono disponibili anche in alta risoluzione. Esistono poi dei software, come StreamerOne o Mogulus (il primo a pagamento ed il secondo gratuito) che permettono a chiunque di creare una propria TV. Leggendo i commenti sulla Rete, il migliore tra i vari software sembrerebbe Mogulus, ma per chi volesse provarne altri, suggerirei: Ustream e Operator11. Esistono poi dei software che trasmettono video utilizzando il sistema del P2P: più utenti fungono da nodi e ‘condividono’ banda (una sorta di BitTorrent o Emule specializzati in trasmissioni televisive). Tra tali software ci sono: Miro, SopCast, Zattoo e moltissimi altri (un elenco di questi programmi è disponibile qui). Ma se non hai problemi con l’inglese, il programma che davvero porta la televisione a tutto schermo sul computer è sicuramente Joost. Con Joost si fa fatica a distinguere lo schermo del computer da quello di un televisore. Già, ma se io volessi vedere un film trasmesso in Rete sul TV da 50 pollici? Beh, ci ha pensato Apple con il suo iTV. E’ un piccolo scatolotto che collega il computer alla TV senza utilizzare cavi, in modalità wireless. Con iTV è possibile visulaizzare i video di YouTube direttamene sul televisore di casa. Oppure acquistare un film su iTunes e visualizzarlo sul computer o sul televisore. Ha senso puntare ancora sul DTT (Digitale Terrestre)? Qualcuno pensa all’interazione tra IPTV e DTT e - mentre qualcun altro pensa che l’IPTV richieda troppa banda per competere con il DTT - i ‘ragazzi’ di Internet2 trasmettono dati su Internet a 10 Gbps (ossia 1 Gigabyte al secondo, un film in DVD ’sparato’ in pochi secondi). Chi vincerà? La TV dal basso via Internet, il DTT, la TV P2P o i bouquet forniti dalle varie telecom via IPTV? Secondo me, ci sarà integrazione ma…stiamo con i piedi per terra: ricordiamoci che siamo in Italia, la patria del Digital Divide.

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Sabato 29 Settembre 2007

Disegnare con il blocco note di Windows!

Archiviato in: Web, Arte — Maurizio ( 13:39 )

Ne ho viste di cose incredibili in Rete, ma questa è davvero spettacolare. Non è ASCII art. Nooo. Troppo semplice. E’ puro e semplice HTML! Mannaggia a questi giapponesi! Direbbe una tipa che conosco. ;-) Da vedere assolutamente:



Per gli scettici e per quelli che - come me - volessero ‘toccare con mano’, ecco il disegno in formato HTML!
(occhio: la pagina è di circa 1,3 Mbyte!!!)

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Venerdì 23 Marzo 2007

Mp3, P2P, MySpace, RIAA, SIAE, FIMI, Major: intanto la musica va da sola…

Archiviato in: Web, Musica, Internet, Diritto d'autore, Pirateria, P2P — Maurizio ( 07:37 )

E’ da parecchio tempo che avevo intenzione di scrivere un post sulla crisi del settore musicale, sul P2P, sulla pirateria, i CD, le case discografiche e via dicendo. Non lo avevo ancora scritto perché sono pignolo e stavo raccogliendo tutti i dati necessari. Però oggi ho appreso - leggendo Punto Informatico - della lettera inviata all’associazione dei consumatori Altroconsumo da Francesco Rutelli, l’attuale Ministro per i Beni e le Attività Culturali e non ho resistito. Leggendone il contenuto si resta perplessi. Ecco uno stralcio della lettera:
“La distorta pratica del file sharing, intesa come modalità per appropriarsi abusivamente di un’opera d’ingegno in violazione del diritto d’autore, deve essere sanzionata. Ed il fatto che essa assuma il carattere di illecito penale nei casi in cui si accompagni al ‘fine di lucro’ (che, peraltro, la Suprema Corte di Cassazione, con la nota sentenza 149/07, ha riconosciuto non corrispondere al solo risparmio della spesa di acquisto del CD) non deve scandalizzare”.
A quanto pare il Ministro Rutelli non è molto informato in merito all’attuale normativa che regola il diritto d’autore. Secondo la normativa vigente infatti, si configura reato penale anche per coloro che condividono senza contropartita economica, in quanto una recente modifica legislativa ha sosituito il termine ‘lucro’ con ‘profitto’. Si legge infatti sul sito della FIMI (Federazione dell’Industria Musicale Italiana) che
“Chi condivide senza una contropartita economica rimane soggetto ad una sanzione penale che è quella dell’art. 171, comma 1, lett. a-bis”.
Ma non è questo il punto sul quale mi volevo soffermare. Il punto interessante è evidenziato in questo passaggio (sempre tratto dalla lettera di Rutelli):
“Tali sono da considerare gli interessi degli autori e degli editori, per i quali il diritto d’autore costituisce la giusta remunerazione del proprio lavoro, l’opera d’ingegno.”.
E qui occorre fare chiarezza. Si è sempre detto che gli autori devono essere tutelati. Giusto, ma vediamo cosa accade in ambito musicale. Forse non tutti sanno che solo l’8% del prezzo di un CD musicale va all’autore. Il resto va alla distribuzione, ma Il grosso viene intascato dalla casa discografica. Per essere più concreti, su 25 euro che è il prezzo di un CD, solo 2 euro vanno all’artista. Da ciò si evince che anche i prezzi di iTunes store sono gonfiati, in quanto vengono meno i costi relativi alla distribuzione ed alla rivendita (infatti il tutto avviene in Rete). E’ per questo motivo che molti autori si stanno ribellando e si stanno ‘mettendo in proprio’. E’ per questo motivo che stanno nascendo iniziative come Antenna Alliance e Free Music Project. Un crescente numero di gruppi musicali, consente il libero scambio delle loro opere. Per scoprire quale mondo si stia materializzando in Rete, si può cominciare a navigare su siti come Archive.org o come Creative Commons (audio). Spesso gli artisti mettono in rete degli mp3 per farsi conoscere. Molti si appoggiano alla comunità di MySpace. Esplorando il mondo degli artisti indipendenti e delle etichette no-profit, si scopre un intero mondo di musica legalmente fruibile. Legalmente, in quanto sono gli stessi artisti che consentono la libera circolazione della loro musica. Il tutto scavalcando case discografiche, RIAA, SIAE, FIMI, major e chi più ne ha più ne metta. Infatti, a pensarci bene, se parliamo di opere di ingegno, cosa c’entrano le case discografiche? Lo scopo delle case discografiche era - in passato - quello di promuovere e diffondere la musica creata dagli artisti. Ora ciò non è più necessario, perché la tecnologia e la Rete hanno sconvolto completamente l’assetto del mondo discografico. Gli artisti incidono la loro musica, la promuovono e la distribuiscono in modo totalmente indipendente. L’atteggiamento delle case discografiche - e dei politici che tutelano i loro interessi - e’ completamente anacronistico. Una volta produrre un disco richiedeva un notevole impegno economico. Lo stesso discorso valeva per la promozione e la distribuzione. Poi la tecnologia - che opera come uno schiacciasassi che non guarda in faccia a nessuno - ha iniziato la trasformazione. Registrare un pezzo musicale è ormai alla portata di chiunque. Trasformarlo in mp3 è altrettanto semplice. Distribuirlo e pubblicizzarlo non è più un grosso problema. Il vecchio modello di business delle case discografiche è morto. Il bello è che loro non se ne sono accorte. Quanto prima prenderanno coscienza di ciò, tanto meglio sarà per loro. Queste profonde trasformazioni sono sotto gli occhi di tutti, lo dimostrano i successi di iTunes store et similia (nonostante la blindatura con il DRM). La Rete cambia tutta la logica del passato, i vecchi modelli di business non sono più validi e realistici. Infine vorrei tanto parlare di cultura. Le case discografiche infatti, non hanno mai incentivato lo sviluppo dell’arte e della cultura, in quanto hanno sempre promosso musica commerciale. Per essere più chiari: in passato, se eri un artista e volevi creare musica ’seria’ non avevi molte prospettive di vedere diffusa la tua musica. Questo perché i produttori delle case discografiche non avevano interesse alla diffusione della cultura. Il loro unico interesse era - ovviamente - di natura economica. I produttori perciò erano interessati alla promozione di musica meramente commerciale. I produttori decidevano che la tua musica non avrebbe avuto successo, perciò non la prendevano in considerazione tout court. La conseguenza di ciò è che la musica commerciale si diffondeva, a discapito della musica cosidetta seria. Quindi niente rock progressivo alla radio, tanto per essere espliciti, niente video musicali di gruppi underground, niente dischi di fusion, jazz-rock, etnica, blues, country, new-age, elettronica e via dicendo. Per dirla alla Battiato:
“…e sommersi soprattutto da immondizie musicali…sul ponte sventola bandiera bianca…”.
Tale musica non veniva diffusa come avrebbe meritato, restava relegata all’interno di nicchie di appassionati. Totalmente esclusa al grande pubblico. Di conseguenza, la richiesta era scarsa. Se tu non conosci un artista, è difficile che tu lo richieda nei negozi di musica no? E si chiude il cerchio. Quindi le case discografiche sono il veleno della cultura musicale. In pratica le case discografiche hanno affossato l’arte invece di incentivarla. Invece il P2P è uno strumento utile per diffondere la conoscenza. La condivisione permette l’interscambio delle conoscenze. La diffusione della cultura musicale. Chi è ministro della CULTURA, queste cose dovrebbe saperle. Chi è ministro della CULTURA, dovrebbe cercare di diffondere la cultura, non di affossarla. Un celebre negozio di dischi romano, ‘Disfunzioni Musicali’ ha abbassato la saracinesca per sempre. Il motivo? Non vende più dischi. Eppure mi ricordo anni fa, che quel negozio era un punto di incontro per gli appassionati di musica. Insomma, i mutamenti sono già in atto, solo le case discografiche e i brontocrati degli enti controllori (vedi la SIAE) non ne sono consapevoli. Pazienza. Continuassero a perseguire i ragazzini che scaricano mp3. Quando avranno ottenuto ciò che vogliono, ed il legislatore strizzerà l’occhietto con complicità - equiparando chi scarica mp3 al più temibile dei terroristi - beh, a quel punto si renderanno conto di avere un pugno di mosche in mano. Infatti nel frattempo la musica sarà andata avanti senza di loro.

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Giovedì 22 Marzo 2007

GodTube

Archiviato in: Web, Religione — Maurizio ( 18:31 )

La Chiesa è da sempre presente in Rete. Recentemente il Papa ha condannato i nuovi media (radio, Internet et similia), descrivendoli come una minaccia di poche aziende nei confronti del ‘pluralismo’ della carta stampata. A seguito di tali affermazioni, viene da chiedersi quale possa essere l’opinione del Pontefice nei confronti di iniziative tipo quella di GodTube. Si tratta di un portale sulla falsariga di YouTube, con - ovviamente - contenuti di tutt’altro tipo. Qui i video sono ispirati ai principi cristiani. Un esempio di video che riscuote molto successo è quello intitolato la banana, l’incubo dell’ateo. In tale video un improbabile predicatore afferma che la banana è la dimostrazione evidente dell’esistenza di Dio. Infatti Dio ha creato la frutta per essere mangiata dall’uomo. La banana è un esempio lampante: ha una forma ad hoc per essere perfettamente contenuta all’interno del palmo di una mano, è facilmente sbucciabile, e via disquisendo. Viene da chiedersi se Dio si fosse distratto durante la creazione dei fichi d’india o delle castagne. Dai, l’intento del video deve essere sicuramente satirico…o no?

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Mercoledì 7 Marzo 2007

Non bastava Italia.it?

Archiviato in: Web, Scandali — Maurizio ( 07:31 )

Dopo la scandalosa vicenda di Italia.it, dei 45 milioni di euro buttati dall’ex Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca (FI), serviva proprio questo video?
Rutelli. Poi ditemi se non aveva ragione Guzzanti: Rutelli 2

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Mercoledì 21 Febbraio 2007

Forza Italia.it (no, non quello del Berlusca)

Archiviato in: Politica, Web, Scandali — Maurizio ( 14:51 )

Apprendo incredulo da questo simpatico post che il fantomatico mega portale turistico Italia.it si sta lentamente materializzando. FORSE. Già, perché in fondo sono solo da più di due anni che all’indirizzo www.italia.it campeggia la stessa laconica pagina di lavori in corso. La cosa divertente - se così si può dire - è il ‘pittoresco’ logo che è stato partorito in due anni di febbrile lavoro da Landor Associates, la mitica azienda americana che ha creato il logo del detersivo Bold! Wow! Beh, devo dire che con tutti gli ’spiccioli’ spesi, forse qualcosa un po’ più decente la potevano creare. Bastava un piccolo sforzo in più. O no? Seguo la vicenda da un paio d’anni, da quando cioè lessi la notizia su un giornale. La cosa che più mi colpì fu l’ingente quantità di denaro stanziato per lo sviluppo di questo portale. Infatti il caso volle che in quel periodo il sottoscritto si trovasse alle prese con un proprio portale dedicato al turismo (allora conoscevo a menadito tutti i più famosi portali turistici italiani e italia.it non poteva non destare la mia attenzione). Un sito dinamico che trattava tutti i paesi del globo. Ci lavorammo in due. Per due anni tutti i sabati e le domeniche vennero sacrificate in nome di quel portale. Lavorando GRATIS ed esclusivamente nei week-end, eravamo riusciti in due ad archiviare tutti i siti web dei circa 8.000 comuni italiani. Questo tanto per rendere l’idea di quanto fosse ambizioso quel progetto. Il nostro portale non si limitava all’Italia. Comprendeva tutti i paesi del mondo. Una mole di lavoro immane. L’impresa fu un fallimento e, visto l’insuccesso, non esiste più neanche il dominio che avevamo registrato. Acqua passata ormai. Ma torniamo ad Italia.it. Questo portale infatti, al contrario del mio, poté usufruire di ben…udite udite… 45 milioni di euro! Già, questa è la somma che venne stanziata. Esultiamo con gioia: così vengono spesi i soldi dei contribuenti! Il risultato? Il logo che Rutelli mostra orgogliosamente ad una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Come al solito, amo dire ciò che penso senza tanti fronzoli: questa vicenda è semplicemente vergognosa. La cifra stanziata è enorme. Non è giustificata. E’ uno scandalo. E parlo da webmaster, con un minimo di cognizione di causa quindi. Con quella cifra si potrebbero ristrutturare tutti i siti web di tutti i comuni italiani! Le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Franco Levi sono troppo toccanti; meritano di essere riportate: “abbiamo invitato tutte le agenzie che hanno Voluto proporsi per questa gara. Si sono presentate oltre 70 agenzie e quasi 60 hanno presentato proposta articolata in quasi 160 diverse declinazioni. Abbiamo costituito una giuria costituita con tecnici del dipartimento dell’Editoria e ministero Attività culturali e Lavori pubblici presieduta dal presidente Mancinelli. Poi abbiamo goduto del consiglio prezioso di un gruppo di alte personalità che ci assisteranno nella definizione delle strategie di comunicazione. Tra questi Laura Biagiotti, l’ingegner Andrea Pininfarina, l’ingener Paolucci, il professor Fabbris. I progetti sono stati presentati in modo anonimo e la scelta è stata corroborata dal giudizio di queste alte personalità”. Complimenti! Aggiungerei. Ehm…sarà che sono scettico di natura, ma ci crederò solo quando lo vedrò in funzione. Per ora vedo solo la solita pagina di lavori in corso. Ah, a proposito: di portali turistici italiani, ce ne sono già a bizzeffe in giro. Uno fra tanti: il mitico ENIT.

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Lunedì 12 Febbraio 2007

Video didattici

Archiviato in: Web — Maurizio ( 13:47 )

Internet, non finirà mai di stupirmi. Ormai faccio qualsiasi cosa grazie alla Rete (ricerche, letture di giornali, TV, ricerche su pagine gialle, ricerche su abbonati al telefono, acquisti, indagini di mercato e via dicendo). Consulto anche i tutorial e scarico manuali vari. Oggi ho scoperto un nuovo sito: Dohowto. Si tratta del primo sito (a quanto ne so) che contiene video guide relative all’uso di svariati software. Su Dohowto è possibile trovare video che illustrano programmi come Photoshop, iTunes, PowerPoint, Windows, Mac Os X, Word e molti altri. In questo video ad esempio, viene illustrato come salvare un attachment da un messaggio di posta elettronica con Outlook 2000. Il sito è in inglese però! L’idea non è male ma il numero di video contenuti nel sito è limitato. Allora mi chiedo: perché non sviluppare l’idea e creare un sito open source stile wikipedia? Chiunque potrebbe creare dei video didattici ed inviarli al sito. Una specie di YouTube ma dedicato esclusivamente a tutorial e video didattici. Che ne pensate?

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Martedì 6 Febbraio 2007

Quel motivetto che mi piace tanto…

Archiviato in: Web, Musica — Maurizio ( 12:40 )

Mai capitato di avere in testa un motivetto e non sapere di cosa si tratta? A me è capitato molte volte. Di solito risalgo al titolo usando varie strategie. Ad esempio, se si tratta di una pubblicità, vado su Google -> gruppi, seleziono il gruppo ‘it.comp.musica.mp3.scambi’ e faccio una ricerca al suo interno. Oppure chiedo il titolo (ma il più delle volte qualcun altro ha già fatto la stessa domanda e ha ottenuto una risposta, perciò non devo neanche chiedere). Se invece conosco qualche parola del ritornello, vado su Google e cercho +”lyrics” +”parole del ritornello”. Di solito trovo quello che cerco. Ma come fare se non si conoscono le parole e non si tratta di una pubblicità? Beh, ci sono ben 2 strade: si scarica Tunatic o si va su www.midomi.com. Entrambi consentono l’identificazione di un brano semplicemente…cantandolo! Basta avere un microfono ed un collegamento ad Internet (ehm…ed essere intonati ovviamente). Midomi.com ha un database di 2 milioni di brani, all’interno del quale è possibile effettuare delle ricerche digitando il titolo del brano oppure canticchiandolo al microfono. Non solo, è anche possibile ascoltare le registrazioni degli altri utenti. E se si è proprio stonati cosa si può fare? Beh, si può sempre tentare con il pianoforte virtuale di www.melodyhound.com. Una volta ’suonato’ il brano, il sito proporrà un elenco di titoli riascoltabili. Beh, ci vuole un minimo di orecchio però eh? ;o)

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